La scuola è nostra! Miglioriamola insieme

Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

La prego provi lei a spiegarmi

Posted by comitatonogelmini su 23 febbraio 2009

electronic_STORM

Togliere e Tagliare? Perchè? Noi non ci stiamo! E chiediamo risPOST@.provileiaspiegarmi

La prego, provi Lei a spiegarmi …

Scriviamo al Ministero dell’Istruzione, al Dirigente Scolastico Regionale, all’Assessore all’Istruzione della nostra regione …

Facciamo sentire la nostra voce e la nostra indignazione contro i tagli alla Scuola Primaria !!!

Come fare:

1) Dal tuo programma di posta elettronica crea un nuovo messaggio e nei destinatari riporta il seguente elenco di indirizzi di posta elettronica (in rosso)
(A– selezionali tutti insieme con il mouse, B– usa il tasto destro del mouse per copiarli, C– posizionati nel campo ‘destinatari’ del messaggio che hai creato e, D -sempre con il tasto destro, incolla!). […]

gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, direzione-veneto@istruzione.it, segreteria.pizza@istruzione.it, ass.formazione@regione.veneto.it, cimettolafirma@gmail.com

NEWS: attenzione, questo elenco di indirizzi va bene per il Veneto, se sei di un’altra regione devi selezionarli nell’elenco riportato sotto alle lettere-tipo. Segnalateci eventuali indirizzi non funzionanti o chiusi per … troppe richieste dI risPOST@ (Si tratta di e-mail pubbliche e istituzionali e dovrebbero sempre essere funzionanti!)

NEWS 2: a grande richiesta anche per chi non è genitore o insegnante c’è la possibilità di scrivere al Ministro dell’Istruzione. Aggiunta la lettera-tipo per il “cittadino-contribuente” !!

2) Seleziona una delle due “lettera-tipo” sotto riportata (genitore o insegnante), copiala e incollala nel contenuto della tua mail (tasto destro!).
Completala dove richiesto (…) e personalizzala, ricordati di mettere la firma.

3) Inserisci l’oggetto (subject) del messaggio
(a tuo piacimento e in sintonia con il contenuto della lettera, es. “La scuola è primaria”, “Provi lei a spiegarmi”, “A casa mia non si taglia sul futuro dei figli” ecc.) e … INVIA!

—————
La copia del messaggio inviata all’indirizzo del Comitato genitori e insegnanti sarà pubblicata nel blog http://provileiaspiegarmi.blogspot.com. Il Comitato provvederà ad inoltrare tutte le lettere pervenute a parlamentari, consiglieri regionali, sindaci e mezzi di comunicazione.
—————

PSSS PSSS PASSA PAROLA e … buona lettera!

A) LETTERA GENITORE

seleziona da qui ————->>

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Ministro Mariastella Gelmini
Viale Trastevere, 76/A – 00153 ROMA
Direttore Generale: Dott. MARIO GIACOMO DUTTO

Al Direttore Generale
USR – Ufficio Scolastico Regionale (MIUR)

All’Assessore Regionale alle Politiche dell’Istruzione e della Formazione

P.C. al Comitato genitori e insegnanti per la scuola pubblica
“Provi lei a spiegarmi”

Sono un genitore di una/un bambina/o che frequenta la ….. classe della scuola primaria …… di …… in provincia di ….

Sono molto preoccupata/o per ciò che sta colpendo la scuola!

Mentre il dibattito pubblico sui temi della scuola sembra concentrarsi su questioni banali e secondarie, ben altri sono i cambiamenti che stanno passando, senza alcun confronto né con noi genitori, né con le altre componenti della scuola.

Già da tempo ho capito che la “riforma” in realtà, non si preoccupa di METTERE (grembiulini, disciplina o quant’altro) ma semmai di TOGLIERE: i provvedimenti intrapresi in questi mesi tolgono tempo-scuola, insegnanti, laboratori, opportunità, scuole. Su molti punti mi sento preso/a in giro, quale cittadino/a da provvedimenti che, senza esplicite e valide giustificazioni pedagogiche o didattiche, hanno come solo obiettivo il risparmio delle finanze.

