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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Comunicato 27 Marzo: “Ricomincio dal 3”

Posted by comitatonogelmini su 1 aprile 2011

Bologna, 27 marzo 2011

Il 27 marzo 2011 a Bologna si è costituita la Consulta Nazionale per la Scuola Statale “Ricomincio dal 3” con la partecipazione di genitori e docenti dalle seguenti città: Bologna, Milano, Roma, Firenze, Viareggio, Carpi, Modena, Padova, Vicenza, Verona, Venezia, Savona, Parma, Pistoia, Napoli.

L’obiettivo della consulta è quello di affiancare il momento della riflessione, dell’elaborazione e della proposta a quello della mobilitazione gestito e organizzato dai movimenti. Riflettere su quanto nella scuola si realizzi del dettato costituzionale, a partire dall’art.3, e disegnare insieme proposte per una scuola che possa pienamente dargli attuazione.

Partito dalla lettera-appello di Genitori & Scuola, il percorso ha visto crescere l’adesione di soggetti più o meno organizzati, persone e movimenti da tutto il territorio nazionale:  è tale la preoccupazione per il futuro del sistema di istruzione statale che si è deciso di unirsi in una sorta di unico coordinamento, avendo come riferimento di partenza l’esperienza di scrittura condivisa della Legge di Iniziativa Popolare “Per una Buona Scuola per la Repubblica” (LIP, vedi link: www.leggepopolare.it). 

La LIP è stata un momento molto importante e significativo di costruzione collettiva, con il quale il movimento ha espresso un’idea di scuola nata dalla mediazione condivisa di tante diverse posizioni di partenza. Momento importante proprio per il metodo seguito, di costruzione dal basso, che ha impegnato nel 2005-2006 insegnanti di ogni ordine e grado, genitori, studenti, al di là di eventuali appartenenze politiche, sindacali o associative.

Il metodo collaborativo e della condivisione infatti è per noi un valore irrinunciabile: un’idea costruita collettivamente, frutto di mediazione, ma con il potere della democrazia e la ricchezza di più teste pensanti, di tante esperienze e realtà locali differenti tra loro.

Pensiamo che questo metodo sia più che mai necessario in questo istante: quello che la scuola vive è un malessere molto profondo, che rischia di dividere il fronte di genitori e docenti, che si è finora presentato compatto contro provvedimenti disastrosi ed ora procede invece in modo sgomento e scomposto nell’affrontarne la messa in pratica.

Quindi non è più rinviabile un’ampia operazione culturale: si deve lavorare sulla ricostruzione di un sapere critico laico che ci porti a ridare significato alle parole

Cosa significa avere una Buona Scuola per la Repubblica?

Significa poter ragionare seriamente di argomenti urgenti, quali gli scopi della valutazione, ma soprattutto della funzione costituzionale del sistema di istruzione statale e del disastro strutturale nel quale versano i diversi gradi di scuola dopo anni di tagli; significa interrogarci sulla democrazia nella scuola, e dunque sulla funzione degli organi collegiali e sulle loro competenze.

L’intera gestione del sistema scuola è in enorme crisi: l’amministrazione non funziona più, e uno dei pochi strumenti istituzionali sui quali la scuola poteva contare, il C.N.P.I  (Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, istituito nel 1974 come organo collegiale elettivo) viene smantellato lentamente.

Ciononostante, non accettiamo la sconfitta: continuiamo a resistere, anzi, vogliamo rilanciare.

Raccogliamo la sfida lanciata in occasione dell’Incontro nazionale delle scuole dello scorso 30 gennaio: non si deve più solo difendere, bisogna pensare al rilancio della scuola statale.

“Ricomincio dal 3” ha come compito proprio il rilancio: ragionare sui principi condivisi per delineare la Buona Scuola e chiederci quali siano le buone pratiche che si possono adottare da subito nelle scuole per arginare lo sfascio.

