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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

L’Invalsi e le prove di terza media: pasticcio o maccheroni?

Posted by comitatonogelmini su 21 giugno 2011

 di Carlo Salmaso
 Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
21 giugno 2011
Antefatto

Di tutte le prove che l’Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema d’istruzione) propone nelle nostre scuole, ce n’è una che negli ultimi anni ha assunto un ruolo e un peso decisamente maggiore delle altre: è la prova cui vengono sottoposti gli alunni della terza classe della scuola secondaria di primo grado (la vecchia scuola media): è l’unica che concorre a tutti gli effetti con un voto numerico alla valutazione complessiva degli studenti a fine ciclo.

Su di essa più volte sono intervenuti gli insegnanti, segnalando che spesso porta ad una valutazione distorta dell’alunno, a scapito dei risultati ottenuti nelle altre prove d’esame e del percorso scolastico realizzato nei tre anni precedenti: nonostante questo, il MIUR ci ha tenuto a ribadire (C.M. n° 46 del 26 maggio 2011) che il suo peso deve essere analogo a quello di tutte le altre prove che vengono somministrate durante l’esame di stato.

Fatto

Ieri, 20 giugno, la prova è stata somministrata per il corrente anno scolastico. E’ filato tutto liscio? Non proprio….

Va detto innanzitutto che, per valutare la prova, l’Invalsi mette a disposizione, a conclusione della stessa, una griglia di valutazione cui debbono rigidamente attenersi gli insegnanti.

Alle ore 12.00 viene proposta la griglia di correzione, scaricabile dal sito dell’Invalsi.

PASTICCIO: a questo punto i docenti cominciano uno stressante lavoro di tabulazione delle risposte di tutti gli alunni (26 test di Matematica più 49 di Italiano, spesso articolati in sottodomande…); però, però…

Alle 12.50 uno scarno comunicato dell’Invalsi segnala che due quesiti di Matematica (“…per un mero refuso…”) hanno le risposte segnalate in modo errato nella griglia di correzione; peccato che questo comunicato in molte scuole arrivi con buon ritardo (in alcuni casi limite alle ore 19.00…) quando ormai l’inserimento dei dati e quasi concluso; ovviamente azzeramento degli inserimenti già fatti e nuova reimissione dei dati con conseguente perdita di diverso tempo (a volte di ore…).

MACCHERONI: va beh, un errore capita a tutti…però, però…

Alle 19.00 comincia a circolare insistentemente in rete la voce che il foglio di calcolo per le attribuzioni dei punteggi della prova di Italiano sia errato.

Il documento è un file di Excel contenente una “macro”, cioè un algoritmo che effettua automaticamente i calcoli per attribuire i punteggi.

Gli insegnanti devono inserire le risposte date dallo studente nel foglio di calcolo e questo fornisce un punteggio in base alle risposte.

Il sistema di attribuzione deve tener conto che ogni domanda ha un peso diverso e che alcune risposte possono essere considerate corrette solamente se rispettano una serie di prerequisiti iniziali: la “macro” dovrebbe valutare queste informazioni e facilitare il calcolo del punteggio ai docenti.

Molti professori durante la correzione si sono accorti che la “macro” sbagliava in modo evidente l’assegnazione dei punteggi della prova di Italiano. Eseguendo i medesimi calcoli a mano, infatti, i risultati erano diversi da quelli proposti dal foglio di calcolo.

Questa mattina gli insegnanti che si sono recati nelle scuole per proseguire le operazioni degli esami (era previsto l’inizio degli orali) hanno trovato un laconico messaggio dell’Invalsi (clicca qui per leggerlo…) che ammetteva l’errore nell’algoritmo e invitava a …correggere il sistema di correzione! per ottenere i risultati corretti delle prove degli studenti.

Conclusioni

Che il lavoro dell’Invalsi anche in altre occasioni non fosse fatto proprio a regola d’arte era già emerso, ma che questa volta ci sia una cialtroneria di fondo diffusa mi sembra evidente (sottolineo che la “macro” proposta per la correzione avrebbe potuto essere realizzata senza grossi problemi da uno studente di scuola superiore, a cui normalmente viene insegnato, per prima cosa, che deve “testare” il suo lavoro e capire se risponde ai risultati attesi; se non è in grado di fare questo normalmente non viene ammesso alla classe successiva…).

Domanda finale: ma se l’Invalsi deve valutare il sistema nazionale d’istruzione (e in particolare gli apprendimenti degli studenti) chi deve valutare l’Invalsi?

Mi piacerebbe che rispondessero nell’ordine: Tito Boeri, Pietro Cipollone e Mario Pirani

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