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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

La Bibbia diventa un caso. I docenti vogliono la Costituzione

Posted by comitatonogelmini su 24 gennaio 2011

di Anna Madron
dal Giornale di Vicenza
22 gennaio 2011
Dopo la lettera dell’assessore regionale Donazzan ai presidi. L’iniziativa della Regione, “benedetta” dal presidente Zaia, non ha incontrato finora il favore di tanti insegnanti contrari
 

Le polemiche più accese sono scoppiate tra gli insegnanti di religione. E poi a ruota nei collegi docenti dove la lettera inviata dall’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan a tutti i presidi degli istituti comprensivi è stata letta e commentata. O lo sarà tra qualche giorno, visto che il messaggio è stato recapitato poco prima di Natale e in qualche scuola, complici gli scrutini del dopo vacanze, non c’è stato nemmeno il tempo di prenderlo in considerazione.
Ma veniamo ai contenuti della proposta contenuta nella lettera: l’idea è regalare a tutti gli alunni delle elementari una copia della Bibbia, iniziativa promossa dal presidente della Regione Luca Zaia, cui l’assessore Donazzan ha aderito, con destinazione tutte le scuole primarie del Veneto.
«Siamo convinti che la deriva laicista, spesso ancorata ai dettami del relativismo e del nichilismo, non possa essere una risposta efficace in un mondo in continua evoluzione, pur nel doveroso riconoscimento del patrimonio di valori in cui si riconoscono le nostre istituzioni, compreso ovviamente il mondo scolastico» scrive Donazzan che parla della Bibbia come “riferimento indispensabile per comprendere le nostre radici culturali e la nostra tradizione”.
Nella lettera si sottolinea inoltre che “il nostro stesso vivere civile, il nostro diritto, la nostra morale, i nostri costumi sono intrisi di principi derivanti dal cristianesimo” e che “il nostro patrimonio storico-artistico, la nostra letteratura, le nostre città sono “immerse” nella cristianità”.
Affermazioni che più di qualcuno non condivide e restituisce al mittente.
Di “iniziativa inopportuna” parla il dirigente dell’istituto comprensivo “Roncalli” di Dueville, Nevio Zanivan, che ha letto il testo in collegio dove non è stato approvato né il metodo né il merito di quella che viene definita una provocazione.
«La Bibbia intesa come strumento di identità sociale non ci sta bene, perchè sottintende un utilizzo improprio della religione – spiega il dirigente, ricordando che «lo Stato è laico e la scuola è laica per dettato costituzionale e sui banchi ci sono i cristiani cattolici ma anche i testimoni di Geova, i protestanti, i musulmani per i quali la Bibbia non rappresenta in alcun modo l’identità culturale».
«Decliniamo l’invito della Donazzan a distribuire la Bibbia nelle nostre classi – aggiunge Francesco Casale, insegnante nella primaria e referente del movimento Assemblea in difesa della scuola pubblica – e chiediamo semmai copie della Costituzione, così spesso ignorata non solo a scuola, ma anche da chi dovrebbe tenerla a memoria».
«Questa di regalare la Bibbia – aggiunge Giovanni Colpo, dirigente del comprensivo 11 di via Prati – è una scelta dell’assessore Donazzan che il nostro Consiglio d’istituto ha discusso proprio in questi giorni, arrivando alla conclusione che il testo per eccellenza che manca nelle scuole non è tanto la Bibbia quanto la Costituzione. Con la Bibbia e il messaggio cristiano i bambini si confrontano durante le ore di religione o a catechismo, per chi lo frequenta. Ho deciso quindi che scriverò una lettera in risposta all’assessore, chiedendo che la Regione ci regali copie della Costituzione, possibilmente scritte con un linguaggio comprensibile a bambini delle elementari».
«La deriva a cui allude l’assessore Donazzan è dovuta ad un contesto educativo che non funziona più – conclude Diego Peron, insegnante di religione al liceo scientifico Quadri – e non è mettendo in mano la Bibbia ai ragazzi che si recuperano valori e principi, quanto offrendo loro testimonianze credibili, purtroppo sempre più rare, come testimoniano i fatti recenti».

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