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Fondi per i libri gratuiti delle scuole primarie il prossimo anno scolastico: saranno tagliati?

Posted by comitatonogelmini su 29 ottobre 2010

da TuttoScuola
29 ottobre 2010

 

 

 

Il giallo nel giallo. Tra accuse e smentite sul taglio dei fondi per la gratuità o semigratuità dei libri di testo non è ancora chiaro se per il prossimo anno vi saranno i fondi necessari o questi saranno recuperati con una successiva manovra finanziaria.

Come l’anno scorso, il capitolo apposito che prevedeva lo stanziamento di 103 milioni (di cui poco più di 82 per i libri di testo della scuola elementare) risulta vuoto.

L’anno scorso lo stanziamento del capitolo venne assicurato successivamente, ma quest’anno potrebbe essere più difficile farlo, perché il decreto natalizio milleproroghe che dovrebbe valere circa 7 miliardi è pressoché già tutto impegnato per altri investimenti.

Ma c’è una sorpresa inaspettata in tutta questa vicenda: la gratuità dei libri per gli alunni della scuola primaria sarà comunque garantita anche se non saranno stanziati i relativi fondi.

Infatti, la gratuità non deriva dalla disponibilità di risorse finanziarie, bensì da una esplicita norma legislativa che obbliga i Comuni a fornire gratuitamente i libri di testo a tutti gli alunni della scuola elementare, statale e paritaria.

La norma, recepita nel Testo unico delle norme in materia di istruzione (decreto legislativo n. 297/1994), all’art. 156 prevede che agli alunni delle scuole elementari, statali o abilitate a rilasciare titoli di studio aventi valore legale, i libri di testo, compresi quelli per i ciechi, sono forniti gratuitamente dai comuni, secondo modalità stabilite dalla legge regionale.

La disposizione è stata confermata successivamente dal DPCM 5 agosto 1999, n. 320 attuativo dell’art. 27 della finanziaria 1999.

Cosa succederà se mancheranno i fondi statali?

I Comuni dovranno comunque assicurare la gratuità dei libri di testo agli alunni.

Le proteste dell’opposizione che hanno parlato di attacco al diritto allo studio degli alunni dovranno essere orientate piuttosto a difesa dei bilanci dei Comuni già tartassati dalle riduzioni dei finanziamenti pubblici.

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