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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Marystar e la lunga estate calda

Posted by comitatonogelmini su 28 agosto 2010

di Roberta Roberti
da Dalla parte del torto n°49
28 agosto 2010

Marystar era d’umore plumbeo.
Non solo da qualche mese quella protuberanza fastidiosa ma tutto sommato accettabile che aveva scarrozzato per nove mesi si era trasformata in una piccola creaturina che, volenti o nolenti, ogni tanto bisognava pur degnare di uno sguardo “materno”. E passi lo sguardo, era la componente materna che stentava a decollare spontaneamente.
Sperava di rifarsi con un’estate tranquilla sul lago tra i suoi monti e invece…
Quel branco di genitori e insegnanti comunisti che ancora non si rassegnavano all’idea che la scuola sarebbe stata privatizzata (cavoli, ma era così difficile da capire che ormai c’era poco da fare, era deciso, ed erano d’accordo persino quelli dell’opposizione) aveva lanciato lo slogan “Noi non andiamo in vacanza” e si erano organizzati per rovinarle anche i mesi estivi.
Certo che non erano questi i patti quando le avevano affibbiato quella rottura di marùn.
Le avevano garantito che in luglio e agosto si poteva anche preannunciare una decurtazione degli stipendi del personale scolastico del 50% senza veder muovere un filo d’erba.
E che ca…ppero! Dove erano finite le maestre di una volta, obbedienti e compite? E le prof tre mesi al mare coi figli a spassarsela? E non le avevano forse detto e ridetto che i genitori erano completamente assenti, e che “manco sanno che esistono gli organi collegiali”?
Del resto, manco Marystar lo sapeva veramente veramente bene, cosa fossero gli organi collegiali fino a dicembre 2009, quando era scoppiato tutto quel casino per colpa di Threemountains. Quella volta aveva cercato di azzerare tutti i crediti vantati dalle scuole per milioni e milioni di euro dando istruzioni per modificare i bilanci e usare i contributi (per ora) volontari dei genitori per coprire le spese di competenza dello Stato. A una settimana dal Natale, chi cavolo se ne sarebbe accorto?
Altro che nessuno! Era scoppiato un putiferio, consigli di istituto sul piede di guerra, persino alcuni dirigenti inferociti e via con la scuola a rotoli e le montagne di carta igienica, gli assedi agli uffici scolastici, le proteste per i tagli, per la sicurezza, per i disabili, per i precari…
Threemountains però era stato chiaro: non gliene fregava un tubo.
Marystar era di umore plumbeo.
L’indomani si sarebbe conosciuta la sentenza del TAR del Lazio sul ricorso di un gruppo di patetici esaltati di sinistra contro la sua circolare sulle iscrizioni e gli organici delle scuole superiori.
Aveva provato ad ignorare la questione come le avevano suggerito, ma non era servito a niente.
“Noi non ci stancheremo, vi stancherete prima voi”, la tormentavano quei genitori e insegnanti “fannulloni e bugiardi e prevenuti”, come diceva giustamente Littledarkhair.
Però in effetti avevano ragione: lei era arrivata alla frutta.
Adesso le avevano chiesto di inventarsi qualche giustificazione per bloccare il ricorso: e che ca…ppero avrebbe dovuto dire? Era vero, con quella storia del riordino dei cicli era stato un casino, ma solo perché c’erano troppi passaggi! Quando uno fa una circolare, basta e avanza, se si dà un ordine, ci vuole poi tanto a limitarsi ad eseguire? Che si sbrigasse il Presidente a togliere di mezzo una volta per tutte, come aveva promesso, quegli iter legislativi lunghi e complicati, i-nu-ti-li. Che adesso la costringevano a trovare delle giustificazioni.
Era vero che aveva avuto degli alleati inaspettati: sul ricorso, l’opposizione non aveva detto niente, le regioni erano state zitte, anzi, avevano proprio coscientemente deciso che se ne sarebbero tenute fuori, come quasi tutte le province. Ma si poteva essere più imbecilli? Evidentemente erano d’accordo anche loro, lei lo aveva sempre detto.
E poi, il Presidente in persona l’aveva rassicurata: “Ma cosa vuoi che un tribunale amministrativo regionale del piffero abbia il coraggio di mettersi contro di noi?”, e bisognava ammettere che aveva ragione, non sarebbe mai successo.
Poteva anche restare lì in silenzio come una rapa e le cose sarebbero andate comunque come dovevano andare, eppure cominciava veramente a non poterne più. Quasi quasi chiedeva un trasferimento. Qualcosina di disponibile c’era, dopo la vicenda di Skyhole
Tra l’altro, si era accorta che Threemountains aveva adocchiato già il suo possibile sostituto. L’aveva visto, come flirtava con quel falso sindacalista, Mr Goodyears, quello che giocava sempre con Threemountains al poliziotto buono e a quello cattivo, prendendo per i fondelli i lavoratori, era troppo forte! In effetti, bisognava ammettere che sarebbe stata la soluzione ideale, un vero colpaccio per la loro squadra.
E forse lei se ne sarebbe potuta liberare, di quella croce della scuola statale, prima di settembre
.
Non ci voleva nemmeno pensare a cosa sarebbe stato settembre.
La scuola sarebbe stata nel caos totale a causa dei loro provvedimenti e quei pesantoni che difendevano la “scuola della Costituzione” avevano già pronta la tabella di marcia, presìdi, appelli, primo giorno di scuola ribelle, liste di candidati agli organi collegiali, reti di consigli di istituto e di circolo, avevano promesso addirittura una campagna nazionale, “tutti devono sapere”, sarebbero andati nei mercati, per le strade, persino sugli autobus a aizzare la folla contro di loro!
Erano pericolosi: si erano persino accorti che dietro questa storia dello smantellamento della scuola pubblica c’erano altri progetti (dal decalogo segreto del Presidente: l’attacco ai diritti fondamentali dei cittadini, la privatizzazione del settore istruzione eccetera eccetera).
Se almeno avesse funzionato il bavaglio, allora sì che sarebbero stati tranquilli. Ma ci voleva tempo. Sembrava assurdo, ma c’era ancora qualcuno disposto a resistere.

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