La scuola è nostra! Miglioriamola insieme

Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Occupazioni studentesche: al Venturi di Modena gli educatori scelgono la linea dura e lo fanno al di fuori delle più basilari regole del diritto e della normativa scolastica

Posted by comitatonogelmini su 22 gennaio 2012

di Francesco Mele
Coordinamento Buona Scuola  Carpi
22 gennaio 2012

All’Istituto d’arte Venturi di Modena 15 studenti sono accusati di nefandezze quali essere stati i promotori, gli organizzatori o semplicemente molto attivi durante l’occupazione del dicembre scorso, e sono stati sanzionati in modo duro e senza precedenti, almeno per la nostra città. Solo alcuni di essi hanno impugnato le sanzioni denunciando una lunga serie di illegittimità commesse nella decisione delle stesse. Lo hanno fatto in pochi a causa del clima di forte tensione che investe la scuola. Molti di loro hanno deciso, comprensibilmente, di desistere per evitare guai peggiori.
Nei prossimi giorni si riunirà la Commissione disciplinare di garanzia dell’Istituto per decidere sui ricorsi, e tutti speriamo che le istanze vengano accolte e tutte le sanzioni ritirate, in modo che si possa riaprire il dialogo tra educatori e giovani in crescita. Ma qualunque sia l’esito, per il clima che si è instaurato, esistono forti preoccupazioni di un possibile inasprimento degli esiti successivi.
Se scrivo questa lunga memoria è per far sì che un grande faro illumini da qui alla fine dell’anno quanto succederà all’Istituto d’arte Venturi di Modena per rendere trasparente il percorso di questi giovani cittadini che, pur assumendosi le proprie responsabilità, hanno deciso di non recedere di fronte alla possibilità, ventilata in modi più o meno velati, di peggiori conseguenze.

Fine Novembre 2011 – Istituto d’Arte Venturi – Modena
Un gruppo di studenti occupa la sede centrale (le altre due sedi faranno lezione normalmente per tutta la durata dell’occupazione), come del resto succede in altre scuole anche nel resto d’Italia e nella stessa provincia di Modena. Il governo Monti è appena nato e nessuno sa ancora cosa stia per partorire. Gli studenti medi però, sull’onda della protesta degli indignati, dilagante in tutto il mondo, decidono di prendere posizione su temi che non sono più solo strettamente legati alla scuola ma abbracciano e fanno proprie le emergenze dei cittadini che subiscono i morsi della crisi economica/finanziaria. “Noi la crisi non la paghiamo” urlano dai loro striscioni e nei cortei, e lanciano uova contro le banche che ritengono responsabili della crisi.
Gli studenti del Venturi che occupano lo fanno con queste parole d’ordine nella testa e, come dicono in un loro comunicato, “sotto uno stesso tetto, hanno posto i problemi scolastici e i problemi sociali che questo paese e più in generale questo pianeta sta vivendo, rifiutando la canonica immagine dello studente che pensa solo al presente (la scuola) e non al futuro (il lavoro).”
L’occupazione dura da martedì 29 Novembre a domenica 4 dicembre e durante queste giornate si susseguono assemblee, discussioni, laboratori creativi …[…]
Ma, come spesso succede, non è un’occupazione di massa, non sono molti gli studenti ad occupare fisicamente la sede centrale, anzi sono decisamente una piccola compagine rispetto ai 1500 studenti della scuola. Inoltre non c’è condivisione della scelta tra tutti gli studenti e le discussioni tra occupanti e dissidenti sono vivaci e non sempre concilianti.
Prima e durante l’occupazione il preside del Venturi osteggia in modo energico l’iniziativa. In un braccio di ferro con gli occupanti, mette in campo tutte le risorse a sua disposizione per impedirla prima e per interromperla poi.
Chiede l’intervento della forza pubblica per lo sgombero dei locali, chiede alla Provincia l’interruzione del riscaldamento, minaccia gli occupanti di denuncia penale sia per interruzione di pubblico servizio sia per occupazione di locali istituzionali, per danni materiali arrecati, per danni erariali, oltre che per il furto di tutti i registri di classe.
Eh sì, nella loro giovanile ingenuità, gli occupanti hanno sottratto i registri di classe delle due succursali della scuola, nella convinzione di impedire con questo lo svolgimento delle lezioni. I registri saranno ritrovati intatti alla fine dell’occupazione nella sede centrale.
Ma le minacce del preside non si fermano a questo. Oltre alle sanzioni disciplinari “dovute” il preside lascia intendere che il Consiglio di Istituto potrebbe annullare tutte le gite in programma e allungare il calendario scolastico per ogni giorno di occupazione.
Il preside inoltre, insieme al presidente del Consiglio di Istituto e al presidente del Comitato genitori, fa un appello ai genitori “di intervenire con fax presso il Questore e il Prefetto (ma anche presso la Provincia e l’Ufficio scolastico territoriale) per chiedere lo sgombero”, e fornisce loro tutti i numeri di fax necessari allo scopo.
Tutti i documenti e le comunicazioni emesse durante e dopo l’occupazione sono consultabili nel portale della scuola al link:
http://www.isaventuri.it/infoscuolafamiglia.htm
Comunque è tutto inutile, Questore, Prefetto, Provveditore, Provincia non rispondono alla chiamata alle armi e l’occupazione, come già detto, si conclude domenica 4 dicembre.
In un comunicato di sabato 3 dicembre il preside fa sapere che “gli studenti occupanti sono stati denunciati alla Magistratura”.
Alla riapertura della sede si riscontrano danni e furti di materiali per un ammontare di circa 1.100 euro secondo la ricostruzione della presidenza.

