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	<title>La scuola è nostra! Miglioriamola insieme</title>
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	<description>Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica - Padova e Provincia</description>
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		<title>La scuola è nostra! Miglioriamola insieme</title>
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		<title>Non esistono discriminazioni ragionevoli</title>
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		<comments>http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/2012/01/27/non-esistono-discriminazioni-ragionevoli/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 16:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comitatonogelmini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[da ReteScuole 17 gennaio 2012 Invitiamo tutti i Consigli di Circolo/Istituto a non definire nessun criterio di precedenza e a chiedere l’autorizzazione di tutte le classi a tempo pieno necessarie. Nella Circolare Ministeriale n. 110 del 29 dicembre 2011 si legge: “Nella previsione di richieste di iscrizione in eccedenza, le scuole procedono alla definizione dei [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatoscuolapubblica.wordpress.com&amp;blog=5360511&amp;post=8606&amp;subd=comitatoscuolapubblica&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/discriminazione.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8607" title="discriminazione" src="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/discriminazione.jpg" alt="" width="200" height="166" /></a></p>
<h5 style="text-align:center;">da <span style="color:#800080;"><a href="http://www.retescuole.net"><span style="color:#800080;">ReteScuole</span></a></span></h5>
<h5 style="text-align:center;">17 gennaio 2012</h5>
<h5 id="descrizione" style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">Invitiamo tutti i Consigli di Circolo/Istituto a non definire nessun criterio di precedenza e a chiedere l’autorizzazione di tutte le classi a tempo pieno necessarie.</span></h5>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#000000;">Nella <span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#800080;text-decoration:underline;"><a href="http://www.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/60edf635-f4bd-4630-b2e0-bb6acf040832/cm110_11.zip"><span style="color:#800080;text-decoration:underline;">Circolare Ministeriale n. 110 del 29 dicembre 2011</span></a></span></span> si legge:</p>
<p>“<span style="color:#0000ff;">Nella previsione di richieste di iscrizione in eccedenza, le scuole procedono alla definizione dei criteri di precedenza nella ammissione</span>, <span style="color:#ff0000;">mediante apposita delibera del consiglio di circolo/istituto</span>, <span style="color:#0000ff;">da rendere pubblica prima dell’acquisizione delle iscrizioni</span>, con affissione all’albo e, ove possibile, con la pubblicazione sul sito web dell’istituzione scolastica.</p>
<p>Si rammenta, in proposito, che, <span style="color:#0000ff;">nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, i criteri di precedenza deliberati in ottemperanza delle norme vigenti, non sono soggetti ad autorizzazioni preventive</span>. In ogni caso <span style="color:#ff0000;">tali criteri debbono rispondere a principi di ragionevolezza quali ad esempio quello della viciniorietà della residenza dell’alunno alla scuola</span>.</p>
<p><span style="color:#0000ff;">Le scuole hanno l’obbligo di acquisire al protocollo le domande presentate e di comunicare, per iscritto, agli interessati il mancato accoglimento delle stesse</span>. <span style="color:#800080;">La comunicazione di non accoglimento</span>, debitamente motivata in relazione ai criteri di cui sopra, <span style="color:#800080;">deve essere effettuata con ogni possibile urgenza per consentire l’opzione verso altra scuola</span>..”</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Se non si fissa il limite che determina l’eccedenza, non si può dire quando si eccede oppure no</span>.</p>
<p>Vediamo cosa prevede il <span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#800080;text-decoration:underline;"><a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:2009;81"><span style="color:#800080;text-decoration:underline;">DPR n. 81/09</span></a></span></span> a proposito di iscrizioni al tempo pieno:</p>
<p>&#8220;<span style="color:#0000ff;">Nelle scuole nelle quali si svolgono anche attività di tempo pieno, il numero complessivo delle classi è determinato sulla base del totale degli alunni iscritti</span>. <span style="color:#ff0000;">Successivamente si procede alla definizione del numero delle classi a tempo pieno sulla base delle richieste delle famiglie</span>. <span style="color:#0000ff;">Qualora il numero delle domande di tempo pieno ecceda la ricettività di posti/alunno delle classi da formare, spetta ai consigli di istituto l&#8217;indicazione dei criteri di ammissione</span>.&#8221;</p>
<p><span style="color:#ff0000;">La legge prevede che i criteri debbano essere stabiliti dai Consigli di Circolo/Istituto dopo le iscrizioni, e non prima come si legge nella circolare</span>, e solo nel caso in cui il numero di classi a tempo pieno richieste sia superiore a quello delle classi autorizzate.</p>
<p><span style="color:#0000ff;">Il MIUR non intende autorizzare tutte le classi a tempo pieno richieste, vuole evitare contestazioni e scaricare prima possibile sui Consigli di Circolo/Istituto la responsabilità di rifiutare le richieste eccedenti</span>.</p>
<p><span style="color:#800080;">La circolare cerca di imporre quel che la legge non impone</span>.</p>
<p><span style="color:#0000ff;">A noi non piace la circolare, ma non piace neppure la legge</span>.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Qualsiasi criterio adottato per gestire gli “esuberi” non può che essere discriminatorio e privo di “ragionevolezza”.</span></p>
<p>Per questo <span style="color:#0000ff;">invitiamo tutti i Consigli di Circolo/Istituto a non definire nessun criterio di precedenza</span> e a chiedere l’autorizzazione di tutte le classi a tempo pieno necessarie. </span></strong></p>
<br />Filed under: <a href='http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/category/iniziative-territorio/'>Iniziative territorio</a>, <a href='http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/category/lettere-interventi/'>Lettere &amp; Interventi</a>, <a href='http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/category/tutti-i-post/'>Tutti i post</a> Tagged: <a href='http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/tag/a-s-2011-2012/'>A.S. 2011-2012</a>, <a href='http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/tag/campagna/'>Campagna</a>, <a href='http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/tag/comitati-buona-scuola/'>Comitati buona scuola</a>, <a href='http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/tag/discriminazione/'>discriminazione</a>, <a href='http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/tag/tempo-pieno/'>Tempo pieno</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8606/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8606/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8606/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8606/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8606/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8606/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8606/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8606/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8606/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8606/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8606/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8606/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8606/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8606/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatoscuolapubblica.wordpress.com&amp;blog=5360511&amp;post=8606&amp;subd=comitatoscuolapubblica&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Giù le mani dall&#8217;acqua e dalla democrazia!</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 11:53:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comitatonogelmini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  di Cesp Padova 22 gennaio 2012 REFERENDUM: la campagna di &#8220;obbedienza civile&#8221; in difesa della democrazia Applicare il referendum!   Con la pubblicazione, in data 20 luglio 2011, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 116 è stata sancita ufficialmente la vittoria referendaria e l’abrogazione della norma che consentiva ai gestori di caricare sulle [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatoscuolapubblica.wordpress.com&amp;blog=5360511&amp;post=8584&amp;subd=comitatoscuolapubblica&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/logo_campagna_mauro_forte.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8585" title="il mio voto" src="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/logo_campagna_mauro_forte.jpg" alt="" width="233" height="250" /></a></p>
<h5 style="text-align:center;"> </h5>
<h5 style="text-align:center;">di <span style="color:#800080;"><a href="http://www.cesp-pd.it"><span style="color:#800080;">Cesp Padova</span></a></span></h5>
<h5 style="text-align:center;">22 gennaio 2012</h5>
<h5 style="text-align:center;"><span style="color:#0000ff;">REFERENDUM: la campagna di &#8220;obbedienza civile&#8221; in difesa della democrazia</span></h5>
<h5 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Applicare il referendum!</strong></span></h5>
<h5 style="text-align:center;"> </h5>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;">Con la pubblicazione</span>, in data 20 luglio 2011, <span style="color:#0000ff;">del Decreto del Presidente della Repubblica n. 116 è stata </span></strong><strong><span style="color:#0000ff;">sancita ufficialmente la vittoria referendaria</span> e <span style="color:#0000ff;">l’abrogazione della norma che consentiva ai gestori di </span></strong><strong><span style="color:#0000ff;">caricare sulle nostre bollette anche la componente della</span> “<span style="color:#800080;">remunerazione del capitale investito</span>”.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Se non saranno le istituzioni a far rispettare l’esito del referendum, saranno le cittadine e i cittadini </strong><strong>a farlo.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">Per questo lanciamo la campagna di obbedienza civile</span>: <span style="color:#0000ff;">ovvero il rispetto della volontà popolare eliminando </span></strong><strong><span style="color:#0000ff;">il profitto dalle bollette</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">La “remunerazione del capitale investito”,</span> che ricordiamo, <span style="color:#800080;">è pari al 7% della sommatoria degli </span></strong><strong><span style="color:#800080;">investimenti effettuati nel periodo di affidamento al netto degli ammortamenti</span>, <span style="color:#ff0000;">nella generalità dei </span></strong><span style="color:#ff0000;"><strong>casi, incide sulle nostre bollette per una percentuale che oscilla, a seconda del gestore, fra il 10% e </strong></span><strong><span style="color:#ff0000;">il 20%</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il referendum era stato proposto per far valere un principio chiaro: <span style="color:#0000ff;">nella gestione dell’acqua non si </span></strong><strong><span style="color:#0000ff;">devono fare profitti!</span> <span style="color:#0000ff;">E la risposta dei cittadini</span> (95,8% a favore della cancellazione del profitto) <span style="color:#0000ff;">non </span></strong><strong><span style="color:#0000ff;">lascia alcun dubbio sull’opinione, praticamente unanime, del popolo italiano</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">Oggi</span>, a distanza di alcuni mesi, risulta che, <span style="color:#ff0000;">in tutto il territorio nazionale, nessun gestore abbia </span></strong><strong><span style="color:#ff0000;">applicato la normativa, in vigore dal 21 luglio 2011, diminuendo le tariffe del servizio idrico</span>. In </strong><strong>altre parole <span style="color:#0000ff;">tutti i gestori del servizio idrico italiano hanno ignorato con pretestuose argomentazioni </span></strong><strong><span style="color:#0000ff;">l’esito referendario</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Questo non può essere accettato!</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;"><strong>Perciò chiediamo a tutti i cittadini italiani utenti del servizio idrico di aderire alla campagna di “obbedienza </strong><strong>civile”.</strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La campagna di “obbedienza civile” <span style="color:#ff0000;">consiste nel pagare le bollette, relative ai periodi successivi </span></strong><span style="color:#ff0000;"><strong>al 21 luglio 2011, applicando una riduzione pari alla componente della “remunerazione del </strong><strong>capitale investito”.</strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>E’ stata chiamata di “obbedienza civile” perché <span style="color:#800080;">non si tratta di “disubbidire” ad una legge ingiusta, </span></strong><strong><span style="color:#800080;">ma di “obbedire” alle leggi in vigore</span>, così come modificate dagli esiti referendari.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;">Lo scopo</span> principale della campagna di “obbedienza civile” è ovvio: </strong><strong><span style="color:#0000ff;">ottenere l’applicazione del risultato che è inequivocabilmente scaturito dai referendum</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Con la mobilitazione attiva di centinaia di migliaia di cittadini ci proponiamo di attivare una forma </strong></span><strong><span style="color:#ff0000;">diretta di democrazia dal basso</span>, <span style="color:#0000ff;">auto-organizzata</span>, <span style="color:#800080;">consapevole e indisponibile a piegare la testa ai </span></strong><strong><span style="color:#800080;">diktat dei poteri forti di turno</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ci proponiamo anche di <span style="color:#0000ff;">dare una risposta all’evidente crisi della democrazia rappresentativa </span></strong><strong><span style="color:#0000ff;">dei partiti</span>, ormai <span style="color:#0000ff;">diventata impermeabile</span> non solo alle istanze della società, ma <span style="color:#0000ff;">persino ai </span></strong><strong><span style="color:#0000ff;">formali esiti delle consultazioni codificate nella nostra Carta Costituzionale</span>, <span style="color:#800080;">come appunto i referendum abrogativi</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Dal 1 Gennaio 2012 è partita in tutta Italia la campagna di “obbedienza civile”.</strong></p>
