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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Pazzi o drogati?

Posted by comitatonogelmini su 19 febbraio 2011

di Francesco Di Lorenzo
da FuoriRegistro
18 febbraio 2011

Gli insegnanti, insieme ai medici, saranno sottoposti ai test antidroga. Lo ha deciso il Dipartimento nazionale per aggiornare la lista dei mestieri sensibili alle tossicodipendenze.
Tra i mestieri che potrebbero recare danno, se svolti usando droghe, ci sono gli sminatori, i muratori e gli addetti alle centrali nucleari.
Sinceramente, questi tre mestieri fanno venire in mente tante cose.
Si pensi ad uno sminatore poco lucido che potrebbe saltare in aria, provocando rovine e danni nei dintorni. O a un muratore che infila poco cemento nei pilastri, non per risparmiare ma perché così quella mattina gli gira. E anche a un addetto alle centrali nucleari, a cui potrebbe venir voglia di spruzzare un po’ di radioattività nell’atmosfera.
Mancano i politici, che il dipartimento non ha considerato pericolosi.
Eppure, una delle caratteristiche dei mestieri sottoposti ai test, è quella di essere a contatto con il pubblico e quindi poter arrecare danno ad altri. Ergo, gli elettori non sono considerati pubblico e di danni, beh, di quelli nemmeno a parlarne.
Evidentemente, pensando di includere gli insegnanti nella lista, ci saranno stati dei ragionamenti, avranno fatto dei rilievi. Qualcuno del dipartimento potrebbe aver visto il film di Virzì ‘La prima cosa bella’.
Lì, il protagonista, Bruno, è un insegnante di lettere che usa droghe ed è depresso e incasinato. Oppure avranno ragionato: questi qui, gli insegnanti, sopportano, non esplodono ed hanno un comportamento adeguato con gli studenti, per forza che saranno impasticcati. Andiamo a controllare.
Altrimenti non si spiega.
O, più semplicemente, la verità è che non è possibile trovare spiegazioni in molte delle vicende legate ultimamente alla scuola.

Giunge la notizia che in Austria nel 2012, invece della fine del mondo, verrà abilita la bocciatura nelle scuole. Per rinnovare un sistema scolastico che non aveva dato buoni risultati, si è pensato di istituire un sistema di corsi integrativi e abolire la bocciatura.
Perché, il problema, secondo il ministro dell’Istruzione pubblica, ha a che fare con la cultura scolastica più che con il profitto degli alunni“, sottolineando che la bocciatura non aiuta alla competitività.
Ha detto ancora che bisogna concentrarsi “ su una nuova cultura dell’apprendimento e creare un sistema che dia importanza all’individualità degli studenti“.

Ma questi, saranno pazzi o drogati?

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