La scuola è nostra! Miglioriamola insieme

Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

A scuola 1633 insegnanti in meno

Posted by comitatonogelmini su 24 aprile 2010

VENETO – Vertice in vista del nuovo anno: rischio di penalizzare le elementari e le superiori. E quasi 4mila iscritti in più. Molte incertezze per il prossimo settembre. Critici i sindacati
da Il Gazzettino
23 aprile 2010

 

Studenti che aumentano, cattedre che diminuiscono, insegnanti specializzati in lingua che spariscono. In tutto 1633 i posti tagliati. Penalizzate soprattutto elementari e superiori. Queste le certezze per il prossimo anno scolastico. Rimangono poi le incognite, una fra tutte la scuola superiore. Tra riforma, riduzione degli orari e incremento degli iscritti, nessuno riesce ad avere chiarezza su cosa accadrà da settembre. Ieri all’incontro tra Carmela Palumbo, direttrice dell’Ufficio scolastico regionale del Veneto e i sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda) si è parlato solo di numeri. Numeri negativi. Nessun cenno alla ricaduta didattica e nemmeno all’investimento pedagogico. Alla fine il quadro di tutta la regione vede un aumento degli iscritti, tra elementari, medie e superiori, di 3755 studenti ai quali vanno aggiunti 770 ragazzini che hanno fatto richiesta del sostegno. Con questi numeri teoricamente si sarebbero dovute formare 193 classi in più. Invece non solo non ci sarà un aumento del numero delle classi, ma nemmeno si riuscirà a garantire quelle già esistenti. Nel dettaglio alle elementari si hanno 635 alunni in più e 652 posti in meno, alle medie 1821 studenti in più e 121 posti in meno, alle superiori 1299 ragazzi in più e 902 posti in meno (nella tabella il dettaglio per provincia). I dati sono quelli elaborati dall’Ufficio scolastico regionale che sono diversi rispetto a quelli ministeriali. Anche perché mentre alle elementari continua a crescere la richiesta del tempo pieno (382 classi in più rispetto allo scorso anno) alle medie cala la scelta del tempo prolungato. Così sono stati tolti 76 posti alle medie per trasferirli alle elementari.
      «Una serie di fattori hanno permesso di conciliare i tagli con le esigenze delle scuole – spiega la direttrice Carmela Palumbo – alle superiori i tagli sono stati assorbiti dalla riduzione dei quadri orari previsti dalla riforma; alle medie invece abbiamo avuto un calo consistente della richiesta del tempo prolungato e questo ci ha consentito di spostare risorse alle elementari dove la richiesta è crescente. Alle elementari verranno riconfermati i 1950 “tempi pieni” già esistenti, non ci saranno incrementi». Tagliati anche 316 posti di lingua straniera alla primaria, ad insegnarla sarà il maestro prevalente dopo aver seguito un corso di una cinquantina di ore. Unica nota positiva si ha nella scuola dell’infanzia che vede qualche posto in più e nel sostegno che avrà un incremento di poco meno di cento posti.
      Perplessi o delusi i sindacati. «Si è fatta un’operazione matematica senza nessun investimento sulla didattica» dice Salvatore Mazza della Cgil. «Rimane una grossa incognita alle superiori, non escludiamo che ci si possa trovare con classi molto affollate» per Nereo Marcon della Cisl. «È stato solo un incontro informativo – spiega Gianmaria Bragagnolo della Cisl – nella scuola non c’è più concertazione». Infine per Fabio Barina della Gilda: «La scuola è abbandonata da tutti politicamente sia a Roma che in Veneto».

Scarica la tabella con i tagli suddivisi per provincia e per ordine di scuola

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