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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Archivio per la categoria ‘Comitato/Iniziative’

Lettere, appuntamenti pubblici, feste, attività e iniziative promosse dal Comitato Genitori e Insegnanti di Padova

Imposizione e misurazione: la didattica negata del Sistema Nazionale di Valutazione

Pubblicato da comitatonogelmini su 2 aprile 2013

misura della qualità

CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova
IL CESP è riconosciuto dal MPI come ENTE FORMATORE
(D.M. 25/07/2006 prot. 869)
CORSO DI AGGIORNAMENTO per tutto il personale dirigente, docente ed ausiliario della scuola, l’iscrizione è gratuita, la partecipazione rientra nelle giornate di permesso per aggiornamento ai sensi dell’art. 64 del CCNL 29/11/2007

 

 

Corso di Aggiornamento REGIONALE CESP

Venerdì 12 APRILE dalle ore 9.00 alle ore 13.00

Aula Magna I.I.S. “E.U. Ruzza” di Padova

Via M. Sanmicheli, 8

Imposizione e misurazione: la didattica negata del Sistema Nazionale di Valutazione

L’8 marzo 2013 il governo Monti ha dato vita al SNV (Sistema Nazionale di Valutazione), un sistema mai discusso all’interno delle scuole e anzi bocciato da molti collegi docenti quando fu proposto sotto forma di sperimentazione: quale sarà lo scenario futuro per la valutazione?

PROGRAMMA e RELATORI

Ore 9.00/9.30: registrazione dei partecipanti 

Ore 9.30 – 11.15: relazioni introduttive

Gianluca Gabrielli – CESP Bologna

“Come i test Invalsi cambiano (in peggio) la didattica” 

Carlo Salmaso – Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica Padova

“Sistema Nazionale di Valutazione: misurare la qualità delle scuole ?!”                   

Ore 11.15 – 11.30

Pausa caffè

Ore 11.30dibattito

partecipa Lerida CisottoPresidente del Corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria dell’Università di Padova

Introduce e coordina Maurizio Peggion – CESP Padova

Verrà rilasciato l’idoneo attestato di frequenza ai sensi della normativa vigente

L’iscrizione si effettua all’apertura del convegno, per adesioni preliminari:

CESP, via Cavallotti 2 – 35100 PADOVA – FAX 049 8824273 – EMAIL : info@cesp-pd.it

Il convegno è stato realizzato grazie alla collaborazione di: CESP, via Manzoni 155 – Roma   + Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova + Associazione per i Diritti dei Lavoratori

Scarica la locandina del convegno in PDF

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Sistema nazionale di valutazione, interventi dei politici dopo l’appello

Pubblicato da comitatonogelmini su 20 febbraio 2013

valutazione

da La Tecnica della Scuola
20 febbraio 2013

Dopo l’invio, da parte di alcune associazioni, ai capilista e ai responsabili dei partiti che si presentano alle elezioni di un appello per fermare il tentativo del Governo di emanare in questi ultimi giorni di legislatura il Dpr sul Snv, cominciano a pervenire agli estensori del documento le risposte di alcuni rappresentanti di raggruppamenti politici.

 
Il documento, a firma di oltre 15 associazioni, comitati, federazioni e coordinamenti, rivolto ai responsabili dei partiti e ai capilista che si candidano al nuovo Parlamento, chiede diintervenire per impedire che venga emanato a Camere sciolte il Dpr sul sistema di valutazione, che tante critiche ha avuto dal mondo della scuola, dal Consiglio nazionale della pubblica istruzione, dal Consiglio di Stato e pure dalla Commissione istruzione del Senato, che ne hanno evidenziato le criticità giuridiche e di merito”.
Adesso, gli estensori dell’appello, che chiedono che il tema venga affrontato dal prossimo Parlamento e Governo previa discussione con le scuole, ci segnalano che sono arrivate le risposte di Umberto Guidoni, responsabile scuola nazionale di Sel, dell’on.le Pierluigi Bersani del Pd, di Antonio Ingroia, leader di Rivoluzione Civile.
 
L’ufficio stampa nazionale di Sel rende noto il seguente comunicato:
Quanto accaduto in Commissione istruzione al Senato è un colpo di mano, lo afferma Umberto Guidoni responsabile nazionale scuola e università di Sinistra Ecologia Libertà.
Un Parlamento sciolto da settimane e un Governo in scadenza non può ipotecare il futuro mettendo mano ad una materia così delicata come il regolamento sul Sistema Nazionale di Valutazione.
Si tratta di una forzatura a dieci giorni dal voto che si può spiegare solo con la preoccupazione di occupare in tempo utile per le elezioni, continua l’esponente di Sel, due enti importantissimi come l’Invalsi e l’Indire, sui quali in maniera precipitosa si sono indetti i bandi per le candidature.
Sinistra Ecologia Libertà, conclude Guidoni, chiede al ministro Profumo di ritirare la bozza di regolamento e di fermare i bandi per Invalsi e Indire per permettere al nuovo Governo, che mi auguro di centrosinistra, di affrontare la questione in maniera meno frettolosa e con il coinvolgimento del mondo della scuola”.
 
