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Test Invalsi 2013 classe seconda scuola superiore: i testi delle prove e le griglie di correzione

Pubblicato da comitatonogelmini su 19 maggio 2013

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di Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
19 maggio 2013

Alleghiamo scaricabili dai links sottostanti i testi delle prove Invalsi 2013 di Italiano e Matematica per la seconda classe della scuola secondaria di secondo grado (superiore).

Il sito Skuola.net segnala che molti studenti hanno utilizzato una forma di protesta diversa rispetto alle altre: si sono presentati a scuola per svolgere i test Invalsi ma hanno risposto con ironia alle domande del test, per poi pubblicare la foto della loro risoluzione sui social network, Twitter in primo luogo. 

Secondo il sito degli studenti sarebbero diverse le foto, i commenti e le considerazioni pubblicate o inviate alla redazione dove si evince la scarsa considerazione che i ragazzi hanno avuto per l’esame, tra queste: “Marco vuole comprare un motorino nuovo. Cosa gli conviene fare?”. E qui i ragazzi sembrano davvero aver lasciato libero sfogo alla loro fantasia: “Marco, rubalo e corri!” oppure “Mi fido del buon senso di Marco”.
Tra le domande del test che hanno destato perplessità e risposte ironiche, dice Skuola.net, una chiedeva agli studenti di cercare di capire quante trote ci fossero in un fiume e un’altra che riguardava dei dromedari di Pisa.
Ecco delle risposte: “Tra poco esco con Marco. Viene a prendermi con il dromedario, il motorino mica l’ha preso! Andiamo a pescare trote”.
Ancora, tra le risposte e le domande più strane pubblicate attraverso foto o su Twitter o inviate direttamente alla redazione di Skuola.net: “Sei femmina o maschio? Sono un trasformer;
Grazie per aver risposto al questionario. Prego, è stato un piacere;
Non girare la pagina fino a che non ti sarà detto di farlo. Ok, ma stai calmo.

Segnaliamo inoltre che una delle domande della prova di Matematica (quella sulle “trote”) compariva la scorsa estate fra le batterie predisposte dal Ministero per gli insegnanti che dovevavo sostenere l’accesso al TFA, il corso necessario per abilitarsi all’insegnamento.

Alta considerazione per gli studenti o scarsa per i futuri insegnanti?

A voi l’ardua risposta!

Avvertenza: anche in queste prove il testo è stato impaginato in cinque maniere diverse (modificando la numerazione delle domande) per evitare (o comunque rendere più difficile) la copiatura fra compagni di classe; quella che propiniamo è una di esse (fascicolo 5 italiano, fascicolo 3 matematica), nelle altre quattro le stesse  domande sono state proposte con una numerazione differente.

Scarica il testo della prova di Italiano

Scarica il testo della prova di Matematica

Scarica la griglia di correzione per Italiano

Scarica la griglia di correzione per Matematica

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Esami di Stato: partenza sbagliata

Pubblicato da comitatonogelmini su 16 giugno 2012

di Reginaldo Palermo
da La Tecnica della Scuola
16 giugno 2012
Sistema informatico bloccato, segreterie nel caos. Lunedì mattina le commissioni non avranno subito a disposizione il software per operare. Dal numero verde dicono: “Tranquilli, cercate di fare un buon week end”.

Partenza in salita per gli Esami di Stato che prenderanno avvio lunedì 18 in più di 4mila scuole italiane e coinvolgeranno mezzo milione di studenti e migliaia di commissari d’esame.
I problemi sono legati al malfunzionamento del nuovo software Commissioni Web che sostituisce il vecchio “Conchiglia” considerato obsoleto e non affidabile dai tecnici del Ministero.
Il fatto è che il nuovo software, per funzionare da lunedì - quando si riuniranno le commissioni per la seduta preliminare di insediamento - necessiterebbe che le scuole avessero inserito diversi dati nel SIDI.
La nuova piattaforma è stata messa a disposizione delle scuole solamente nella mattinata di sabato 16, mentre le segreterie erano ancora alle prese con la conclusione degli scrutini delle classi inferiori, con la consegna delle schede e con altre incombenze.
Per di più nella mattinata di sabato il sistema o non funzionava o funzionava a singhiozzo.
In molte scuole ci si stava già organizzando per lavorare anche sabato pomeriggio ed eventualmente domenica (a dimostrazione  - caso mai a Viale Trastevere se ne fossero dimenticati – che la scuola italiana funziona ormai in larga misura grazie al volontario di una gran parte degli operatori).
Qualcuno ha pensato che il cattivo funzionamento potesse dipendere da un sovraccarico di utenti connessi, ma verso la fine della mattinata è arrivata la spiegazione: “Il sistema è chiuso per manutenzione dalle ore 18 di sabato fino alle ore 7 di lunedì”.
“Niente di grave - hanno pensato in molte segreterie –
nel pomeriggio di sabato inseriamo i dati nel SIDI e poi lunedì mattina se ne riparla”.
Ma, come è noto, il SIDI chiude improrogabilmente le saracinesche ogni sabato alle ore 14 e neppure per la giornata odierna è stata fatta una eccezione.