<h4 style="text-align:center;"><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ff0000;text-decoration:underline;"><strong><a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1219:campagna-di-obbedienza-civile&amp;catid=180"><span style="color:#ff0000;text-decoration:underline;">Unisciti anche tu!</span></a></strong></span></span></h4>
<h4 style="text-align:center;"><span style="color:#0000ff;">Sostieni l&#8217;iniziativa con <span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ff6600;"><a href="http://www.globalproject.info/it/in_movimento/No-allo-scippo-dei-referendum-20mila-firme-allappello-del-Forum/10518"><span style="color:#ff6600;text-decoration:underline;">una firma</span></a></span></span></span></h4>
<h4 style="text-align:center;"><span style="color:#008000;"><strong>Fuori l’acqua dal mercato, fuori i profitti dall’acqua!</strong></span></h4>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Materiali scaricabili</span></h5>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;"><a href="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/vademecum_totale11.pdf"><span style="color:#0000ff;">vademecum dell&#8217;iniziativa valido per tutta l&#8217;Italia</span></a></span></h5>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><a href="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/campobbciv_acegasaps111.pdf"><span style="color:#ff0000;">vademecum per chi abita in provincia di Padova (gestore Acegas-Aps)</span></a></span></h5>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#008000;"><a href="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/locandina_obbedienza_civile_padova1.pdf"><span style="color:#008000;">locandina Obbedienza civile Padova</span></a></span></h5>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;"><a href="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/volantpadovaobbedienza11.pdf"><span style="color:#ff6600;">volantino Padova obbedienza civile</span></a></span></h5>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#800080;"><a href="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/lett-reclamo_acegaaps11.pdf"><span style="color:#800080;">Lettera reclamo Acegas -APS</span></a></span></h5>
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		<title>Occupazioni studentesche: al Venturi di Modena gli educatori scelgono la linea dura e lo fanno al di fuori delle più basilari regole del diritto e della normativa scolastica</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 10:35:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comitatonogelmini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere & Interventi]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti i post]]></category>
		<category><![CDATA[a.s. 2010-2011]]></category>
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		<category><![CDATA[Comitati buona scuola]]></category>
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		<category><![CDATA[studenti medi]]></category>

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		<description><![CDATA[di Francesco Mele Coordinamento Buona Scuola  Carpi 22 gennaio 2012 All’Istituto d’arte Venturi di Modena 15 studenti sono accusati di nefandezze quali essere stati i promotori, gli organizzatori o semplicemente molto attivi durante l’occupazione del dicembre scorso, e sono stati sanzionati in modo duro e senza precedenti, almeno per la nostra città. Solo alcuni di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatoscuolapubblica.wordpress.com&amp;blog=5360511&amp;post=8598&amp;subd=comitatoscuolapubblica&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/pinocchio_gendarmemastino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8599" title="pinocchio_gendarmemastino" src="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/pinocchio_gendarmemastino.jpg?w=222&#038;h=300" alt="" width="222" height="300" /></a></p>
<h5 style="text-align:center;">di <span style="color:#0000ff;">Francesco Mele</span></h5>
<h5 style="text-align:center;"><span style="color:#800080;"><a href="http://www.facebook.com/groups/368285379083/"><span style="color:#800080;">Coordinamento Buona Scuola  Carpi</span></a></span></h5>
<h5 style="text-align:center;">22 gennaio 2012</h5>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">All’Istituto d’arte Venturi di Modena 15 studenti sono accusati di nefandezze quali essere stati i promotori, gli organizzatori o semplicemente molto attivi durante l’occupazione del dicembre scorso, e sono stati sanzionati in modo duro e senza precedenti, almeno per la nostra città</span>. Solo <span style="color:#ff0000;">alcuni di essi hanno impugnato le sanzioni denunciando una lunga serie di illegittimità commesse nella decisione delle stesse</span>. Lo hanno fatto in pochi a causa del clima di forte tensione che investe la scuola. Molti di loro hanno deciso, comprensibilmente, di desistere per evitare guai peggiori.<br />
<span style="color:#800080;">Nei prossimi giorni si riunirà la Commissione disciplinare di garanzia dell’Istituto per decidere sui ricorsi, e tutti speriamo che le istanze vengano accolte e tutte le sanzioni ritirate, in modo che si possa riaprire il dialogo tra educatori e giovani in crescita</span>. Ma qualunque sia l’esito, per il clima che si è instaurato, esistono forti preoccupazioni di un possibile inasprimento degli esiti successivi.<br />
<span style="color:#0000ff;">Se scrivo questa lunga memoria è per far sì che un grande faro illumini da qui alla fine dell’anno quanto succederà all’Istituto d’arte Venturi di Modena per rendere trasparente il percorso di questi giovani cittadini che</span>, pur assumendosi le proprie responsabilità, <span style="color:#0000ff;">hanno deciso di non recedere di fronte alla possibilità</span>, ventilata in modi più o meno velati, <span style="color:#0000ff;">di peggiori conseguenze</span>.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Fine Novembre 2011 – Istituto d’Arte Venturi – Modena</strong></span><br />
<span style="color:#0000ff;">Un gruppo di studenti occupa la sede centrale</span> (le altre due sedi faranno lezione normalmente per tutta la durata dell’occupazione), <span style="color:#800080;">come del resto succede in altre scuole anche nel resto d’Italia e nella stessa provincia di Modena</span>. Il governo Monti è appena nato e nessuno sa ancora cosa stia per partorire. Gli studenti medi però, sull’onda della protesta degli indignati, dilagante in tutto il mondo, decidono di prendere posizione su temi che non sono più solo strettamente legati alla scuola ma abbracciano e fanno proprie le emergenze dei cittadini che subiscono i morsi della crisi economica/finanziaria. “Noi la crisi non la paghiamo” urlano dai loro striscioni e nei cortei, e lanciano uova contro le banche che ritengono responsabili della crisi.<br />
Gli studenti del Venturi che occupano lo fanno con queste parole d’ordine nella testa e, come dicono in un loro comunicato,<span style="color:#ff0000;"> “sotto uno stesso tetto, hanno posto i problemi scolastici e i problemi sociali che questo paese e più in generale questo pianeta sta vivendo, rifiutando la canonica immagine dello studente che pensa solo al presente</span> (la scuola) <span style="color:#ff0000;">e non al futuro</span> (il lavoro)<span style="color:#ff0000;">.”</span><br />
<span style="color:#0000ff;">L’occupazione dura da martedì 29 Novembre a domenica 4 dicembre e durante queste giornate si susseguono assemblee, discussioni, laboratori creativi &#8230;[...]<span id="more-8598"></span></span><br />
Ma, come spesso succede, non è un’occupazione di massa, non sono molti gli studenti ad occupare fisicamente la sede centrale, anzi sono decisamente una piccola compagine rispetto ai 1500 studenti della scuola. Inoltre non c’è condivisione della scelta tra tutti gli studenti e le discussioni tra occupanti e dissidenti sono vivaci e non sempre concilianti.<br />
Prima e durante l’occupazione il preside del Venturi osteggia in modo energico l’iniziativa. In un braccio di ferro con gli occupanti, mette in campo tutte le risorse a sua disposizione per impedirla prima e per interromperla poi.<br />
Chiede l’intervento della forza pubblica per lo sgombero dei locali, chiede alla Provincia l’interruzione del riscaldamento, minaccia gli occupanti di denuncia penale sia per interruzione di pubblico servizio sia per occupazione di locali istituzionali, per danni materiali arrecati, per danni erariali, oltre che per il furto di tutti i registri di classe.<br />
Eh sì, nella loro giovanile ingenuità, gli occupanti hanno sottratto i registri di classe delle due succursali della scuola, nella convinzione di impedire con questo lo svolgimento delle lezioni. I registri saranno ritrovati intatti alla fine dell’occupazione nella sede centrale.<br />
Ma le minacce del preside non si fermano a questo. Oltre alle sanzioni disciplinari “dovute” il preside lascia intendere che il Consiglio di Istituto potrebbe annullare tutte le gite in programma e allungare il calendario scolastico per ogni giorno di occupazione.<br />
Il preside inoltre, insieme al presidente del Consiglio di Istituto e al presidente del Comitato genitori, fa un appello ai genitori “di intervenire con fax presso il Questore e il Prefetto (ma anche presso la Provincia e l’Ufficio scolastico territoriale) per chiedere lo sgombero”, e fornisce loro tutti i numeri di fax necessari allo scopo.<br />
Tutti i documenti e le comunicazioni emesse durante e dopo l’occupazione sono consultabili nel portale della scuola al link:<br />
<span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#008000;text-decoration:underline;"><a href="http://www.isaventuri.it/infoscuolafamiglia.htm"><span style="color:#008000;text-decoration:underline;">http://www.isaventuri.it/infoscuolafamiglia.htm </span></a></span></span><br />
Comunque è tutto inutile, Questore, Prefetto, Provveditore, Provincia non rispondono alla chiamata alle armi e l’occupazione, come già detto, si conclude domenica 4 dicembre.<br />
In un comunicato di sabato 3 dicembre il preside fa sapere che “gli studenti occupanti sono stati denunciati alla Magistratura”.<br />
Alla riapertura della sede si riscontrano danni e furti di materiali per un ammontare di circa 1.100 euro secondo la ricostruzione della presidenza.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Dicembre 2011 – Istituto d’Arte Venturi – Modena</strong></span><br />
Date le premesse, alla ripresa delle lezioni inizia l’iter dell’inevitabile, anche perché ampiamente annunciata, punizione per gli occupanti.<br />
Riporto di seguito una ricostruzione dei passi che hanno caratterizzato la scelta sanzionatoria della scuola nei confronti di una quindicina di studenti, individuati, vedremo come, tra gli occupanti.<br />
Tale ricostruzione può risultare utile per comprendere quanto è successo e per dare a tutti elementi di giudizio su come gli educatori del Venturi, preside in testa, hanno deciso di affrontare l’emergenza. Questo può essere utile anche per i colleghi che inconsapevolmente (chi più chi meno) si sono trovati coinvolti in tali difficili decisioni.<br />
Intanto occorre dire che il gruppo dei 15 parrebbe essere stato individuato con mezzi decisamente discutibili, quali l’uso di persone (studenti e docenti) che una volta entrate nella sede occupata, avrebbero documentato (foto? video? audio? testimonianze? &#8230;) la presenza di tali 15, tra studenti e studentesse; nel gergo poliziesco si chiamano infiltrati, come tutti sanno, ma lo ricordo perché ho tralasciato di dirvi finora che il preside è un ex ufficiale dei carabinieri, che sono universalmente riconosciuti come la Benemerita nel perseguire il crimine, ma che, forse, come educatori lasciano un po’ a desiderare, per usare un eufemismo, almeno nel caso specifico.<br />
Il condizionale e i punti interrogativi sono dovuti al fatto che il DS carabiniere non ha mai mostrato a NESSUNO tali “prove inconfutabili”, per cui tutte le decisioni sono state prese fidandosi della sua parola – circa la loro rilevanza e attendibilità – e senza che mai abbia dichiarato le modalità con cui è entrato in possesso di tali prove documentali.</p>
<p>Le accuse mosse ai 15, e per le quali sono stati così pesantemente sanzionati, sono esplicitate nella lettera con cui il DS ha comunicato le sanzioni agli interessati in questo modo:<br />
<strong><span style="color:#0000ff;">“lo scrivente ha individuato un gruppo di studenti che hanno rivestito ruolo di promotori e organizzatori, ovvero sono risultati molto attivi nel corso dell&#8217;occupazione.” &#8230; “Lx studentx XXXXXXXXXX (classe XXXXX) è statx riconosciutx in tale gruppo</span>.</strong></p>
<p>Le sanzioni decise contro i 15 sono:</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>1) Voto 5 in condotta nello scrutinio trimestrale </strong></span>(solo per i più cattivi, gli altri hanno avuto 6 in condotta);<br />
<strong><span style="color:#008000;">2) Sospensione per giorni 10, con obbligo di frequenza delle lezioni</span>;<br />
<span style="color:#800080;">3) Esclusione da ogni visita d&#8217;istruzione organizzata nel corso dell&#8217;anno scolastico per la classe di appartenenza.</span><br />
<span style="color:#0000ff;">Inoltre lx studentx parteciperà a una iniziativa di formazione relativa alle tematiche sociali ed economiche, che interessano particolarmente i giovani, organizzata dalla scuola</span>.</strong></p>
