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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Roghi di libri e dintorni: S.O.S. dalla Casa di reclusione di Padova

Posted by comitatonogelmini su 11 febbraio 2011

di Marina Bolletti

Biblioteca Tommaso
Campanella della Casa di Reclusione di Padova
Cooperativa Altracittà
Padova e.mail: marinabib@tiscali.it

11 febbario 2011

Nella serenissima Regione del Veneto, oltre agli ineffabili pronunciamenti di alcuni assessori sulla necessità di estirpare dalle biblioteche pubbliche e dalle scuole alcuni libri non graditi al potere, di fatto si riduce anche la libera circolazione dei libri e la promozione della lettura e della cultura, anche per gli svantaggiati.

E sto parlando, in questo caso, degli Istituti di pena.

Da quest’anno la Regione ha tagliato drasticamente i fondi relativi a tutte le attività che vengono svolte a contenimento delle marginalità sociali. Il che, per esempio nella Casa di reclusione e nel Circondariale di Padova, significa la riduzione o la chiusura, oltre che del rimborso di molta parte del lavoro interno dei detenuti, anche di una serie di progetti per la sanità, la mediazione culturale, il teatro, e, naturalmente, la biblioteca.

Da alcuni anni coordino la biblioteca Tommaso Campanella, del carcere di reclusione di Padova. Faccio parte della Cooperativa sociale Altracittà Onlus di Padova, che gestisce all’interno del carcere un Centro di documentazione, in cui sono presenti, oltre alla biblioteca, la redazione della rivista Ristretti Orizzonti, il gruppo Rassegna stampa, il Tg Due Palazzi, un laboratorio di legatoria e cartotecnica, un laboratorio di grafica editoriale.

Nel marzo 2009 abbiamo inaugurato la struttura della biblioteca completamente rinnovata, e in questi due anni sono molto cresciuti i prestiti ai detenuti e il numero di testi presenti in biblioteca (siamo a circa 12000), a fronte anche di un continuo rinnovo, con scarto di vecchi volumi e acquisizione di nuove selezioni, e con una catalogazione completa.

Nel Centro di documentazione gestiamo l’assistenza per i detenuti che partecipano ai turni settimanali di accesso diretto alla consultazione e al prestito in biblioteca, organizziamo incontri con autori e gruppi di lettura, anche nelle sezioni dei protetti.

Dal 2006 abbiamo attivato una collaborazione con il sistema bibliotecario  provinciale, facente capo ad Abano Terme, per cui i detenuti possono usufruire di libri e documenti posseduti dal sistema, attraverso la  forma del prestito interbibliotecario.

Abbiamo svolto e svolgiamo corsi di formazione per i detenuti che lavorano al Centro di documentazione, il che ci ha permesso fra l’altro di inserire al lavoro esterno alcuni di loro, con contratti in strutture comunali.

Con difficoltà ancora maggiori gestiamo un’attività minima di biblioteca anche nel vicino  carcere circondariale, in cui le condizioni di lavoro sono molto precarie, ma i cui lettori non abbiamo voluto abbandonare.

Tutte queste attività finora godevano di finanziamenti da parte della Regione Veneto, che, anche se esigui, permettevano la prosecuzione dei progetti, con retribuzioni, anche se minime, a detenuti e a giovani volontari.

Ma a seguito dei predetti tagli la situazione quest’anno è di gravissima difficoltà.

Attualmente siamo al limite della sopravvivenza, stiamo acquistando a nostre spese perfino la cancelleria, le cartucce per la stampante, le etichette.

Ma soprattutto disperiamo di poter continuare la collaborazione con i nostri giovani aiutanti, e vediamo in grave crisi le più belle delle nostre attività.

Il tutto, dobbiamo dircelo, a fronte di un aumento spaventoso di detenuti nel carcere.

Nel settore della reclusione, il più grande, stiamo arrivando al numero di 1000 presenze, a fronte di 500 che sarebbero previste!!! E la chiusura di attività come la biblioteca, il  lavoro, e le altre di cui ho fatto cenno, implica logicamente la riduzione di spazi vitali, al di fuori delle celle sempre più strette, per queste persone! Credo che stiamo arrivando a una situazione difficilmente sostenibile.

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