La scuola è nostra! Miglioriamola insieme

Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Da epocale a invisibile

Posted by comitatonogelmini su 10 aprile 2011

di Francesco Di Lorenzo
da FuoriRegistro
10 aprile 2011

Il messaggio era già chiaro. Ora c’è solo da prenderne atto: viviamo all’insegna del “si fa ma non si dice”. Così, si è saputo da un’intervista, il ministro Gelmini non sopporta i presidi che chiedono soldi alle famiglie.
Anzi, per dirla tutta, le dà ancora più fastidio che lo dicano ai quattro venti, e che tutto ciò venga riportato da giornali e gazzette. Perché, questa è la chiosa, se chiedono contributi alle famiglie per le normali spese scolastiche (visto che sono a corto di liquidi), lo fanno per screditare il governo.
Ipotizzare un improbabile accordo fra diecimila presidi, di orientamenti diversi, per fare politica antigovernativa è una di quelle semplificazioni comunicative che non giovano a comprendere e che sarebbe meglio evitare“, questa è la risposta che l’ANP (associazione nazionale presidi) ha dato al ministro. Il quale, però, non ha smesso di stupire, perché, ha detto ancora, udite udite, che le scuole sono piene di soldi ed è quindi inutile chiederli in giro.
L’intento è unico: fare proclami. Sperando o pensando cosa? che nessuno controlli la verità dei fatti? Pantaleo della CGIL ricorda che le scuole devono ancora ricevere i fondi per pagare le supplenze del 2010; che i soldi per il funzionamento amministrativo e didattico, dopo essere stati azzerati per due anni e poi ridotti ancora del 10%, non bastano neanche a pagare le visite fiscali obbligatorie. E la lista (di Pantaleo) continua con una sfilza di cifre e mancanze da brividi.
Ma allora chi bara? Dove li vede tutti questi soldi il ministro? Li sogna, forse. (O sono incubi?) I tagli ci sono e sono sotto gli occhi di tutti, dire il contrario è solo voler confondere, intorbidire le acque, contraddire la verità dei fatti. Del resto, si capisce che la verità per il ministro è solo una delle tante variabili. Lei vorrebbe semplicemente che i presidi stessero zitti. E se parlano, sono degli incapaci ( forse di stare zitti).

Sta finendo, bene o male, l’anno in cui è partita la riforma dell’istruzione secondaria superiore. La notizia è che i regolamenti di attuazione dei licei e degli istituti tecnici e professionali, che sono andati comunque in porto, non hanno creato alcuna difficoltà di adattamento. Evidentemente orari e programmi erano talmente marcati nel solco del peggioramento, che alla stregua dei pesci adattatisi a vivere nell’acqua sempre più sporca, nessuno nella scuola, sopraffatto anche da problemi ben più gravi, si è agitato più di tanto. Abituati al peggio, la discesa è continuata inesorabile.
Per questo, si è parlato, lo ha fatto un giornale online, di ‘riforma invisibile’. Passare dalla strombazzata riforma ‘epocale’, alla riforma ‘invisibile’, non è cosa da poco e non è cosa da tutti.
Sappiamo di vivere in un’epoca liquida, ma arrivare alla consapevolezza che il salto dall’epocale all’invisibile sia tanto breve, è una assoluta novità. L’unica, purtroppo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...