La scuola è nostra! Miglioriamola insieme

Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Al via il progetto “Qualità e merito”: ovvero l’ospedale (privato ma con contributo pubblico) che cura i sani.

Posted by comitatonogelmini su 17 luglio 2010

di Marco Donati
da ReteScuole
17 luglio 2010

 

 

 

La Notizia: Mariastella Gelmini ha annunciato oggi che già dal prossimo mese di settembre gli alunni delle scuole medie verranno sottoposti a due diversi test Invalsi standardizzati: il primo in ingresso (all’inizio dell’anno scolastico) e il secondo a fine anno. L’obiettivo del governo sarà quello di redigere la classifica delle migliori scuole medie e dal 2012 anche di quella delle scuole superiori.

«I test permetteranno di rilevare – inoltre – le carenze di ogni singolo studente e di pianificare azioni mirate per colmare le lacune dimostrate», dice la Gelmini. Viene da domandarsi, ancora una volta, se le lacune evocate dal ministro siano da riferire alla soluzione dei quiz a domanda chiusa che verranno somministrati da una esercito previsto di 2 mila docenti assistiti da 200 tutor; in tal caso le ricadute sulla didattica saranno evidenti, orientando tutta l’attività didattica alla preparazione al test, come già è successo nelle scuole inglesi.

Ma non è finita qui: «L’erogazione di borse di studio -continua la Gelmini – da assegnare agli studenti particolarmente meritevoli non può prescindere da una valutazione imparziale e credibile delle competenze dei ragazzi» il tutto a prescindere dal reddito delle famiglie, ovviamente.
Per esplicita affermazione del ministro, poi, il tempo non è una variabile significativa nei processi di apprendimento: «Non è importante dunque quanto tempo gli studenti trascorrono a scuola, ma come investono il proprio tempo tra i banchi»

Da anni scriviamo milioni di parole di buon senso didattico e pedagogico sul valore dei tempi distesi e contro i sistemi di valutazione falsamente obiettivi, molto più idonei a controllare la qualità delle filiere industriali che a dare strumenti per comprendere l’efficacia del lavoro docente, ma oggi ci troviamo davanti a una affermazione ancora più grave che mina profondamente il mandato costituzionale della scuola pubblica statale.

Non solo si vuole redigere un «ranking nazionale degli istituti migliori» con le evidenti conseguenze prevedibili in termini di disarticolazione del sistema nazionale di istruzione, ma si pongono le basi affinché i ragazzi e le ragazze provenienti da ambienti svantaggiati sotto il profilo culturale abbiano il triplo delle difficoltà a proseguire nella propria carriera scolastica.
Dopo l’attacco al tempo pieno, l’aumento degli alunni per classe, la riduzione dei saperi, arriva la meritocrazia pelosa e arrogante dei ricchi.
Credo e spero che alla ripresa di settembre il rifiuto dei test Invalsi venga messo tra i primi obiettivi del movimento in difesa della scuola della Repubblica e dell’articolo 3 della nostra Costituzione
.

Coraggio il meglio è passato, diceva Flaiano.

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