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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Ancora un falso del MIUR: non è vero che i docenti bocciano di più

Posted by comitatonogelmini su 14 giugno 2010

di Luigi Ambrosi
da Retescuole
14 giugno 2010

 

Sia l’anno scorso sia quest’anno Gelmini e lo staff del MIUR hanno “comunicato” che le bocciature sono in aumento, che la scuola sta diventando più “seria” e severa, che l'”ordine” (post-’68) è in corso di ristabilimento, e che gli insegnanti sono dei fedeli esecutori di questo progetto di restaurazione. Abbiamo sempre avuto il sospetto che questi dati fossero falsi, ma era difficile trovarne riscontro al MIUR , anche perchè non hanno mai pubblicato i definitivi. La loro tecnica comunicativa è quella di letteralmente inventarsi dei dati provvisori e sfruttare questa provvisorietà per non essere smentiti ufficialmente. Risulta invece che gli insegnanti non sono alleati della gelmini e non bocciano di più, ma anzi avviene il contrario: i docenti in generale si rifiutano di scaricare sui giovani i costi di questa distruzione governativa della scuola pubblica, e si conservano un valido alleato, il movimento degli studenti, per la resistenza e la ribellione. Ecco la conferma dal noto sito di “Tuttoscuola”

da “Tuttoscuola

“Parlare di maggior severità sembra eccessivo, se si confrontano dati provvisori con dati provvisori dell’anno scorso e di quest’anno. Anzi, proprio dal confronto dei dati parziali dei due anni scolastici, si potrebbe parlare invece di minore severità, perché l’anno scorso (sempre dati provvisori) risultava promosso a giugno il 57,8%, mentre quest’anno la percentuale di promossi è salita di oltre 5 punti in percentuale (sempre dati parziali), attestandosi al 62,9%.
Inoltre i dati dell’anno scorso sono rimasti provvisori e non si sa ancora se siano stati confermati definitivamente,  se non per la percentuale dei non ammessi (bocciati) che, come si evince dal comunicato ministeriale di quest’anno, sono definitivamente risultati pari all’11,7% (cioè di quasi due punti percentuali inferiore a quel 13,6% risultante dai dati parziali).”

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