Segnalato anche l’intervento di Pierluigi Bersani, candidato premier del Pd:
“Francesca Puglisi ed io concordiamo con Voi sull’inopportunità politica di procedere ad oltre due mesi dallo scioglimento delle Camere e a pochi giorni dal voto, con un provvedimento che non ha i caratteri della straordinarietà e dell’urgenza
Il decreto sulla valutazione emanato dal Governo Monti ha parecchi punti critici che vogliamo siano discussi dalle scuole e dal nuovo Parlamento anche attraverso consultazioni delle VII Commissioni di Camera e Senato.
I senatori del Partito Democratico della VII Commissione hanno disertato la seduta della scorsa settimana proprio per dare al Governo un segnale di dissenso forte e chiaro.
Vi ringraziamo per la Vostra mobilitazione di queste ore. Speriamo di ricevere ascolto.
In ogni caso ci impegniamo a cambiare metodo se saremo chiamati al Governo del Paese, rendendo ogni scelta trasparente e frutto di una antecedente fase di ascolto”.
 
Sull’argomento è intervenuto anche Antonio Ingroia, leader di Rivoluzione Civile:

Condivido l’appello lanciato da docenti, studenti, associazioni e comitati del mondo della scuola contro il decreto Invalsi. L’iter del decreto va fermato e faremo quello che è nelle nostre possibilità per farlo. Nella scuola occorre una svolta, una vera rivoluzione civile, che metta fine alle politiche sciagurate degli ultimi anni, continuate con pervicacia dal ministro Profumo e dal governo Monti. Occorre innanzitutto impedire danni ulteriori a quelli già compiuti. È incredibile che a una settimana dal voto, a Camere sciolte, si tenti di imporre, con veri e propri colpi di mano, magari sperando nella disattenzione prodotta dalla campagna elettorale, un decreto che rischia di pregiudicare il futuro su un tema decisivo per la scuola come quello dei metodi di valutazione e approfittare per approvare le ennesime nomine spartitorie e partitocratiche“. 
Lo afferma in una nota il candidato leader di Rivoluzione Civile, Antonio Ingroia, che aggiunge: “Le modalità della valutazione sono state e sono oggetto di una grande discussione, di moltissime critiche e perplessità. Il rischio è che, invece di dotarci di sistemi di valutazione del nostro sistema per intervenire sui punti deboli, si voglia usare la valutazione come una clava per continuare a tagliare e per imporre agli insegnanti modalità e contenuti della formazione. In sostanza, si vogliono insegnanti che insegnino a superare i test e non a diventare cittadini liberi e maturi, cancellando libertà di insegnamento, specificità culturali, necessità del superamento delle disuguaglianze
.  

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Appello per fermare il Dpr sul sistema nazionale di valutazione

Pubblicato da comitatonogelmini su 19 febbraio 2013

valutazione1

Pubblichiamo un documento a firma di oltre 15 associazioni, comitati, federazioni e coordinamenti, rivolto ai responsabili dei partiti e ai candidati capilista che si candidano al nuovo Parlamento. Si tratta  di un appello di genitori, insegnanti e studenti per fermare il tentativo del Governo di emanare in questi ultimi giorni di legislatura il Dpr sul Snv: “la valutazione è un’azione che deve avere protagoniste e non oggetti passivi le scuole“.

Ai responsabili dei partiti e ai candidati capilista al nuovo parlamento.

Gentile candidato,

le chiediamo di intervenire per fermare il tentativo in atto da parte del governo di emanare a camere sciolte il DPR contente il regolamento sul sistema nazionale di valutazione.

Il CNPI e il Consiglio di Stato hanno evidenziato le gravi criticità giuridiche e di merito del testo in discussione.

La commissione istruzione del Senato ha dato un parere favorevole molto imbarazzato a maggioranza, manca comunque il parere delle commissioni della Camera.

Ci pare inaccettabile che il governo, che è in carica solo per l’ordinaria amministrazione, possa emanare in queste condizioni un decreto di questa importanza e procedere alle nomine dei CDA di Indire e Invalsi.

Le chiediamo di intervenire perché la definizione delle linee della valutazione scolastica sia affidata al prossimo Parlamento e al prossimo Governo, previa consultazione delle Istituzioni scolastiche.

