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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Nelle scuole milanesi 700 docenti in meno. L’allarme di sindacati e genitori

Posted by comitatonogelmini su 10 maggio 2010

I tagli in cifre: 2.900 bambini senza il tempo pieno dal prossimo anno.
da Il Corriere della Sera
10 maggio 2010
 
Gli insegnanti non sono disponibili ad elaborare soluzioni di ripiego. Mamma e papà: «Pronti ad occupazioni»

Duemilanovecento bambini senza tempo pieno, 150 classi trasformate d’ufficio da «full time» a tempo normale, 1.900 alunni in più e 700 insegnanti in meno rispetto all’anno in corso nelle scuole milanesi. Sono questi i numeri che preoccupano sindacati, insegnanti e genitori. Per questo lanciano insieme l’allarme per le ricadute che potrebbe avere sull’organizzazione didattica la riduzione dei docenti. I tagli, calcolati scuola per scuola, sono stati diffusi da «Retescuole».

LE ASSEMBLEEPer discutere di queste emergenze sabato e domenica si sono svolti due incontri. Il primo promosso dalla «federazione dei lavoratori della conoscenza» della Cgil, il secondo da un gruppo di insegnanti e genitori della zona 3 (Citta Studi). «A fronte dell’aumento di 1.900 alunni la scuola primaria milanese dovrà funzionare con 700 docenti in meno e senza insegnanti specialisti di lingua inglese» affermano le organizzazioni sindacali. «A 2.900 bambini è stato negato il tempo pieno perché 150 classi sono state trasformate d’ufficio a tempo normale». Si tratta di cifre che riguardano i posti assegnati sul prossimo anno scolastico che potrebbero subire piccole modifiche: «È un attacco alla scuola, in particolare a quella milanese, a cui non si era mai assistito» afferma Mario Piemontese di Retescuole. «Purtroppo si tratta di tagli che rientrano nel piano triennale che dovrebbe portare ad un risparmio, su tutto il territorio nazionale, di 8 miliardi di euro. E siamo solo al secondo anno».

«INDISPONIBILI»«I tagli colpiranno la nostra scuola e oltre il 92% delle scuole milanesi» scrivono i genitori dopo l’assemblea in piazza Leonardo durante la festa «Laprimaverascuola». Anche i docenti si dicono preoccupati: «La riduzione del numero di insegnanti comporta un inaccettabile impoverimento dell’offerta formativa. Il taglio a livello nazionale di più di 40.000 posti colpirà le lavoratrici e i lavoratori di tutti gli ordini di scuola». Per questo motivo i docenti si rivolgono all’Ufficio scolastico provinciale: «Vogliamo salvaguardare e valorizzare il modello didattico del tempo pieno scelto nel milanese da più del 90% dalle famiglie». Visti i numeri, i docenti si dicono «non disponibili» ad elaborare o mettere in atto soluzioni organizzative (riassetto degli orari e numero di docenti per classe) che abbiano come unico obiettivo il funzionamento della scuola anche con un organico ridotto, penalizzando lo «star bene a scuola» di bambini e bambine e la qualità della didattica. Insomma niente pezze al sistema. Al contempo ecco che i genitori temono che se si utilizzeranno le ore di compresenza per le supplenze o per completare l’orario nelle classi che non avranno un numero sufficiente di insegnanti, si renderà impossibile la realizzazione delle uscite didattiche e delle attività di laboratorio o a piccoli gruppi. E concludono: «Siamo pronti anche ad occupazioni diurne o notturne del maggior numero possibile di scuole».

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