La scuola è nostra! Miglioriamola insieme

Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Archivio per la categoria ‘Tutti i post’

Benvenuti alle Termopili

Pubblicato da comitatonogelmini su 23 maggio 2013

banner-Bolognariguardalitalia-1024x275

di Wu Ming* da Internazionale
23 maggio 2013

* Wu Ming è un collettivo di scrittori italiani

E così il 26 maggio la cittadinanza bolognese andrà a votare. Referendum consultivo sui finanziamenti comunali alle scuole d’infanzia paritarie private.

Alla cittadinanza viene chiesto di esprimere un parere su quale sia la forma “più idonea” di utilizzo dei finanziamenti comunali per garantire “il diritto costituzionale all’istruzione dei bambini e delle bambine”: dare oltre un milione di euro alle scuole pubbliche comunali e statali (A) o continuare a darlo alle scuole paritarie private (B). Un piccolo caso locale che ha attirato l’attenzione da tutta Italia per il forte valore simbolico  e che, comunque andrà a finire, ha già messo in evidenza un dato innegabile: un comitato di poche decine di volontari è riuscito a far tremare i colossi dai piedi d’argilla che saturano lo spazio politico italiano, ritrovandoseli tutti contro, dal Pd alla Cei.

Con il passare delle settimane, il clima in città è andato surriscaldandosi a causa dei toni assunti dall’amministrazione comunale e dal sindaco Merola, a ogni uscita pubblica sempre più nervoso e offensivo nei confronti dei referendari. Il refrain dura da mesi, ma ultimamente è diventato un disco rotto: ideologici, strumentalizzati, estremisti, nemici della scuola, nemici dei bambini, discriminatori, e chi più ne ha più ne metta.

Il motivo di tale aggressività è presto detto: l’appoggio al fronte referendario annovera, oltre a Sel, sindacati di base, M5s, Fiom e Flc-Cgil, tutti gli ultimi esponenti della sinistra italiana. Da Stefano Rodotà a Salvatore Settis, da Luciano Gallino ad Andrea Camilleri, da Gino Strada a Margherita Hack, da Dario Fo a Michele Serra, da Corrado Augias a Marco Revelli, da Paolo Flores D’Arcais a Francesco GucciniPer non parlare della sfilza di attori, registi, scrittori. Perfino i Forever Ultras del Bologna Fc 1909, che domenica scorsa, in curva allo stadio, hanno srotolato uno striscione con su scritto: “MerolA: BolognA + scuola PubblicA = A”. Last but not least, la Scuola di Barbiana e gli alunni di don Milani hanno aderito alla battaglia del comitato referendario, dimostrando una volta per tutte che non di guerra di religione si tratta, come piacerebbe far credere a certi altri tifosi.

Sull’altro fronte, dalla parte dell’amministrazione comunale e dei sostenitori dei finanziamenti pubblici alle scuole private è sceso in campo niente meno che il presidente della Cei, il cardinale Bagnasco. Poi i tre “Maurizii”: Lupi, Sacconi, Gasparri. Il Pdl è in prima linea insieme alla Lega Nord. E ovviamente il Pd, il primo partito in città, con tanto di endorsement del decano Romano Prodi. Perfino il papa qualche giorno fa si è pronunciato, con un tempismo non casuale, ricordando che “la scuola cattolica costituisce una realtà preziosa per l’intera società, soprattutto per il servizio educativo che svolge, in collaborazione con le famiglie. Ed è bene che sia riconosciuto il suo ruolo in modo appropriato”.

Al pontefice va riconosciuto il dono dell’onestà, perché ha parlato di scuole cattoliche senza giri di parole. Invece non c’è una dichiarazione o una riga sottoscritta dai sostenitori laici o clericali dell’opzione B che ricordi questa semplice verità: a Bologna, 26 su 27 scuole d’infanzia paritarie private sono confessionali e aderiscono alla stessa struttura, cioè la Federazione italiana scuole materne (cattoliche), fondata su impulso della Cei nel 1973.

L’omissione è cruciale, altrimenti la retorica sulla “libertà di scelta educativa delle famiglie” cadrebbe davanti a quello che è un semplice accordo bipolare stipulato nel 1995 e procrastinato per diciotto anni. In una società sempre più multietnica, multireligiosa e multiconfessionale, tenere in piedi un sistema integrato Peppone-Don Camillo è grottesco, almeno quanto lo sarebbe immaginare un sistema educativo a compartimenti stagni, in cui ogni confessione e ogni gruppo sociale si fa la propria scuola con i contributi pubblici. Il sindaco di Bologna è arrivato a dire anche questo, affermando che sarebbe ben contento di poter finanziare una scuola islamica. Chissà cosa ne pensano i suoi alleati leghisti in questa battaglia. Sta di fatto che non è più tornato sull’argomento.