Centro di iniziativa democratica insegnanti

Coordinamento genitori democratici

Ass.ne naz.le Per la scuola della Repubblica

Federazione nazionale insegnanti scuola media

Rete degli studenti

Unione degli studenti medi

Ass.ne Non uno di meno Milano

Rete scuole Milano

Rete scuole Crema

Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica Padova

Coordinamento scuole savonesi

La scuola siamo noi. Coordinamento scuole Parma

GDL assemblea genitori e insegnanti di Bologna e provincia

Comitato bolognese Scuola e Costituzione

Comitato per la scuola della Repubblica Firenze

Cemea del mezzogiorno onlus

Coordinamento delle Scuole di Ferrara e provincia “La scuola è di tutti”

Movimento insegnanti calabresi per la scuola pubblica

Docenti referenti Rete senza confini – rete interculturale dell’Alta Padovana

Nodo A.l.b.a. Padova

Circolo “il Manifesto” Padova

Assemblea difesa scuola pubblica Vicenza

Comitato buona scuola Carpi

Associazione scuola futura Carpi

19 febbraio 2013

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La Scuola che vorremmo…

Pubblicato da comitatonogelmini su 9 febbraio 2013

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Coordinamento Scuole in mobilitazione di Padova e provincia
Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova

 

presentano

LA SCUOLA CHE VORREMMO… 

 

una giornata di sensibilizzazione a favore della Scuola Pubblica

Venerdì 15 febbraio 2013 dalle ore 15.00 alle 19.30

Loggia della Gran Guardia in Piazza dei Signori – Padova

dalle 15.00 alle 17.00

Lezioni aperte delle scuole superiori di Padova

  • dalle 15.00 alle 15.20 Selvatico (esposizione artistica)
  • dalle 15.20 alle 15.40 Cornaro (mineralogia)
  • dalle 15.40 alle 16.00 Calvi (rappresentazione teatrale)
  • dalle 16.00 alle 16.20 Cornaro (filosofia)
  • dalle 16.20 alle 16.40 Nievo (fisica delle onde)
  • dalle 16.40 alle 17.00 Severi (matematica)
  • dalle 15.00 alle 16.40 Scalcerle dentro il sottoportico esibizione computerizzata robot Lego
dalle 17.00 alle 18.00

Taglio dopo taglio siamo arrivati qui…: la situazione finanziaria attuale delle scuole pubbliche della nostra città discussa e commentata con i membri dei Consigli d’Istituto (genitori, studenti, dirigenti scolastici, docenti, A.T.A.)

dalle 18.00 alle 19.30

La scuola da’ i voti alla politica

Il mondo della scuola interroga le forze politiche

Sono stati invitati i candidati di tutti i partiti alle prossime elezioni politiche. Hanno garantito la loro presenza:

  • Maria Teresa Di Riso (SEL)
  • Claudio Piron (PD)
  • Giampiero Dalla Zuanna (Scelta Civica Lista Monti)
  • Daniela Ruffini (Rivoluzione Civile Lista Ingroia)
  • Enrica Pontello (UDC)
  • Giovanni Endrizzi, Tiziana Michelotto (MoVimento 5 Stelle)

studenti, genitori, docenti e non docenti, cittadini…sono invitati a partecipare

Il Coordinamento: IIS Mattei di Conselve, Liceo Duca d’Aosta, IIS Ruzza, ITIS Severi, IIS Scalcerle, ITI Marconi, ITC Calvi, Liceo Cornaro, Liceo Galileo Galilei Selvazzano, Liceo Nievo, Liceo Tito Livio, LAS Selvatico, LAS Modigliani, IIS Valle, X IC Padova, VIII IC Padova, XIII IC Padova, IIS Einstein di Piove di Sacco.

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Incontro del Coordinamento Nazionale per la Scuola della Costituzione

Pubblicato da comitatonogelmini su 16 gennaio 2013

firenze 26 gennaio

In vista delle prossime scadenze, abbiamo ritenuto opportuno promuovere un incontro del Coordinamento Nazionale per la Scuola della Costituzione

per Sabato 26 gennaio 2013 dalle ore 10.00 alle ore 17.30

Firenze  - Circolo ARCI di via delle Porte Nuove, n. 33

clicca qui per la mappa

 (Raggiungibile anche con l’autobus 17 dalla Stazione FFSS: sotto la pensilina, con le spalle ai treni uscita laterale a sinistra, e scendere alla quarta fermata

Ordine del giorno dell’incontro

1Struttura organizzativa del Coordinamento Nazionale e modalità operative (10.00 – 12.00)

2Impegno in vista delle prossime elezioni, manifestazione del 2 febbraio ecc. (12.00 – 16.00)

3Proposta sul governo della scuola (16.00 – 17.00)

4Referendum di Bologna sulla scuola pubblica dell’infanzia (17.00 – 17.30)

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Per un governo democratico della scuola della Costituzione – Interventi e dibattito, registrati in presa diretta

Pubblicato da comitatonogelmini su 4 gennaio 2013

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di Coordinamento Nazionale per la Scuola della Costituzione
4 gennaio 2013

Di seguito rendiamo disponibili i files audio degli interventi e del dibattito registrati in presa diretta durante il Seminario “Per un governo democratico della Scuola della Costituzione”, organizzato dal Coordinamento nazionale per la Scuola della Costituzione  presso la Provincia di Roma il 16 dicembre 2012

A questo link potete trovare un resoconto dettagliato di quanto emerso nella giornata di studio.

Qui potete scaricare il testo completo della proposta presentata dal Coordinamento.