Si è creata così una situazione paradossale: in molte, moltissime scuole (e anche negli uffici provinciali) si continua a lavorare sul “cartaceo” anche nelle giornate di sabato e domenica senza però poter accedere alla piattaforma informatica.
Qualcuno ha anche pensato di chiedere aiuto al numero verde del SIDI.
La risposta è stata disarmante: “Il sistema è fermo, non angustiatevi, andate a casa e cercate di trascorrere un sereno week-end”.
Tutto questo accade esattamente mentre il ministro Profumo continua a ripetere che abbiamo tutte le carte in regola per gareggiare con i migliori sistemi scolastici del pianeta.

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Prova Invalsi secondaria II grado rinviata al 15 maggio 2012

Pubblicato da comitatonogelmini su 30 marzo 2012

30 marzo 2012
da orizzonte scuola

 

L’Invalsi rende noto che la somministrazione delle prove della scuola secondaria di II grado, originariamente prevista per il giorno 8 maggio 2012, è rinviata a martedì 15 maggio 2012 .

La decisione è stata assunta in seguito alla comunicazione da parte del Ministero degli Interni dell’elenco completo dei comuni interessati alle prossime elezioni amministrative previste per il 6 e 7 maggio 2012.

La somministrazione della prova della scuola secondaria di secondo grado si svolgerà comunque secondo le stesse modalità già previste per il giorno 8 maggio 2012.

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Il MIUR ha fornito ai sindacati l’Ipotesi di confluenza delle discipline relative ai primi 3 anni di corso degli Istituti di II grado nelle vigenti classi di concorso

Pubblicato da comitatonogelmini su 28 marzo 2012

di Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
28 marzo 2012

Nell’incontro svoltosi oggi al Ministero con i sindacati di categoria, è stata presentata dal Miur l’ipotesi di confluenza per il prossimo anno scolastico delle discipline relative ai primi 3 anni di corso degli Istituti di II grado nelle vigenti classi di concorso.

In assenza del regolamento relativo alla revisione delle classi di concorso, previsto dall’art. 64 della legge n. 133 del 2008, tale ipotesi  si rende necessaria in sede di costituzione degli organici e per le conseguenti operazioni di mobilità.

Di seguito potete scaricare:

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Ecco le bozze delle linee guida per i trienni degli Istituti Tecnici e dei Professionali…

Pubblicato da comitatonogelmini su 28 settembre 2011

di Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
28 settembre 2011

Abbiamo ricevuto le bozze delle linee guida per i trienni degli Istituti Tecnici e degli Istituti Professionali che il MIUR ha inviato al CNPI (Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione) affinchè esso esprima il previsto parere (obbligatorio) sulla loro efficacia.

Le linee guida dovrebbero in qualche modo completare il percorso da seguire nelle classi terze, quarte e quinte in base ai regolamenti già emanati (qui quello dei Tecnici e qui quello dei Professionali) e alle linee guida già fornite per i bienni (qui quelle dei Tecnici e qui quelle dei Professionali).

Chiediamo a tutti di dare un’occhiata e di coinvolgere i colleghi per fare osservazioni che potrebbero essere utili per il parere che è stato richiesto al CNPI.

Inviate commenti, critiche e suggerimenti al seguente indirizzo:

comitato.nogelmini@gmail.com

specificando nell’oggetto Linee Guida Trienni; gireremo tutto ai membri del CNPI.