A sentire i difensori del sistema scolastico integrato pubblico-privato, l’idea di un primato della scuola pubblica – quella inclusiva, gratuita, pluralista, laica, dove vige la libertà d’insegnamento, tenuta per legge a occuparsi di tutti, a prescindere dal grado di abilità, eccetera – è già stata abbandonata. Le scuole paritarie private ex lege fanno parte del sistema scolastico nazionale e quindi sono equiparabili alle scuole comunali e statali. Poco importa che vi si paghi una retta e si debba accettare un piano educativo confessionale.

È il modo scelto dal comune di Bologna per aggirare il problema dell’esclusione dalla scuola d’infanzia comunale e statale di 423 bambini, l’anno scorso, poi ridotti alla bell’e meglio a 103, le cui famiglie hanno scelto di “organizzarsi diversamente”, secondo il sindaco. Un dato, quello degli esclusi, di cui non si trova traccia sul sito del comune che canta le lodi del sistema scolastico bolognese, dove invece si annuncia che quest’anno “si va verso l’esaurimento della lista d’attesa”. Se fosse vero sarebbe molto bello. L’azzeramento verrebbe però ottenuto in questo modo: ci sono 221 bambini in lista d’attesa per la scuola pubblica e 90 posti liberi, quindi c’è un esubero di 131 bambini, per i quali però sono disponibili ben 300 posti alle scuole paritarie private.

Insomma, se sei fortunato vai alla scuola gratuita e laica, se invece resti fuori, puoi scegliere tra mandare i tuoi figli alla scuola confessionale a pagamento oppure tenerli a casa (tanto non è scuola dell’obbligo, ci ricorda il sindaco Merola). Ecco qual è la reale “libertà di scelta educativa delle famiglie” a Bologna nel 2013. E se tra gli esclusi ci sono figli di famiglie non cattoliche o troppo povere per pagare anche una retta bassa, fatti loro. Tra l’altro è evidente che spesso le due condizioni coincidono.

Se infatti si guarda la composizione sociale dei due tipi di scuole ci si rende conto che il sistema integrato sta già producendo differenze sostanziali. Nelle scuole pubbliche comunali e statali i bambini di origine straniera sono quasi uno su quattro, come nella società bolognese reale; nelle scuole paritarie private gli stranieri sono poco più di quattro su cento. La percentuale di bambini disabili e certificati nelle scuole pubbliche è sette volte quella delle scuole paritarie private. Insomma da una parte abbiamo un sistema scolastico dove vanno tutti, e dall’altra un pugno di istituti dove si produce una selezione, e che di fatto sono monoconfessionali e monoetnici. Ecco il gioiellino di sistema integrato che i sostenitori dell’opzione B stanno difendendo.

Queste evidenze vengono nascoste sotto i conteggi fatti con grandezze non commensurabili. L’argomento forte – e sostanzialmente l’unico – dei sostenitori dei finanziamenti alle scuole private è il risparmio per stato e comune. Alla scuola d’infanzia paritaria privata bolognese vanno 1.730 alunni e il comune stanzia per loro una cifra che equivale a circa 60 euro mensili a testa. Niente in confronto ai costi sostenuti per mandare un alunno alla scuola pubblica comunale e statale. Ma è proprio il confronto, anzi l’intero ragionamento, a essere falsante. È fin troppo ovvio che laddove i costi sono in gran parte sulle spalle delle famiglie, l’ente pubblico spende meno. Sui costi del singolo alunno alla scuola comunale e statale ricade anche la quota parte di spesa per il mantenimento delle strutture, per le pulizie, per le forniture, per il personale, eccetera eccetera. È come voler raffrontare la spesa per pagare una stanza d’albergo e quella per fare un mutuo sulla prima casa. È ovvio che la seconda risulta più ingente, ma la casa e tutto quello che c’è dentro diventa tuo patrimonio vita natural durante, e ci puoi far vivere tutti, senza distinzioni di sorta. Alla lunga è chiaro quale sia la scelta più conveniente e che tutela di più il diritto all’istruzione.