<p>Da chi sono state decise tali sanzioni e quando? Sempre dalla lettera:</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">I consigli di classe di cui gli studenti suddetti fanno parte, riuniti in congiunta seduta straordinaria in data 20-12-2011, hanno deliberato le sanzioni disciplinari a loro carico</span>.</strong></p>
<p>Dopo tale singolare consiglio di classe congiunto, le lettere sono partite il 28 dicembre, in piene vacanze di Natale e ricevute dai 15 intorno al 5 gennaio (giorno più giorno meno).</p>
<p>Tralascio ogni considerazione sulla formulazione dell’accusa (promotori, organizzatori, molto attivi) – che, faccio notare, non fa alcun riferimento ai danni denunciati – e mi concentro sulle sconcertanti debolezze (mi lancio in un altro eufemismo) della procedura adottata.</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">1) IL CDC NON ERA NELLA COMPOSIZIONE PREVISTA DALLA NORMA</span><br />
“ &#8230; con riferimento al Consiglio di classe si deve ritenere che l’interpretazione maggiormente conforme al disposto normativo (art. 5 D.Lgs. n. 297/1994) sia nel senso che tale organo collegiale quando esercita la competenza in materia disciplinare deve operare nella composizione allargata a tutte le componenti, ivi compresi pertanto gli studenti e i genitori, fatto salvo il dovere di astensione (es. qualora faccia parte dell’organo lo studente sanzionato o il genitore di questi)e di successiva e conseguente surroga.”<br />
FONTE: Nota 31 luglio 2008 – Oggetto: D.P.R. n. 235 del 21 novembre 2007 &#8211; Regolamento recante modifiche ed integrazioni al D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249, concernente lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria.</strong><br />
La nota, di fonte MIUR, appare molto chiara in proposito e ci dice che su questioni disciplinari si sarebbe dovuto convocare il Consiglio di classe con la presenza dei rappresentanti dei genitori e degli studenti, pena la nullità di ogni decisione adottata da un organo collegiale non conforme a quanto previsto dalle norme.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>2) GRAVE LESIONE DELLA PRIVACY DEGLI STUDENTI SANZIONATI </strong></span><br />
Dalla lettera mandata ai 15, ma anche dai racconti di chi c’era (spero con questo di non scatenare una caccia alle streghe, visto il clima di estrema segretezza che il DS ha voluto dare a questa singolare riunione, e per questo voglio dire che le mie fonti sono estremamente diversificate) si riscontra che si è trattato di una riunione congiunta di più consigli di classe, ma è norma consolidata che quando si discute di casi di singoli studenti occorre garantire la privacy degli interessati e il Consiglio di classe si deve svolgere con la sola presenza dei docenti della classe, più i rappresentanti di genitori e studenti, come già detto, e il DS o un suo delegato (che può essere lo stesso coordinatore di classe). La presenza di estranei non è consentita, e docenti di altre classi vengono considerati estranei a tutti gli effetti; questa è la normale prassi durante tutti i consigli di classe. Svolgere i Consigli di classe in seduta congiunta con più classi, per discutere di casi personali rappresenta quindi, tra le altre cose, una pesante violazione della privacy.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>3) IMPERFEZIONE DELLA DELIBERAZIONE A MAGGIORANZA </strong></span><br />
Un Consiglio di classe quando delibera su qualunque questione, lo fa a maggioranza dei suoi membri che hanno titolo ad esprimere il proprio parere sull’allievo in questione (es. se l’allievo non fa religione l’insegnante di religione non vota). Nella singolare riunione congiunte dei CdC le deliberazioni sui singoli casi siano state fatte coinvolgendo tutti i presenti, col risultato che sulle sanzioni agli studenti e studentesse sono stati chiamati a votare anche docenti estranei alle loro classi, i quali innanzitutto non avevano titolo ad esprimersi, inoltre non li conoscevano e quindi non avevano elementi sufficienti di conoscenza per assumere la decisione migliore per la loro educazione.<br />
Questa strana deliberazione a strana maggioranza penso che non abbia alcun precedente in nessuna scuola italiana e non sia prevista da alcuna normativa a riguardo, più che nulla direi che tale deliberazione, di fatto, NON ESISTE.</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">4) TEMPISTICA DELLA CONVOCAZIONE DEL CDC DOPO L’EPISODIO OGGETTO DELLA SANZIONE</span><br />
<span style="color:#0000ff;">“Le sanzioni che prevedono sospensioni dalle lezioni sono irrogate dal Consiglio di Classe, convocato dal Preside entro 15 giorni dall’episodio, su richiesta del docente interessato o del coordinatore o su decisione dello stesso Preside.”</span><br />
FONTE: Regolamento di istituto del Venturi: Art. 12- COMPETENZA DISCIPLINARE</strong><br />
L’occupazione è finita il 4 dicembre, ma l’episodio oggetto della sanzione ha avuto inizio già il 28 novembre. Io conterei i giorni proprio dal 28, da quando cioè i fatti incriminati hanno cominciato a verificarsi. In questa ipotesi il Consiglio di classe andava convocato, secondo la norma regolamentare citata, entro il 13 dicembre; se invece volessimo contare i giorni dalla fine dell’episodio da sanzionare (4 dicembre), allora il CdC andava convocato al massimo entro il 19 dicembre. La convocazione per il 20 dicembre, come risulta dalla lettera inviata, lo colloca comunque al di fuori della norma prevista dal regolamento di istituto, di cui il Dirigente Scolastico è garante.</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">5) CONVOCAZIONE PREVENTIVA DELL’ALLIEVO DA SANZIONARE</span><br />
<span style="color:#0000ff;">“L’allievo interessato viene ascoltato prima dell’irrogazione di qualsiasi sanzione.”</span><br />
FONTE: Regolamento di istituto del Venturi: Art. 13 &#8211; CRITERI E PROCEDURE RELATIVI ALLE SANZIONI DISCIPLINARI</strong><br />
Mi risulta che alcuni dei 15 abbiano più volte chiesto un incontro ufficiale con il CdC per parlare dei provvedimenti disciplinari che erano nell’aria nei giorni seguenti all’occupazione; la risposta è stata sempre negativa perché questa non è la prassi. Il regolamento degli studenti dell’Istituto Venturi, regolarmente in vigore e scaricato dal sito della scuola, dice invece proprio il contrario. Del resto la stessa cosa dice, e in modo ben più perentorio, <strong>l’art. 1 comma 3 del DPR n. 235/2007<br />
<span style="color:#0000ff;">“ … Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni”.</span></strong><br />
Quindi non c’è stata nessuna audizione da parte del Consiglio di classe prima dell’irrogazione delle sanzioni deliberate; è indubbio che questo abbia rappresentato una pesante violazione del diritto alla difesa che è un diritto costituzionalmente garantito e che le norme scolastiche hanno inevitabilmente recepito. Nessuno dei 15 ha potuto illustrare le sue argomentazioni a difesa e senza questa basilare norma di garanzia il Consiglio di classe ha stabilito le sue risoluzioni costretto a rinunciare ad un elemento fondamentale e imprescindibile di giudizio. Oltre che nulla tale deliberazione, da questo punto di vista, sembra pesantemente ingiusta oltre che diseducativa.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>6) IL VOTO DI CONDOTTA È ANOMALO FUORI DALLO SCRUTINIO </strong></span><br />
Il Consiglio di classe esprime il voto di condotta a maggioranza, su proposta di uno dei suoi componenti, e lo fa in sede di scrutinio; qualunque decisione presa fuori dallo scrutinio non ha valore. Solo quanto verrà deciso negli scrutini ha un valore legale e definitivo, salvo ricorso degli interessati; attribuire compiti di valutazione del voto di condotta ad un Consiglio di classe che non ha la funzione di scrutinio non è né regolare né prevista, a maggior ragione se ad esprimersi su tale aspetto sia stata una votazione che ha visto votare anche docenti che non appartengono alla classe degli interessati.</p>
<p>A questo si aggiunga che il 5 in condotta, nei casi per cui è stato deliberato, è stato attribuito in modo difforme da quanto previsto dalla norma. Infatti l’assegnazione del 5 in condotta è regolamentata da un apposito decreto che prevede:<br />
<strong>FONTE: Decreto Ministeriale 16 gennaio 2009, n. 5 &#8211; Criteri e modalità applicative della valutazione del comportamento<br />
&#8230;<br />
Articolo 2 &#8211; Caratteristiche ed effetti della valutazione del comportamento<br />
&#8230;.<br />
4. La votazione insufficiente di cui al comma 3 del presente articolo può essere attribuita dal Consiglio di classe soltanto in presenza di comportamenti di particolare ed oggettiva gravità, secondo i criteri e le indicazioni di cui al successivo articolo 4.<br />
&#8230;<br />
Articolo 4 &#8211; Criteri ed indicazioni per l’attribuzione di una votazione insufficiente<br />
1. Premessa la scrupolosa osservanza di quanto previsto dall’articolo 3, la valutazione insufficiente del comportamento, soprattutto in sede di scrutinio finale, deve scaturire da un attento e meditato giudizio del Consiglio di classe, esclusivamente in presenza di comportamenti di particolare gravità riconducibili alle fattispecie per le quali lo Statuto delle studentesse e degli studenti &#8211; D.P.R. 249/1998, come modificato dal D.P.R. 235/2007 e chiarito dalla nota prot. 3602/PO del 31 luglio 2008 &#8211; nonché i regolamenti di istituto prevedano l’irrogazione di sanzioni disciplinari che comportino l’allontanamento temporaneo dello studente dalla comunità scolastica per periodi superiori a quindici giorni (art. 4, commi 9, 9 bis e 9 ter dello Statuto).</strong></p>
<p>Quindi, il testo normativo stabilisce che il 5 in condotta, anche nello scrutinio intermedio, può essere assegnato “esclusivamente” in presenza di sanzioni che prevedano sospensioni superiori a 15 giorni; ma la sospensione ammonta a soli 10 giorni e quindi inferiore ai 15 previsti. E’ stato quindi adottato un provvedimento non conforme alla casistica prevista dalle norme e la cosa vale, soprattutto, per i consigli che in sede di scrutinio hanno ratificato, nella sede naturale, l’attribuzione del voto di condotta.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>7) DIFETTO DI MOTIVAZIONE E DI PROVA</strong></span><br />
Come dicevo all’inizio, nel corso della riunione del 20 dicembre non sono state mostrate ai docenti, da parte del Dirigente Scolastico, le prove documentali in suo possesso che rendono incontrovertibili le responsabilità attribuite ai 15. Quindi non solo i 15 non sono stati ascoltati, ma le loro responsabilità sono state considerate acclarate sulla base di una testimonianza indiretta del Dirigente Scolastico che non ha reso palesi né le prove in suo possesso, né la natura delle stesse, né le modalità con cui ne è entrato in possesso. Tale procedura non ha alcun precedente in nessuna situazione analoga.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Epilogo</strong></span><br />
Concludo dicendo che, volutamente, non ho preso in considerazione le riflessioni che si possono fare riguardo alle azioni poste in essere dalle studentesse e dagli studenti che hanno deciso di occupare il Venturi. Chi mi conosce sa come la penso al riguardo e lo sanno benissimo gli studenti che hanno occupato il Meucci, più o meno negli stessi giorni, a cui non ho fatto mancare le mie critiche sui metodi adottati.</p>
<p>Non è questo il punto.</p>
<p><span style="color:#0000ff;">Nella vicenda del Venturi il focus sta nel come un consesso di adulti, educatori per giunta, si siano trovati, più o meno consapevolmente, a violare tutta una serie di norme e regolamenti pur di attribuire una punizione che ritenevano meritata</span>.</p>
<p>La domanda è:<br />
<span style="color:#800080;">possono gli adulti educatori permettersi la violazione delle più basilari norme del diritto alla difesa, di regolamenti da loro stessi varati, di norme dello stato, pur di portare a buon fine la decisione di far pagare quelle che considerano cattive azioni commesse da giovani in crescita?</span><br />
<span style="color:#008000;">E’ educativo rendere palese che gli adulti possono trasgredire le stesse regole a cui richiamano tutti i giorni i loro studenti?</span></p>
<p>Il dibattito è aperto e le riflessioni sarebbe bello che cominciassero a venire innanzitutto dal Venturi, dove i fatti sono successi, anche perché occorre capire, per noi che siamo fuori, qual è il clima che si respira nella scuola e che ha reso possibile queste gravi decisioni.</p>
<p>Dalle notizie che riescono a violare la cortina di riservatezza (non riesco proprio fare a meno di usare eufemismi, che stia diventando moderato con l’avanzare degli anni?) che la stragrande maggioranza dei docenti ha elevato intorno alla scuola – rendendosi di fatto complici di tutta l’operazione – risulta una scuola in cui esiste un vero e proprio regime di intimidazioni e minacce di ritorsioni, dove fioccano sanzioni disciplinari per i docenti riottosi e scomodi.<br />
Proprio uno di questi, in questo frangente, è stato colpito dalla sospensione dal servizio – con interruzione dallo stipendio – perché, pare, essersi permesso di apostrofare i colleghi del singolare consiglio congiunto che si sono resi complici ossequiosi del preside e il preside stesso, in modo, diciamo, tagliente, ma decisamente efficace. Non posso essere sicuro dei termini usati perché si sa che di bocca in bocca le parole si coloriscono, ma loro, che sanno come sono stati chiamati, potranno sempre dircelo e soddisfare la nostra curiosità.</p>
<p>A conferma del clima di cui dicevo, <span style="color:#800080;">la notizia dell’impugnazione delle sanzioni da parte di alcuni tra i 15, viene accolta con stupore dalla maggior parte dei docenti della scuola e considerata una vera vergogna che si potevano risparmiare</span>; inoltre, chiunque si permetta di intervenire pubblicamente sulla questione, esprimendo critiche sull’operato del preside e dei colleghi, viene accolto, se va bene, dal gelo del silenzio.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Fortunatamente qualcuno dice che il gelo è un toccasana per i germogli del grano e uccide le erbacce &#8230;</span></p>