Per quanto si voglia ancora sostenere il contrario, è sempre più evidente che c’è un disegno di impoverimento sia quantitativo sia qualitativo della scuola pubblica del nostro paese, peraltro confermato dagli stessi Dirigenti Scolastici e dal Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico, che ho avuto modo di sentire in recenti interventi pubblici.

Sento un dovere rimanere in prima linea nel difendere la scuola primaria che conosco e che funziona, al passo con i tempi, capace di far crescere mia/o figlia/o. La scuola dove tempo pieno e tempo lungo non sono solo una risposta alle esigenze di tante famiglie, ma sono anche la scuola dei tempi distesi, del rispetto dei tempi di apprendimento di tutte le bambine e di tutti i bambini; dove il rapporto con “più insegnanti”, e non il “maestro” unico”, non è certo un problema ma una ricchezza, garanzia di una didattica competente e di una pluralità di relazioni e di crescita sociale dei nostri figli; dove le compresenze danno la possibilità alle scuole di adattare l’organizzazione agli specifici bisogni del territorio e favorire il successo scolastico di tutti gli alunni.

Per questo continuo a non capire il nesso “più tagli uguale maggiore qualità”.
La scuola che andava bene 30 anni fa non regge alle sfide e alle complessità di oggi!
Quali saranno i costi sociali e culturali di questi provvedimenti nel futuro?

Come genitore mi indigno, perché, a casa mia, risparmiamo prima sulle cose superflue, poi sulle cose necessarie … e mai sul futuro dei nostri figli.

Sono quindi sicuro che anche Lei vorrà battersi per la difesa della scuola pubblica, oppure provi Lei a spiegarmi e convincermi che queste scelte sono un investimento per il futuro dei nostri figli.

Rimango in attesa di una risposta
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B) LETTERA INSEGNANTE

seleziona da qui ————->>

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Ministro Mariastella Gelmini
Viale Trastevere, 76/A – 00153 ROMA
Direttore Generale: Dott. MARIO GIACOMO DUTTO

Al Direttore Generale
USR – Ufficio Scolastico Regionale (MIUR)

All’Assessore Regionale alle Politiche dell’Istruzione e della Formazione

P.C. al Comitato genitori e insegnanti per la scuola pubblica
“Provi lei a spiegarmi”

Sono una/un insegnante di scuola primaria di ……., in provincia di …., insegno da …… anni, nella mia scuola il modello orario è (a tempo pieno, di 30 ore, 35 ore….), l’area prioritaria del mio insegnamento è l’area ……..

In tutti questi anni di servizio mi sono auto-aggiornata, ho letto, ho frequentato corsi di formazione, mi sono appassionata a queste discipline che ora sento di padroneggiare e di riuscire ad insegnare con professionalità didattica e metodologica.

Perché tutta questa mia ricchezza dal prossimo anno scolastico non verrà più salvaguardata? Perché, nel giro di pochi mesi, dovrò diventare un’insegnante che da solo, o supportato con forme residuali, si farà carico dell’insegnamento di 12 discipline (tante, le conti, sono quelle indicate negli ultimi riferimenti programmatici) che richiedono, visti anche gli attuali riferimenti curricolari, professionalità e competenze differenziate?
Perché dovrei rinunciare alla condivisione con altri colleghi e alla collegialità, alla co-responsabilità formativa, didattica e valutativa degli apprendimenti degli alunni?

È veramente difficile pensare che un unico insegnante, solo, possa farsi carico della gestione di sempre più alunni in classe, con esigenze differenziate e diverse modalità di apprendimento.
In quale modo potrò dedicare del tempo prezioso ai miei alunni con bisogni di apprendimento e relazionali specifici ed individuali? Come potrò ancora personalizzare l’intervento didattico e la proposta formativa in base alle singole necessità? Come riuscirò a salvaguardare il successo formativo di ogni alunno valorizzando i talenti, le specificità, i meriti?