Di particolare interesse il legame con le linee guida dei bienni sulle quali (come noto…) non fu chiesto alcun parere…

La prima osservazione fatta dal CNPI è stata l’assenza di un piano di formazione.

Scarica le Linee Guida del Triennio degli Istituti Tecnici

Scarica le Schede Disciplinari delle Linee guida degli Istituti Tecnici

Scarica le Linee Guida del Triennio degli Istituti Professionali

Scarica le Schede Disciplinari delle Linee guida degli Istituti Professionali 

Prestate particolare attenzione alle Schede Disciplinari che dettagliano il percorso di ciascuna disciplina coinvolta in ognuno degli indirizzi in cui sono suddivisi gli Istituti Tecnici e i Professionali.

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Organico di diritto 2011/2012 per le scuole superiori

Pubblicato da comitatonogelmini su 6 luglio 2011

di Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
6 luglio 2011

E’ stato fornito dalla dr.ssa Bigardi dell’UST di Padova (ex provveditorato) l’organico per le scuole superiori della nostra provincia.

Tutte confermate le notizie negative:

in questo ordine di scuola aumentano gli studenti, più 399, ma diminuiscono di molto gli insegnanti , meno 162. In tre anni sono stati tagliati 371 posti docente. La conseguenza è un ulteriore aumento degli alunni per classe (nelle classi prime si arriverà anche a 32/33 alunni) e la diminuzione del tempo scuola. Sono in particolare gli istituti tecnici e professionali a farne le spese: dal prossimo anno tutte le classi funzioneranno a 32  (prima il tempo scuola era di 36/38 ore) non solo per le classi prime e seconde “riformate”, ma anche per terze, quarte e quinte che perdono ore di discipline specifiche d’indirizzo in “costanza di profilo in uscita”, cioè dovendo affrontare lo stesso esame di stato finale previsto nell’ordinamento scolastico precedente.

Scarica il documento

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Finzioni

Pubblicato da comitatonogelmini su 20 maggio 2011

di Anna Angelucci
Coordinamento Scuole Secondarie Roma
da ProteoFareSapere
20 maggio 2011

 

Fingiamo per un attimo che le prove Invalsi per la rilevazione degli apprendimenti degli alunni appena svoltesi non siano arrivate al termine di un triennio di tagli draconiani che, uniti ai miliardi di euro di definanziamenti prospettati per l’immediato futuro, determineranno a breve l’apoptosi della scuola statale italiana.

Fingiamo per un attimo che non sia stata una mera operazione di vetrina, politicamente strumentale alla denigrazione della scuola pubblica e psicologicamente funzionale alla captatio benevolentiae di cittadini imboniti da pratiche demagogiche; che non ci sia stato alcuno spreco di risorse umane e finanziarie; che l’intera operazione sia stata condotta con modi e finalità trasparenti e condivise, che le rilevazioni, in tutte le scuole e in tutte le classi, siano state accurate e ordinate, e che i risultati possano essere considerati affidabili, attendibili e, soprattutto, significativi. Fingiamo per un attimo di poter considerare gli esiti delle suddette prove come uno degli indicatori del ‘valore aggiunto’, o sottratto, dalle scuole alla preparazione degli alunni (come ci hanno pazientemente informato recenti note ministeriali e come teorizza il documento di Checchi, Ichino, Vittadini, che finalizza la rilevazione degli apprendimenti alla valutazione punitivo-premiale di dirigenti, docenti, scuole). Ovvero, fingiamo, ma solo per un attimo, che il termine “valore aggiunto” (o plusvalore: in economia, la misura dell’incremento di valore che si verifica nell’ambito della produzione e distribuzione di beni e servizi grazie all’intervento dei fattori produttivi capitale e lavoro) ci paia pertinente se applicato ai processi della conoscenza e che si possa misurare tale ‘valore aggiunto’ con una sola rilevazione, questa di maggio, evidentemente priva di termini di paragone, e che lo si possa calcolare con precisione, come suggeriscono i ‘signori Invalsi’, cioè al netto delle variabili personali e socio-economiche rilevate da un questionario al quale, in tutto o in parte, come sappiamo, molti studenti non hanno voluto rispondere.

