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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Organici per le Scuole Primarie di Padova e provincia, ovvero il gioco delle tre carte

Posted by comitatonogelmini su 8 aprile 2011

Padova – 8 aprile 2011
Questa mattina all’Ufficio Scolastico Provinciale la Dirigente, dott.ssa Bigardi, ha comunicato alle organizzazioni sindacali di settore la composizione degli organici di diritto della scuola primaria della provincia di Padova per l’anno scolastico 2011/2012

Dalla serie di dati messa a disposizione e dall’esposizione della Dirigente emerge quanto segue:

Il numero di alunni che complessivamente risultano iscritti al prossimo anno scolastico è pari a 39.689 con un calo di 48 unità rispetto all’attuale anno scolastico (sono 39.737);

contemporaneamente saranno attivate 2.033 classi con un calo di 35 unità rispetto all’attuale anno scolastico (sono 2.068);

la riduzione di classi, decisamente superiore alla corrispondente diminuzione di alunni, innalzerà il rapporto alunni/classe da 19,22 a 19,45 (incremento +0,23assestando Padova al secondo posto, dietro Venezia, unica provincia in controtendenza (tutte le altre hanno il medesimo indice in leggera diminuzione): questo significherà avere classi più affollate, anche se è stata data l’assicurazione che non ce ne saranno con valori che superano il limite massimo fissato dalla circolare ministeriale sugli organici n. 21 del 14 marzo 2011 (27alunni);

resta confermata l’anticipazione data una settimana fa dall’Ufficio Scolastico Regionale in base alla quale saranno tagliati 126 posti di insegnamento, dei quali 8 di specialiste di lingua inglese, che verranno sostituite da colleghe che dovranno insegnare dopo aver svolto solamente un corso di 50 ore, di cui 20 on line (quel che si dice “attenzione alla qualità dell’insegnamento…”);

aumentano gli alunni che necessitano del sostegno passando dagli attuali 737 ai futuri 835 (+98).

In particolare la dott.ssa Bigardi ha spiegato che l’organico è stato distribuito seguendo queste indicazioni:

per le classi prime, seconde e terze assegnando solamente tempi normali (27 ore settimanali) o tempi pieni (40 ore settimanali);

per le classi quarte e quinte (quelle che avevano iniziato il loro iter scolastico precedentemente alla riforma Gelmini) assegnando tempi normali (30 ore settimanali), tempi pieni (40 ore settimanali) e, fino a dove è stato possibile, alcune ore in più per garantire il funzionamento delle ex-classi a tempo lungo (normativamente non previste) per almeno 32 ore;

le insegnanti specialiste di lingua inglese non sono state aggiunte all’organico di posto normale (come avveniva solitamente gli anni passati) ma introducendo le loro ore nel computo totale dell’organico d’istituto (sostanzialmente non permettendo di racimolare qualche ora in più, che poteva essere utilizzata per mantenere alcune contemporaneità o per effettuare l’attività alternativa alle religione o per coprire supplenze temporanee).

Il risultato ottenuto è quello di avere “in partenza” per il prossimo anno scolastico 1437 classi a tempo normale (quelle funzionanti in questo anno scolastico sono 1650) e 596 a tempo pieno (quelle funzionanti in questo anno scolastico sono 418).

Sinteticamente questo il resoconto dell’incontro.

Alcune riflessioni a caldo 

Di fronte a queste informazioni, inizialmente abbiamo provato un certo sconcerto: ma come, ci tolgono 126 insegnanti e contemporaneamente riusciremo ad avere 178 classi in più a tempo pieno?

La cosa non quadrava molto; alcuni calcoli eseguiti nel pomeriggio e qualche telefonata fatta a persone che lavorano nel settore ha permesso però di svelare l’arcano: nessuna magia, semplicemente il gioco delle tre carte in cui il ministro Gelmini (ed evidentemente i suoi rappresentanti territoriali…) sono maestri.

Proviamo a spiegare come:

1) la circolare sugli organici n. 21 del 14 marzo 2011 prevede che nella costituzione degli organici si debba procedere nella maniera seguente:

  • Assegnare due docenti per ogni classe a tempo pieno
  • Assegnare 27 ore per ogni classe prima, seconda, terza e 30 ore per ogni quarta e quinta a tempo normale, effettuare la somma complessiva e dividere per 22 (ore di servizio di un insegnante)
  • Aggiungere le eventuali ore necessarie a coprire le lezioni di lingua inglese che non possono essere garantire dall’insegnante curricolare (perché non in possesso dei titoli necessari) dandole ad un insegnante specialista di lingua straniera.

2) l’Ufficio Scolastico provinciale ha invece operato in questo modo:

  • Ha calcolato il monte ore complessivo sommando 40 ore per ogni classe a tempo pieno, 27 per ogni prima, seconda, terza e 30 per ogni quarta e quinta a tempo normale.
  • Ha sottratto le ore da coprire con insegnanti specialisti di lingua inglese.
  • Il restante numero di ore è stato diviso per 22 (ore di servizio di un insegnante).

Questo che effetti comporta?

a)     A prima vista sembra che la situazione sia decisamente migliorata rispetto all’anno precedente: cresce (e parecchio…) il numero di classi a tempo pieno e tutti dovrebbero essere soddisfatti!

b)     Però…..con i calcoli sviluppati nel modo seguito dall’Ufficio Scolastico Provinciale (qualsiasi sia la tipologia di tempo frequentato dai bambini) le ore saranno tutte frontali, cioè le compresenze saranno completamente azzerate!

c)     Questo è disastroso soprattutto nelle classi a tempo pieno (ha ancora senso chiamarlo tempo pieno??) dove avverrà per 40 ore settimanali con buona pace di questo modello didattico da sempre caratterizzato da 4 o più ore di contemporaneità da dedicare alle attività laboratoriali, a quelle di recupero ed approfondimento, al potenziamento della lingua italiana per gli alunni stranieri,….insomma a tutto quello che qualificava questa scelta e che ci veniva invidiato da molti paesi stranieri.

d)     Ai singoli Istituti non resterà sostanzialmente nessuna ora da utilizzare per effettuare supplenze temporanee.

In sostanza come sempre siamo stati presi per il naso, anche se in maniera più subdola delle altre volte: la quantità proposta appare aumentata, ma la qualità è drasticamente diminuita.

E così che si cerca di distruggere la scuola statale: privandola degli strumenti che le permettono di raggiungere un livello qualitativo decisamente migliore di quella parificata e avvolgendo il tutto nella cortina fumogena di un’offerta di tempi maggiorati ma squalificati.

Verificate i dati personalmente:

organici scuola primaria dell’anno in corso (2010/2011)

organici scuola primaria per il prossimo anno scolastico (2011/12)

Quante maestre ha perso la tua scuola?

Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
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Una Risposta to “Organici per le Scuole Primarie di Padova e provincia, ovvero il gioco delle tre carte”

  1. SERGIO BASALISCO said

    I rapporti annuali OCSE documentano ogni anno come i sistemi scolastici migliori ( contenimento dei divari territoriali, reale uguaglianza delle opportunità,diffuso e buon apprendimento delle competenze logico-linguistiche-matematiche etc)debbano la loro riuscita prevalentementa all’insegnamento per gruppi mirato a tener conto delle esigenze degli alunni deboli e di quelli eccellenti.L’eliminazione delle contemporaneità e il ritorno massiccio ad un insegnamento tutto frontale e uniforme produrrà disaffezione , aumento delle disparità,una scuola sempre più lontana dai bisogni dei ragazzi di oggi.

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