Per ascoltare gli interventi cliccate sul testo sottolineato

Antonia Sani - Apertura dei lavori    

Carlo Salmaso - Introduzione

Corrado MauceriPresentazione della proposta

Dibattito Completo (mattina; pomeriggio)

Tavola Rotonda con i responsabili scuola Meloni (RC), Puglisi (PD), Rodano (IdV), Salacone (Sel); conduce Marina Boscaino

Si invitano tutti coloro che hanno espresso nel dibattito le proprie valutazioni e tutti e tutte coloro che desiderassero esprimerle, a inviare email all’indirizzo del Coordinamento Nazionale per la Scuola della Costituzione:  coordnazscuolacostituzione@gmail.com

Aderiscono al COORDINAMENTO NAZIONALE PER LA SCUOLA DELLA COSTITUZIONE:

Associazione Nazionale per la scuola della RepubblicaComitato bolognese Scuola e CostituzioneLa scuola siamo noi, ParmaCoordinamento delle scuole secondarie, RomaComitato per la difesa della Costituzione, FirenzeAssemblea per la Difesa della Scuola Pubblica, VicenzaAssociazione “Una nuova primavera per la scuola pubblica” Rivista EcoleComitato difesa Scuola Pubblica, FerraraCoordinamento Genitori Democratici LiguriaCIP Comitato Nazionale Insegnanti PrecariCPS, RomaALBA, Nuovo Soggetto PoliticoAssemblea Genitori e Insegnanti di Bologna e provinciaComitato Non rubateci il futuro, RomaAssociazione Alternativa, RomaComitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica, PadovaCISP/Centro Insegnanti Scuola Pubblica, RomaRete scuole fiorentineComitato genitori, FirenzeCPS, NapoliAssociazione Non uno di meno, MilanoNapoliScuole/Zona Franca, NapoliGigliola Corduas, presidente FnismVito Meloni, Resp. Scuola Nazionale PRCSimonetta Salacone, Resp. Nazionale Scuola SELLetizia Bosco, I.d.V.Gennaro Loffredo, ASSUR Associazione Scuola Ricerca UniversitàMario de Bellis, UNICOBASLoredana Fraleone, Fed.Sin/PRCAlberto Giorgi (Resp Scuola PRC)Barbara Battista (Resp. Scuola USB Scuola)Valeria Ghiso, resp.prov.delle politiche della conoscenza del PRC, SavonaCOOGEN, TorinoReteScuole, CremaUDS Unione degli StudentiGiovani Comunisti, RomaAssociazione Scuola Daneo, GenovaUnità Democratica Giudici di Pace, Roma

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Un’idea di Scuola alternativa: la Scuola della Costituzione!

Pubblicato da comitatonogelmini su 18 dicembre 2012

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di Coordinamento Nazionale per la Scuola della Costituzione
18 dicembre 2012
Comunicato Stampa

Il seminario “Per un governo democratico della Scuola della Costituzione” organizzato dal Coordinamento nazionale per la Scuola della Costituzione  presso la Provincia di Roma il 16 dicembre 2012 ha registrato un buon risultato. Oltre un centinaio le presenze, un vero successo se si pensa che contemporaneamente si svolgevano a Roma l’assemblea nazionale del movimento delle scuole, la segreteria nazionale del CIDI, l’incontro nazionale degli studenti dell’UDS, l’esecutivo federale dei Cobas ..e gli impegni prenatalizi.

  Segno evidente che la proposta ha fatto breccia in un mondo della scuola ansioso di salvare il valore della “Scuola della Costituzione” attraverso un percorso concreto e praticabile.

 Un mondo formato da insegnanti, genitori, organizzazioni sindacali (tra le OOSS invitate: FLC CGIL, USB, UNICOBAS, COBAS, erano presenti: USB,UNICOBAS, Piero Castello – Cobas Scuola), semplici cittadini che riconoscono alla funzione  della scuola dello Stato un ruolo preminente nella formazione dei giovani.

  Tra gli altri, hanno accolto con interesse l’invito a partecipare Chiara Acciarini, Maurizio Tiriticco, Clotilde Pontecorvo, l’on. Zazzera, il prof. Porrotto, ex preside del Parini di Milano, e hanno inviato parole di condivisione tra gli altri, Domenico Gallo, Gennaro Lopez, Sergio Lariccia, Nicola Tranfaglia, impossibilitati ad essere presenti. Inoltre, proprio nella giornata di oggi due nuove associazioni, una nazionale, l’altra genovese, hanno chiesto di entrare a far parte del Coordinamento. 

Le relazioni di Carlo Salmaso (sul rapporto autonomia – democrazia – partecipazione) e di Corrado Mauceri (illustrazione della proposta contenente “Norme per il governo della Scuola della Costituzione”) hanno avviato ragionamenti e riflessioni, per una parte dei presenti sicuramente inediti, in particolare riguardo al concetto di autonomia inteso come libertà del sistema scolastico dai condizionamenti dei ministri di turno, non corrispondente all’autonomia dei singoli istituti che di fatto continuano ad essere sottoposti al potere burocratico del Ministero che impedisce l’esplicazione delle competenze assegnate agli Organi Collegiali nel DPR del 1974.