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		<title>La scuola e i fichi secchi</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 20:34:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comitatonogelmini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere & Interventi]]></category>
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		<description><![CDATA[di Elena Ceccarelli e Giovanni Cocchi 19 gennaio 2012 Un genitore ed un insegnante dei comitati bolognesi rispodono agli interventi di Mario Pirani e Giorgio Vittadini pubblicati negli ultimi giorni dal quotidiano La Repubblica   Cari lettori di Repubblica. Cari attenti lettori della scuola. Lunedì abbiamo avuto ben due testimonianze illustri, Mario Pirani e Giorgio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatoscuolapubblica.wordpress.com&amp;blog=5360511&amp;post=8578&amp;subd=comitatoscuolapubblica&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/fichi-secchi.jpg"><img class="alignleft  wp-image-8579" title="Fichi-secchi" src="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/fichi-secchi.jpg?w=237&#038;h=240" alt="" width="237" height="240" /></a></p>
<h5 style="text-align:center;">di <span style="color:#0000ff;">Elena Ceccarelli</span> e <span style="color:#0000ff;">Giovanni Cocchi</span></h5>
<h5 style="text-align:center;">19 gennaio 2012</h5>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">Un genitore ed un insegnante dei</span> <span style="color:#800080;"><a href="http://www.assembleascuolebo.org/"><span style="color:#800080;">comitati bolognesi </span></a></span><span style="color:#ff0000;">rispodono agli interventi di Mario Pirani e Giorgio Vittadini pubblicati negli ultimi giorni dal quotidiano La Repubblica</span></h5>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#000000;">Cari lettori di Repubblica.<br />
Cari attenti lettori della scuola.<br />
<span style="color:#ff0000;">Lunedì abbiamo avuto ben due testimonianze illustri</span>, <span style="color:#0000ff;">Mario Pirani</span> e <span style="color:#800080;">Giorgio Vittadini</span>, “<span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#0000ff;text-decoration:underline;"><a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/01/16/scuola-tecnici-sanno-fare-le-nozze-con.html"><span style="color:#0000ff;text-decoration:underline;">Scuola, i tecnici sanno fare le nozze con i fichi secchi</span></a></span></span>” e &#8220;<span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#800080;text-decoration:underline;"><a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/01/16/istruzione-non-spesa-sociale-un-investimento.html"><span style="color:#800080;text-decoration:underline;">L’istruzione non è spesa sociale è un investimento</span></a></span></span>”.</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>A tal proposito, <span style="color:#ff0000;">vorremmo anche noi genitori e insegnanti della scuola pubblica informarvi dei nostri pensieri perché abbiamo tanto da dire</span>, <span style="color:#0000ff;">noi siamo sul campo</span>, <span style="color:#800080;">con i nostri figli</span>, <span style="color:#008000;">con le nostre parole</span>.</strong><br />
<strong>Noi siamo in ascolto e <span style="color:#0000ff;">dai giornali ci informate che i tagli sono stati fermati da questo governo</span>, <span style="color:#800080;">che si muoveranno importati finanziamenti per l’edilizia scolastica e l’alfabetizzazione informatica</span>, <span style="color:#008000;">che da qui si parte con competenza ad ottimizzare le risorse e gli investimenti</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Tuttavia, <span style="color:#ff0000;">come possiamo essere già sereni da tali annunci se vediamo cremisi il campo dove prima fioriva la scuola primaria?</span> <span style="color:#0000ff;">Una battaglia piena di sconfitte</span>.</strong><br />
<strong><span style="color:#ff0000;">E’ caduto il tempo pieno</span> che muore dissanguato dalla riduzione dell’organico, <span style="color:#ff0000;">le compresenze per il recupero e l’alfabetizzazione sono state sterminate</span> a violenti colpi di baionetta.</strong><br />
<strong><span style="color:#ff0000;">Morti, giovani, sono gli insegnanti specialisti di inglese</span>. <span style="color:#0000ff;">Il sostegno orribilmente mutilato</span>.</strong><br />
<strong>E neanche la strenua resistenza dei coraggiosi ha potuto evitare questa Verdun.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">Vi vogliamo ricordare che il TAR del Lazio e del Molise hanno dato ragione e sentenziato a favore dei genitori che si sono trovati senza insegnanti e senza il sostegno per i loro figli disabili</span>. <span style="color:#0000ff;">Hanno lottato.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008000;">Sarà applicato l’ordine perentorio della giustizia?</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;">Vi vogliamo ricordare che in quanto a “spese” per la scuola siamo sopra la media OCSE alle elementari e alle medie perché gli insegnanti di sostegno sono pagati dal Ministero dell&#8217;Istruzione, mentre negli altri Paesi da quello della Sanità&#8217;</span>, così come <span style="color:#ff0000;">solo in Italia abbiamo la “particolarità” degli insegnanti di religione retribuiti dallo Stato!</span> <span style="color:#008000;">Non si possono sommare le mele con le pere, dottor Vittadini</span>.</strong><br />
<strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ff0000;text-decoration:underline;">E lei lo sa!</span></span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Vi vogliamo ricordare che <span style="color:#0000ff;">le citate lodevoli intenzioni del ministro Profumo, al momento solo quelle sull’edilizia al sud, si faranno con i finanziamenti Europei</span>, <span style="color:#008000;">per tutto il resto non si parla di ottimizzare neanche con un euro in più le risorse per scuola, dottor Pirani</span>.</strong><br />
<strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ff0000;text-decoration:underline;">E lei lo sa!</span></span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#008000;">Aiutateci.</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">Dai genitori e insegnanti della scuola pubblica di Bologna</span>.</strong><br />
<strong>Elena Ceccarelli, un genitore</strong><br />
<strong>Giovanni Cocchi, un insegnante</strong></p>
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		<title>Perché la scuola pubblica è pagata dalle famiglie?</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 16:07:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comitatonogelmini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Mariapia Veladiano da La Repubblica 19 gennaio 2012 Il contributo che arriva dai genitori vale la metà delle entrate e molti istituti senza questo supporto non potrebbero fare nulla, ma si moltiplicano le iniquità. Gentile ministro Francesco Profumo, si può far finta di niente. E lo stiamo facendo. C´è talmente tanto a cui pensare. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatoscuolapubblica.wordpress.com&amp;blog=5360511&amp;post=8566&amp;subd=comitatoscuolapubblica&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/classifica.jpg"><img class="alignleft  wp-image-8567" title="classifica" src="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/classifica.jpg?w=272&#038;h=504" alt="" width="272" height="504" /></a></p>
<h5 style="text-align:center;">di <span style="color:#0000ff;">Mariapia Veladiano</span></h5>
<h5 style="text-align:center;">da <span style="color:#800080;"><a href="http://www.repubblica.it"><span style="color:#800080;">La Repubblica</span></a></span></h5>
<h5 style="text-align:center;">19 gennaio 2012</h5>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">Il contributo che arriva dai genitori vale la metà delle entrate e molti istituti senza questo supporto non potrebbero fare nulla, ma si moltiplicano le iniquità.</span></h5>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#000000;"><span style="color:#0000ff;">Gentile ministro Francesco Profumo, si può far finta di niente</span>. <span style="color:#ff0000;">E lo stiamo facendo</span>. C´è talmente tanto a cui pensare. <span style="color:#800080;">Le parole di una crisi tremenda come questa si affollano in una gara cupa di drammaticità</span>: disoccupazione, fallimento, crollo della Borsa, della capacità di lottare, della fiducia. Fine. <span style="color:#800080;">La scuola qui non c´è</span>. <span style="color:#0000ff;">Orizzonte lontano dalla politica</span>. <span style="color:#ff0000;">Numeri di bilancio da tagliare</span>.<br />
E infatti<span style="color:#0000ff;"> la scuola pubblica la pagano ormai in grandissima parte le famiglie</span>. <span style="color:#ff0000;">Soprattutto</span>, ma non solo, <span style="color:#ff0000;">quella dell´istruzione obbligatoria, elementari e medie</span>, <span style="color:#ff0000;">le cui risorse sono state strangolate senza pudore a partire dalla legge 133 del 2008</span>, Legge Brunetta, che, inconsapevole capolavoro di burocratese borbonico e antifrastico, suonava così: <span style="color:#0000ff;">&#8220;Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica, la perequazione tributaria&#8221;.</span> <span style="color:#800080;">L´articolo 64 dettava le cifre dei tagli, in tre anni. Il ministro Gelmini li ha chiamati &#8220;riforma&#8221;</span> <span style="color:#0000ff;">e le famiglie hanno pagato</span>. <span style="color:#ff0000;">Stanno pagando</span>.</p>
<p><span style="color:#0000ff;">Il &#8220;contributo delle famiglie&#8221; è una voce di bilancio senza la quale non si farebbe quasi nulla a scuola: vale almeno la metà delle entrate, spesso di più</span>. Permette il funzionamento puro e obbligatorio. <span style="color:#ff0000;">Ma non può continuare così, perché la crisi c´è anche per le famiglie</span>. <span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#0000ff;text-decoration:underline;">Il governo deve sapere che la scuola esiste</span></span>. <span style="color:#800080;">È un mondo: quasi nove milioni di ragazzi</span> che nello studio cercano di sciogliere quel groviglio di desideri e paure che segnano la loro vita in costruzione e che provano a diventare quel che desiderano. <span style="color:#ff0000;">È un mondo che ha ancora, lo dice l´ultimo rapporto Istat, miracolosamente, la fiducia delle persone</span>. <span style="color:#0000ff;">E questo vuol dire che le famiglie sono più sagge dei governi</span>. <span style="color:#800080;">Sanno che in tempo di crisi i soldi meglio spesi sono quelli per l´istruzione. Vuol dire che le famiglie credono nel futuro ancora</span>. <span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#0000ff;text-decoration:underline;">E che hanno visto e fatta propria la civilissima resistenza vissuta dalla scuola in questi anni di assalti</span></span>. <span style="color:#ff0000;">Fino ad oggi i governi hanno dissipato in modo irresponsabile questo patrimonio di fiducia</span>. Ma c´è un´attesa, una bella attesa sulla scuola.<br />
E <span style="color:#ff0000;">ci vuole un atto di coraggio</span>. <span style="color:#0000ff;">Qualcosa, a livello statale, che somigli a quello che in Trentino si chiama Fondo qualità e che nemmeno la crisi economica ha messo in discussione</span>. È un investimento che va all´incremento dello studio delle lingua, all´integrazione degli stranieri, ai ragazzi con bisogni educativi speciali, agli interventi che migliorano la qualità, appunto. Proprio ora si investe sull´equità e sulla cultura. <span style="color:#800080;">E in Trentino i libri sono del tutto gratuiti fino alle medie, e alle superiori possono essere dati in comodato d´uso</span>.<br />
<span style="color:#0000ff;">La crisi la si deve intaccare da molti lati. Quello della scuola non può essere lasciato alle famiglie</span>. <span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ff0000;text-decoration:underline;">Una scuola che moltiplica l´iniquità non è solo indegna, è anche pericolosa, perché prepara l´esplosione della società</span></span>. <span style="color:#0000ff;">Coltivare la scuola vuol dire coltivare qualcosa che ci serve ora e sempre: la speranza che la via d´uscita dal presente buio sia ancora nelle nostre mani</span>. Che il futuro ci appartenga ancora.</span></strong></p>
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		<title>Gli adulti si impadronano della nostra vita</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 14:41:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comitatonogelmini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere & Interventi]]></category>
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		<category><![CDATA[alunni]]></category>
		<category><![CDATA[Buona scuola]]></category>
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		<description><![CDATA[di Carla Melazzini da La Poesia e Lo Spirito 19 gennaio 2012 Apatia, disinteresse per l’ambiente e per i coetanei, isolamento e chiusura rispetto a familiari e amici, frequenti mal di testa e, per i maschi, aggressività improvvisa, mentre le femmine spesso si sfiancano con maratone sui libri. “Sono i sintomi della ‘sindrome da prima [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatoscuolapubblica.wordpress.com&amp;blog=5360511&amp;post=8572&amp;subd=comitatoscuolapubblica&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/britishseapowerep1290x2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8573" title="britishseapowerep1290x2" src="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/britishseapowerep1290x2.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a></p>
<h5 style="text-align:center;">di <span style="color:#0000ff;">Carla Melazzini</span></h5>
<h5 style="text-align:center;">da <span style="color:#800080;"><a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/"><span style="color:#800080;">La Poesia e Lo Spirito</span></a></span></h5>