Dicembre 2011 – Istituto d’Arte Venturi – Modena
Date le premesse, alla ripresa delle lezioni inizia l’iter dell’inevitabile, anche perché ampiamente annunciata, punizione per gli occupanti.
Riporto di seguito una ricostruzione dei passi che hanno caratterizzato la scelta sanzionatoria della scuola nei confronti di una quindicina di studenti, individuati, vedremo come, tra gli occupanti.
Tale ricostruzione può risultare utile per comprendere quanto è successo e per dare a tutti elementi di giudizio su come gli educatori del Venturi, preside in testa, hanno deciso di affrontare l’emergenza. Questo può essere utile anche per i colleghi che inconsapevolmente (chi più chi meno) si sono trovati coinvolti in tali difficili decisioni.
Intanto occorre dire che il gruppo dei 15 parrebbe essere stato individuato con mezzi decisamente discutibili, quali l’uso di persone (studenti e docenti) che una volta entrate nella sede occupata, avrebbero documentato (foto? video? audio? testimonianze? …) la presenza di tali 15, tra studenti e studentesse; nel gergo poliziesco si chiamano infiltrati, come tutti sanno, ma lo ricordo perché ho tralasciato di dirvi finora che il preside è un ex ufficiale dei carabinieri, che sono universalmente riconosciuti come la Benemerita nel perseguire il crimine, ma che, forse, come educatori lasciano un po’ a desiderare, per usare un eufemismo, almeno nel caso specifico.
Il condizionale e i punti interrogativi sono dovuti al fatto che il DS carabiniere non ha mai mostrato a NESSUNO tali “prove inconfutabili”, per cui tutte le decisioni sono state prese fidandosi della sua parola – circa la loro rilevanza e attendibilità – e senza che mai abbia dichiarato le modalità con cui è entrato in possesso di tali prove documentali.

Le accuse mosse ai 15, e per le quali sono stati così pesantemente sanzionati, sono esplicitate nella lettera con cui il DS ha comunicato le sanzioni agli interessati in questo modo:
“lo scrivente ha individuato un gruppo di studenti che hanno rivestito ruolo di promotori e organizzatori, ovvero sono risultati molto attivi nel corso dell’occupazione.” … “Lx studentx XXXXXXXXXX (classe XXXXX) è statx riconosciutx in tale gruppo.

Le sanzioni decise contro i 15 sono:

1) Voto 5 in condotta nello scrutinio trimestrale (solo per i più cattivi, gli altri hanno avuto 6 in condotta);
2) Sospensione per giorni 10, con obbligo di frequenza delle lezioni;
3) Esclusione da ogni visita d’istruzione organizzata nel corso dell’anno scolastico per la classe di appartenenza.
Inoltre lx studentx parteciperà a una iniziativa di formazione relativa alle tematiche sociali ed economiche, che interessano particolarmente i giovani, organizzata dalla scuola.

Da chi sono state decise tali sanzioni e quando? Sempre dalla lettera:

I consigli di classe di cui gli studenti suddetti fanno parte, riuniti in congiunta seduta straordinaria in data 20-12-2011, hanno deliberato le sanzioni disciplinari a loro carico.