La propaganda però picchia duro. Non solo sul sito del comune di Bologna, ma nei dépliant e nei manifesti pro-B in giro per la città, che sono esempi di vera e propria pubblicità ingannevole, quella che ribalta del tutto la realtà delle cose.

Un esempio? “Zero ideologia. 100% bambini”, mentre ci sono bambini rimasti fuori dalla scuola pubblica che saranno costretti ad andare alle scuole confessionali. O ancora: “C’è una sola scuola pubblica: quella che non abbandona i bambini”, come se invece i referendari volessero lasciarli per strada (e magari anche mangiarli, chissà), mentre il referendum nasce proprio dall’esigenza di concedere a tutti i bambini e le bambine di avere un posto alla scuola pubblica, cioè gratuita e non confessionale.

Poi ci sono le parrocchie. Dai pulpiti giunge l’invito ai fedeli a votare B. Gli opuscoli girano tra i banchi delle chiese, mentre sul crescentone di piazza Maggiore campeggiano affiancati i tre gazebo del Pd, del Pdl e della Lega nord, che distribuiscono volantini pro-B. Anche qui l’allarmismo si spreca: si afferma che se vincesse la A le scuole paritarie andrebbero in rovina e 1.730 bambini rimarrebbero senza scuola. Cioè si parla del referendum consultivo come se fosse abrogativo. La responsabile scuola del Pd si è spinta ad affermare che se vince la A il comune metterà le scuole dell’infanzia a pagamento. Quale sia il nesso tra il recupero di risorse per le scuole dell’infanzia comunali e l’introduzione di una retta nelle medesime non è dato sapere, ma tant’è, è ormai la fiera di chi la spara più grossa per terrorizzare la cittadinanza.

Non si era mai vista una classe dirigente locale messa così in difficoltà da un referendum consultivo. Al quale, tra l’altro, sarà pure difficile partecipare.
I 199 seggi che il comune ha garantito sono pochi e in certi casi anche mal collocati. Migliaia di cittadini bolognesi dovranno percorrere fino a cinque o sei chilometri per andare a votare e potrebbero pure trovare la fila. Anziani, genitori con figli piccoli, disabili, eccetera, avranno grosse difficoltà. C’è perfino un seggio collocato all’estrema periferia della città – e al quale sono iscritte migliaia di persone – che non è raggiungibile nemmeno con i mezzi pubblici e per il quale il comune dovrà mettere a disposizione una navetta.

Davanti a tutto questo le poche decine di volontari raccolte intorno al comitato referendario sembrano i trecento spartani di Leonida alle Termopili. Stanno lì in mezzo al passo, fermi, volantino e banchetto al posto di lancia e scudo, a ricevere l’urto della più larga coalizione di apparati di potere politico-economico mai vista: amministrazione comunale, partito di maggioranza, principali partiti d’opposizione, Curia, Cei, Cl, Cisl, Legacoop, Confcooperative, Associazione commercianti. Il variegato esercito di Serse che vuole schiacciarli, per poter dilagare e prendersi tutto.

Si sa come è andata a finire la battaglia. Ma si sa anche come andò a finire la guerra. Ed è il risultato finale che conta. Quella battaglia dimostrò che il più grande esercito del mondo poteva essere tenuto in scacco. E se poteva essere tenuto in scacco, allora poteva anche essere sconfitto. Così fu alle successive battaglie di Platea e Salamina.

Comunque andrà a finire domenica 26 maggio, sarà difficile tornare indietro. Sarà difficile che la paura instillata nel cuore di un’intera classe dirigente che va da Palazzo d’Accursio a piazza San Pietro possa essere cancellata.

Che un piccolo evento come questo, una battaglia periferica, possa inaspettatamente accendere un barlume di luce nell’oscurità che ci circonda, fatta di depressione, senso d’impotenza, frustrazione, solitudine, odio, producendo un’affermazione dal basso, dimostrando che “si può fare”. Ecco cosa terrorizza i vertici del potere politico e clericale. Ecco perché questo referendum è così importante. Perché invia un messaggio forte e chiaro dalla base al vertice: basta tagli alla scuola e al welfare, si dia inizio al recupero di fondi stanziati per i privati. Ma anche basta delega inerziale, riprendiamoci la partecipazione attiva (e non solo attraverso un clic). Basta con il ricatto morale del meno peggio che ha portato al governo con il Peggiore.

È il quotidiano della Cei a trovare l’immagine giusta: “Può sembrare un focherello modesto, localizzato, tanto innocuo nei suoi possibili effetti quanto velleitario nei suoi propositi; ma è un tizzone gettato ad arte accanto a un barile di polvere”.

