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Fondi per attività alternative all’insegnamento della religione cattolica: la risposta della dr.ssa Palumbo alla lettera del Coordinamento Veneto dei Comitati “Buona Scuola”

Pubblicato da comitatonogelmini su 4 aprile 2010

A circa quaranta giorni dall’invio della lettera del Coordinamento Veneto dei Comitati “Buona Scuola” in relazione alla mancanza di fondi per poter permettere lo svolgimento delle ore di materia alternativa alla religione cattolica nelle nostre scuole, la dr.ssa Palumbo ha risposto.

A seguire il testo della lettera e alcune brevi considerazioni.

MIUR/AOODRVE/UFF III/3121 /C21                                               

Venezia, 29 marzo 2010                                                             

OGGETTO: Fondi per attività alternative all’insegnamento della religione cattolica

In riscontro alla nota della S.V. del 23.2.2010, relativa all’oggetto, si forniscono i seguenti chiarimenti.

Da accertamenti effettuati  presso i competenti uffici del Ministero dell’istruzione,  è risultato che  i fondi per l’anno 2010 indicati a fianco dei singoli capitoli di bilancio, previsti per la regione Veneto e puntualmente  riportati dalla  S.V., non sono a disposizione di questa Direzione bensì delle Direzioni provinciali Servizi vari (ex DPT), per retribuire, oltre alle  attività alternative alla religione cattolica, gli insegnanti di religione cattolica non di ruolo.

Non disponendo di tali fondi pertanto  questa Direzione Generale  non ha la possibilità di assegnarli direttamente  alle scuole  per far fronte alle spese derivanti dalla nomina di  eventuali supplenti per lo svolgimento delle  attività in argomento.

E’ in corso, a tal proposito, un monitoraggio presso le predette Direzioni provinciali ,volto a conoscere quanto della cifra complessiva stanziata sui   capitoli  2703,2709,2710 e 2711   è utilizzabile  per retribuire  i docenti che svolgono le citate attività alternative (in particolare a titolo di  supplenza), dopo aver detratto la quota parte  corrispondente al trattamento economico degli   insegnanti di religione non di ruolo.

Nel confermare che per il corrente anno scolastico l’eventuale nomina di personale supplente,in base alle disposizioni vigenti, graverebbe sul bilancio delle istituzioni scolastiche in quanto conferita dopo il 31 dicembre, si assicura  che per il prossimo anno scolastico ci si attiverà affinché  la complessa  problematica trovi soluzione fin dall’inizio delle lezioni.

Con riserva di ulteriori comunicazioni in ordine ai risultati del monitoraggio presso le Direzioni provinciali del Ministero dell’Economia e Finanze, si coglie l’occasione per formulare distinti saluti.

IL DIRETTORE GENERALE

    f.to  Carmela Palumbo

Alcune considerazioni fatte “a caldo”, che cercheremo di integrare al più presto con ulteriori informazioni e con una nuova “missiva” alla dr.ssa Palumbo

Considerazione n.1: dunque avevamo ragione! I soldi ci sono, l’ammontare delle somme è quello corretto; la dr.ssa Palumbo ci dice, però, che i fondi non sono versati direttamente all’USR ma agli uffici periferici delle Direzioni provinciali Servizi vari (ex direzioni provinciali del Tesoro).

Considerazione n.2: gli uffici periferici delle Direzioni provinciali Servizi vari retribuiscono con questi soldi, oltre alle  attività alternative alla religione cattolica, gli insegnanti di religione cattolica non di ruolo: anche su questo, quindi,  avevamo ragione!

Considerazione n.3: chi assume gli insegnanti di religione cattolica non di ruolo (e contestualmente dovrebbe assumere anche quelli per le attività alternative alla religione cattolica)? Se la supplenza è annuale l’USP di ogni provincia, altrimenti le singole istituzioni scolastiche, nei limiti fissati dall’USR.

Considerazione n.4: perchè, quindi, ci viene rimarcato per l’ennesima volta che “per il corrente anno scolastico l’eventuale nomina di personale supplente,in base alle disposizioni vigenti, graverebbe sul bilancio delle istituzioni scolastiche in quanto conferita dopo il 31 dicembre”? Quando, nei primi mesi dell’anno scolastico, chiedevamo di nominare supplenti o di utilizzare le ore eecedenti, ci veniva risposto che non c’erano fondi a disposizione, e ora che i fondi ci sono siamo fuori tempo massimo e le scuole devono pagarsi le nomine?!? Ci sembra una situazione da Comma 22…..

Considerazione n.5 (conclusiva e con un poco di amarezza di fondo): sarà un caso che la risposta (che ci da ragione su tutto, ma non ci da i fondi…) arrivi il 29 marzo, appena concluse le elezioni regionali con i risultati che sappiamo?

Carlo Salmaso per il Coordinamento Veneto dei Comitati “Buona Scuola”

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3 Risposte a “Fondi per attività alternative all’insegnamento della religione cattolica: la risposta della dr.ssa Palumbo alla lettera del Coordinamento Veneto dei Comitati “Buona Scuola””

  1. Maria detto

    Avete smosso le acque: bene bene!

  2. alessandra detto

    Considerazione n.3: chi assume gli insegnanti di religione cattolica non di ruolo (e contestualmente dovrebbe assumere anche quelli per le attività alternative alla religione cattolica)? Se la supplenza è annuale l’USP di ogni provincia, altrimenti le singole istituzioni scolastiche, nei limiti fissati dall’USR.

    allora questi insegnanti sono assunti dalla curia. sembra incredibile ma è così. infatti anche le loro graduatorie non sono pubbliche come non sono pubblici i dati del loro numero. e vengono sempre assunti su segnalazione della curia e dalla curia stessa. nemmeno l’USR conosci esattamente il loro numero.
    pensate un po’ voi.

  3. Nicola Pantaleo detto

    L’Associazione 31 ottobre per una scuola laica e pluralista ha da tempo denunciato questa pesante stortura dell’amministrazione pubblica che porta inevitabilmente (ma proprio così?)al blocco dei fondi per le attività alternative. Ci rallegriamo naturalmente che l’iniziativa del comitato ha portato a un chiarimento che smentisce versioni fraudolente e che ci si augura consentirà di pertire per l’anno prossimo con il piede giusto. Naturalmente rimane intatto un giudizio che non può che essere negativo su un governo e un ministro proni ai desideri di potere del vaticano.

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