<h5 style="text-align:center;">19 gennaio 2012</h5>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">Apatia, disinteresse per l’ambiente e per i coetanei, isolamento e chiusura rispetto a familiari e amici, frequenti mal di testa e, per i maschi, aggressività improvvisa, mentre le femmine spesso si sfiancano con maratone sui libri. “Sono i sintomi della ‘sindrome da prima superiore‘. Nel 2010 il 15,3% degli studenti di prima superiore non ha superato l’anno. Era il 15% nel 2009. Un dato decisamente più alto rispetto a quello dei bocciati alle medie: 4,3%”. Insomma, <strong>con il passaggio a liceo e istituti superiori, i bocciati quadruplicano</strong></span>. (vedi <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Daily_Life/Benessere/Pediatria-sindrome-da-prima-superiore-per-170-mila-alunni-italiani_928023325.html">qui</a>)</h5>
<p style="text-align:justify;"><strong>Per quanto difficile sia assumere il punto di vista di un altro molto diverso da noi, <span style="color:#0000ff;">cercherò di descrivere l’esperienza di un alunno del biennio superiore attraverso i suoi propri occhi, fondandomi sull’osservazione quotidiana</span> (e, spero, empatica) <span style="color:#0000ff;">di quanto egli comunica con le parole, ma soprattutto con i suoi gesti e comportamenti</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#800080;">Il ragazzo che entra in un istituto tecnico superiore porta sulle spalle dagli otto agli undici anni di scuola</span>, <span style="color:#800080;">che hanno agito su di lui in un triplice modo</span>.</strong></p>
<ul style="text-align:justify;">
<li><strong><span style="color:#ff0000;">Primo modo: spegnendo progressivamente quello che nel bambino è il bene più prezioso: la curiosità e il piacere di conoscere</span>. (All’inizio di quest’anno ho chiesto alle due classi del biennio – una cinquantina di ragazzi dai 13 ai 18 anni – di <span style="color:#0000ff;">formulare dieci perché</span> che rivestissero ai loro occhi una importanza fondamentale. Il risultato mi ha lasciata stupefatta: <span style="color:#0000ff;">il contenuto e soprattutto la formulazione dei perché erano quelli del bambino che si affaccia sul mondo ignoto</span>: perché il mare è salato e infinito; perché la terra è rotonda e gira; perché il cielo è azzurro; perché si nasce; perché si muore; perché esistono tante lingue diverse; perché gli uomini sono così cattivi, e così via, come se fosse la ripresa di un discorso lasciato interrotto e senza risposte tanti anni prima).</strong></li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li><strong><span style="color:#ff0000;">Secondo modo</span> (in gran parte responsabile di quanto esposto nel punto precedente): <span style="color:#ff0000;">trasformando la realtà viva in materie scolastiche che evitano le domande del soggetto e sono appannaggio inalienabile del docente, e sottraendo alle parole pressoché ogni rapporto con la realtà stessa</span>.</strong></li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li><strong><span style="color:#ff0000;">Terzo modo</span> (che è la conseguenza naturale dei primi due): <span style="color:#ff0000;">convincendo il ragazzo che per ciò che sta facendo a scuola non valga la pena di assumersi la fatica e il rischio insiti in ogni serio apprendimento</span>.</strong></li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;">Il risultato di questo triplice processo viene rovesciato addosso al ragazzo in forma capovolta</span>, ossia: <span style="color:#0000ff;">non sei disposto ad impegnarti ad apprendere le materie scolastiche che danno accesso alla conoscenza della realtà, cioè non sei scolarizzato né scolarizzabile</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Così recitano, nella sostanza, gli atti ufficiali che destinano i ragazzi o all’“<em>inserimento immediato nel mondo del lavoro</em>” (ineffabile eufemismo, specie nelle nostre contrade), o alle scuole di categoria B, professionali e tecnici.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#800080;">Vale la pena notare come</span>, viceversa, <span style="color:#800080;">nessun documento ufficiale certifichi la qualità del servizio di cui ha usufruito il ragazzo licenziato dalla scuola dell’obbligo</span>. <span style="color:#0000ff;">Non risulta, ad esempio, quanti e quali insegnanti abbia incontrato sulla sua strada</span>: ho avuto non pochi alunni che hanno adempiuto all’obbligo cambiando un insegnante, a volte due, all’anno dalla prima elementare.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ora, <span style="color:#ff0000;">mentre il ragazzo viene continuamente chiamato, dalla famiglia e dalla scuola, a rendere conto delle sue mancanze</span>, <span style="color:#ff0000;">nessun esemplare del mondo adulto</span> – a quanto mi risulta – <span style="color:#ff0000;">è tenuto a rendere conto al ragazzo per i suoi diritti violati o negati</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Questa dissimmetria, che ferisce profondamente il senso di giustizia dell’adolescente, a lungo andare produce in lui una immedicabile sfiducia nella possibilità che gli venga resa ragione, e <span style="color:#0000ff;">la</span> conseguente <span style="color:#0000ff;">convinzione che l’unica difesa per lui sia la fuga</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ma il danno è ancora più profondo. <span style="color:#0000ff;">La mancanza di significato di ciò che quotidianamente viene costretto a fare a scuola pone il bambino prima, il ragazzo poi, in un dilemma angoscioso: o la sua intelligenza lo inganna; o gli onnipotenti adulti sono dei falsari</span>. Non permettendogli la sua fragilità psicologica di accettare la seconda ipotesi perché troppo pericolosa per lui, si rassegna <span style="color:#800080;">ad accettare la prima, adeguandosi pian piano all’insensatezza</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">Questo è il motivo per cui spesso i ragazzi meno scolarizzabili sono i più intelligenti</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Questo <em>alumnus</em> così malamente nutrito approda dunque al suo terzo ciclo di studi, sulla base degli inossidabili automatismi di <em>status</em> socio-culturale della famiglia e di profitto <em>standard</em>, che poco o nulla hanno a che vedere con le sue reali attitudini e aspirazioni.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;">Il ragazzo che sceglie gli istituti tecnici e professionali ha già addosso mediamente un buon bagaglio di delusioni e fallimenti, addebitati come si è detto a sua esclusiva colpa</span>. Tuttavia la naturale plasticità dell’individuo giovane lo predispone a tentare l’avventura, e lo fa con un misto di diffidenza e di ansia, a volte con angoscia, quando la scuola superiore sia vissuta come ultimo banco di prova di una fragile autostima, già duramente scossa nei cicli precedenti.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">Al suo ingresso nella sconosciuta comunità della nuova scuola il ragazzo, che sta attraversando la tempesta puberale, è pieno di interrogativi del tipo</span>: <span style="color:#0000ff;">sarò accettato o escluso?</span> <span style="color:#800080;">Riuscirò a farmi capire dai nuovi insegnanti?</span> <span style="color:#008000;">I compagni mi apprezzeranno o mi perseguiteranno?</span> <span style="color:#ff6600;">Rideranno di me perché ho il naso grosso; sono troppo piccolo, o troppo alto, o troppo chiatto?</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;">Stendiamo un velo pietoso sulla qualità dell’accoglienza che la scuola superiore riserva ai corpi dei propri utenti</span> (non occorrono manuali di psicologia per sapere quale posto abbia il corpo nei pensieri di un adolescente: basta fare il censimento degli insulti che i nostri alunni si cambiano incessantemente al riguardo).[...]<span id="more-8572"></span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Limitiamoci a considerare ciò che la scuola offre alla loro psiche.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">Agli interrogativi che affollano l’animo del ragazzo l’istituto superiore oppone il fuoco di sbarramento delle sue ancor più numerose ed eterogenee materie e degli altrettanto eterogenei insegnanti</span>, andando a formulare un risposta del tipo: <span style="color:#0000ff;">qui non è scuola dell’obbligo, nessuno ti ha costretto a venire, siamo qui per giudicare se ne sei degno; compito tuo dimostrarlo</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Si mettono così in moto due logiche incomunicanti. Mentre il ragazzo dedica la maggior parte delle sue energie psichiche alla difficile opera di adattamento e integrazione nella classe, la scuola procede imperturbata fino all’esito scontato di fine quadrimestre.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">Il quadro sconfortante che ne esce ha un duplice effetto</span>:</strong></p>
<ul style="text-align:justify;">
<li><strong><span style="color:#0000ff;">conferma gli insegnanti nella loro opinione che la scuola dell’obbligo produce analfabeti e che occorre una bella pulizia per impedire che accedano al triennio</span>. Sennò che diranno i colleghi di noi?</strong></li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li><strong><span style="color:#008000;">consolida nei ragazzi la convinzione che ciò che per loro è estremamente importante non lo è affatto per gli adulti</span>; <span style="color:#800080;">che gli sforzi per fare di una classe una comunità vivibile non sono ritenuti degni di nota in una istituzione educativa</span>; <span style="color:#ff6600;">che a scuola va bene chi già andava bene, e per gli altri non c’è niente da fare</span>.</strong></li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">Tant’è che il periodo successivo all’uscita dei quadri del primo quadrimestre è quello segnato dagli abbandoni, che si aggirano tra il 10 e il 25% degli alunni</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;">La classe vive questi abbandoni come una propria sconfitta, e riprende con più fatica e meno coraggio a ritessere i fili lacerati</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Benché la mia opinione sulla scuola sia pregiudizialmente la più sfavorevole, <span style="color:#800080;">non riesco mai a non scandalizzarmi per il trattamento che essa riserva al gruppo classe</span>, comunità fragile ma fondamentale, soprattutto per l’adolescente: in generale, perché – come è noto – <span style="color:#0000ff;">il gruppo dei coetanei è l’unico punto di appoggio nella sua faticosa lotta per l’autonomia personale</span>; in particolare perché, <span style="color:#ff0000;">nelle condizioni di vita delle nostre città, la classe scolastica costituisce spesso l’unico gruppo di coetanei sufficientemente strutturato e significativo cui far riferimento</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;">Su questa cellula di base della vita scolastica infieriscono concordemente senza rispetto i sacri principi della selezione per merito</span>, <span style="color:#800080;">delle graduatorie di anzianità degli insegnanti</span> e <span style="color:#008000;">del <em>deficit</em> statale</span>, con risultati che a me fanno ogni volta l’effetto della lacerazione di corpi vivi.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;">La prassi della <em>bella pulizia</em> al termine del primo anno</span> (<span style="color:#ff6600;">che si aggira attorno al 50% di bocciati</span>, salvo che predomini la paura degli insegnanti di perdere il posto) <span style="color:#0000ff;">fa sì che il nuovo ragazzo proveniente dalla scuola media si trovi in un gruppo classe segnato dalla massiccia presenza di ripetenti e pluriripetenti</span>, che portano il marchio dell’insuccesso e sono concentrati nell’ardua impresa di tenere alto il rispetto di sé nel proprio intimo e davanti ai nuovi arrivati, parecchi dei quali tredicenni, cioè quasi bambini: <span style="color:#ff6600;">naturale che il problema venga quasi sempre risolto sul piano della forza, il più accessibile ma anche il più distruttivo per chi lo esercita</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;">Ciò complica non poco il problema dell’integrazione della classe, accentuando le dinamiche centrifughe rispetto a quelle costruttive</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ho avuto classi nelle quali le dinamiche di gruppo erano così negative da invalidare ogni possibilità di lavoro, sfociando a volte in fuga di massa. Ricorderò solo la più comune tra esse, quella del capro espiatorio…</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Non sono sufficientemente esperta per individuare con chiarezza i fattori che possano rendere tali dinamiche distruttive della classe come collettivo di lavoro…</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Chiedo: <span style="color:#ff0000;">quanto spazio riserva la nostra scuola a tutte queste cose che occupano l’animo dei suoi utenti, impegnandone buona parte delle energie psichiche?</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;">Moltissimo ne dedica sicuramente al trattamento dei sintomi di questi malesseri</span>, <span style="color:#0000ff;">sotto forma di rapporti disciplinari, sospensioni, prediche moralistiche</span>: con gli effetti che possiamo constatare, non solo sulla produttività dell’insegnamento/apprendimento, ma soprattutto nella formazione di personalità esposte per anni, nelle fasi più delicate dello sviluppo, ad una simile pedagogia.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ho fatto recentemente una lunga discussione con i ragazzi sui riti di iniziazione, che accompagnavano i giovani nel loro ingresso nel mondo adulto in società che chiamiamo primitive.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Se unanime è stato il loro rifiuto delle torture fisiche alle quali gli iniziandi venivano sottoposti, altrattanto <span style="color:#0000ff;">unanime era stata la denuncia dello stato di minorità, estraneità, e insignificanza nel quale i giovani vengono tenuti oggi dalla società adulta</span>; denuncia sintetizzata nella magnifica frase che il più analfabeta della classe ha distillato nella sua misconoscenza della grammatica: <span style="color:#ff0000;">“<em>gli adulti si impadronano della nostra vita</em>“…</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#800080;">La mia esperienza di insegnante mi ha insegnato a sospettare che il mondo adulto si specchi negli occhi dei nostri adolescenti come una gigantesca menzogna</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Se il sospetto non è infondato, e penso che non lo sia, <span style="color:#ff0000;">ho l’impressione che nelle nostre aule scolastiche si consumi quotidianamente un disastro di lunga durata, che nessun Pubblico Ministero con nessun avviso di garanzia potrà, temo, sanare</span>.</strong><br />
