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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

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4870 firme per l’emendamento. Approvato un odg che riapre la questione valutazione.

Pubblicato da comitatonogelmini su 27 marzo 2012

27 marzo 2012

COMUNICATO STAMPA

Quasi 5000 insegnanti, genitori, studenti e cittadini hanno sottoscritto l’emendamento ai test Invalsi.

Prima di tutto desideriamo ringraziare i tanti insegnanti, genitori, studenti e cittadini che hanno sottoscritto on line o su carta l’emendamento che voleva rendere i test più scientifici (a campione, come nel resto d’Europa), più fruibili per le scuole (per favorire il processo di autovalutazione) e contenerne i costi esorbitanti che l’art. 51 intende in parte scaricare sulle scuole e sui docenti, cercando di obbligri a gestirli gratuitamente.

Il nostro emendamento è arrivato, con il sostegno di PD e IDV, fino in dirittura d’arrivo, essendo stato uno dei 13 (dei 578 iniziali) su cui c’è stato l’ultimo confronto in commissione.

Come ci si poteva attendere oggi il governo si è opposto alla approvazione di qualunque emendamento di merito al testo uscito dalla camera.
L’emendamento allora è stato trasformato in ordine del giorno che ha avuto il parere favorevole del governo (sic !) e di tutta la commissione affari costituzionali.
L’emendamento 51.2 trasformato nell’odg. G/3194/107/1:Impegna il governo affinché, ai fini di un adeguato potenziamento del sistema nazionale di valutazione delle istituzioni scolastiche, siano assicurati adeguati criteri, tra cui la previa individuazione con metodo statistico del campione su cui effettuare le rilevazioni, nonché la somministrazione delle prove mediante rilevatori esterni adeguatamente formati e la diffusione dei risultati alle istituzioni scolastiche coinvolte“.

Noi crediamo che la sua approvazione segni una svolta sulla questione valutazione delle scuole e sull’uso distorto dei test standardizzati, che sta a noi rafforzare con altre diffuse e decise iniziative e proposte.

Ass. ne naz.le Scuola della Repubblica, CISP-Centro Insegnanti Scuola Pubblica- Roma, Coordinamento Scuole Secondarie- Roma, Comitato bolognese Scuola e Costituzione, CIP Ass. Nazionale, Gdl dell’assemblea genitori e insegnanti delle scuole di Bologna e provincia, Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova, ScuolaFutura Carpi, Coordinamento Buona Scuola Carpi, La scuola siamo noi Parma, Ass. di Firenze Per la scuola della Repubblica, CGD Pordenone, RSU Iqbal Masih Roma.

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L’emendamento Invalsi depositato in Commissione affari costituzionali da IDV e PD

Pubblicato da comitatonogelmini su 22 marzo 2012

22 marzo 2012

Nel ringraziare coloro che ci hanno creduto e hanno aderito, vi informiamo che ieri sera i gruppi IDV e PD hanno depositato il nostro emendamento.

E’ un primo importante successo dell’impegno di tutti.

Continuiamo a raccogliere firme sia on line che su carta.

L’emendamento va in aula il 28 marzo.

COMUNICATO STAMPA

IDV e PD hanno depositato in Commissione affari costituzionali l’emendamento sostitutivo dell’art. 51, c.2 (potenziamento Invalsi) sottoscritto da oltre 2.700 insegnanti, genitori e studenti di tutta Italia.

Obiettivo 10.000 firme di adesione entro il 26 marzo.

Il 28 marzo va in aula al Senato il decreto semplificazioni (n.5 del 9/02/12).

L’art. 51, c.2 si propone di rendere obbligatorie per 3 milioni di studenti all’anno le prove di valutazione standardizzate predisposte dall’INVALSI, di cui negli scorsi anni molti insegnanti, genitori e studenti hanno contestato la metodologia e la scientificità.

L’emendamento presentato vuole rendere i test più scientifici (a campione, come nel resto d’Europa), più fruibili per le scuole (per favorire il processo di autovalutazione) e contenerne i costi che l’art. 51 intende scaricare sulle scuole e sui docenti, obbligandoli a gestirli gratuitamente.

L’emendamento è stato promosso da 13 associazioni delle scuole e sottoscritto on line in due settimane da oltre 2.700 insegnanti, genitori, studenti di tutta Italia. Allo scopo vedi www.retescuole.net/appello

Con la raccolta delle adesioni su carta ci proponiamo di raggiungere le 10.000 adesioni, in occasione della mobilitazione “L’urlo della scuola” del 23 e 24 marzo http://www.urlodellascuola.it/

Ringraziamo i gruppi IDV e PD del Senato per avere sostenuto la nostra iniziativa e compreso che, per migliorare la nostra scuola,  non si può continuare con le imposizioni dall’alto.

