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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

La Stabilità…..finanziaria di Tremonti

Posted by comitatonogelmini su 14 dicembre 2010

di Osvaldo Roman
14 dicembre 2010

Non era mai capitato nella storia della nostra Repubblica che il bilancio dell’istruzione subisse un taglio così consistente in un solo anno. Per il 2011 la competenza dello stato di previsione inizialmente presentato alle Camere era scesa a 52.492,8 milioni di euro con una riduzione di 2.826,2 milioni rispetto alla competenza del bilancio assestato 2010. Di questa riduzione, 2.106,1 milioni riguardavano la Missione dell’Istruzione. La percentuale sulla spesa dello Stato passava dal 10,3 del 2010 al 9,9 del 2011.
IL rapporto OCSE: EDUCATION AT A GLANCE 2010 ha documentato che già nel 2007 l’Italia era, col 9,0%, all’ultimo posto dei 33 paesi dell’OCSE, nella percentuale della spesa pubblica totale per l’istruzione sul totale della spesa pubblica.
La Situazione del totale della spesa pubblica destinata all’istruzione oggi dopo la cura Gelmini Tremonti e dopo i tagli apportati alla spesa delle Regioni e degli Enti Locali non è sicuramente migliorata e per saperlo non dovremo attendere il rapporto OCSE del 2013.
Tale quadro risulta confermato anche dopo le modifiche apportate alla legge di stabilità alla Camera a favore dell’Università. Infatti la spesa per l’Università recupera il livello di stanziamenti del 2010, ma non quello del 2009, passando dagli iniziali 7.103,4 milioni agli 8.003,4 milioni. Per l’Università si verifica il recupero per il 2011 di 800 milioni per il Fondo ordinario e di 100 milioni per il Diritto allo studio.
La spesa per l’istruzione nel bilancio 2011 resta invece ancora fortemente penalizzata.
Alle riduzioni apportate alla spesa per il personale si sono incredibilmente aggiunte, grazie a tagli lineari cari a Tremonti, anche quelle alla spesa per le politiche educative, e per il diritto allo studio, tradizionalmente la cenerentola del Bilancio per l’Istruzione. Quelle spese che la Gelmini ha sempre spergiurato di voler salvaguardare e magari incrementare con i tagli alla spesa del personale! Ecco un elenco dei tagli più significativi, tutti riguardanti quella preziosissima quota del Bilancio, che non riguarda gli stipendi per il personale ma la qualità delle politiche educative:

Nel programma per il diritto allo studio a gestione ministeriale solo 2,6 milioni di euro( rispetto ai 3,8 del 2010) sono assegnati alla prosecuzione degli studi di studenti meritevoli (cap. 1512)
Il Programma Ricerca per la didattica è dotato di 5 milioni di euro, a fronte di 7,5 milioni nel dato assestato per il 2010.(comprende tra l’altro le spese per la realizzazione delle attività affidate all’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema di istruzione e formazione ed all’Agenzia Nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica)
Il Fondo per l’offerta formativa ed interventi perequativi (cap. 1270, legge 440/1997,) scende a : 89,6 milioni di euro registrando un decremento di 40,6 milioni di euro rispetto al bilancio assestato 2010).
Il Fondo per interventi vari a favore dell’istruzione disposti dalla legge finanziaria 2007 (cap. 1287).. scende a 61,4 milioni di euro (con riduzione di 35,9 milioni di euro rispetto al bilancio assestato 2010)

Ma si tagliano anche i trasferimenti assegnati alle Regioni, in altri stati di previsione, per il diritto allo studio, perseguendo l’intento molto evidente di ridurre l’entità delle future fiscalizzazioni. In questo modo, con un federalismo con pochi spiccioli da fiscalizzare, prevalentemente affidato alle risorse proprie degli Enti locali, si potrà realizzare il più gigantesco e micidiale assalto al welfare, specialmente nel Sud, che la storia del nostro Paese abbia finora potuto registrare. Accade infatti che:

nello stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle finanze per le borse di studio per la frequenza di scuola dell’obbligo siano disponibili solo 33,1 milioni di euro (cap. 3044) con una riduzione di 84,2 milioni di euro rispetto alla legge di assestamento 2010. tale spesa all’origine di 155 milioni nel 2008 era di 119,7milioni;
nello stato di previsione del Ministero dell’Interno venga cancellato totalmente lo stanziamento, per la fornitura gratuita dei libri di testo nella scuola dell’obbligo ed il comodato nella scuola superiore, che nel 2010 era stato di 103 milioni di euro. Le modifiche apportate alla Camera alla legge di stabilità (Elenco di cui all’art.1, comma 40) non garantiscono, anzi escludono, la possibilità di un ripristino totale di tale voce di spesa.

Nello stesso elenco si prevede l’incremento 25 milioni per le Università non statali e di 245 milioni per le scuole paritarie che raggiungono cosi i 526 milioni a fronte dei 540 del 2010.

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