Bene, dopo aver accuratamente finto tutti questi elementi di contesto, entriamo nel merito delle prove, cosiddette oggettive. Mi riferisco alla prova standardizzata di italiano per gli studenti delle seconde classi di scuola secondaria, ovvero di quell’ultimo anno dell’obbligo formativo che può essere assolto in un liceo, in un istituto tecnico o professionale, o nell’apprendistato, somministrata indifferentemente a studenti italofoni, a stranieri con competenze linguistiche in italiano L2 assai diversificate, a studenti normodotati, o con bisogni speciali.

Più di una domanda riferita al testo narrativo (un racconto di Mario Rigoni Stern), domande che prevedevano tutte una sola risposta esatta, offriva diverse possibilità d’interpretazione, tutte legittime, ma quella giusta, l’unica considerata accettabile, era indicata nel protocollo pubblico di correzione, al quale bisognava attenersi (mi riferisco, ad esempio, alle domande B1, B2, B3, B4, B8, B13). Non si costruisce una prova oggettiva standardizzata semplicemente presupponendo un limite o una gerarchia di accettabilità alle inferenze e alle ipotesi interpretative del lettore. I fatti narrati si svolgono in Italia e in Russia (ci sono due livelli di narrazione, indicati nel testo con due diversi caratteri grafici) ma la domanda B6/a esclude la doppia ambientazione. E allora, come rispondere?

Riguardo alle scelte lessicali dell’autore (domanda B16) come fanno gli studenti a distinguere tra la proposta C e D, ovvero a decidere se si tratta di un “lessico semplice e facilmente comprensibile, tranne pochi termini che rinviano ad ambiti specifici” o di un “lessico caratterizzato da una mescolanza di espressioni semplici e di altre molto ricercate”? Non è esattamente la stessa cosa? E allora perché una delle due risposte deve essere considerata sbagliata? E poi, dulcis in fundo, è possibile formulare in una prova oggettiva standardizzata la domanda “L’autore con questo testo vuole…” pretendendo un’unica risposta chiusa ed escludendo a priori le mille possibili interpretazioni dell’intenzionalità dell’opera letteraria?

E ancora. Viene proposto un brano intitolato“Geni, popoli e lingue” in cui si intrecciano linguistica, etnografia, antropologia, evoluzionismo biologico e culturale, metodologia della ricerca scientifica, genetica. Un saggio di linguistica? Un articolo di divulgazione scientifica? Una relazione di carattere metodologico? Qual è la risposta esatta alla domanda D13? Che differenza c’è tra un articolo e un saggio se il testo è riccamente argomentato e se la rivista che lo ospita è una rivista di buon livello scientifico? Senza contare che la domanda D15, che chiedeva di individuare tra 6 coppie di persone di diverse nazionalità e lingua quella che ha maggiore probabilità di capirsi comunicando per iscritto, appare mal formulata, perché le coppie che hanno un ceppo linguistico comune sono tre e non solo una.

Tra le domande di grammatica prevale l’approccio linguistico-pragmatico: agli studenti si chiede di riconoscere e distinguere diversi aspetti ‘modali’ del passato remoto e dell’imperfetto, in immaginari contesti di italiano parlato.

All’imperfetto ‘ludico’, di narrazione’, ‘di consuetudine’, ‘di cortesia’, da incrociare puntualmente con gli esempi di frase proposti, i ‘signori Invalsi’, già che c’erano, avrebbero anche potuto aggiungere esempi di imperfetto ‘onirico’, e imperfetto ‘di modestia’ (o imperfetto ‘di intenzione’), di imperfetto ‘descrittivo’, imperfetto ‘iterativo’, imperfetto ‘narrativo’ (o ‘storico’ o ‘cronistico’), imperfetto ‘irreale’ e imperfetto ‘prospettivo’, così da coprire tutta l’ampia gamma di valori controfattuali di questo tempo verbale e consentire agli studenti di esprimere tutte quelle competenze di linguistica teorica che notoriamente si acquisiscono a 15 anni a scuola! Lo stesso dicasi per l’ultima domanda del questionario, tutta giocata sulla grammatica del parlato e sulle funzioni semantiche dei diversi ‘segnali discorsivi’ nell’analisi conversazionale….. Ma andiamo!