Il 26 maggio, allora, benvenuti alle Termopili. E che il cozzare del ferro produca tante scintille.

Pubblicato in: Lettere & Interventi, Tutti i post | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

I testi delle prove Invalsi 2013 per la classe quinta primaria con le griglie di correzione

Pubblicato da comitatonogelmini su 20 maggio 2013

carta-straccia
di Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
20 maggio 2013

Alleghiamo scaricabili dai links sottostanti i testi delle prove Invalsi 2013 di Italiano e Matematica per la quinta classe della scuola primaria.

Avvertenza: anche in queste prove il testo è stato impaginato in cinque maniere diverse (modificando la numerazione delle domande) per evitare (o comunque rendere più difficile) la copiatura fra compagni di classe; quella che propiniamo è una di esse (fascicolo 1 italiano, fascicolo 2 matematica), nelle altre quattro le stesse  domande sono state proposte con una numerazione differente.

Scarica il testo della prova di Italiano

Scarica il testo della prova di Matematica

Scarica la griglia di correzione per Italiano

Scarica la griglia di correzione per Matematica

Pubblicato in: Documentazione, Tutti i post | Contrassegnato da tag: , , | Lascia un commento »

Test Invalsi 2013 classe seconda scuola superiore: i testi delle prove e le griglie di correzione

Pubblicato da comitatonogelmini su 19 maggio 2013

inv1

di Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
19 maggio 2013

Alleghiamo scaricabili dai links sottostanti i testi delle prove Invalsi 2013 di Italiano e Matematica per la seconda classe della scuola secondaria di secondo grado (superiore).

Il sito Skuola.net segnala che molti studenti hanno utilizzato una forma di protesta diversa rispetto alle altre: si sono presentati a scuola per svolgere i test Invalsi ma hanno risposto con ironia alle domande del test, per poi pubblicare la foto della loro risoluzione sui social network, Twitter in primo luogo. 

Secondo il sito degli studenti sarebbero diverse le foto, i commenti e le considerazioni pubblicate o inviate alla redazione dove si evince la scarsa considerazione che i ragazzi hanno avuto per l’esame, tra queste: “Marco vuole comprare un motorino nuovo. Cosa gli conviene fare?”. E qui i ragazzi sembrano davvero aver lasciato libero sfogo alla loro fantasia: “Marco, rubalo e corri!” oppure “Mi fido del buon senso di Marco”.
Tra le domande del test che hanno destato perplessità e risposte ironiche, dice Skuola.net, una chiedeva agli studenti di cercare di capire quante trote ci fossero in un fiume e un’altra che riguardava dei dromedari di Pisa.
Ecco delle risposte: “Tra poco esco con Marco. Viene a prendermi con il dromedario, il motorino mica l’ha preso! Andiamo a pescare trote”.
Ancora, tra le risposte e le domande più strane pubblicate attraverso foto o su Twitter o inviate direttamente alla redazione di Skuola.net: “Sei femmina o maschio? Sono un trasformer;
Grazie per aver risposto al questionario. Prego, è stato un piacere;
Non girare la pagina fino a che non ti sarà detto di farlo. Ok, ma stai calmo.

Segnaliamo inoltre che una delle domande della prova di Matematica (quella sulle “trote”) compariva la scorsa estate fra le batterie predisposte dal Ministero per gli insegnanti che dovevavo sostenere l’accesso al TFA, il corso necessario per abilitarsi all’insegnamento.

Alta considerazione per gli studenti o scarsa per i futuri insegnanti?

A voi l’ardua risposta!

Avvertenza: anche in queste prove il testo è stato impaginato in cinque maniere diverse (modificando la numerazione delle domande) per evitare (o comunque rendere più difficile) la copiatura fra compagni di classe; quella che propiniamo è una di esse (fascicolo 5 italiano, fascicolo 3 matematica), nelle altre quattro le stesse  domande sono state proposte con una numerazione differente.

Scarica il testo della prova di Italiano

Scarica il testo della prova di Matematica

Scarica la griglia di correzione per Italiano

Scarica la griglia di correzione per Matematica

Pubblicato in: Documentazione, Tutti i post | Contrassegnato da tag: , , | Lascia un commento »

Ecco i testi delle prove Invalsi 2013 di seconda primaria

Pubblicato da comitatonogelmini su 13 maggio 2013

gambe all'aria
di Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
13 maggio 2013

Alleghiamo scaricabili dai links sottostanti i testi delle prove Invalsi 2013 di Italiano e Matematica per la seconda classe della scuola primaria.

