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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

ANCI: RAZIONALIZZAZIONE DELL’UTILIZZO DELLE RISORSE UMANE E STRUMENTALI

Posted by comitatonogelmini su 30 luglio 2010

30 luglio 2010

Il Consiglio Nazionale dell’ANCI scrive a governo e parlamento: servono più risorse per le scuole e per il tempo pieno, i comuni non possono supplire ai tagli del governo, le famiglie subiranno un altro grave colpo.
Recepite nel documento le indicazioni della Rete 26 febbraio di Padova.
Un grazie di cuore a chi ci ha creduto (più di 50 consigli d’istituto del comune e della provincia), a chi ci ha aiutato a veicolare le richieste politicamente.
Come sempre: MAI MOLLARE!!!

L’ANCI, su mandato della Commissione Istruzione e Formazione, vuole richiamare l’attenzione degli altri soggetti istituzionali sulle difficoltà che si stanno ripercuotendo sui Comuni a seguito dell’applicazione delle disposizioni normative contenute nell’art.64 della L. n. 133/2008 e nel  Piano Programmatico di interventi volti alla razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse umane e strumentali del sistema scolastico. 

Già nelle valutazioni espresse a suo tempo l’ANCI aveva evidenziato la situazione di criticità che si sarebbe creata facendo osservare come: In tutto il Paese cresce la richiesta di tempo pieno e  non si comprende come con le norme proposte questo verrà garantito. E’ evidente che non potrà essere richiesto ai Comuni di supplire, senza risorse aggiuntive, a carenze e ad attività pomeridiane ed integrative e che in ogni modo non potranno richiamare passate forme di doposcuola.”

A fronte di tali preoccupazioni, il Ministero dell’Istruzione ha dichiarato, anche nella circolare n. 37 del 13 aprile 2010 che: “Per quanto riguarda il tempo pieno nella scuola primaria, nulla è innovato e che, pertanto, restano confermati l’orario di 40 ore settimanali per classe, comprensive del tempo dedicato alla mensa, l’assegnazione di due docenti per classe e l’obbligo dei rientri settimanali. È stato inoltre evidenziato che le quattro ore residuate rispetto alle 40 settimanali per classe, comunque disponibili nell’organico di istituto, potranno essere utilizzate prioritariamente per l’ampliamento del tempo pieno sulla base delle richieste delle famiglie…”.

Se come ha dichiarato il MIUR, complessivamente sull’intero territorio nazionale il numero delle sezioni a tempo pieno negli ultimi due anni è aumentato, tuttavia rimangono numerose richieste insoddisfatte e situazioni dove invece il numero di classi a tempo pieno, rispetto a quelle funzionanti nell’anno precedente, è stato ridotto.

Le madri lavoratrici e le famiglie che avevano organizzato la loro vita sulla base di un orario scolastico previsto dalla legge e assicurato al momento delle iscrizioni anche dallo stesso Ministero, si trovano senza supporto e l’unica istituzione cui possono rivolgersi è il Comune di appartenenza.

Gli Enti Locali però non possono sostituirsi o sopperire inviando nelle scuole statali personale per la docenza, riservata dalla Costituzione all’amministrazione dello Stato, neanche sotto forma di insegnanti di sostegno, nei casi di presenza di bambini diversamente abili, cui siano stati tolti i docenti statali. Procedura che potrebbe comportare anche una illegittimità nella assunzione della relativa spesa a carico dell’ente locale responsabile.

Inoltre tale situazione è aggravata dal fatto che la riduzione del personale statale, unitamente alla diminuzione delle risorse assegnate alle scuole per le supplenze, ha comportato che gli alunni, in assenza degli insegnanti vengono suddivisi in altre classi. Come è prevedibile, ciò si manifesterà in maniera ancora più critica il prossimo anno scolastico, per le ulteriori riduzioni di personale, con un evidente impoverimento della qualità dell’offerta formativa e dell’insegnamento ma soprattutto, per quanto riguarda le responsabilità dei Comuni, con il sovraffollamento delle classi, con il superamento del numero massimo di alunni per aula consentito dalle norme di prevenzione.

L’ANCI pur condividendo la necessità di procedere al riordino e alla riqualificazione del sistema scolastico, in modo da elevarne la qualità a vantaggio e a garanzia del diritto allo studio di tutti i cittadini:

  • evidenzia le gravi difficoltà che si stanno ripercuotendo sulle Amministrazioni locali;
  • chiede al Governo e alle Commissioni parlamentari di Camera e Senato di valutare le pesanti conseguenze che gli obiettivi di risparmio nei confronti dell’istruzione stanno determinando;
  • auspica che gli obiettivi di risparmio possano essere conseguiti con modalità ed indirizzi diversi, richiedendo una attenta valutazione delle situazioni più critiche nell’assegnazione degli organici di fatto.
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