Abbiamo speso milioni di euro, generato conflitti istituzionali, impegnato risorse umane e perso tempo preziosissimo per mostrare che all’Invalsi masticano un po’ di sociolinguistica? Ma c’è qualcuno, nelle Istituzioni, nelle Università ma soprattutto in Parlamento, capace di svelare questa grande impostura?

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Organici: 9mila cattedre in meno nelle superiori

Pubblicato da comitatonogelmini su 7 marzo 2011

di Reginaldo Palermo
da La Tecnica della scuola
7 marzo 2011
Sicilia, Campania e Lazio le regioni con il maggior numero di tagli. Ma in Basilicata la riduzione di cattedre sarà del 7%.

Se nella scuola primaria a settembre si piangerà, nella superiore non si riderà di certo: i tagli investiranno anche quest’ordine di scuola dove si prevedono circa 9mila posti in meno.
Se ci riferisce ai valori assoluti le regioni più colpite saranno Sicilia, Campania, Lazio e Puglia.
Ma la riduzione viene rapportata all’organico attuale, le cose cambiano.
In termini percentuali il taglio più pesante lo subirà la Basilicata dove la riduzione sarà del 7%. In Sicilia il taglio sarà del 6% e in Umbria del 5,5%.
Anche nelle superiori, come nella primaria, le riduzioni saranno maggiori nelle regioni in cui si prevede un calo della popolazione scolastica.
Tra l’altro le recenti norme sull’apprendistato, considerato valido a tutti gli effetti per assolvere l’obbligo di istruzione, potrebbero contribuire in modo significativo alla diminuzione degli alunni iscritti al primo anno della secondaria di secondo grado.
Così come contribuirà anche l’aumento di bocciature al termine del primo ciclo di istruzione che sembra ormai un dato costante.
In questa tabella (si tratta di una nostra elaborazione) forniamo il dato sulle riduzioni di cattedre nelle superiori previste per il 2011/2012.

Abruzzo 
 
255
Basilicata 
 
194
Calabria 
 
532
Campania 
 
1053
Emilia Romagna 
 
315
Friuli 
 
192
Lazio 
 
1029
Liguria 
 
178
Lombardia 
 
890
Marche 
 
285
Molise 
 
63
Piemonte 
 
468
Puglia 
 
909
Sardegna 
 
354
Sicilia 
 
1216
Toscana 
 
386
Umbria 
 
173
Veneto 
 
541


 

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Organici 2011/2012: Altri tagli in arrivo

Pubblicato da comitatonogelmini su 6 febbraio 2011

di Reginaldo Palermo
da  La Tecnica della Scuola
6 febbraio 2011
Si parla di 35mila posti in meno fra docenti e Ata, ma potrebbero essere anche di più dal momento che nei primi due anni di applicazione del Piano programmatico le riduzioni di organico sono state inferiori a quanto previsto dalla legge