Ass. ne naz.le Scuola della Repubblica, CISP-Centro Insegnanti Scuola Pubblica- Roma, Coordinamento Scuole Secondarie- Roma, Comitato bolognese Scuola e Costituzione, CIP Ass. Nazionale, Gdl dell’assemblea genitori e insegnanti delle scuole di Bologna e provincia, Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova, ScuolaFutura Carpi, Coordinamento Buona Scuola Carpi, La scuola siamo noi Parma, Ass. di Firenze Per la scuola della Repubblica, CGD Pordenone, RSU Iqbal Masih Roma.

scarica il testo dell’emendamento presentato al Senato dal gruppo PD sugli articoli relativi alla scuola del decreto semplificazioni

Anche TuttoScuola se n’è accorto…………

Se non hai ancora firmato, fallo ora cliccando qui!

Aiutaci a raccogliere anche le firme su carta, stampando il modulo e segnalandoci il numero di firme raccolte a invalsiemendato@gmail.com

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Scuole e test Invalsi: valutazione all’italiana

Pubblicato da comitatonogelmini su 15 marzo 2012

 
di Marina Boscaino
da Micromega
15 marzo 2012

Questa storia comincia il 26 ottobre 2011, quando – nella famosissima lettera di intenti del governo italiano alla UE – al punto B (“Creare condizioni strutturali favorevoli alla crescita”) e al comma a. (“Promozione e valorizzazione del capitale umano”) si trova scritto: «L’accountability delle singole scuole verrà accresciuta (sulla base delle prove INVALSI), definendo per l’anno scolastico 2012-13 un programma di ristrutturazione per quelle con risultati insoddisfacenti; si valorizzerà il ruolo dei docenti (elevandone, nell’arco d’un quinquennio, impegno didattico e livello stipendiale relativo); si introdurrà un nuovo sistema di selezione e reclutamento». La dichiarazione desta grande clamore, soprattutto considerando la mobilitazione diffusa che il tentativo di imporre surrettiziamente e obbligatoriamente i test Invalsi al biennio della scuola superiore aveva scatenato nel maggio precedente. Lo scorso anno la protesta si concentrò su diversi motivi:

-        di merito: i test richiederebbero agli alunni competenze che le metodologie didattiche della scuola italiana non prevedono e non favoriscono e produrrebbero quindi risultati non veritieri rispetto agli apprendimenti dei ragazzi; il famoso “valore aggiunto”, le condizioni di contesto nelle quali la scuola opera, e che si riflettono fisiologicamente sul rendimento degli alunni, non vengono considerati;

-        di metodo: agli insegnanti sarebbe stata imposta un’attività impegnativa non contrattualizzata;

-        di politica scolastica: il tentativo si inseriva nell’improvvisata strategia della valutazionecapifila Brunetta e Gelminiche prometteva molto bastone e poca carota per quei fannulloni degli insegnanti. Una strategia non chiara, non scientificamente volta ad una autentica cultura della valutazione, dai tratti fluttuanti e spesso arbitrari, che non escludeva il sospetto, diffuso in molti, di potersi tradurre in considerazioni tipo: tenuto conto degli apprendimenti degli alunni, vi diciamo tra gli insegnanti chi sono i buoni e chi sono i cattivi, in una sommaria valutazione dei docenti, sorda alla considerazione di una serie di variabili, pure importanti.

Insomma, in maggio molti furono i collegi che si opposero alla somministrazione dei test Invalsi, anche se, come accade nel nostro strano Paese, non ci sono dati certi ed ufficiali su esiti, defezioni, bilanci.

Il 4 novembre 2011, il Commissario Ue Olli Rehn chiede chiarimenti all’Italia, ponendo, per quanto riguarda la scuola, i seguenti quesiti: «13. Quali caratteristiche avrà il programma di ristrutturazione delle singole scuole che hanno ottenuto risultati insoddisfacenti ai test INVALSI?» «14. Come intende il governo valorizzare il ruolo degli insegnanti nelle singole scuole? Quale tipo di incentivo il governo intende varare?»

Le domande sembrerebbero dunque volte a incoraggiare la strada del risanamento e del potenziamento delle scuole, non a vincolare l’Italia a rendere obbligatoria l’erogazione dei test Invalsi. Alcuni Paesi europei investono da decenni risorse economiche ed umane, studio ed intelligenze, per individuare un sistema di valutazione che segnali strategie di individuazione, monitoraggio e intervento delle criticità ed ottimizzare le potenzialità dei sistemi scolastici. Non sempre riuscendoci. Ma, comunque, interpretando la valutazione come uno degli strumenti più sensibili per la determinazione e l’intervento sui problemi degli istituti e del sistema scolastico. Da noi un simile atteggiamento stenta a decollare, perché non c’è mai stato un impiego significativo di risorse; perché non esiste una cultura della valutazione, alla quale dedicare studio e ricerca, senza improvvisare soluzioni dell’ultima ora; e perché il tema della valutazione negli anni recenti è stato strettamente vincolato (ed inficiato) dai proclami punitivi dei cantori del fannullonismo degli insegnanti.

