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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

La scuola non è quella della prove Invalsi

Posted by comitatonogelmini su 3 luglio 2011

di Nadia Marchetti
da lettera43  giornale on-line
3 luglio 2011
Perché la riforma di Mrs G. lascia i problemi irrisolti

Sono stati rispettati i classici canoni dell’esame di maturità. Caldo afoso, interrotto da improvvisi temporali, studenti pallidi disposti in lunghe file nei corridoi, ansia e suspence al momento dell’apertura delle buste ministeriali che contenevano i temi delle prove scritte. Ma anche docenti che aprivano le buste con gesti solenni e quasi ieratici e la temuta terza prova, tipologia «B», ovvero domande aperte su argomenti svolti in diverse materie con risposta in massimo 10 righe, in cui lo studente deve dimostrare di conoscere i contenuti e di possedere buone capacità di sintesi.
Voci di corridoio insinuavano che la terza prova avrebbe potuto essere sostituita da un «quizzone» (che brutta parola!) uguale per tutti, proveniente dal ministero, che avrebbe potuto essere utilizzato come prova Invalsi, ormai un must e un sinonimo di qualità in tutte le scuole o quasi.

LA PROVA INVALSI PER OMOLOGARE I PROGRAMMI. Peccato che i programmi svolti durante l’anno al momento siano diversi nei vari istituti e che la prova Invalsi potrebbe servire a una generale omologazione degli argomenti e degli autori trattati, possibilmente quelli graditi al ministro di turno. Dobbiamo dedurne allora che l’autonomia scolastica è finita? Pare che il decentramento sia richiesto a gran voce in tutti i campi tranne che per la scuola.
Ho letto da qualche parte che Mrs G. ha ringraziato gli insegnanti impegnati nell’esame di maturità. Caro ministro, apprezziamo la gentilezza di intenti, vorrei comunque precisare che non stiamo lavorando per lei, ma per gli studenti, che devono concludere un percorso di studio, più o meno intenso, per avere la possibilità di accedere ai test delle varie facoltà universitarie oppure di cercarsi un’occupazione qualsiasi, soprattutto nel caso in cui entrambi i genitori abbiano perso il lavoro e si trovino in cassa integrazione.

Nelle intercettazioni con Bisignani il volto inedito di Mrs G.

Interessanti, anche se penalmente irrilevanti, le intercettazioni degli sfoghi di Mrs G. con Luigi Bisignani (ma quanti cognomi iniziano con la «B» in questa legislatura? Sembra di essere a Paperopoli alle prese con la Banda Bassotti) che rivelano un volto inedito della riforma. Infatti al telefono si parla di tagli e risparmi effettuati dal ministro, che aveva sempre strenuamente negato l’evidenza dei fatti, per propiziarsi il favore di Mr T.
Mrs G. appare infuriata perché qualcuno sta cercando di mettere in cattiva luce il suo operato, che lei aveva definito pubblicamente e ripetutamente una riforma voluta unicamente per il bene degli studenti. Le intercettazioni rivelano invece l’immagine di una donna in carriera, ambiziosa e volitiva, che non esita a tagliare risorse umane e finanziarie, per raggiungere obiettivi che niente hanno a che fare con il miglioramento della scuola e dell’istruzione pubblica, aperta a tutti, che viene invece sistematicamente denigrata.

RAGAZZI MATURI, SCUOLA PRECARIA. Ho letto i temi di italiano svolti dai ragazzi, poiché la correzione era collegiale. Alcuni erano veramente belli, ben scritti, ponderati e con precisi riferimenti culturali e letterari.
Questi ragazzi, che potrebbero avere al massimo 20 anni, sembrano molto più maturi, consapevoli e disincantati dei 50-70enni, eterni bambini ottimisti con il sorriso stampato sulle labbra.
Intanto la situazione peggiora di anno in anno: ho incontrato una collega di inglese che mi ha detto che vorrebbe insegnare tedesco, perché non sa dove andrà a finire il prossimo anno Ho risposto che io stavo considerando l’idea di passare a inglese, visto che le cattedre di tedesco stanno diminuendo a vista d’occhio.
Parafrasando Giuseppe Ungaretti (sperando che mi perdoni l’irriverenza) potrei dire che si sta come gli orsi polari sulla banchisa che si sta sciogliendo.
Insomma, non riesco a condividere l’ottimismo e l’euforia dei volti che appaiono nei telegiornali. Intanto il caldo e la stanchezza hanno steso un velo sulla scuola e sulle aule ormai quasi vuote. Se ne riparlerà a settembre, quando tutti i problemi irrisolti si ripresenteranno in modo drammatico.

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