Mi creda, non trovo alcun fondamento formativo, pedagogico o didattico a giustificazione di questo disegno riformatore. Le tesi fino ad ora portate a sostegno sono deboli, nessun noto pedagogista le avalla, colpiscono invece un modello di scuola che ben risponde alle prove internazionali (IEA PIRLS 2006 e TIMMS2007) e alla soddisfazione delle famiglie.
Professionalmente mi sento di non poter rimanere zitta e piegarmi a una serie di cambiamenti che finora nessuno è riuscito a motivarmi come didatticamente ed educativamente coerenti, né dalla parte dell’insegnamento e dell’apprendimento.

La prego, provi Lei a spiegarmi e convincermi che queste scelte sono un investimento per il futuro e per una scuola di qualità e non uno svuotamento culturale e pedagogico finalizzato unicamente ad un miope risparmio.

Rimango in attesa di una risposta
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C) LETTERA CITTADINO

seleziona da qui ————->>

Sono un cittadino di …. in provincia di ……., preoccupato per il futuro della scuola pubblica del nostro paese!

Sono molto allarmato/a per ciò che sta colpendo la scuola!
Mentre il dibattito pubblico sui temi della scuola sembra concentrarsi su questioni banali e secondarie, ben altri sono i cambiamenti che stanno passando senza alcun confronto né con i cittadini, né con i genitori e gli insegnanti che vivono nella scuola.
Già da tempo ho capito che la “riforma” in realtà, non si preoccupa di METTERE (grembiulini, disciplina o quant’altro) ma semmai di TOGLIERE: i provvedimenti intrapresi in questi mesi tolgono tempo-scuola, insegnanti, laboratori, opportunità, scuole. Su molti punti mi sento preso/a in giro, quale cittadino/a da provvedimenti che, senza esplicite e valide giustificazioni pedagogiche o didattiche, hanno come solo obiettivo il risparmio delle finanze.
Per quanto si voglia ancora sostenere il contrario, è sempre più evidente che c’è un disegno di impoverimento sia quantitativo sia qualitativo della scuola pubblica del nostro paese, peraltro confermato dagli stessi Dirigenti Scolastici e dal Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico del Veneto.
Sento un dovere rimanere in prima linea nel difendere una scuola al passo con i tempi, capace di far crescere le nuove generazioni e di prepararle al mondo terribilmente complicato che si troveranno davanti. La scuola dove tempo pieno e tempo lungo non sono solo una risposta alle esigenze di tante famiglie, ma sono anche la scuola dei tempi distesi, del rispetto dei tempi di apprendimento di tutte le bambine e di tutti i bambini; dove il rapporto con “più insegnanti”, e non il “maestro” unico”, non è certo un problema ma una ricchezza, garanzia di una didattica competente e di una pluralità di relazioni e di crescita sociale dei nostri figli; dove le compresenze danno la possibilità alle scuole di adattare l’organizzazione agli specifici bisogni del territorio e favorire il successo scolastico di tutti gli alunni.
Per questo continuo a non capire il nesso “più tagli uguale maggiore qualità”.
La scuola che andava bene 30 anni fa non regge alle sfide e alle complessità di oggi!
Quali saranno i costi sociali e culturali di questi provvedimenti nel futuro?
Come cittadina/o (e contribuente) mi indigno, perchè credo che la scuola primaria sia il primo mattone del futuro del paese. Se vogliamo un futuro migliore per tutti dobbiamo investire sulla scuola, come molti altri paesi stanno facendo, e non indebolirla.
Sono quindi sicuro che anche Lei vorrà battersi per la difesa della scuola pubblica, oppure provi Lei a spiegarmi e convincermi che queste scelte sono un investimento per il futuro del nostro paese
Rimango in attesa di una risposta
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INDIRIZZI E-MAIL PER REGIONE

Seleziona e copia con il tasto destro l’elenco dei destinatari della TUA regione.
(Per eventuali modifiche degli indirizzi, aggiunte, ecc., potete scriverci a comitato.nogelmini@gmail.com)

Abruzzo
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-abruzzo@istruzione.it, giovanni.chiodi@regione.abruzzo.it, paolo.gatti@regione.abruzzo.it