<strong>(da Carla Melazzini, <em><a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/09/vivalascuola-99/">Insegnare al principe di Danimarca</a></em> (a cura di Cesare Moreno), Sellerio, pagine 258, euro 14,00)</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Materiali</strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">Giacomo Cives</span>, docente emerito di Storia della Pedagogia all’Università La Sapienza di Roma: «<span style="color:#ff0000;">Raramente le bocciature spingono a migliorarsi</span>, il merito va incoraggiato, premiato, ma per chi è in difficoltà bisogna applicare – come diceva Maria Montessori – una ‘<em>educazione dilatatrice</em>’, dare di più, portare dentro, non spingere fuori, con il rischio che gli espulsi abbandonino per sempre il percorso scolastico». (<em>vedi</em> <span style="color:#800080;"><em><a href="http://www.spaziodonna.com/articolo/scuola-e-corsi/30763_la-bocciatura-e-un-trauma-.html?lang=it"><span style="color:#800080;">qui</span></a></em></span>)</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">Matteo Lancini</span>, docente di Psicologia dell’Adolescenza all’Università Bicocca di Milano: «<span style="color:#ff0000;">La sensazione è che il mondo adulto stia cercando di riprendere il controllo su una generazione che sente di non saper governare. Ragazzi abituati al confronto, alla dialettica, non all’autorità</span>. Più fragili per certi aspetti, più forti per altri. Ma non si può passare dalla scuola del dialogo e dell’accoglienza, a quella dei divieti e del 5 in condotta senza conseguenze. Mi spiego: in altre epoche la bocciatura faceva parte di un percorso educativo, i ragazzi la mettevano in conto, sapevano sostenerla. Oggi no. La vergogna di essere respinti, la mortificazione di non essere all’altezza possono compromettere per sempre il percorso di un adolescente. Forse ci dobbiamo interrogare su questa fragilità, ma di certo la risposta non può essere quella di tornare da un giorno all’altro alla scuola della paura e delle sanzioni». (<em>vedi <span style="color:#800080;"><a href="http://www.spaziodonna.com/articolo/scuola-e-corsi/30763_la-bocciatura-e-un-trauma-.html?lang=it"><span style="color:#800080;">qui</span></a></span></em>)</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">Tullio De Mauro</span>, docente di Linguistica generale all’Università di Roma: “<span style="color:#ff0000;">La mancanza di orientamento è la vergogna scolastica nazionale. Il vero problema sono gli adulti, i quali dovrebbero aiutare i bimbetti tredicenni a scegliere</span>: secondo le ultime indagini, il 19,8 per cento dei grandi non possiede i requisiti minimi per orientarsi nelle decisioni, e addirittura il 41 per cento fatica a decifrare uno scritto, anzi una scritta. Formare gli adulti dovrebbe essere la prima preoccupazione” (<em>vedi</em> <span style="color:#800080;"><em><a href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/scuola_e_universita/servizi/primo-anno/primo-anno/primo-anno.html"><span style="color:#800080;">qui</span></a></em></span>)</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>*</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>I risultati scolastici sono correlati all’estrazione sociale della famiglia di origine</strong></span><br />
<strong>Se è vero che l’introduzione dell’obbligo scolastico ha annullato le differenze sociali nel conseguimento della licenza media, lo stesso non si può dire per il conseguimento dei titoli superiori, dove continua invece a pesare una forte disuguaglianza legata alla classe sociale della famiglia di provenienza degli studenti. Infatti, i dati confermano che i figli delle famiglie più abbienti prendono voti più alti. I risultati scolastici sono, dunque, correlati all’estrazione sociale della famiglia di origine. Quelli meno soddisfacenti si riscontrano più spesso nelle famiglie operaie (36,5 per cento) e in quelle in cui la persona di riferimento è un lavoratore in proprio (42,5 per cento). (<em>vedi</em> <span style="color:#800080;"><em><a href="http://www3.varesenews.it/scuola/articolo.php?id=174457"><span style="color:#800080;">qui</span></a></em></span>)</strong><br />
<strong><br />
<span style="color:#ff0000;">L’abbandono scolastico precoce frena lo sviluppo economico e sociale</span></strong><br />
<strong>In Italia i ragazzi che abbandonano precocemente la scuola, con al massimo un diploma di terza media, rappresentano una percentuale sul totale, pari al 19,2%, superiore alla percentuale media relativa all’intera Unione europea (14,4%). Questi giovani hanno grosse difficoltà a trovare un lavoro e sono più spesso disoccupati e dipendenti dall’assistenza sociale. L’abbandono scolastico precoce frena lo sviluppo economico e sociale e ostacola il raggiungimento dell’obiettivo dell’Unione europea di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. La Commissione ha approvato un’iniziativa per ridurre entro la fine del decennio a meno del 10% il tasso di abbandono scolastico. (<em>vedi <span style="color:#800080;"><a href="http://www.gliitaliani.it/2011/02/in-italia-il-tasso-di-abbandono-scolastico-e-troppo-alto/"><span style="color:#800080;">qui</span></a></span></em>)</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Bocciare costa</strong></span><br />
<strong><span style="color:#ff0000;">Bocciare costa oltre il 6% in più della spesa complessiva messa a disposizione per l’intero percorso scolastico di uno studente</span>. Secondo le statistiche, il costo di uno studente regolare è in media 88.700 euro, cifra che sale a 109.420 euro se si prosegue gli studi fino al diploma di scuola superiore. I costi, però, possono lievitare se lo studente viene bocciato, addirittura arrivare alla maturità con due bocciature costa fino al 12,6% in più rispetto ad un percorso normale. (<em>vedi <span style="color:#800080;"><a href="http://www.orizzontescuola.it/node/21829"><span style="color:#800080;">qui</span></a></span></em>)</strong><br />
<strong><br />
<span style="color:#ff0000;">Abolire le bocciature?</span></strong><br />
<strong><span style="color:#ff0000;">Il ministro austriaco dell’Istruzione ha annunciato l’intenzione di abolire le bocciature a partire dal 2012 per le scuole superiori</span>. Il che non vuol dire tutti promossi e una bella estate di <em>relax</em> in regime di<em> par condicio</em> per secchioni e somari. Il ministro — la socialdemocratica Claudia Schmied — ha spiegato che la bocciatura andrebbe sostituita da corsi di recupero nelle materie in cui i ragazzi non hanno raggiunto la sufficienza. Ma a settembre nessuna notte prima degli esami: in ogni caso si passa all’anno successivo. Perché una proposta del genere? Il ministro dice che molto spesso la bocciatura è il primo passo verso l’abbandono degli studi. E questo non è un problema solo del bocciato ma del Paese intero perché la scuola non è riuscita a portare un ragazzo fin dove dovrebbe. Un’idea strampalata o addirittura pericolosa? <span style="color:#ff0000;">In realtà già funziona così in Norvegia, Islanda e Gran Bretagna</span>. Certo, sono Paesi con una cultura ed un rigore molto diverso dal nostro, ma sempre di Europa parliamo. Da noi sarebbe possibile? (<em>vedi <span style="color:#800080;"><a href="http://www.manuelaghizzoni.it/?p=19592"><span style="color:#800080;">qui</span></a></span></em>)</strong><br />
<strong><br />
<span style="color:#ff0000;">Occorrono organici rinforzati e un impegno economico straordinario</span></strong><br />
<strong>La lotta alla dispersione passa, oggi più che mai, attraverso tempo scuola e organici rinforzati. Bisogna recuperare le migliaia d’insegnanti spazzati via dalle scuole, piuttosto che operatori esterni su progetto. Puntare su questi ultimi, a scapito dei primi, sarebbe un grave errore. Potenziare alcuni insegnamenti in un tempo scuola ridotto all’osso, creerebbe solo squilibri senza risolvere il problema di fondo, che rimane quello di un’offerta formativa divenuta sempre più povera e disarticolata. Se il governo vuole ridare all’istruzione pubblica il ruolo strategico che le compete, deve pensare a un impegno economico straordinario e senza precedenti. Certo, dovrà pretendere molto di più dagli insegnanti e dagli altri operatori. Il problema non è di reclutarli daccapo. Al concorso annunciato, ai tfa, ai corsi di abilitazioni e lauree abilitanti, continueranno a partecipare le stesse decine di migliaia di persone che stanno nelle diverse graduatorie e/o che hanno titoli a iosa. Il problema è il recupero di posti stabili che non ci sono. Il problema è la formazione in servizio, l’organizzazione del lavoro da rivedere profondamente, nuove regole, orari e responsabilità: per tutti e non solo per le nuove leve. (<em>vedi <a href="http://www.retescuole.net/contenuto?id=20120115122053">qui</a></em>)</strong></p>
<br />Filed under: <a href='http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/category/lettere-interventi/'>Lettere &amp; Interventi</a>, <a href='http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/category/tutti-i-post/'>Tutti i post</a> Tagged: <a href='http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/tag/alunni/'>alunni</a>, <a href='http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/tag/buona-scuola/'>Buona scuola</a>, <a href='http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/tag/dispersione/'>dispersione</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8572/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8572/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8572/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8572/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8572/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8572/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8572/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8572/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8572/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8572/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8572/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8572/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8572/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8572/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatoscuolapubblica.wordpress.com&amp;blog=5360511&amp;post=8572&amp;subd=comitatoscuolapubblica&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Istruzione, riforme sbagliate</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 09:29:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comitatonogelmini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Franco Buccino da La Repubblica 16 gennaio 2012 Chi pensava a salti di gioia nel mondo della scuola per le dimissioni di Berlusconi e per la conseguente uscita di scena della Gelmini, è rimasto deluso. Non mancavano i motivi per gioire, ma evidentemente sono prevalse le preoccupazioni, l’attenzione, i dubbi per quello che il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatoscuolapubblica.wordpress.com&amp;blog=5360511&amp;post=8561&amp;subd=comitatoscuolapubblica&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/einstein-neutrini.jpg"><img class="alignleft  wp-image-8562" title="riforme sbagliate" src="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/einstein-neutrini.jpg?w=240&#038;h=178" alt="" width="240" height="178" /></a></p>
<h5 style="text-align:center;">di <span style="color:#0000ff;">Franco Buccino</span></h5>
<h5 style="text-align:center;">da <span style="color:#800080;"><a href="http://www.repubblica.it"><span style="color:#800080;">La Repubblica</span></a></span></h5>
<h5 style="text-align:center;">16 gennaio 2012</h5>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">Chi pensava a salti di gioia nel mondo della scuola per le dimissioni di Berlusconi e per la conseguente uscita di scena della Gelmini, è rimasto deluso</span>. Non mancavano i motivi per gioire, ma evidentemente sono prevalse le preoccupazioni, l’attenzione, i dubbi per quello che il governo Monti intende fare nel settore. <span style="color:#0000ff;">I guasti delle politiche scolastiche dei governi Berlusconi, prima con Moratti, poi con Gelmini, sempre con Tremonti, sono sotto gli occhi di tutti</span>: <span style="color:#ff0000;">con tagli fatti passare per pseudo riforme è stato stravolto l’intero sistema scolastico italiano.</span> <span style="color:#800080;">La fondazione Agnelli ha individuato di recente nella scuola media l’anello debole del sistema</span>. <span style="color:#800080;">Eppure negli anni settanta, ottanta, e anche novanta, era il fiore all’occhiello dell’istruzione pubblica</span>. <span style="color:#0000ff;">Perché si elaborarono e diffusero, in questo segmento di scuola, modelli innovativi, prima con le attività integrative di “studio sussidiario e libere attività complementari” e poi con il tempo prolungato</span>: il primo modello con insegnanti diversi tra mattina e pomeriggio, il secondo con gli stessi insegnanti. <span style="color:#ff0000;">Entrambi costavano parecchio. La Moratti</span>, quando intraprese, d’accordo con Tremonti, l’opera demolitrice del sistema attraverso l’abbattimento dei costi, <span style="color:#ff0000;">prese di mira innanzitutto la scuola media</span>. E, rapidamente, <span style="color:#ff0000;">ne ridusse all’osso il tempo scuola e l’organico docenti</span>. <span style="color:#0000ff;">Un destino analogo ha colpito poco dopo la scuola elementare</span>. <span style="color:#ff0000;">Le novità</span>, per cui era balzata ai primi posti nelle classifiche internazionali, vale a dire<span style="color:#ff0000;"> una sorta di generalizzazione del tempo pieno attraverso i moduli</span> (tre insegnanti su due classi), <span style="color:#ff0000;">le compresenze e gli insegnanti specialisti di lingua straniera, la Gelmini ha provveduto a eliminarle,</span> su indicazione di Tremonti. <span style="color:#0000ff;">Purtroppo l’ex Ministro ha fatto in tempo a metter mano anche alla cosiddetta riforma delle superiori</span>. <span style="color:#800080;">Al posto di mettere a sistema le sperimentazioni che erano proliferate negli anni, le ha semplicemente abolite, con una riduzione generalizzata dell’orario scolastico</span>. E si vedono i primi drammatici effetti: <span style="color:#0000ff;">laboratori chiusi, materie scomparse, insegnamenti accorpati</span>. Si aggiunga che, <span style="color:#ff0000;">in tutti gli ordini di scuola, nel corso degli anni, è stato aumentato il numero di alunni per classe, in locali spesso non a norma</span>. <span style="color:#0000ff;">Non diminuiscono le ore di sostegno, ma solo perché sono imposte da sentenze dei giudici</span>; <span style="color:#800080;">contro la legge sono invece inseriti ordinariamente più alunni disabili nella stessa classe, numerosa come le altre</span>. <span style="color:#0000ff;">In tal modo si sta rendendo problematica l’integrazione degli alunni diversamente abili, una delle poche specificità del nostro sistema per cui siamo ancora considerati a livello internazionale</span>. <span style="color:#ff0000;">L’incredibile ristrutturazione, compiuta in gran parte nell’ultimo decennio, è stata realizzata sulla pelle dei precari, in via di estinzione, ma anche del restante personale, al quale sono stati tolti stabilità, autonomia e diritti</span>. <span style="color:#0000ff;">Le vere vittime di quest’attentato all’istruzione pubblica sono naturalmente gli studenti, soprattutto quelli più in difficoltà</span>, e le loro famiglie.