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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Nota dell’U.S.R. del Veneto sulla determinazione degli organici di diritto: più realisti del re!

Posted by comitatonogelmini su 12 aprile 2011

di Carlo Salmaso
Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
12 aprile 2011
Con nota MIUR/AOODRVE/UFF.III/5255/C21, a firma del dott. Roberto Spampinato, vice Direttore Generale e attuale reggente, l’Ufficio Scolastico del Veneto detta indicazioni ai Dirigenti degli Uffici scolastici Territoriali (ex USP) della regione e ai Dirigenti Scolastici delle scuole statali di ogni ordine e grado

La nota, diffusa dalle Organizzazioni Sindacali nei giorni successivi, oltre a fornire ragguagli operativi in merito alla C.M n° 21 del 14 marzo 2011 – Organico di diritto personale docente a.s. 2011/2012, contiene almeno due perle di “saggezza ragionieristica”, che, se applicate alla lettera, porteranno ulteriori disagi che andranno a sommarsi alla “epocale” razionalizzazione già introdotta per tutti dal Ministro Gelmini.

Perla numero 1: l’insegnamento della lingua inglese nella scuola primaria

 

Il testo integrale della C.M n° 21 così recita:

L’insegnamento della lingua inglese è impartito in maniera generalizzata, nell’ambito delle classi loro assegnate, dai docenti in possesso dei requisiti richiesti, per le ore previste dalla normativa vigente (un’ora settimanale nelle classi prime, due ore nella classi se-conde, tre ore nelle restanti classi). A tal fine il dirigente scolastico, sentito il collegio dei docenti, adotta le soluzioni organizzative utili a garantire in tutte le classi l’assegnazione di un docente in possesso dei titoli per tale insegnamento.

Solo per le ore di insegnamento di lingua straniera che non sia stato possibile, in nessun modo, coprire attraverso l’equa distribuzione dei carichi orario, sono istituiti posti per docenti specialisti, nel limite del contingente regionale. Di regola viene costituito un posto ogni 7 o 8 classi, semprechè per ciascun posto si raggiungano almeno 18 ore di insegnamento settimanali”.

Leggiamo ora come ha deciso di “ampliare” le indicazioni l’USR del Veneto:

“In relazione alle differenziate situazioni che si verranno a determinare nelle istituzioni scolastiche in ragione della necessità più o meno consistente di fare ricorso agli specialisti di lingua inglese, aggiuntivi rispetto all’organico di base calcolato secondo i parametri previsti dalla normativa vigente, si forniscono le seguenti indicazioni operative.

Le SS.LL., dopo aver effettuato la prima assegnazione del predetto organico di base, prenderanno in esame le richieste dei dirigenti scolastici delle scuole dove, dopo aver coperto nella misura massima possibile le ore/posti di lingua inglese con i docenti titolari specializzati (o in possesso degli altri requisiti), si presenta la necessità di nominare, sui posti residuati da tali operazioni, altri insegnanti di lingua inglese (specialisti).

Provvederanno quindi ad autorizzare tali posti aggiuntivi di lingua inglese e, nello stesso tempo , a detrarre un corrispondente numero di posti e ore comuni pari al numero di posti e ore di lingua inglese assegnati, in aggiunta, agli specialisti.

In questo modo si raggiunge un equilibrio tra gli organici delle istituzioni scolastiche, altrimenti differenziati in relazione alla presenza più o meno consistente di specialisti di lingua inglese nominati in aggiunta all’organico di base”.

Tradotto in lingua italiana: siccome potrebbe succedere che in una scuola non ci siano sufficienti insegnanti “normali” con i requisiti per insegnare lingua inglese, noi vi diamo lo specialista, come indicato dal ministero, ma contemporaneamente vi togliamo dall’organico un insegnante “normale”.

Questa ulteriore razionalizzazione (che viene spacciata per “riequilibrio dell’organico, pur sapendo che praticamente in quasi tutte le istituzioni scolastiche c’è la necessità di almeno uno specialista di lingua inglese) toglierà alle scuole la possibilità di recuperare un minimo di ore da poter sfruttare come contemporaneità, supplenze temporanee, recupero alunni svantaggiati, attività alternativa alla religione cattolica.

E’ anche grazie a questo sagace uso degli organici che il prossimo anno scolastico i nostri bambini potranno avere solo ed esclusivamente ore frontali di lezione, totale assenza di laboratorialità (con buona pace delle Indicazioni Nazionali…) e classi smembrate suddivise nelle altre quando un docente sarà assente da scuola.

In provincia di Padova abbiamo la certezza che la dott. Bigardi, dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, abbia già agito tenendo conto di questa modifica introdotta spontaneamente dall’USR Veneto (vedi qui).

Perla n°2 (o della legalizzazione delle “classi pollaio”): formazione delle classi prime nelle scuole secondarie di secondo grado

Il testo integrale della C.M n° 21 così recita:

“…il numero delle classi prime si ricava tenendo conto del numero complessivo degli alunni iscritti, indipendentemente dai diversi indirizzi presenti nell’istruzione tecnica, nell’istruzione professionale e nei diversi percorsi liceali”.