La storia continua. Cambia governo, il periodo della somministrazione delle prove – la primavera – si avvicina. In febbraio il comma 2 dell’art. 51 del decreto legge 5 del 2012 (“Decreto Semplificazioni”) ha stabilito che l’erogazione e la correzione dei test Invalsi rientra nella attività ordinaria d’istituto: i dirigenti non dovranno più chiedere la delibera dei collegi dei docenti per determinare le modalità di partecipazione alle prove, né contrattare compensi aggiuntivi per gli insegnanti volontariamente coinvolti. In altre parole: l’attività connessa è obbligatoria e non necessita di risorse ulteriori. Un’altra testimonianza di una sospetta sordità di questo governo alla voce della scuola.

Il Comitato Scuola e Costituzione, insieme ad altre 12 associazioni, ha inviato ai presidenti e componenti delle Commissioni Affari Istituzionali, Istruzione e Attività Produttive di Camera e Senato la Relazione illustrativa di un emendamento all’articolo 51 (“potenziamento del sistema nazionale di valutazione”) del decreto Semplificazioni.

“L’emendamento si propone di rendere più scientifici (su campione, come in tutta Europa) e più fruibili per le scuole (eliminazione dell’obbligo) i test di apprendimento preparati dall’Invalsi, che l’art. 51, c.2 del decreto semplificazioni intende rendere obbligatori per le scuole e gli studenti.

L’emendamento propone di considerare le rilevazioni nazionali degli apprendimenti degli studenti effettuate su campione, come uno strumento utile a ‘favorire i processi di autoanalisi e autovalutazione di istituto’, come previsto dalla legge 59/97”, sostiene Bruno Moretto, docente di matematica e fisica, Liceo scientifico Sabin Bologna, segretario del Comitato bolognese scuola e Costituzione, membro del C.N.P.I.

L’emendamento verrà discusso nei prossimi giorni in Senato ed ha già raccolto in 15 giorni più di 2260 firme a sostegno delle modifiche proposte, tra genitori, studenti e insegnanti; intere scuole, come l’Iqbal Masih di Roma, hanno sostenuto l’iniziativa.

Qualsiasi sia l’esito della discussione, rimangono una serie di interrogativi, tra cui quello relativo alla indifferenza di tutti gli ultimi governi su temi centrali che riguardano la nostra professione. E la convinzione chiara che – continuando ad improvvisare, e ad imporre, soluzioni poco convincenti e scarsamente efficaci – si indebolisca ulteriormente il sistema, si accresca il malessere di studenti e personale della scuola; e, al tempo stesso, si svuotino di significato temi (come quello della valutazione) che, se fossero accompagnati da riflessione attenta, studio, investimenti significativi, potrebbero costituire strumenti irrinunciabili per il miglioramento e la capacità della scuola di sviluppare cittadinanza critica e attiva attraverso gli strumenti della cultura.

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1200 firme di sostegno all’emendamento sull’Invalsi

Pubblicato da comitatonogelmini su 6 marzo 2012

6 marzo 2012 
Emendamento inviato oggi ai parlamentari di camera e senato, che dovranno approvare il decreto n.5 (semplificazioni) entro il 9 aprile

E’ stato inviato oggi ai presidenti e componenti delle commissioni affari istituzionali, istruzione e attività produttive di Camera e Senato l’emendamento e la relazione illustrativa.
Nei prossimi giorni prima la Camera e poi il Senato approveranno la versione definitiva del decreto.
L’art. 51, c.2 del decreto n. 5 del 9/02/12 si propone di rendere obbligatorie per tutti gli studenti delle classi seconda e quinta elementare, prime e terza media, seconda e quinta superiore, le prove di valutazione standardizzate predisposte dall’INVALSI, che negli scorsi anni molti insegnanti, genitori e studenti hanno contestato nel metodo e nel merito.
Il nostro emendamento vuole riportare le prove a livello campionario, come avviene negli altri paesi europei, e rendere disponibili i risultati delle stesse per sviluppare un processo di autovalutazione condiviso dalle scuole.
Non è con le imposizioni dall’alto che si migliora la nostra scuola!
L’emendamento è stato promosso da 13 associazioni della buona scuola della Costituzione e sottoscritto on line in una settimana da oltre 1.200 insegnanti, genitori, studenti di tutta Italia.

Per firmare anche tu clicca qui

Per leggere il testo della relazione illustrativa clicca qui

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