Ai testi alleghiamo anche due commenti tratti da un articolo di Giorgio Israel pubblicato su Il Messaggero di oggi.

Oltre a condividerli pienamente, ci sentiamo in dovere di muovere anche una decisa critica ai contenuti della prova di Italiano.

Nel brano scelto per valutare le capacità degli alunni (“Le Multe” di Beatrice Masini, tratto da “Un papà racconta”, editrice Einaudi) viene proposta questa “verità” ai bambini di sette anni: “La mamma dopo essere andata via per lavoro per alcuni giorni (mentre in quel caso il bambino restava con il papà e la babysitter) si scriveva la multa da sola, così: questa è una multa per la lontananza.

Veramente una scelta felice: la mamma si multa perchè è stata via per lavoro! Non sia mai che anche una pur vaga idea di parità fra i sessi si debba veicolare agli alunni!

Giorgio Israel, invece segnala che:

1. “Un insegnante mi invia, con commenti pertinenti, due test di matematica recentemente “somministrati”. Nel test D7 si propone in modo obliquo di effettuare la sottrazione 150 – 40 attraverso il calcolo dell’altezza di una bambina. Vi sono tanti modi di proporre una sottrazione ma questo è il più bizzarro di tutti. Provate a chiedere a un bambino intelligente. La prima cosa che vi dirà – «con quella chiarezza e profondità di pensiero che solo i bambini piccoli possono avere, i bambini o i grandi filosofi il cui vigore speculativo si apparenta alla semplicità e alla forza del sentimento infantile» (Vasilij Grossmann in “Vita e destino”) – è: dove mai si è visto un metro simile? Non solo è scomodo, ma è innaturale, perché si cresce dal basso verso l’alto. Inoltre, se proprio si vuol procedere dall’alto al basso, basta applicare alla testa della bambina un metro a striscia e stenderlo in giù. Si dirà che l’intento è di provocare un calcolo in un “modello” astratto di una situazione reale. Ma così si presuppone un concetto difficile, che è alla base del delicato rapporto tra geometria e aritmetica: che i numeri si rappresentano sulla retta in modo equivalente in un verso o nell’altro, e che la scelta del punto di origine è arbitraria. Chi ha ideato il test propone al bambino un calcolo aritmetico attraverso una situazione concreta irrealistica costruita su concetti formali non esplicitati. Chi è costui? Una persona dalle idee didatticamente confuse o un sadico, che pensa la matematica come un’enigmistica a trappole?

2. Nel test D3 l’approccio è rovesciato. Invece di provocare il bambino con concetti formali impliciti, ci si inchina all’immagine di un essere puramente intuitivo, incapace di astrazione. Il test vuole individuare se il bambino ha chiara l’idea di probabilità e la traduce in quella di “facile”. Commenta giustamente l’insegnante che chi ha ideato il test rivela la sua incompetenza matematicala parola “facile” in matematica è priva di significatoe linguistica: perché mai un bambino di 7 anni dovrebbe considerare sinonimi “facile” e “probabile”? È noto che nel linguaggio comune si usa dire: «È facile che piova». Ma ciò non ha nulla a che vedere con il concetto quantitativo di probabilità che è notoriamente molto più ristretto di quelli analoghi del senso comune. Questo è un test di matematica, ma di matematica non c’è nulla, bensì una confusione che allontana dalla comprensione del concetto matematico, anche perché il disegno è sbagliato: le palline nere e bianche sono a gruppi separati, mentre una corretta valutazione di probabilità richiede che siano mescolate. Un bambino dotato della profondità di pensiero di cui si diceva, e che abbia visto in televisione che, al lotto, prima di estrarre le palline si agita l’urna, penserà che vi sia qualcosa dietro questa separazione e che la domanda contenga un trabocchetto. Nonostante si muovano in direzioni opposte questi test hanno un tratto comune: un’idea di “bambino” preconfezionata da ideologie tecnocratiche.

Avvertenza: in queste prove il testo è stato impaginato in cinque maniere diverse (modificando la numerazione delle domande) per evitare (o comunque rendere più difficile) la copiatura fra compagni di classe; quella che propiniamo è una di esse, nelle altre quattro le stesse  domande sono state proposte con una numerazione differente.