Leggiamo ora come ha deciso di “ampliare” le indicazioni l’USR del Veneto:

Classi prime

Le SS.LL. autorizzeranno le classi prime tenendo conto unicamente del numero degli alunni iscritti, senza cioè conteggiare i probabili ripetenti”.

…..

Le SS.LL.,in via generale, nel caso in cui la ridotta consistenza del contingente lo renda necessario, non procederanno allo sdoppiamento delle classi in caso di una o due unità eccedenti il limite massimo previsto dal regolamento, sia che si tratti di effettivi iscritti sia che si tratti di probabili ripetenti.

Tradurre in lingua italiana questa piccola, innocente modifica significa dover articolare un ragionamento che tenga conto nel dettaglio di tutta la normativa vigente; dunque andiamo con ordine e, contemporaneamente, proviamo a vederne gli effetti con un esempio pratico.

I criteri di formazione delle classi fissati dall’articolo 16 del D.P.R. n° 81/2009, al comma 1 e 2 prevedono che le classi prime degli istituti di secondo grado siano costituite, di norma, da non meno di 27 e non più di 30 studenti per classe.

L’articolo 4 comma 1 dello stesso D.P.R prevede che sia consentito derogare, in misura non superiore al 10 per cento, al numero minimo e massimo di alunni per classe previsto.

Nella scuola in cui lavoro, abbiamo avuto 239 iscrizioni alle classi prime per il prossimo anno scolastico; abbiamo anche un tasso di ripetenza (alunni non promossi l’anno precedente che si iscrivono nuovamente) stimato nel 12,93% (media dei valori effettivi degli ultimi tre anni scolastici): si presume quindi che ci saranno 239 x 12,93% = 31 alunni circa che dovrebbero, non promossi alla fine di questo anno scolastico, iscriversi nuovamente in prima.

In totale, quindi, fra nuove iscrizioni e reiscrizioni 239 + 31 = 270 alunni.

Torniamo alla normativa: per stabilire quante classi dovrà istituire la mia scuola si dovrebbe prendere il totale degli alunni e dividere per 27 (n° minimo alunni per classe) 270 : 27 = 10; bene ci dovrebbero dare 10 classi, ciascuna con un numero medio di 27 alunni (non esattamente quel che si può dire pochi…). 

Però, però….vediamo ora cosa succede se lavoriamo con la “fine” interpretazione dell’USR del Veneto.

Nella nostra scuola dovremo tenere conto unicamente degli alunni iscritti, che sono 239 e quindi le classi diventano 239 : 27 = 8,85: in pratica 8 classi (27 x 8 = 216) con un resto di 23 alunni che, suddivisi fra le 8 classi (23 : 8 = circa 3) ci daranno in partenza 8 classi di 30 alunni (n° massimo previsto dal D.P.R. 81/2009): la situazione è decisamente peggiorata rispetto all’ipotesi calcolata con la “secca” indicazione ministeriale.

Però, però….non è finita!

Sì, perchè comunque avremo gli alunni ripetenti che si iscriveranno; avevamo detto che dovrebbero essere circa 31, quindi se li suddividiamo nelle 8 classi avremo altri 4 alunni in più per ogni classe.

Quindi, se va storta, ci ritroveremo con 8 classi da 34 alunni!

Con che supporto normativo? Con la deroga già prevista dal D.P.R. 81/2009 (…è consentito derogare, in misura non superiore al 10 per cento, al numero minimo e massimo di alunni per classe previsto…) che da 30 ci porta a 33 e con la nuova indicazione voluta dall’USR del Veneto (…le SS.LL….. non procederanno allo sdoppiamento delle classi in caso di una o due unità eccedenti il limite massimo previsto dal regolamento, sia che si tratti di effettivi iscritti sia che si tratti di probabili ripetenti) che ci porta a 34.

Veramente un’operazione perfetta di razionalizzazione: non 10 classi con 27 alunni ciascuna, ma 8 classi con 34 alunni, alla faccia della didattica, della relazione, dell’abbandono scolastico, della qualità dell’offerta formativa!

Credo che poco altro ci sia da aggiungere al “meritorio intervento” dell’USR del Veneto, se non il sottolineare che se il re (Gelmini) è perfido, i suoi fidi scherani non sono da meno…

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Una Risposta to “Nota dell’U.S.R. del Veneto sulla determinazione degli organici di diritto: più realisti del re!”

  1. scatto luana said

    è ora di finirla! quest’anno avevo classi di 27 ed è stato molto difficile insegnare, ma con 34 cosa sarà?
    la manovra del governo è precisa,temono la scuola perchè fa pensare, allarga l’orizzonte, crea persone pensanti, cittadini e non burattini da manovrare, è IL MOMENTO DI DIRE NO!LUANA SCATTO INSEGNANTE PRESSO ISTITUTO D’ARTE LICEO BRONO MUNARI VITTORIO VENETO TV

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