Basilicata
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-basilicata@istruzione.it, presgiun@regione.basilicata.it, ass_formazione.lavoro@regione.basilicata.it

Calabria
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-calabria@istruzione.it, g.tedesco@regcal.it, d.cersosimo@regcal.it

Campania
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-campania@istruzione.it, segr.presidenza@regione.campania.it, ass.gabriele@regione.campania.it

Emilia-Romagna
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-emiliaromagna@istruzione.it, segreteriapresidente@regione.emilia-romagna.it, lavoroform@regione.emilia-romagna.it

Friuli Venezia-Giulia
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-friuliveneziagiulia@istruzione.it, presidente@regione.fvg.it, ass.istruzione@regione.fvg.it

Lazio
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-lazio@istruzione.it, presidente@regione.lazio.it, scosta@regione.lazio.it

Liguria
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-liguria@istruzione.it, presidente.giunta@regione.liguria.it, vicepresidenza@regione.liguria.it

Lombardia
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-lombardia@istruzione.it, maria_pia_colombo@regione.lombardia.it, gianni_rossoni@regione.lombardia.it

Marche
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-marche@istruzione.it, segreteria.presidenza@regione.marche.it, stefania.benatti@regione.marche.it

Molise
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-molise@istruzione.it, segreteriaparticolare@regione.molise.it, assessoratoarco@regione.molise.it

Piemonte
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-piemonte@istruzione.it, presidente@regione.piemonte.it, assessore.formazioneistruzione@regione.piemonte.it

Puglia
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-puglia@istruzione.it, presidente@regione.puglia.it, assessore.istruzione@regione.puglia.it

Sardegna
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-sardegna@istruzione.it, presidente@regione.sardegna.it, pi.assessore@regione.sardegna.it

Sicilia
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, governosicilia@virgilio.it, assessorebca@regione.sicilia.it

Toscana
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-toscana@istruzione.it, claudiomartini@regione.toscana.it, gianfranco.simoncini@regione.toscana.it

Trentino Alto Adige
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, marco.depoali@consiglio.regione.taa.it

Umbria
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, direzione-umbria@istruzione.it, prgiunta@regione.umbria.it, formazione@regione.umbria.it

Valle D’Aosta
segreteria.pizza@istruzione.it, gelmini_m@camera.it, mgdutto@istruzione.it, cimettolafirma@gmail.com, s-ispettivo@regione.vda.it, la.vierin@regione.vda.it, presidenza@regione.vda.it, ass-istruzione@regione.vda.it

Ci vediamo e … BUONA LETTERA!!!

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5 Risposte to “La prego provi lei a spiegarmi”