Scarica il testo della prova di Italiano

Scarica il testo della prova di Matematica

Pubblicato in: Documentazione, Tutti i post | Contrassegnato da tag: , , | 3 Commenti »

Padova – Quando il dissenso diventa “illegale”

Pubblicato da comitatonogelmini su 11 maggio 2013

935462_650343464992056_1611782467_n

di Coordinamento Studenti Medi – Padova
11 maggio 2013

Preside e Questura negano un’aula in cui fare l’assemblea “Boycott INVALSI”!

Riceviamo e volentieri diffondiamo il comunicato del coordinamento Studenti Medi di Padova; ci sembra veramente un segno orribile dei tempi che viviamo il fatto che venga negata agli studenti la possibilità di tenere un’assemblea all’interno di una scuola con la motivazione che “gli argomenti trattati vanno contro le direttive del Ministero”.  Ancor più grave che l’invito alla dirigente scolastica sia stato rivolto dalla Questura; il messaggio veicolato da quanto accaduto è molto semplice:  non è possibile esprimere il proprio pensiero, se questo non è in sintonia con quello del “valutatore”.

Invitiamo tutti ad essere presenti lunedì 13 maggio 2013 alle ore 16.00 all’ingresso dell’Istituto “U. Ruzza”: non lasciamo soli i nostri studenti!

COMUNICATO

Mercoledì 8 maggio, ci è stata comunicata dalla Preside dell’Istituto Ruzza la decisione di non permetterci di fare un’assemblea pubblica in merito ai test INVALSI nella “sua” scuola dopo una richiesta della Questura di Padova, anche se pochi giorni fa verbalmente ci aveva dato la sua disponibilità.
Infatti, da quanto da lei dichiarato, la Questura l’avrebbe chiamata “invitandola” a non concederci un’aula magna in cui svolgere l’assemblea, a cui peraltro hanno aderito COBAS Scuola ed il COMITATO GENITORI INSEGNANTI, poiché gli argomenti trattati vanno contro le direttive del Ministero e suggerendole di inventarsi una scusa per giustificare il gesto, come ad esempio dire che nella scuola si sarebbero tenuti i Consigli di Classe e tutte le aule sarebbero state per questo occupate.

Pensiamo che sia profondamente ingiusto ed antidemocratico impedire a noi studenti di informare e creare un dibattito critico nelle scuole su questi test INVALSI, di cui moltissimi alunni interessati e le loro famiglie non sanno nulla.

Troviamo gravissimo che una Preside, nella scuola che dirige ed amministra, debba sottostare ai dettami della Questura, che come abbiamo visto in questi giorni entra nelle scuole e carica gli studenti con un po’ troppa facilità e frequenza.

Denunciamo pubblicamente questa dimostrazione di autoritarismo da parte di chi dovrebbe invece incentivare l’impegno degli studenti nell’ intervenire spontaneamente nel dibattito su un argomento che li coinvolge in prima persona e sottolineiamo che il diritto al dissenso ed al libero pensiero purtroppo stanno diventando sempre più dei privilegi in questo Paese.

Consapevoli che impedire lo svolgimento di un’assemblea studentesca per ordine della Questura va contro ogni principio logico e morale, consapevoli che l’informazione nelle scuole è una delle nostre priorità, L’ASSEMBLEA SI TERRA’ COMUNQUE ALL’ISTITUTO RUZZA LUNEDI’ 13 MAGGIO ALLE ORE 16:00
BE REBEL!
STAY TUNED!

Pubblicato in: Lettere & Interventi, Tutti i post | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Commento »

Valutazione come?

Pubblicato da comitatonogelmini su 9 maggio 2013

 

Billiard Balls and Quiz

da Vivalascuola
9 maggio 2013

Il 7 maggio sono iniziate le prove Invalsi, diventate il perno del sistema di valutazione della scuola italiana. Marina Boscaino e Carlo Salmaso analizzano il Regolamento sulla valutazione e il sistema Invalsi.

Per leggere tutta la puntata di Vivalasuola dedicata all’argomento clicca sull’immagine successiva

poesiaspirito

Pubblicato in: Documentazione, Lettere & Interventi, Tutti i post | Contrassegnato da tag: , , | 1 Commento »

Gli Organici per la Scuola Primaria della provincia di Padova per l’anno scolastico 2013/14

Pubblicato da comitatonogelmini su 9 maggio 2013

Organici primaria

di Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
9 maggio 2013

Oggi l’Ufficio scolastico territoriale IX di Padova ha inviato  alle organizzazioni sindacali l’informazione sugli organici della scuola primaria per l’anno scolastico 2013/2014.

