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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

La lingua è un diritto! Le scuole di italiano per stranieri a Padova, Treviso e Marghera

Posted by comitatonogelmini su 20 ottobre 2010

di Beatrice Barzaghi
da CartaEstNord
20 ottobre 2010

 

“Le parole sono importanti!”, ricordava anni fa un noto regista italiano, e mai come in questo momento la conoscenza della lingua e delle parole di “sopravvivenza” è al centro della discussione sui diritti di cittadinanza. La lingua come elemento discriminante per una piena accoglienza, dunque: siamo giunti a questo livello nella scala dei valori sociali e politici. Dopo le dichiarazioni del capo di stato tedesco Angela Merkel sulla necessità di “conoscere il tedesco” affinché ci sia “integrazione” tra stranieri e autoctoni, si torna a mettere al centro l’identità e la tradizione, arroccandosi sui propri “valori tradizionali” anziché promuovere l’apprendimento come occasione di arricchimento. Di questo imbarbarimento tutto all’occidentale ha dato sfoggio anche la sinistra italiana, per bocca di Walter Veltroni, il quale ha candidamente affermato alcuni giorni fa la necessità di accogliere gli stranieri per ragioni quasi esclusivamente “economiche”.

Per fare invece della lingua uno strumento non di discriminazione bensì di lotta per la conquista dei propri diritti, esistono proposte come quelle delle scuole di italiano per stranieri dedicate a donne e uomini immigrati, gratuite e senza bisogno di presentare documenti né permesso di soggiorno. È un’esperienza quindicennale quella dell’associazione Razzismo Stop di via Gradenigo a Padova (il lunedì e il giovedì dalle 19 alle 21), mentre è il terzo anno per la scuola Liberalaparola al Rivolta di Marghera (martedì e giovedì dalle 19.30 alle 21.00, il venerdì corsi dedicati alle donne dalle 14.00 alle 16.00). A Treviso la scuola Labcom nella sede dell’Adl Labcom in Vicolo Marco Polo inizia il 23 ottobre e attiva corsi il lunedì mattina  – con servizio baby sitting  – dalle 10 alle 12, mercoledì dalle 18.30 alle 20.00 e sabato dalle 15.00 alle 17.00.

A pochi mesi dall’entrata in vigore dell’“Accordo di integrazione” che sancisce un patto, legato ad un punteggio, tra l’immigrato di lungo periodo e lo Stato ospitante per ottenere e mantenere il permesso di soggiorno – subordinato alla conoscenza della lingua italiana a livello A2 del Quadro di riferimento europeo per la conoscenza delle lingue approvato dal Consiglio d’Europa – le scuole di italiano di Padova, Marghera e Treviso partono da opposti principi: per poter vivere nel paese che si è scelto, per necessità o volontà, la condivisione di cultura e conoscenze è fondamentale e con questo semplice presupposto da anni si incontrano insegnanti e studenti, sempre più spesso pronti a scambiarsi i ruoli. Per partecipare a queste scuole basta avere voglia di dedicare qualche ora alla settimana a un’esperienza molto formativa, sia per gli italiani che hanno voglia di insegnare la loro lingua, sia per gli stranieri che desiderano impararla in un’ottica di scambio. Succede quindi che a Marghera la scuola ogni tanto trasferisca banchi sedie e lavagne in piazza, e iraniani, afgani, senegalesi e bengalesi si mettano ad insegnare la loro lingua a chi ha voglia di fermarsi ad ascoltare.
Accade sovente che alcune lezioni sfocino in feste culinarie oppure in improvvisazioni musicali in cui cantare sia in italiano che in wolof, per esempio. Intrecci di culture, lingue, storie diverse, per affrontare ciò che ora sta per essere trasformato in un ulteriore scoglio: sarà infatti la Questura competente per territorio averificare la correttezza dei test di lingua italiana. Cancellare il grigiore burocratico, disobbedire al vincolo del permesso di soggiorno per accedere al diritto all’istruzione, mettere al centro relazioni umane, sociali e anche politiche tra insegnanti e studenti – persone e cittadini -: questi gli obiettivi di partenza delle scuole di Razzismo Stop, Liberalaparola e Labcom.

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