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  3. maurizio said

    Operai fantasma …..i lavoratori ex LSU della scuola

    Spett.le Redazione,
    Vi scriviamo per segnalarvi la nostra situazione vissuta nell’ indifferenza del Governo, del MIUR e dei Sindacati!
    Nel 1996,nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole elementari,il personale ausiliario (collaboratori scolastici) era ancora fornito dagli enti locali,i quali,come tutti sappiamo,hanno da sempre problemi di bilancio e quindi si può immaginare quanta carenza vi fosse a quel tempo,di questo personale. A quel punto il Ministero Della Pubblica Istruzione,forse pressato dalle richieste delle scuole,pensò di fare una convenzione con gli enti locali,dando facoltà ad essi di presentare progetti per ovviare,dove ce ne fosse bisogno,alla carenza di personale.
    Ma bisognava affrettarsi,la situazione di alcune scuole era insostenibile,quindi per tamponare la situazione,si pensò di reperire manodopera che potesse risolvere i problemi immediatamente e nello stesso tempo essere a basso costo. Una specie di lavoro nero di Stato insomma.
    Venne così coniata la sigla LSU ATA,dove confluirono persone messe in mobilità da aziende chiuse e altre provenienti dalle liste dei disoccupati di lunga durata.
    Una volta approntato questo esercito,veniamo tutti dislocati nelle varie scuole con svariate mansioni,tutte assimilabili ata (addirittura,come nel mio caso,anche da bidello-cuoco),rappresentando per la maggior parte di queste scuole,l’unico personale ausiliario disponibile. Nei mesi estivi,alla chiusura della scuola,si passava a lavori di manutenzione (biancheggiatura dei locali scolastici,riparazione di porte e finestre,rubinetti ecc…) oppure a prendersi cura di aiuole esterne. Fu così che il Ministero Della Pubblica Istruzione e gli enti locali risolsero i gravi problemi di queste scuole. La retribuzione mensile dei Lsu era rappresentata da un sussidio di 800.000 lire,erogato dall’Inps. Non erano riconosciuti i contributi e non è stato riconosciuto il rapporto di lavoro dipendente,nessun diritto insomma. Solo il dovere di farsi carico di vere e proprie mansioni ordinarie. Questi “progetti” dovevano avere una durata massima di 12 mesi ma la situazione faceva tanto comodo al Ministero e agli enti locali,che la trascinarono con continui rinnovi per 5 anni ancora,fino al 2001 quando il personale fornito dagli enti locali,dovette passare per competenza allo Stato.
    E’ in questo momento che ci viene dato il benservito…invece di assumerci come sarebbe stato giusto,alle dirette dipendenze della Scuola (per la professionalità acquisita in 5 anni),succede che i comuni scaricano i loro bidelli allo Stato camuffando tra essi anche persone che nella scuola non avevano mai messo piede(giusto per farsi degli amici),così il fiume cominciava ad ingrossarsi e noi restavamo ancora al palo. Parallelamente nel mondo della scuola,vi era un’altra situazione altrettanto importante:C’erano le graduatorie d’istituto presso scuole medie e superiori,(dove evidentemente non c’era spazio per altri Ata)ferme da 20 anni,con il conseguente malcontento degli iscritti.