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ora, <span style="color:#ff0000;">se non si fa un cammino a ritroso per individuare soluzioni alternative a quelle adottate dai precedenti governi, a poco servono le iniziative proposte sulla dispersione scolastica, i progetti sulla matematica e tutti gli altri finanziati con i fondi europei, le idee sul reclutamento dei docenti e l’annunciato concorso</span>. Non voglio dire che non siano importanti e urgenti, o che non siano interessanti nel merito, anche per le personalità che le stanno proponendo. Francesco Profumo e Marco Rossi Doria, persone competenti e colte. Cosa non scontata al ministero della Pubblica Istruzione. La dispersione scolastica è, per esempio, uno dei principali problemi di Napoli e della Campania; una dispersione che avviene troppo presto per troppi ragazzi, e che è annunciata da segnali precisi: ritardo scolastico, risultati insufficienti, demotivazione. Segnali ai quali la scuola assiste impotente, più attenta a classificare gli alunni che ad aiutarli nelle loro difficoltà. <span style="color:#ff0000;">La lotta alla dispersione si accompagna, nelle intenzioni del Ministro, all’impegno per la qualità dell’istruzione</span>. Nelle classifiche internazionali siamo messi male, soprattutto per i risultati nelle materie scientifiche: una disaffezione che dura fino all’università, con grave pregiudizio dello sviluppo del paese. Infine, è coraggioso l’approccio pragmatico al concorso. Le interminabili discussioni sul reclutamento, lauree abilitanti e tirocini formativi attivi, stanno facendo invecchiare intere generazioni di precari e di aspiranti docenti. Il solo annuncio del concorso ha riacceso le speranze. Eppure <span style="color:#0000ff;">tutte queste belle cose rischiano, nella situazione in cui si trova la scuola pubblica, non solo di fallire ma addirittura di essere controproducenti</span>. <span style="color:#ff0000;">La lotta alla dispersione passa, oggi più che mai, attraverso tempo scuola e organici rinforzati</span>. <span style="color:#ff0000;">Bisogna recuperare le migliaia d’insegnanti spazzati via dalle scuole, piuttosto che operatori esterni su progetto</span>. Puntare su questi ultimi, a scapito dei primi, sarebbe un grave errore. <span style="color:#0000ff;">Potenziare alcuni insegnamenti in un tempo scuola ridotto all’osso, creerebbe solo squilibri senza risolvere il problema di fondo, che rimane quello di un’offerta formativa divenuta sempre più povera e disarticolata</span>. <span style="color:#ff0000;">Se il governo vuole ridare all’istruzione pubblica il ruolo strategico che le compete, deve pensare a un impegno economico straordinario e senza precedenti</span>. Certo, dovrà pretendere molto di più dagli insegnanti e dagli altri operatori. Il problema non è di reclutarli daccapo. Al concorso annunciato, ai tfa, ai corsi di abilitazioni e lauree abilitanti, continueranno a partecipare le stesse decine di migliaia di persone che stanno nelle diverse graduatorie e/o che hanno titoli a iosa. <span style="color:#ff0000;">Il problema è il recupero di posti stabili che non ci sono</span>. <span style="color:#0000ff;">Il problema è la formazione in servizio, l’organizzazione del lavoro da rivedere profondamente, nuove regole, orari e responsabilità</span>: per tutti e non solo per le nuove leve.</strong></p>
<br />Filed under: <a href='http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/category/lettere-interventi/'>Lettere &amp; Interventi</a>, <a href='http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/category/tutti-i-post/'>Tutti i post</a> Tagged: <a href='http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/tag/a-s-2011-2012/'>A.S. 2011-2012</a>, <a href='http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/tag/buona-scuola/'>Buona scuola</a>, <a href='http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/tag/riforma-gelmini/'>Riforma gelmini</a>, <a href='http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/tag/scuola-pubblica/'>Scuola pubblica</a>, <a href='http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/tag/sistema-scolastico-italiano/'>sistema scolastico italiano</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8561/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8561/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8561/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8561/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8561/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8561/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8561/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8561/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8561/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8561/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8561/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8561/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8561/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8561/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatoscuolapubblica.wordpress.com&amp;blog=5360511&amp;post=8561&amp;subd=comitatoscuolapubblica&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Aderisci anche tu!</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 21:41:21 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peacelink.it/campagne/index.php?id=82&amp;id_topic=37"><img class="aligncenter size-full wp-image-8557" title="NOf35" src="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/nof35.jpg" alt="" width="433" height="110" /></a></p>
<br />Filed under: <a href='http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/category/tutti-i-post/'>Tutti i post</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8556/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8556/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8556/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8556/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8556/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8556/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comitatoscuolapubblica.wordpress.com/8556/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatoscuolapubblica.wordpress.com&amp;blog=5360511&amp;post=8556&amp;subd=comitatoscuolapubblica&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La farsa del finanziamento dei Piani dell’Offerta Formativa e di formazione e aggiornamento, anno 2011/2012: il caso della regione Veneto</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 21:44:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comitatonogelmini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documentazione]]></category>
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		<description><![CDATA[  di Carlo Salmaso Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova 9 gennaio 2012 Il 19 dicembre 2011 Il MIUR ha emanato la nota prot. n.8448 relativa al finanziamento dei Piani dell’Offerta Formativa e di formazione e aggiornamento nelle istituzioni scolastiche, in applicazione della L. 440/1997 e della direttiva attuativa n. 102 del 7 [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatoscuolapubblica.wordpress.com&amp;blog=5360511&amp;post=8544&amp;subd=comitatoscuolapubblica&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/burla1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-8545" title="burla1" src="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/burla1.jpg?w=181&#038;h=174" alt="" width="181" height="174" /></a></p>
<h5 style="text-align:center;"> </h5>
<h5 style="text-align:center;">di <span style="color:#0000ff;">Carlo Salmaso</span></h5>
<h5 style="text-align:center;"><span style="color:#800080;"><a href="http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com"><span style="color:#800080;">Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova</span></a></span></h5>
<h5 style="text-align:center;">9 gennaio 2012</h5>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il 19 dicembre 2011 <span style="color:#ff0000;">Il MIUR ha emanato </span><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#008000;text-decoration:underline;"><a href="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/miuraoodgosn-8448.pdf"><span style="color:#008000;text-decoration:underline;">la nota prot. n.8448</span></a> </span></span><span style="color:#ff0000;">relativa al finanziamento dei Piani dell’Offerta Formativa e di formazione e aggiornamento</span> nelle istituzioni scolastiche, in applicazione della L. 440/1997 e della direttiva attuativa n. 102 del 7 novembre 2011, <span style="color:#ff0000;">per l’anno scolastico 2011/2012</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;">Nel documento</span>, firmato dal direttore generale dr.ssa Carmela Palumbo, <span style="color:#0000ff;">viene ribadito che la direttiva n. 102 del 7 novembre 2011 ha definito</span>, ai sensi dell&#8217;art. 2 della Legge 18 dicembre 1997, n. 440, <span style="color:#0000ff;">gli interventi prioritari e i criteri generali per la ripartizione delle somme</span>, le indicazioni sul monitoraggio, il supporto e la valutazione degli interventi previsti dalla legge medesima per l&#8217;anno scolastico in corso.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#800080;">Al punto 1 della stessa direttiva venivano individuati</span>, tra gli altri, <span style="color:#800080;">come prioritari</span>, nel quadro e nel rispetto dell&#8217;autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, sperimentazione e sviluppo delle istituzioni scolastiche, <span style="color:#800080;">gli interventi sia per l&#8217;ampliamento dell&#8217;offerta formativa nell&#8217;ambito dei piani definiti dalle istituzioni scolastiche in rete</span>, ai sensi dell&#8217;art. 3 del D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, <span style="color:#800080;">sia per la formazione del personale della scuola</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">La nota specifica che lo stanziamento assegnato</span> per la realizzazione dei progetti contenuti nei Piani dell&#8217;Offerta Formativa e per la Formazione da erogare <span style="color:#ff0000;">a tutte le istituzioni scolastiche italiane per l’anno scolastico 2011/2012 ammonta ad euro 11.900.000, di cui euro 1.000.000 da destinarsi a progetti relativi ai licei musicali</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;">Detto in altro modo i fondi a disposizione per quest’anno scolastico sono complessivamente pari a 10.900.000 di euro</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Cosa dovrebbero riuscire a fare le singole istituzioni scolastiche con questi fondi?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;">Il documento specifica</span> che: <em>“<span style="color:#ff0000;">Le iniziative da intraprendere dovranno costituire oggetto di un organico piano dell&#8217;offerta formativa</span> definito dalle singole scuole <span style="color:#ff0000;">che favorisca il diritto ad apprendere e la crescita culturale di tutti gli studenti</span>, <span style="color:#0000ff;">valorizzando le diversità</span>, <span style="color:#800080;">promuovendo le potenzialità di ciascuno e adottando tutti gli strumenti utili al raggiungimento del successo formativo</span>”</em>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Inoltre, <span style="color:#0000ff;">lo stanziamento è <em>“</em></span><em><span style="color:#0000ff;">assegnato per le attività di supporto alle Istituzioni Scolastiche</span> <span style="color:#0000ff;">che svolgono</span> &#8211; anche su una dimensione di rete &#8211; <span style="color:#0000ff;">azioni di particolare complessità e rilevanza nei processi di innovazione didattica ed educativa</span>, da intraprendere in collaborazione ed in coerenza con le esigenze e la particolarità delle comunità locali”</em>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Non basta perché, in aggiunta a quanto già enunciato, <em>“<span style="color:#800080;">gli interventi di finanziamento dovranno inoltre essere rivolti a progetti</span> analoghi a quelli promossi e realizzati a livello nazionale, <span style="color:#800080;">in modo da sostenere piani di formazione a carattere permanente e coerenti con i processi di innovazione in atto</span>”</em>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>In aggiunta “<em>l&#8217;ampliamento <span style="color:#0000ff;">dell&#8217;offerta formativa dovrà incentivare</span>, inoltre, <span style="color:#0000ff;">l&#8217;accoglienza di studenti appartenenti a famiglie straniere</span> e <span style="color:#ff0000;">garantire la promozione dell&#8217;insegnamento di &#8220;Cittadinanza e Costituzione&#8221; attraverso la realizzazione di percorsi multidisciplinari</span> che mirino allo studio della nostra Costituzione come strumento di tutela dei diritti del Cittadino e al contempo, promozione della cultura della legalità, di cittadinanza attiva e di partecipazione democratica”</em>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Infine <em>“<span style="color:#0000ff;">per quanto concerne le attività di formazione e aggiornamento</span>, le medesime saranno <span style="color:#0000ff;">legate principalmente ai processi di riordino del sistema scolastico in atto</span>. <span style="color:#800080;">In via prioritaria dovranno favorire la formazione linguistica in inglese dei docenti della scuola primaria e le metodologie &#8220;CLIL&#8221;</span> per i docenti della scuola secondaria di secondo grado”</em>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Viene anche ricordato che <em>“<span style="color:#0000ff;">a livello territoriale</span>, in base a quanto indicato dalla Direttiva n. 102/2011, <span style="color:#0000ff;">gli Uffici Scolastici Regionali</span>, d&#8217;intesa con l&#8217;Amministrazione Centrale, <span style="color:#0000ff;">dovranno destinare specifici interventi per il monitoraggio dell&#8217;uso dei finanziamenti della Legge 440/97</span>, da effettuarsi su tutte le Istituzioni Scolastiche appartenenti al sistema nazionale di istruzione e formazione, <span style="color:#0000ff;">con particolare riguardo alla ricaduta e all&#8217;efficacia dei progetti finanziati</span>”</em>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">La nota si conclude fornendo</span> <span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#008000;text-decoration:underline;"><a href="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/prot8448_11_all1.pdf"><span style="color:#008000;text-decoration:underline;">un allegato </span></a></span></span><span style="color:#ff0000;">in cui vengono indicati, per ogni regione, gli importi complessivamente stanziati</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Questo, in sintesi, il testo della nota.