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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Invalsi alle superiori: i testi delle prove, alcune riflessioni sul percorso di Matematica e la domanda numero 17…

Posted by comitatonogelmini su 11 maggio 2011

di Carlo Salmaso
Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
11 maggio 2011

Con la solerzia e la trasparenza con cui ha governato tutta l’operazione, l’Invalsi a più di 36 ore dalla somministrazione dei test che sono stati proposti per la prima volta in tutte le seconde classi della scuola superiore, non ha ancora diffuso pubblicamente i fascicoli contenenti i testi delle prove.

Ciò nonostante, grazie alla rete, il loro contenuto si può rintracciare: cliccate qui per scaricare il testo della prova di Matematica e qui per avere quello della prova di Italiano.

Non sono sufficientemente competente per poter dire qualcosa in merito a quest’ultima; mi piace però proporvi alcune riflessioni per quel che riguarda la parte relativa alla Matematica.

Per prima cosa teniamo presente che le prove Invalsi sono approdate quest’anno alla scuola superiore, che finora non ne era stata interessata.

Non è cosa di poco conto, soprattutto se consideriamo che una buona parte degli insegnanti che vi lavorano non hanno molti contatti con i rispettivi colleghi della scuola secondaria di primo grado (la ex scuola media) e con quelli della scuola primaria (ex elementare): questi già da alcuni anni hanno potuto sperimentare la tipologia delle domande proposte e i presupposti che le sottendono.

Ci si sarebbe quindi aspettati dall’Invalsi (o almeno dal Ministero dell’Istruzione direttamente interessato dal lavoro che l’Invalsi deve svolgere) un impegno non indifferente per veicolare e condividere con i colleghi delle scuole superiori tutta una serie di informazioni utili e necessarie a chi si avvicina per la prima volta ad un nuovo percorso.

E invece….

  • Le scuole superiori vengono informate che le prove si dovranno svolgere solamente l’11 gennaio 2011 (con una nota datata 30 dicembre 2010).
  • La prima documentazione utile agli insegnanti viene inserita nel sito dell’Invalsi il 15 marzo 2011; nel fascicolo proposto compaiono una serie di domande (con le relative possibili risposte): peccato che, con l’eccezione di due esempi, tutti gli altri testi siano stati “pescati” dalle prove somministrate gli anni precedenti in 5° elementare, 1° e 3° media, con buona pace di chi attendeva esempi “spendibili” sul campo per i propri allievi.
  • Un laconico comunicato informa, comunque, che in data 4 aprile verranno fornite una nuova serie di domande “tarate” per il percorso della seconda classe di scuola superiore.
  • La notte del 4 aprile i tanto sospirati esempi vengono inseriti nel sito dell’Invalsi: sono in tutto 22 domande, per la maggior parte a risposta chiusa (altrimenti addio alla tanto sbandierata oggettività, ma soprattutto alla facilità di correzione…) corredate delle soluzioni: peccato, però, che tre di queste domande (la 10, la 14 e la 15) abbiano le risposte sbagliate.
  • L’Invalsi corre ai ripari e l’8 aprile inserisce una nuova versione dell’opuscolo in cui pone rimedio agli errori; due domande restano comunque costruite in modo ambiguo e non forniscono tutte le informazioni necessarie all’individuazione della risposta corretta. 

Arriviamo alla prova somministrata ieri: il testo sottoposto agli studenti consta di 30 domande (gli esempi forniti per fare esercitare gli alunni con il largo anticipo di 32 giorni rispetto alla data di effettuazione della prova erano solamente 22….).

Nel testo (a mio modesto parere non particolarmente difficile, ma sicuramente poco “in linea” con il percorso normalmente svolto nella maggior parte dei bienni di scuola superiore), mi sembra doveroso segnalare la presenza della domanda numero 17.

Perché proprio lei?

Beh, per spiegarlo ho bisogno di fare una breve premessa.

Come, penso, molti altri insegnanti ho una mia fissazione rispetto ai libri di testo da usare con gli alunni: quando, più di 25 anni fa, ho cominciato a lavorare alla scuola superiore sono stato “folgorato sulla via di Damasco” dal libro proposto da due (allora…) giovani autori di nome Walter Maraschini e Mauro Palma: mi sono innamorato di quel testo (all’epoca talmente innovativo che molti colleghi tradizionalisti lo ritenevano quasi “eretico”) al punto tale da non abbandonarlo più, adottando di volta in volta le nuovi edizioni che ne venivano proposte.

Ciò detto passiamo alla domanda numero 17; ecco come appare nel fascicolo ieri sottoposto agli alunni delle seconde classi:

Ora, se andate a pagina 111 della Guida per l’insegnante abbinata al volume Problemi e Strumenti della Matematica per il biennio della scuola secondaria superiore di W. Maraschini – M. Palma, Edizioni Paravia, 2006,  trovate la seguente domanda proposta:

Dite che le due domande sembrano identiche?