    Allora il Ministero intravedendo degli spazi nelle scuole Elementari e Materne,nell’anno scolastico 2000/01,aprì le suddette graduatorie e riversò migliaia di persone, in scuole per le quali non avevano fatto domanda e senza nemmeno un’ora di servizio all’attivo,non considerando che in quelle scuole eravamo presenti già noi Lsu da 5 anni e avevamo maturato il diritto sacrosanto alla stabilizzazione. Il Ministero ha fatto tutto questo non curandosi della Legge 144/99 art.45 comma 8,che “riservava” il 30% dei posti vacanti agli Lsu Ata e con il benestare dei Sindacati Confederali (Cgil Cisl Uil),sottoscrisse una convenzione “quadro” tra Ministero della Pubblica Istruzione,Ministero del lavoro,Ministero dell’economia e quattro Consorzi Nazionali di cooperative,assegnando loro le pulizie della scuola,con l’obbligo di “stabilizzare” gli Lsu Ata.
    In poche parole,veniamo svenduti in massa alle cooperative e inquadrati ingiustamente come pulitori di 2° livello e a part time,dopo tanti anni di servizio veramente “utile” per la scuola. Questa volta a sfruttarci non è più lo Stato ma delle ditte private,che hanno ottenuto gli appalti,grazie ad amici nelle file della politica e del sindacato. Appalti che a conti fatti e dimostrati più volte,rappresentano per lo Stato,un costo molto più alto della nostra re-internalizzazione. In questi giorni,c’è in atto il riordino del personale Ata, il Ministro Gelmini,stà ingannando ancora una volta gli Italiani,facendo passare per assunzione di precari,un emendamento riguardante gli Lsu della Scuola,dove si vanno a rifinanziare invece gli appalti già esistenti da otto anni,per ingrassare ancora le lobby dei consorzi e quelli che il Ministro dice di assumere,devono campare con 800 euro al mese perché devono pagare il pedaggio alle cooperative. Non solo,ad ogni nuova finanziaria rischiamo il licenziamento,non vengono quasi mai previste le risorse per questi scellerati appalti e bisogna sempre lottare per averle. Il nostro obiettivo rimane quello della stabilizzazione nella scuola,dove lavoriamo da più di 13 anni e abbiamo professionalità sufficiente per far parte a pieni diritti,del personale Ata. Perchè nonostante tutto,abbiamo continuato anche dopo il passaggio con le cooperative,a svolgere insieme alle mansioni di pulizia,anche funzioni di collaboratore scolastico.
    E qui emerge un fatto importantissimo:
    La presenza delle cooperative nella scuola non è naturale,è un’evidente forzatura a scopo di lucro,in nome di un falso criterio di efficienza e funzionalità.
    Gli appalti non sono condivisi nemmeno dai Dirigenti Scolastici,per i quali rappresentano un’ulteriore complessità di gestione.
    Il nostro orario di lavoro,nella maggior parte dei casi,và dalle 13,00 alle 20,00. Inevitabilmente si và ad intralciare le attività della scuola,dove ci sono rientri,tempo prolungato,riunioni,progetti,corsi speciali ecc..Siamo quasi quotidianamente in compresenza con i bidelli,così dove basterebbero (per es.) due persone,se ne trovano quattro.
    A questo punto ci chiediamo e lo vorrmmo chiedere anche ai nostri politici: perchè non re-internalizzare il servizio uniformandoci ai bidelli,così da ottenere un utilizzo omogeneo di tutto il personale disponibile,senza sprechi ma piuttosto risparmi?
    Distinti saluti
    Mimmo & Maurizio
    Amministratori del blog di categoria:
    indirizzo internet: http://exlsu-ata.blogspot.com