Che il dimensionamento degli organici per il prossimo anno scolastico sarebbe stato pesante era nelle previsioni ma certo è che la conferma dell’entità dei “tagli” arrivata nei giorni scorsi dal Ministero non può essere trascurata.
Nei primi due anni di applicazione del Piano programmatico la riduzione degli organici è stata inferiore alla previsione di legge, sia perché è stato necessario dare attuazione alla sentenza della Corte Costituzionale in materia di organici di sostegno sia perché si è dovuto andare cauti sul personale Ata per non mettere a rischio di chiusura le scuole più piccole.
Senza contare che la riduzione del numero di autonomie scolastiche si è realizzata solo in parte a causa della contrarietà delle Regioni che, nelle loro delibere sul dimensionamento, non hanno tenuto molto conto delle previsioni del Piano programmatico del 2008.
Sta di fatto che per il 2011/2012 il Ministero chiederà alle scuole di restituire non meno di 35mila posti (20mila cattedre e 15mila posti di personale non docente).
Per quanto riguarda gli Ata i sacrifici saranno distribuiti su tutti gli ordini di scuola ma metteranno in difficoltà soprattutto i plessi più piccoli di scuola primaria e dell’infanzia che potrebbero non avere collaboratori scolastici a sufficienza per garantire l’apertura per tutto l’orario necessario.
Le 20mila cattedre in meno riguarderanno in particolare la secondaria di secondo grado (nei professionali si passerà da 36 a 32 ore nelle classi prime, seconde e terze) e la scuola primaria dove l’orario a 27 ore sarà esteso anche alle classi terze.
E, sempre nella primaria, si parla anche di un taglio di 4.700 posti di lingua inglese.
Ma potrebbe esserci anche un’altra novità: per recuperare qualche altro migliaio di posti i tecnici del Ministero stanno pensando di eliminare la compresenza oraria fra insegnante di classe e insegnante di religione nella scuola primaria che attualmente ha un “costo” di 2 ore per tutte le classi in cui la religione cattolica viene insegnata da un docente specialista.
Ovviamente c’è da considerare che questa operazione non può essere generalizzata in quanto in molte classi la compresenza dei due docenti (quello curricolare e quello di religione) è indispensabile per garantire la realizzazione delle attività alternative richiesta dagli alunni che non si avvalgono dall’insegnamento della religione cattolica. Una soluzione potrebbe essere però quella di cancellare la compresenza (e quindi “tagliare” diverse migliaia di posti nell’arco dei prossimi 2-3 anni) autorizzando al tempo stesso le scuole a nominare supplenti temporanei per le attività alternative (la spesa complessiva non cambierebbe molto, ma si otterrebbe il risultato di rispettare gli obiettivi di riduzione degli organici previsti dalla legge 133/08).
A partire dalla prossima settimana proseguiranno presso il Ministero gli incontri con i sindacati se non per ricercare soluzioni condivise quanto meno per individuare criteri per distribuire i sacrifici in modo omogeneo fra le diverse aree geografiche.

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Alla scuola militare

Pubblicato da comitatonogelmini su 20 settembre 2010

di Francesco Anfossi
da Famiglia Cristiana
19 settembre 2010

 

Con un accordo Gelmini-La Russa via a un corso che prevede la divisione degli studenti in “pattuglie”, lezioni di tiro con la pistola ad aria compressa e percorsi “ginnico-militari”.

Si chiama “allenati per la vita”. E’ il corso teorico e pratico, valido come credito formativo scolastico, rivolto agli studenti delle scuole superiori, frutto di un protocollo tra ministero dell’Istruzione e della Difesa. E che cosa serve a un ragazzo per allenarsi per la vita? Esperienze di condivisione sociale, culturale e sportive, informa la circolare del comando militare lombardo rivolta ai professori della regione.

Dopo le lezioni teoriche “che possono essere inserite nell’attività scolastica di “Diritto e Costituzione” seguiranno corsi di primo soccorso, arrampicata, nuoto e salvataggio e “orienteering”, vale a dire sopravvivenza e senso di orientamento, (ma l’autore della circolare scrive orientiring, coniando un neologismo). Non solo, ma agli studenti si insegnerà a tirare con l’arco e a sparare con la pistola (ad aria compressa). E in più “percorsi ginnico-militari”.

Il perché bisogna insegnare la vita e la Costituzione a uno studente liceale facendolo sparare con una pistola ad aria compressa viene spiegato nella stessa circolare: “Le attività in argomento permettono di avvicinare, in modo innovativo e coinvolgente, il mondo della scuola alla forze armate, alla protezione civile, alla croce rossa e ai gruppi volontari del soccorso”.

Secondo il progetto Gelmini-La Russa, che ha già sollevato perplessità tra i professori che hanno ricevuto la circolare, “la pratica del mondo sportivo militare, veicolata all’interno delle scuole, oltre ad innescare e ad instaurare negli studenti la “conoscenza e l’apprendimento” della legalità, della Costituzione, delle istituzioni e dei principi del diritto internazionale, permette di evidenziare, nel percorso educativo, l’importanza del benessere personale e della collettività attraverso il contrasto al “bullismo” grazie al lavoro di squadra che determina l’aumento dell’autostima individuale ed il senso di appartenenza ad un gruppo”. Seguirà, a fine corso, “una gara pratica tra pattuglie di studenti (il termine è proprio pattuglie, recita la circolare, termine che ha fatto storcere il naso a molti docenti, ndr)”. Intanto si è aperto il dibattito: è giusto trasformare la scuola pubblica in un collegio militare? O è solo un’opportunità in più per i ragazzi di avvicinarsi a organismi e istituzioni come protezione civile, esercito e croce rossa?

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