Ecco la situazione così come si evidenzia dai dati e dalle informazioni ricevute:  

  • aumentano gli alunni di 583 unità, ma non le classi in proporzione: l’aumento delle classi è solo di 6;
  • continua lento ma inesorabile l’aumento del rapporto medio alunni per classe: il prossimo anno la media sarà di 19,94 (in pratica 20), superiore anche alla media regionale;
  • si arresta finalmente il taglio degli organici di posto comune: rispetto allo scorso anno ci sarà un aumento di 21 posti in organico di diritto, mentre i docenti di lingua inglese passeranno da 166 a 171;
  • complessivamente i posti docente aumentano quindi di 26 unità;
  • a fronte di un aumento di alunni disabili (+ 35) gli insegnanti di sostegno in organico di diritto restano lo stesso numero, 194;
  • aumentano ancora le richieste delle scuole di istituzioni di classi a 40 ore: lo scorso anno erano state assegnate 676 classi , quest’anno 711; ciò porta la nostra provincia al 34,75 % di tempo a 40 ore sul totale delle classi funzionanti, con un aumento di quasi il 26% dall’anno scolastico 2008/2009, ultimo anno della scuola pre-Gelmini/Tremonti.

Scarica qui la tabella con l’organico per tutte le istituzioni scolastiche della provincia di Padova

 

2012/2013

2013/2014

variazione

Alunni tempo normale 26 444 26 205 - 439
Alunni 40 ore 13 779 14 601 + 822
Totale alunni 40 223 40 806 + 583
di cui alunni disabili 884 919 +35
Classi tempo normale 1 364 1 335 - 29
Classi 40 ore 676 711 + 35
Totale  classi 2 040 2 046 + 6
Alunni/classe 19,7 19,94 +0,24

Posti docente (compreso lingua inglese e istruzione per adulti)

3 076 (di cui 12 istruzione per adulti e 166 lingua inglese)

3 102 (di cui 12 istruzione per adulti e 171 lingua inglese)

+ 26
Posti docente di sostegno 194 194 0

 

Pubblicato in: Documentazione, Tutti i post | Contrassegnato da tag: , , | 1 Commento »

Quale valutazione per quale scuola? I video di tutti gli interventi del Convegno Nazionale

Pubblicato da comitatonogelmini su 5 maggio 2013

alegriacompartilhada

 

Coordinamento delle Scuole di Ferrara ”La scuola è di tutti”
5 maggio 2013

Di seguito trovate i collegamenti ai video caricati su Youtube che riportano la registrazione di tutti gli interventi tenuti al Convegno Nazionale “Quale valutazione per quale scuola?” svoltosi il 22 aprile 2013 a Ferrara.

Visionate e diffondete, per aumentare la consapevolezza!

Un abbraccio ed un ringraziamento a tutt@!

Girolamo De Michele (La scuola è di tutti) – Meritocrazia e valutazione: una scuola per la società del controllo? ==>>clicca qui

Mauro Presini (CIP Ferrara) e Maria Maletta (La scuola è di tutti) – Valutazione e handicap ==>>clicca qui e qui

Stefania RomaniLa valutazione degli apprendimenti nella secondaria di primo grado ==>>clicca qui

Gianluca Gabrielli (COBAS Bologna) – La valutazione degli apprendimenti nella scuola primaria==>>clicca qui

Antonio Ferrucci (USB) e Beatrice Trentini (FLC) – Il Regolamento del sistema nazionale di valutazione delle scuole pubbliche ==>>clicca qui e qui

Carlo Salmaso (CESP Padova) – La valutazione degli apprendimenti in matematica==>>clicca qui

Irina AguiariUnione degli StudentiDalla parte degli studenti: quale valutazione? ==>>clicca qui

Pubblicato in: Documentazione, Iniziative territorio, Tutti i post | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Quale valutazione per quale scuola? Tutti gli atti del Convegno Nazionale

Pubblicato da comitatonogelmini su 1 maggio 2013

harroma

Coordinamento delle Scuole di Ferrara ”La scuola è di tutti”
1 maggio 2013

L’invito è di diffondere questi testi il più possibile, a partire dalle scuole nelle quali  insegnate, per fornire informazione e consapevolezza.

 Testi delle relazioni ==>>clicca qui

Girolamo De Michele (La scuola è di tutti) – Meritocrazia e valutazione: una scuola per la società del controllo? 