  E’ stato individuato questo come uno dei motivi del calo di partecipazione.

 E’ stata sottolineata la differenza  tra la vecchia idea di scuola statale centralista e l’idea della Scuola della Costituzione, statale, ma garante della partecipazione e del pluralismo culturale e quindi dell’autonomia  intesa come partecipazione ed indipendenza dagli esecutivi nella Carta costituzionale.

  E’ emersa con forza la distinzione tra la Scuolaequiparabile alla Magistraturain quanto funzioni della Repubblica non delegabili per le loro alte finalitàe la tutela dei diritti attraverso la fornitura di servizi che possono essere assolti oltre che dallo Stato anche da privati.

  La parte più innovativa delle proposta riguarda il Consiglio Nazionale dell’Istruzione che rappresenterebbe l’apice degli Organi Collegiali come centro del pluralismo culturale in sostituzione dell’attuale CNPI, con compiti di programmazione degli indirizzi educativi oggi di competenza del MIUR.

  Mauceri ha presentato anche gli aspetti critici della proposta, su cui occorre attivare un approfondito confronto (rapporto tra questo nuovo organismo e il MIUR, la figura del Dirigente Scolastico ..)

  Macome ha detto Antonia Sani in aperturasi tratta dell’avvio  di un confronto, non della conclusione di un percorso.

    I numerosi interventi hanno sottolineato il rifiuto integrale della pdl Aprea, per ora “su un binario morto” ma sempre in agguato dopo le elezioni, la necessità che si mantenga alta la mobilitazione delle scuole, per scongiurare questo e altri provvedimenti negativi per la qualità dell’istruzione (es. forme dissennate di dimensionamento degli istituti scolastici),  l’urgenza che vengano affrontati anche altri problemi della vita scolastica (valutazioneInvalsi, orario di lavoro dei docenti, rischio che attraverso le reti di scuole penetri nelle istituzioni pubbliche la privatizzazione dei saperi, richiesta di abolizione delle Fondazioni da cui dipendono attualmente una sessantina di Istituti Tecnici Superiori, l’importanza di far pervenire al Parlamento Europeo la nostra idea di scuola della Repubblica..)

  C’è stato un grande applauso del pubblico quando Bruno Moretto ha riferito del successo raggiunto dal comitato bolognese con la raccolta di firme (oltre 13.000) per il referendum contro il finanziamento delle scuole private per l’Infanzia del Comune di Bologna.

Nel pomeriggio, dopo la conclusione del dibattito, ha avuto luogo la Tavola rotonda coordinata da Marina Boscaino  con le forze politiche presenti: PD (F.Puglisi), SEL (S:Salacone), I.d.V. (G.Rodano), PRC (V.Meloni). Erano stati invitati anche PdCI e ALBA.

  Dal confronto è emersa la comune denuncia dell’attacco alla Costituzione rappresentato dalla legge 62/2000 sulla parità scolastica che consente finanziamenti alle scuole private divenute “paritarie”. Un auspicio che il nuovo Parlamento possa riconsiderare il vulnus?

 E’ stata anche evidenziata la conseguente anomalia che mette sullo stesso piano le scuole degli Enti Locali e le scuole private dell’ Infanzia che nel bilancio ricevono finanziamenti dallo stesso capitolo.

 Riguardo l’articolato è stato espresso un interesse di massima, con un rinvio a un incontro successivo dopo una più accurata meditazione sul testo per un confronto nel merito.

 Riteniamo una acquisizione importantissima l’avere messo in sintonia e in una comunità di intenti tutti i soggetti che fanno attualmente parte di questo coordinamento  che anche in data odierna ha dimostrato la sua vitalità con la presenza di comitati di Napoli, Roma, Firenze, Viareggio, Vicenza, Padova, Bologna, Genova (Milano e Parma assenti per motivi contingenti).

Nella conclusione operativa sono stati invitati tutti coloro che hanno espresso nel dibattito le proprie valutazioni e tutti e tutte coloro che desiderassero esprimerle, a inviare email all’indirizzo del coordnazscuolacostituzione@gmail.com, comprese testimonianze dello stato degli Organi Collegiali nelle proprie scuole e altre denunce dello stato delle cose nella propria realtà scolastica.

    Tutta questa documentazione verrà raccolta e integrata dal Coordinamento in vista del prossimo dibattito da tenersi nelle vicinanze delle elezioni politiche (mese di febbraio)

Antonia Sani per il Coordinamento

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Perché la proposta per un governo democratico della Scuola della Costituzione

Pubblicato da comitatonogelmini su 9 dicembre 2012

ARTICOLATO

di Coordinamento Nazionale per la Scuola della Costituzione
9 dicembre 2012
La priorità è il governo democratico della scuola. Le 24 ore, il concorso, le prove INVALSI, i tagli all’istruzione pubblica ed i contributi alle private, la “953” (ora al Senato 3542): tutte scelte dell’aziendalizzazione della scuola statale.