Beh, è la stessa cosa che ho pensato anch’io……

Due brevi riflessioni in chiusura:

  1. penso di poter affermare che il lavoro svolto dall’Invalsi nella sua operazione di supporto e preparazione agli insegnanti di scuola superiore sia stato fatto molto in ritardo, frettolosamente e, soprattutto, senza tener conto che, per poter proporre innovazioni, è necessario condividere percorsi in tempi e modi adeguati;
  2. le persone che hanno lavorato per costruire le domande da sottoporre ai nostri ragazzi sono state retribuite (non so esattamente quanto, ma, tanto per avere un ordine di grandezza, tenete presente che un “volgare” somministratore dell’Invalsi percepisce 200 Euro per ogni classe in cui fornisce la sua prestazione…): arrivare ad un misero “copia e incolla” da un testo attualmente in uso mi sembra quantomeno deontologicamente poco corretto…

5 Risposte to “Invalsi alle superiori: i testi delle prove, alcune riflessioni sul percorso di Matematica e la domanda numero 17…”

  1. Mi stupisco del fatto che l’autore del post sia un docente. Dovrebbe sapere, infatti, che è prevista una seconda somministrazione dei test InValsi per le scuole che hanno chiesto un rinvio. Per questo motivo i testi delle prove e le correzioni saranno divulgate solo dopo il 23 maggio.

    A me sembra grave che Lei, signor Salmaso, abbia pubblicato il materiale con tanta nonchalance. Un comportamento deontologicamente poco corretto.

    Una collega.

  2. carlo salmaso said

    Gentile signora (non so se è anche una collega),
    le scrivo solamente
    per dirle che i testi delle prove Invalsi non li
    ho messi in
    circolazione io (nella mia scuola ho rifiutato sia la
    somministrazione
    che la correzione, e quindi non mi sono neppure
    avvicinato ai plichi
    delle prove).
    I testi me li sono procurati
    (verifichi per vedere che
    non le sto mentendo…) dal blog di Max
    Bruschi, braccio destro del
    ministro Gelmini, che, a sua volta, li ha
    ottenuti dal “Sole 24 Ore”,
    noto quotidiano economico.
    Io ci ho solo
    fatto il mio commento
    personale (che non pretendo che debba essere
    condiviso da altri….).
    Per la deontologia se la prenda quindi con i
    piani alti….
    P.S. non è
    detto che la somministrazione delle prove
    supplementari sia fatta con
    gli stessi testi usati la mattina del
    giorno 10 maggio; in passato non
    è sempre stato così…
    Cordialmente
    Carlo Salmaso

  3. Ho visto dopo aver postato il commento che Il Sole 24 Ore aveva pubblicato i testi. Mi scusi se Le ho attribuito la “colpa” ma si vede che il pdf è “fatto in casa” e portava la denominazione del blog. Di Max Bruschi non so niente: non frequento il suo blog.

    E’ probabile che i materiali vengano cambiati per la successiva somministrazione, tuttavia se l’InValsi non pubblica i testi fino al 23 maggio un motivo ci sarà … a questo punto, credo proprio che li cambieranno.

    Altrettanto cordialmente
    Marisa Moles

    P.S. Se mi firmo “una collega” che motivo c’è di dubitarne?

  4. ross 33 said

    Trovo veramente pretestuoso pensare che visto che il quesito di matematica 17 è simile ( o identico se preferisce) a quello del mitico libro (sono d’accordo anche io che sia mitico) pensare che sia un copia e incolla. Lei sa bene che quella domanda si può trovare in mille altri libri di testo e non è certo caratterizzante il libro in oggetto. Sarebbe fare un torto ai due autori, non trova?
    E’ come se ci fosse stata una equazione: in quanti libri di testo le troviamo?
    Nel mio testo di scuola media c’era più o meno lo stesso quesito
    e allora? E’ un quesito di conoscenza e non caratterizza certo il libro che invece focalizzava l’attenzione su ben altri aspetti della matematica. Di questi aspetti ( modellizzazione, ecc.) ne ha trovati nelle prove INVALSI? Se sì dovrebbe essere contento, se no dovrebbe lamentarsi
    una collega

  5. gabriella said

    Non ho capito chi sia il “volgare” somministratore dell’Invalsi… se si tratta di chi, come me, si è adeguata ed ha deciso, consapevolmente, di non rifiutarsi di somministrare la prova in una sola classe (come suggeriva il Manuale dell’Invalsi) e, inconsapevolmente (perchè è stato un lavoraccio), di prestarsi anche alla trascrizione delle risposte, sono contenta di sapere che riceverò un così lauto compenso… ma non ci credo neanche un po’.
    Sono d’accordo con le osservazioni nella prima parte dell’intervento: la superficialità con cui è stato affrontato tutto il lavoro di comunicazione ai docenti interessati e alle scuole è stata al limite dell’inaccettabile.
    D’altra parte, secondo me, la polemica in questo caso non porta da nessuna parte, specialmente noi di matematica, che ci scontriamo ogni giorno con le innumerevoli difficoltà che manifestano i nostri studenti nel digerire la materia. Forse si tratta di capire davvero qual è la richiesta che ci viene fatta. Da anni si invoca un’indicazione concreta sui livelli di preparazione che possono essere richiesti ai nostri studenti. Una classificazione dei livelli simile a quella degli insegnamenti delle lingue straniere. Alla fine bisognerà adeguare i nostri individualismi di vecchio stampo (ognuno di noi ha le sue fisse…) ad uno standard, che non potrà mai soddisfare tutti. Lo standard del momento è questo. Proviamo ad essere disponibili (per il bene dei nostri studenti, che la prova Invalsi se la troveranno all’Esame di Stato, così come se la sono trovata alla scuola media), aspettando e magari partecipando per un miglioramento.

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