La Buona Scuola c’è già, è diffusa nel territorio, sta nella passione di tante e tanti insegnanti che, nonostante il degrado di risorse, di considerazione e di immagine a cui la politica di vario colore li ha condannati da molti anni, continuano a mettere al centro della loro azione il diritto all’istruzione dei giovani e con passione sperimentano e realizzano quelle buone pratiche che ci si propone di far emergere, valorizzare e citare ad esempio di Buona Scuola a tutte le scuole del paese.

La Buona Scuola c’è già, ed è nella passione e nell’impegno di tanti genitori e di tanti cittadini che lavorano negli organi collegiali, nelle scuole e nelle associazioni, nei comitati e nei movimenti, per garantire il diritto allo studio dei loro figli e delle loro figlie, il diritto ad avere pari opportunità di accesso al sapere in un sistema di istruzione statale di qualità, democratico, laico, inclusivo e gratuito.

La Buona Scuola c’è già, ed è nelle migliaia di studenti che quest’anno hanno discusso, protestato, manifestato e occupato, spesso pagando di persona la repressione autoritaria di un sistema sempre più poliziesco ed antidemocratico che, invece di preoccuparsi di ascoltare le istanze dei primi protagonisti dell’istruzione, si sta invece fornendo di sempre maggiori mezzi normativi per soffocare i più elementari diritti della democrazia.

Dalla condivisione e dal confronto può essere innescata una spirale virtuosa: le esperienze significative possono rappresentare quel repertorio di buone pratiche su cui rifondare la scuola statale italiana, una sorta di gara in cui vinciamo tutti se tutti veniamo messi nelle condizioni di arrivare fino in fondo.

Il percorso si iscrive in quello generale di difesa dei beni comuni e dunque si pone in una duplice ottica: la difesa dell’istruzione come bene comune e la proposta di un’alternativa che possa alimentare nella pratica quotidiana la rivendicazione di quell’attenzione e di quelle risorse da parte della politica di cui la Buona Scuola ha bisogno, di cui il paese ha bisogno.

La consulta è aperta a situazioni organizzate, comitati, associazioni, gruppi, collettivi, ma anche singoli docenti, genitori, studenti o cittadini, nella convinzione che una testa pensante nella fase di progettazione e confronto valga in se stessa e indipendentemente da una rete territoriale di riferimento.

Al fine di rendere più efficace l’azione, saranno predisposti un forum, un sito, una piattaforma, o altri strumenti ritenuti utili alla comunicazione interna ed esterna.

Qualunque iniziativa verrà proposta a tutta la rete in una sorta di Patto di Consultazione e poi realizzata, nel singolo territorio o in tanti contemporaneamente. Ciò riguarderà sia iniziative pubbliche che di discussione.

Ipotizziamo una serie di convegni sulle questioni più urgenti (OOCC, valutazione, buone pratiche), che ci consentano di ragionare non solo della quantità dei tagli, ma della loro qualità.

Sono già in calendario o comunque in via di programmazione: seminario su OO.CC. dell’Ass. Scuola della Repubblica: data da definirsi, Bologna; 10 aprile, Milano: seminario su Merito e Valutazione; 3 maggio, Roma: convegno sull’Invalsi.

Alla Consulta Nazionale hanno aderito finora le seguenti realtà collettive

Genitori e scuola, ScuolaFutura Carpi, Coordinamento Buona Scuola Carpi, Lascuolasiamonoi Parma, Coordinamento IstruzioneBeneComune Parma,  NapoliScuole – Zona Franca, Collettivo Liceo  “Vico” Napoli, Associazione Scuola per la Repubblica, Assemblea delle Scuole Bologna, Coord. Presidenti consigli di Circolo e di Istituto di Bologna e provinciaScuola e Costituzione Bologna, Associazione 31 ottobre, Gruppo Scuola e Laicità di Savona,  Comitato Torinese per la Laicità della Scuola, Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova, Redazione di école, Retescuole Milano,  Coord. scuole secondarie Roma, Coord. Provinciale Pistoiese in difesa della scuola Pubblica, Retescuole Verona, Tavolo regionale in difesa della scuola pubblica della Toscana, Tavolo regionale in difesa della scuola pubblica del Lazio, CESP Padova, Assemblea in difesa della scuola pubblica Vicenza

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