La “pensata” del Governo dei Professori di prevedere un aumento a 24 ore dell’orario di lezione del personale docente della scuola secondaria è stata tolta di mezzo dal Parlamento (vista la prossimità delle elezioni), anche se la scuola subirà ugualmente tagli alla spesa in misura equivalente.

Infatti, l’idea di fare cassa sulla scuola statale non è stata per niente superata.

L’istruzione non è più un impegno primario dello Stato; ma, soprattutto, non è più considerata una funzione istituzionale dello Stato. È, viceversa, un servizio pubblico, che può essere gestito indifferentemente o da scuole statali, organizzate con i criteri privatistici delle aziende; o da scuole paritarie (in gran parte confessionali), alle quali si riconosce la stessa funzione di servizio pubblico e che pertanto hanno diritto di essere finanziate anche da Stato, Regioni e Comuni.

Qualche falso ingenuo, che legge la Costituzione a partire dal Titolo V, sostiene addirittura che anche nell’istruzione sia applicabile il principio di sussidiarietà di cui all’art. 118, secondo cui, dove il servizio pubblico sia svolto dalla scuola privata, non deve essere istituita quella pubblica. Evidentemente ignora l’art. 33 della Costituzione, laddove afferma “La Repubblica…..istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi”, escludendo non solo l’applicabilità del principio di sussidiarietà, ma anche l’ipotesi di un sistema integrato pubblico-privato.

In questa idea di scuola, che poggia sul compito di erogare un servizio alla collettività-utenza, lo Stato deve soltanto garantire “i livelli essenziali delle prestazioni” e ogni realtà scolastica si organizzerà come può, a seconda delle disponibilità finanziarie che riuscirà a reperire ed in regime di concorrenza (che secondo gli “innovatori” dovrebbe garantire la qualità).

Questa concezione del sistema scolastico ha origine nel 1993, con la privatizzazione del rapporto di lavoro del personale della scuola. Tappe successive: l’organizzazione aziendalistica con a capo la figura del Dirigente manager (autonomia e dirigenza); nel 2000, con la legge di parità, che ha introdotto il cosiddetto sistema integrato; infine con la modifica del Titolo V della Costituzione. Ora, con l’approvazione alla Camera dei Deputati della proposta di legge ex Aprea ed ex 953 (ora al Senato 3542), si pensa di portare a compimento il processo, con una sostanziale convergenza tra centro-sinistra e centro–destra.

Non si tratta di compromessi o inciuci politici; è proprio un’idea di scuola connaturata alla cultura liberista della destra, ma ora anche profondamente radicata nella cultura del gruppo dirigente del PD. In un noto documento del 1994, infatti,  “Una nuova idea  per la scuola”, sottoscritto da 31 intellettuali di area progressista (primo firmatario Luigi Berlinguer, divenuto in seguito Ministro della Pubblica Istruzione e quindi protagonista di questa regressione del ruolo della Scuola statale) si affermava che: “si deve pensare a un sistema formativo pubblico, nazionale  ed unitario, del quale partecipano scuole statali e non statali …”.

La scuola non è quindi più una struttura dello Stato. Di conseguenza l’attività docente non è più una funzione dello Stato, come ad esempio quella del Magistrato. L’attività docente diventa una prestazione di lavoro subordinato, rispettabilissima come qualsiasi altra prestazione di lavoro, ma appunto – come qualsiasi altra attività lavorativa – retribuita non tanto per il valore e la professionalità della funzione, quanto per la durata della prestazione.

In questo contesto culturale l’attività del docente deve svolgersi in base agli indirizzi del Ministro; è sottoposta alle valutazioni da parte di organismi ministeriali come l’INVALSI, solo formalmente indipendenti; ed è sempre più subordinata al potere del dirigente-manager, che della attività dei docenti è responsabile e quindi il gestore. Ma, soprattutto, è un costo che si deve il più possibile contenere.

Le battaglie contro i tagli alla spesa per l’istruzione o contro concorsi per reclutare personale già da anni in servizio o contro le prove INVALSI, possono essere generose, ma risultano comunque poco efficaci se non si ripristina la scuola della Costituzione. In questi giorni il mondo della scuola ha avvertito la deriva di quest’idea mercantilista dell’istruzione e si è mobilitato con grande passione, costringendo, grazie anche alla prossimità delle elezioni, il Governo e le forze politiche che lo hanno sostenuto a stoppare queste “innovazioni”.

Dobbiamo però deve essere consapevoli che, al di là di tutti i proclami quotidiani sulla centralità della scuola, i fatti concreti di questi ultimi venti anni dimostrano che nella cultura dominante nel nostro Paese tale centralità è solo uno slogan propagandistico; è pertanto necessario rilanciare, anche a livello culturale, prima che sia troppo tardi, un’idea di scuola alternativa, che è poi l’idea di scuola della Costituzione. Ma soprattutto è necessario rivendicare scelte concrete, a cominciare da un forte incremento della spesa per l’istruzione e da un governo democratico della scuola a tutti i livelli; solo su di esse potrà essere misurata la reale centralità della scuola.