    CERCHIAMO COLLEGHI EX LSU DI TUTTA ITALIA POSSONO SCRIVERE A maurizionapoli1ive.it

  4. martina 1 d said

    Egregio Ministro MariaStella Gelmini,
    siamo la classe 1D della scuola media San Tommaso di Pontecorvo(FR)e Le scriviamo non una lettera qualunque,ma una speciale.è speciale perchè desideriamo chiederle di far rimanere con noi le nostre insegnanti di Italiano e Francese:Antonella Manzari e AnnaMaria Panzini.
    Infatti con la fine dell’anno scolastico,le nostre prof.ci lasceranno:la Mnzari è da noi in assegnazione provvisoria,la Panzini ha avuto l’incarico annuale.Noi con loro siamo stati tanto tanto tanto tanto tanto tanto…bene e perciò la imploriamo di farle restarecon noi per i 2 anni successivi.Sappiamo di chirle una cosa tanto grande,quanto l’universo…ma Lei è il nostro Ministro e i Ministri possono tutto.
    Tutti noi la ringraziamo anticipatamente:Zhouwei,Alessia,Antonella,Gaia,Giada,Martina,Ioana e tutto il resto della classe.

  5. giuseppe said

    Alla Signora Ministro Maria Stella Gelmini

    Siamo un gruppo cospicuo di lavoratori che tra la fine gli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta siamo stati assunti come LSU, e che per diversi anni abbiamo lavorato con stipendi da fame, (800.000 lire il mese), senza che fosse versato per noi alcun contributo ai fini pensionistici. In pratica, è come se avessimo lavorato in nero per conto degli enti pubblici (Comuni, Province, Regione). Io e altri 17.000 abbiamo lavorato, infatti, nelle scuole, chi come collaboratore scolastico, chi come assistente amministrativo. Pur percependo uno stipendio basso e senza alcun contributo versato, lavoravamo molto e svolgevamo mansioni che non rientravano nei nostri doveri; eravamo indispensabili, perché nelle scuole gestite dai Comuni e dalle Province c’era mancanza di personale. Abbiamo accettato quelle dure condizioni perché, comunque, tutti ci rassicuravano sul fatto che prima e poi avrebbero stabilizzato quella posizione lavorativa, regolarizzando la nostra situazione.
    Invece, tutto ciò non è avvenuto. A partire, infatti, dallo 01/07/2001 ci hanno di fatto costretto ad accettare di lavorare, sempre nelle scuole, ma come facenti parte di cooperative esterne a cui sono appaltate i lavori di pulizia, in party time, con uno stipendio da fame di appena 700/800 € mensili, mentre lo Stato per ognuno di noi versa alle cooperative oltre 2.500 € il mese. DOVE VA A FINIRE LA MAGGIOR PARTE DEI SOLDI CHE LO STATO FINANZIA PER NOI?
    Contemporaneamente invece di assorbire noi nei normali canali scolastici, hanno consentito che entrassero nella graduatoria del personale ATA persone che aveva lavorato come “pulizieri” nelle scuole solo per un mese, mentre noi (che come LSU per diversi anni abbiamo di fatto sostituito i collaboratori scolastici e fatto funzionare le scuole) siamo stati sbattuti a lavorare con le cooperative. Meritavamo forse un trattamento del genere? Potevamo essere assorbiti tutti dallo Stato, senza che si creassero (nella stessa struttura pubblica), lavoratori di seria A e lavoratori di seria B precarizzati al massimo. A noi è stata negata l’applicazione della “legge del 30%”, promulgata nel 2000 dal governo di allora in carica.
    Tra questi Ex LSU-ATA vi sono persone qualificate che potrebbero svolgere dei lavori qualificati all’interno della scuola e contribuire ad un buon funzionamento della struttura scolastica, ma noi possiamo svolgere solo lavoro di pulizia (1200 mq il giorno). Inoltre a causa della diversità di orario di lavoro tra il personale ATA e noi, spesso si creano dei disguidi organizzativi all’interno della scuola. Un’ altra cosa assurda è che in quelle scuole dove noi siamo presenti, (perché non lo siamo in tutte le scuole), i collaboratori scolastici non fanno niente, mentre noi Ex LSU, ci ammazziamo di lavoro. Al contrario, invece, nelle scuole dove non siamo presenti, i collaboratori scolastici oltre alla sorveglianza e ai vari lavori di collaborazione con i docenti devono fare anche le pulizie, in pratica lavorano il doppio dei loro colleghi fortunati, per giunta a parità di stipendio.
    Se questa è l’uguaglianza di trattamento, in uno stato di diritto democratico noi non lo sappiamo. In compenso tutti i collaboratori scolastici hanno degli incentivi che noi Ex LSU ATA non abbiamo. Noi Ex LSU ATA non abbiamo futuro, perché i nostri anni di servizio non sono conteggiati in caso di concorso, anche all’interno della scuola. Non c’è nessun rinnovo contrattuale, guadagniamo sempre la stessa somma, anche se il costo della vita diventa sempre più caro.
    Non avremo mai una pensione adeguata perché non solo in passato abbiamo lavorato dai cinque a dieci anni come LSU senza contributi, ma ora la legge consente alle cooperative di versare per noi (che già abbiamo un orario di lavoro ridotto in quanto party-time) solo la meta dei contributi dovuti.
    Sarebbe tutto più semplice se il governo ci assorbisse all’interno del pubblico impiego (come ci avevano promesso, perché lo Stato spenderebbe di meno, noi guadagneremo di più e potremmo vivere in modo più decente. Signora Ministra Gelmini noi siamo con lei, noi abbiamo dato molto sia come LSU sia come pulizieri, credo che umanamente meritiamo una piccola ricompensa, quella di passare con lo Stato. La maggior parte di noi è del centro sud dove le famiglie vivono con un solo stipendio con figli che studiano e fanno salti mortali per arrivare a fine mese e ci mancherebbe che dopo lo sfruttamento subito dovremmo essere licenziati per colpa di chi ha guadagnato su di noi. Sarebbe assurdo noi non abbiamo colpa, di tutto questo sperperò di denaro pubblico. Tutti sapevano e tutti tacevano nessuno ci ha difeso eppure noi l’abbiamo sempre detto di questo sperpero Signora Ministra se qualcuno deve pagare non certo noi, che vogliamo vivere decentemente con dignità da onesti cittadini e dare un futuro tranquillo e sereno ai nostri figli che vivono in uno Stato di diritto democratico fondato sul lavoro. Se lei ci licenza molti di noi non potrà dare un futuro sereno ai loro figli. Tutto questo sperpero si poteva evitare se nel 2001 saremmo stati assorbiti dallo Stato.

    GRAZIE

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