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;">Mi permetto di aggiungere alcune considerazioni personali</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Dall’allegato citato si evince che <span style="color:#ff0000;">alla regione Veneto sono assegnati per il presente anno scolastico 836.116 euro</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il 9 settembre 2011, <span style="color:#0000ff;">l’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto ha pubblicato un’indagine dal titolo</span> “<span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#008000;text-decoration:underline;"><a href="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/datic_stampa_2011.pdf"><span style="color:#008000;text-decoration:underline;">UNA SCUOLA PER CRESCERE, UNA SCUOLA PER LO SVILUPPO </span></a></span></span><span style="color:#008000;">- </span><em><span style="color:#008000;">Tutti i numeri della scuola veneta al via dell’anno scolastico 2011/12</span>”</em>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#800080;">Da questo documento</span>, ricco di dati e di statistiche, <span style="color:#800080;">si possono ricavare le seguenti informazioni</span> relative alle scuole statali per l’anno scolastico in corso:</strong></p>
<ul style="text-align:justify;">
<li><span style="color:#ff0000;"><strong>istituzioni scolastiche:               701</strong></span></li>
<li><span style="color:#0000ff;"><strong>alunni:                                     596.200</strong></span></li>
<li><span style="color:#800080;"><strong>classi e sezioni:                       27.967</strong></span></li>
<li><span style="color:#ff6600;"><strong>insegnanti:                               48.438</strong></span></li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><strong>Dunque, <span style="color:#0000ff;">con questi numeri a portata di mano, proviamo a fare due conti</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Suddividendo in maniera proporzionale la cifra messa a disposizione dal Miur, <span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ff0000;text-decoration:underline;">a ciascuna istituzione scolastica verranno assegnati circa 1.193 euro</span></span>, o, se preferite, <span style="color:#0000ff;">circa 1,40 euro a studente</span>, <span style="color:#800080;">circa 30 euro per ogni classe</span>, <span style="color:#ff6600;">circa 17 euro per insegnante</span>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quindi, <span style="color:#0000ff;">con questa esorbitante somma a disposizione, le nostre scuole dovranno nell’ordine</span>:</strong></p>
<ol style="text-align:justify;">
<li><strong><span style="color:#ff0000;">ampliare la loro offerta formativa</span>;</strong></li>
<li><strong><span style="color:#0000ff;">supportare lo svolgimento di azioni di innovazione didattica ed educativa legate alla specificità del territorio</span>;</strong></li>
<li><span style="color:#800080;"><strong>sviluppare progetti permanenti per sostenere la formazione legata alle innovazioni introdotte dalla cosiddetta “riforma Gelmini”<span style="color:#000000;">;</span></strong></span></li>
<li><strong><span style="color:#ff6600;">incentivare l’accoglienza degli studenti stranieri</span>;</strong></li>
<li><strong><span style="color:#ff0000;">promuovere l’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione” attraverso percorsi multidisciplinari</span>.</strong></li>
<li><strong><span style="color:#0000ff;">svolgere le attività di formazione e aggiornamento, principalmente connesse ai processi di riordino del sistema scolastico, prioritariamente orientate alla formazione linguistica in inglese</span>.</strong></li>
</ol>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Se la situazione non fosse tragica, verrebbe quasi da ridere!</strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;">Gli stanziamenti sono stati drasticamente ridotti</span> rispetto agli anni passati, in particolare <span style="color:#0000ff;">passando dai 36.000.000 di euro del 2009 agli attuali 11.900.000 del 2011</span>; contemporaneamente, <span style="color:#0000ff;">i fondi complessivi a disposizione per la legge 440/97 sono scesi negli ultimi tre anni da 140.524.000 euro dell’E.F. 2009 agli 87.872.477 dell’E.F. 2011</span> (ricordiamo che quando è entrata in vigore l’autonomia scolastica, gli stanziamenti complessivi previsti dalla legge 440/97 erano, <span style="color:#800080;">nel 2001, 269,2 milioni di euro</span>: <span style="color:#0000ff;">c’è stato, quindi, un taglio del 70%!</span>).[vedi <span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#008000;"><a href="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/riparto-risorse-previste-dalla-l-440-97-esercizio-finanziario-2011.pdf"><span style="color:#008000;text-decoration:underline;">qui</span></a></span></span> e <span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#008000;"><a href="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/tabella-flc-cgil-andamento-finanziamenti-alla-scuola-pubblica-e-privata-marzo-2011.pdf"><span style="color:#008000;text-decoration:underline;">qui</span></a></span></span>]</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Inoltre, <span style="color:#ff0000;">va segnalato che dei fondi del 2010 si è persa ormai ogni traccia</span>; probabilmente sono stati utilizzati per incrementare gli stanziamenti per il funzionamento amministrativo e didattico o per coprire qualche altro “buco” di bilancio.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Da ultimo, <span style="color:#0000ff;">oltre il danno</span>, <span style="color:#0000ff;">la beffa legata al <em>“</em><em>monitoraggio dell&#8217;uso dei finanziamenti della Legge 440/97, da effettuarsi su tutte le Istituzioni Scolastiche appartenenti al sistema nazionale di istruzione e formazione, con particolare riguardo alla ricaduta e all&#8217;efficacia dei progetti finanziati”</em><span style="color:#000000;">.</span></span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">Sarebbe</span> veramente <span style="color:#ff0000;">interessante se il Miur ci fornisse un’apposita chiave di lettura per capire come valuta la <em>“ricaduta e l&#8217;efficacia dei progetti finanziati”</em></span>, <span style="color:#0000ff;">visto l’ammontare della cifra a disposizione di ogni scuola</span>, con buona pace della qualità dell’offerta formativa!</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Non so se il neo ministro Profumo è a conoscenza di questa ennesima “fregatura” data alla scuola statale; <span style="color:#0000ff;">ritengo comunque che</span>, <span style="color:#800080;">prima di continuare con la litania ininterrotta sulla valutazione e la meritocrazia</span>, <span style="color:#0000ff;">chi ci governa dovrebbe fare un serio esame di coscienza</span>.</strong></p>
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		<title>Primaria: si perderanno altri 3mila posti?</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 21:24:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comitatonogelmini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Documentazione]]></category>
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		<category><![CDATA[A.S. 2012-2013]]></category>
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		<category><![CDATA[Scuola primaria]]></category>
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		<description><![CDATA[di Reginaldo Palermo da La Tecnica della Scuola 8 gennaio 2012 Il ministro Profumo garantisce che i tagli sono finiti, ma forse è stato male informato dai suoi collaboratori perché nella primaria le classi a 30 ore diminuiranno ancora, per legge. Fra le dichiarazioni che vengono attribuite al ministro Francesco Profumo ve n’è una che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatoscuolapubblica.wordpress.com&amp;blog=5360511&amp;post=8540&amp;subd=comitatoscuolapubblica&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/tagli_scuola102568_img_800_800.jpg"><img class="alignleft  wp-image-8541" title="tagli_scuola102568_img_800_800" src="http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2012/01/tagli_scuola102568_img_800_800.jpg?w=210&#038;h=148" alt="" width="210" height="148" /></a></p>
<h5 style="text-align:center;">di <span style="color:#0000ff;">Reginaldo Palermo</span></h5>
<h5 style="text-align:center;">da <span style="color:#800080;"><a href="http://www.tecnicadellascuola.it"><span style="color:#800080;">La Tecnica della Scuola</span></a></span></h5>
<h5 style="text-align:center;">8 gennaio 2012</h5>
<h5 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;">Il ministro Profumo garantisce che i tagli sono finiti, ma forse è stato male informato dai suoi collaboratori perché nella primaria le classi a 30 ore diminuiranno ancora, per legge</span>.</h5>
<p style="text-align:justify;"><strong>Fra le dichiarazioni che vengono attribuite al ministro Francesco Profumo ve n’è una che riguarda le previsioni di organico per il prossimo anno. </strong><br />
<strong><span style="color:#0000ff;">Il Ministro ha assicurato che per il 2012/2013 non ci saranno più tagli</span>. </strong><br />
<strong>Forse, però, <span style="color:#800080;">il ministro Profumo non è stato ben informato dai suoi collaboratori, almeno per quanto riguarda la scuola primaria i cui nuovi ordinamenti prevedono che le classi vengano istituite a 27 ore</span>. </strong><br />
<strong><span style="color:#ff0000;">La regola, in realtà, è stata applicata gradualmente tanto che nel 2011/2012 per le classi IV e V gli organici sono stati conteggiati a 30 ore per classe</span>. </strong><br />
<strong><span style="color:#0000ff;">La regola, peraltro, viene confermata anche dalla circolare sulle iscrizioni appena uscita</span>. </strong><br />
<strong><span style="color:#800080;">L’anno prossimo</span>, quindi, i nuovi ordinamenti riguarderanno tutte le classi dalla prima alla quarta e <span style="color:#800080;">saranno solo le classi quinte ad avere organici a 30 ore</span>. </strong><br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Quale sarà il “costo” complessivo dell’operazione ? </strong></span><br />
<strong>Il conto è presto fatto. </strong><br />
<strong><span style="color:#0000ff;">Quest’anno le classi V di scuola primaria sono all’incirca 30mila</span>. </strong><br />
<strong>Secondo una stima prudenziale possiamo dire che <span style="color:#0000ff;">per almeno due terzi di esse l’organico è stato calcolato a trenta ore di funzionamento</span> (il restante terzo ha un organico di tempo pieno e cioè due insegnanti per classe). </strong><br />
<strong><span style="color:#0000ff;">Pertanto ci sono almeno 20mila classi per le quali l’organico calcolato a 30 ore</span> dà un totale di 600mila ore-docente che corrispondono esattamente a 22.270 posti (una cattedra è uguale infatti a 22 ore). </strong><br />
<strong><span style="color:#0000ff;">Ma per il prossimo anno le 20mila classi prime che inizieranno il loro percorso dovranno funzionare a 27 ore</span>, per un totale di 540mila ore che corrispondono a loro volta a 24.545 cattedre. </strong><br />
<strong><span style="color:#0000ff;">In pratica si tratta di 2.700 posti in meno</span>. </strong><br />
<strong><span style="color:#800080;">Il calcolo</span>, come abbiamo detto, <span style="color:#800080;">è ampiamente prudenziale perché in realtà le classi con organico a tempo pieno non arrivano a un terzo del totale</span>. </strong><br />
<strong>Insomma, diciamo che <span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ff0000;text-decoration:underline;">in pratica le cattedre che si perderanno potrebbero essere non meno di 3.000</span></span>. </strong><br />
<strong><span style="color:#0000ff;">A meno che il ministro Profumo non pensi di recuperare i 3mila posti che si perderebbero per aumentare il numero delle classi a tempo pieno</span>. </strong><br />
<strong>Per saperlo bisognerà però attendere almeno la chiusura delle iscrizioni. E per averne la certezza sarà necessario ottenere il via libera del ministero dell’Economia.  </strong></p>
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