Il degrado dell’istruzione statale certamente è imputabile alle politiche dei Governi che si sono succeduti ed alle “nuove idee” di stampo liberista di alcuni settori di centro-sinistra; ma ad esso non è estranea la passività con cui il mondo della scuola ha finora subito, anno dopo anno, tutte le stravaganze inventate dai sedicenti innovatori. Nelle manifestazioni di questi giorni si leggeva negli striscioni: “La scuola siamo noi”. Prima che sia troppo tardi dobbiamo rivendicare effettivamente il governo democratico della Scuola.

Domenica 16 dicembre il Coordinamento Nazionale per la Scuola della Costituzione ha promosso a Roma (ore 10,30 Palazzo della Provincia) un seminario in cui presenterà una proposta concreta, alternativa alla ex Aprea“953”.

Discutiamone insieme.

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Dignità e democrazia

Pubblicato da comitatonogelmini su 30 novembre 2012

dignità

di Coordinamento Scuole in Mobilitazione di Padova
30 novembre 2012

Il Coordinamento delle Scuole in mobilitazione di Padova e provincia ritiene doveroso intervenire in merito alle ultime esternazioni del premier Monti effettuate nel corso della trasmissione “Che tempo che fa”, riprese e condivise il giorno seguente dal presidente Napolitano, e respingere al mittente le falsità e le offese lanciate agli insegnanti della Scuola Pubblica Italiana.

Vogliamo esprimere la nostra indignazione per le accuse che ci sono state rivolte: fatti passare come coloro che, in questo momento di sacrifici per il paese, si sono chiusi a difesa di presunti privilegi di categoria, incolpati di corporativismo e di strumentalizzazione degli studenti.

Riteniamo che il capo del governo abbia dimostrato di essere poco informato riguardo alla questione dell’aumento dell’orario, inserito nella Legge di Stabilità.

Il “Professor Monti” ha ridotto quello che era un vero e proprio blitz, in barba alla contrattazione collettiva di lavoro, ad una incomprensibile lite per 2 ore che, a suo dire, avrebbero significato più didattica e cultura; invece la proposta era di innalzare di 6 ore l’orario settimanale di lezione, aumentando di un terzo quello svolto attualmente, incrementando le classi in cui ogni insegnante lavora, con ovvie ripercussioni negative proprio sulla didattica quotidiana.

Vogliamo ricordare che un’operazione del genere, se fosse passata, avrebbe comportato la perdita di migliaia di posti di lavoro, tra personale di ruolo e personale precario.

Ma la nostra indignazione è anche rivolta a quei sindacati che, solo qualche giorno prima, hanno ritirato la loro adesione allo sciopero unitario della scuola: la mobilitazione che, come gruppi di insegnanti, abbiamo messo in atto negli istituti in cui lavoriamo non era, e non è, solamente legata ad un problema di tipo salariale: il modo in cui si è cercato di risolvere il problema degli scatti di anzianità bloccati, andando ad erodere del 30% il fondo d’istituto, ancora una volta danneggerà il già precario equilibrio dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche.

A questi sindacati, al premier Monti, al presidente Napolitano vogliamo dire che se si vogliono dividere in questo momento gli insegnanti e, ancor più, gli studenti dagli insegnanti, si è capito assai poco del malessere e del senso di insofferenza che c’è nella scuola.

L’azione che abbiamo intrapreso come “comitati di mobilitazione” dei vari istituti è un’azione di dignità e di democrazia:

  • di dignità per il nostro lavoro e allo stesso tempo per la Scuola Statale, martoriata da anni di interventi effettuati nella sola ottica del risparmio;
  • di democrazia perché è giunto il tempo di riappropriarci del nostro futuro di professionisti dell’istruzione, pensando ad un percorso diverso da quello che ci è stato imposto a colpi di “riforme epocali” e di improbabili tentativi di modifica degli organi collegiali.

Per questi motivi non siamo disposti a fermare la nostra mobilitazione ma, anzi, riteniamo sia doveroso imporle un salto di qualità, andando oltre quanto è stato fatto negli ultimi venti giorni all’interno delle singole scuole, e aprendola verso il territorio, verso i cittadini.

Abbiamo collettivamente deciso di iniziare un’azione a staffetta che interesserà le scuole che si riconoscono nel Coordinamento, in cui ciascuna si impegnerà a turno per due/tre giorni offrendo la possibilità di rendere visibile il lavoro sommerso che quotidianamente svolgiamo come insegnanti, proponendo dibattiti e lezioni aperte a genitori e studenti che vorranno venirci a trovare.

Cercheremo, inoltre, di raccogliere alcuni di questi spunti in un’uscita riassuntiva da tenere in un luogo pubblico all’aperto durante la settimana che precederà il Natale, per veicolare la nostra protesta al maggior numero possibile di cittadini.