Mauro Presini (CIP Ferrara) e Maria Maletta (La scuola è di tutti) – Valutazione e handicap

Stefania RomaniLa valutazione degli apprendimenti nella secondaria di primo grado

Antonio Ferrucci (USB) e Beatrice Trentini (FLC) – Il Regolamento del sistema nazionale di valutazione delle scuole pubbliche

Irina Aguiari – Unione degli Studenti – Dalla parte degli studenti: quale valutazione?

Le diapositive proiettate

Gianluca Gabrielli (COBAS Bologna) – La valutazione degli apprendimenti nella scuola primaria==>>clicca qui

Carlo Salmaso (CESP Padova) – La valutazione degli apprendimenti in matematica==>>clicca qui

Ancora grazie a tutti per aver reso possibile questa giornata di studi

Girolamo De Michele

Pubblicato in: Documentazione, Tutti i post | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Bologna riguarda l’Italia. Firma l’appello!

Pubblicato da comitatonogelmini su 3 aprile 2013

banner-Bolognariguardalitalia-1024x275

A chi è disposto a battersi per la scuola pubblica.

A chi ritiene che le politiche di tagli alla scuola pubblica e il finanziamento a quella privata tradiscano l’articolo 33 della Costituzione nel suo spirito autentico, là dove stabilisce che: “La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”.

A chi ritiene che solo una scuola aperta a tutti, laica, gratuita, inclusiva, moderna e di qualità possa impegnarsi a “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana” (Art. 3).

A chi pensa che fra i banchi della scuola pubblica si gettino le basi per una cittadinanza consapevole e per il futuro del nostro paese.

Il 26 maggio a Bologna si terrà un referendum consultivo sul finanziamento comunale alle scuole paritarie private, grazie alla raccolta di tredicimila firme di cittadini e cittadine che hanno chiesto di potersi esprimere su questo tema.

La cittadinanza dovrà dare un voto di indirizzo per l’amministrazione su cosa sia meglio per garantire il diritto all’istruzione dei bambini e delle bambine: continuare a erogare un milione di euro annui alle scuole paritarie private, come avviene ora, oppure utilizzare quelle risorse per le scuole comunali e statali.

La portata di questo referendum va ben oltre i confini comunali. E’ l’occasione per dare un segnale forte contro i continui tagli alla scuola pubblica e l’aumento dei fondi alle scuole paritarie private.

In Italia c’è urgente bisogno di rifinanziare e riqualificare la scuola pubblica, quella che non fa distinzioni di censo, di religione, di provenienza. Quella dove le giovani cittadine e i giovani cittadini italiani ed europei imparano la convivenza nella diversità.

Da Bologna può ripartire un movimento di cittadini che impegni le amministrazioni locali e il prossimo governo a restituire alla scuola pubblica la dignità e la qualità che le spettano.

L’alternativa è una lenta rovina fino alla fine della scuola pubblica per come l’abbiamo conosciuta.

IL 26 MAGGIO A BOLOGNA POSSIAMO FERMARE L’OFFENSIVA CONTRO LA SCUOLA PUBBLICA.

IL 26 MAGGIO A BOLOGNA POSSIAMO DARE L’ESEMPIO A TANTI ALTRI E INSIEME INIZIARE A IMMAGINARE UN AVVENIRE DIVERSO PER NOI, PER I NOSTRI FIGLI E LE NOSTRE FIGLIE.

Primi firmatari:

  • Stefano Rodotà, presidente d’onore del Comitato referendario Art.33
  • Andrea Camilleri, scrittore
  • Margherita Hack, astrofisica e scrittrice
  • Salvatore Settis, Scuola Normale di Pisa, archeologo e saggista
  • Nadia Urbinati, Columbia University, New York, politologa, saggista ed editorialista de “La Repubblica”
  • Angelo Guglielmi, scrittore e giornalista, già direttore di RAI3, già assessore alla Cultura del Comune di Bologna
  • Carlo Flamigni, Comitato Nazionale di Bioetica
  • Wu Ming, scrittori
  • Maurizio Landini, segretario generale FIOM-CGIL
  • Alberto Lucarelli, ordinario di Diritto costituzionale all’università di Napoli
  • Romano Luperini, Università di Siena e Università di Toronto.
  • Luciano Gallino, Università di Torino

FIRMA  ANCHE  TU! ==>clicca qui!<==

Pubblicato in: Iniziative territorio, Tutti i post | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

 
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 74 follower