Infine, per consolidare il rapporto che in questi giorni si è sviluppato fra docenti ed alunni, il 14 dicembre alle ore 17.00 terremo un’assemblea congiunta con le varie anime del movimento studentesco presso l’IIS “P. Scalcerle” per concordare azioni condivise di mobilitazione.

Questa volta noi non molliamo,  si stancheranno prima loro!

Per pianificare queste iniziative il Coordinamento si ritroverà

lunedì 10 dicembre alle ore 17.00 all’IIS “U. Ruzza” di Padova

IIS Mattei di Conselve, Liceo Duca d’Aosta, ITC Einaudi – Gramsci, Liceo Tito Livio, IIS Ruzza, ITIS Severi, IIS Scalcerle, ITI Marconi, ITC Calvi, IC Selvazzano2, IT Belzoni – Boaga, Liceo Nievo, LAS Selvatico, IIS Newton di Camposampiero, IC di Albignasego, IC di Brugine, Liceo Fermi, LAS Modigliani, IIS Valle, IPIA Meucci di Cittadella, IIS Cattaneo di Monselice, X IC Padova, VIII IC Padova, XI IC Padova, IIS Einstein di Piove di Sacco

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Ascoltate le scuole!

Pubblicato da comitatonogelmini su 25 novembre 2012

Legge sull’autogoverno della scuola: una proposta per i membri della Commissione Istruzione del Senato in merito alle annunciate audizioni del mondo della scuola.
25 novembre 2012

La proposta di legge sull’autogoverno delle scuole è in discussione al Senato. Sono state annunciate audizioni del mondo della scuola presso la Commissione istruzione e beni culturali. Rispetto alla fase autoreferenziale della Commissione istruzione della Camera, dove tutto si è svolto in gran fretta e senza alcun dibattito pubblico arrivando ad attribuire alla Commissione la sede legislativa (quindi la proposta è stata approvata senza passare in Aula), questo potrebbe sembrare un passo avanti. Ma, se guardiamo l’elenco delle audizioni svolte qualche anno fa sul disegno originario di Valentina Aprea, non troviamo argomenti per essere ottimisti. Come è possibile pensare che un pugno di soggetti che vanno dall’Associazione italiana maestri cattolici fino all’Associazione nazionale dirigenti scolastici, passando per il Movimento studentesco padano(!) siano rappresentativi del mondo della scuola? Ancora una volta si scambia un ascolto formale e parziale per un esercizio di democrazia. Le cose, però, sono più complicate. Lo dimostrano le mobilitazioni delle ultime settimane: moltissime scuole in tutta Italia hanno approvato documenti che non si limitano alla questione dell’orario degli insegnanti, ma si oppongono con decisione alla proposta di legge sull’autogoverno (ne trovate alcune centinaia qui:
http://www.forumscuole.it/18/mozioni-contro-il-ddl-953
). Forse queste prese di posizione così diffuse non rappresentano già una formidabile occasione di ascolto?

Bene, se la Commissione vuole davvero conoscere il parere di chi vive e lavora nella scuola, potrebbe fare una cosa molto semplice.

Ciascun membro della Commissione vada nelle scuole a illustrare il testo e ad ascoltare le opinioni.

Vada in una scuola al giorno.

In cinque settimane, per sei giorni a settimana, ciascun senatore potrebbe realisticamente recarsi personalmente in trenta scuole, dedicando a ciascuna un tempo abbastanza ampio per un dibattito approfondito.

I membri della Commissione sono venticinque. Tutti insieme potrebbero visitare 750 istituti.

Poniamo che la metà di questi siano Istituti comprensivi. Mediamente un Istituto comprende tre scuole: una scuola dell’infanzia, una scuola elementare, una scuola media. Si tratta quindi di 1.500 scuole.

Se proviamo a moltiplicare questo dato per il numero di studenti, insegnanti, genitori, dirigenti, ausiliari, tecnici e amministrativi, siamo di fronte a una cifra davvero importante. Nessuna audizione potrebbe eguagliarla. E in quanto a rappresentatività, le associazioni che verranno ascoltate in commissione secondo il solito copione scomparirebbero al confronto.

Sarebbe anche un bel segnale politico: i parlamentari che vanno nelle scuole anziché invitarne a Palazzo una rappresentanza filtrata e di dubbia rappresentatività.

E’ una proposta semplice e fattibile. Un esercizio di ascolto e di partecipazione democratica reale e non formale. Quale terreno più fertile per sperimentarla che una proposta di legge che nel suo titolo parla di autogoverno delle scuole?

Associazione “Una nuova primavera per la scuola pubblica”, Assemblea genitori ed insegnanti di Bologna e provincia, Retescuole – Milano, La scuola siamo noi – Parma, NapoliScuole – Zona Franca Comitato bolognese Scuola e Costituzione, CIP – Comitato Insegnanti precari, Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova, Assemblea Difesa Scuola Pubblica di Vicenza, AssociaIone Scuolafutura di Carpi,  Associazione Nazionale “Per la Scuola della Repubblica”

Per aderire a questa iniziativa mandate una mail a: unanuovaprimavera@urlodellascuola.it 

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