Dopo tale singolare consiglio di classe congiunto, le lettere sono partite il 28 dicembre, in piene vacanze di Natale e ricevute dai 15 intorno al 5 gennaio (giorno più giorno meno).

Tralascio ogni considerazione sulla formulazione dell’accusa (promotori, organizzatori, molto attivi) – che, faccio notare, non fa alcun riferimento ai danni denunciati – e mi concentro sulle sconcertanti debolezze (mi lancio in un altro eufemismo) della procedura adottata.

1) IL CDC NON ERA NELLA COMPOSIZIONE PREVISTA DALLA NORMA
“ … con riferimento al Consiglio di classe si deve ritenere che l’interpretazione maggiormente conforme al disposto normativo (art. 5 D.Lgs. n. 297/1994) sia nel senso che tale organo collegiale quando esercita la competenza in materia disciplinare deve operare nella composizione allargata a tutte le componenti, ivi compresi pertanto gli studenti e i genitori, fatto salvo il dovere di astensione (es. qualora faccia parte dell’organo lo studente sanzionato o il genitore di questi)e di successiva e conseguente surroga.”
FONTE: Nota 31 luglio 2008 – Oggetto: D.P.R. n. 235 del 21 novembre 2007 – Regolamento recante modifiche ed integrazioni al D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249, concernente lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria.

La nota, di fonte MIUR, appare molto chiara in proposito e ci dice che su questioni disciplinari si sarebbe dovuto convocare il Consiglio di classe con la presenza dei rappresentanti dei genitori e degli studenti, pena la nullità di ogni decisione adottata da un organo collegiale non conforme a quanto previsto dalle norme.

2) GRAVE LESIONE DELLA PRIVACY DEGLI STUDENTI SANZIONATI
Dalla lettera mandata ai 15, ma anche dai racconti di chi c’era (spero con questo di non scatenare una caccia alle streghe, visto il clima di estrema segretezza che il DS ha voluto dare a questa singolare riunione, e per questo voglio dire che le mie fonti sono estremamente diversificate) si riscontra che si è trattato di una riunione congiunta di più consigli di classe, ma è norma consolidata che quando si discute di casi di singoli studenti occorre garantire la privacy degli interessati e il Consiglio di classe si deve svolgere con la sola presenza dei docenti della classe, più i rappresentanti di genitori e studenti, come già detto, e il DS o un suo delegato (che può essere lo stesso coordinatore di classe). La presenza di estranei non è consentita, e docenti di altre classi vengono considerati estranei a tutti gli effetti; questa è la normale prassi durante tutti i consigli di classe. Svolgere i Consigli di classe in seduta congiunta con più classi, per discutere di casi personali rappresenta quindi, tra le altre cose, una pesante violazione della privacy.

3) IMPERFEZIONE DELLA DELIBERAZIONE A MAGGIORANZA
Un Consiglio di classe quando delibera su qualunque questione, lo fa a maggioranza dei suoi membri che hanno titolo ad esprimere il proprio parere sull’allievo in questione (es. se l’allievo non fa religione l’insegnante di religione non vota). Nella singolare riunione congiunte dei CdC le deliberazioni sui singoli casi siano state fatte coinvolgendo tutti i presenti, col risultato che sulle sanzioni agli studenti e studentesse sono stati chiamati a votare anche docenti estranei alle loro classi, i quali innanzitutto non avevano titolo ad esprimersi, inoltre non li conoscevano e quindi non avevano elementi sufficienti di conoscenza per assumere la decisione migliore per la loro educazione.
Questa strana deliberazione a strana maggioranza penso che non abbia alcun precedente in nessuna scuola italiana e non sia prevista da alcuna normativa a riguardo, più che nulla direi che tale deliberazione, di fatto, NON ESISTE.

4) TEMPISTICA DELLA CONVOCAZIONE DEL CDC DOPO L’EPISODIO OGGETTO DELLA SANZIONE
“Le sanzioni che prevedono sospensioni dalle lezioni sono irrogate dal Consiglio di Classe, convocato dal Preside entro 15 giorni dall’episodio, su richiesta del docente interessato o del coordinatore o su decisione dello stesso Preside.”
FONTE: Regolamento di istituto del Venturi: Art. 12- COMPETENZA DISCIPLINARE

L’occupazione è finita il 4 dicembre, ma l’episodio oggetto della sanzione ha avuto inizio già il 28 novembre. Io conterei i giorni proprio dal 28, da quando cioè i fatti incriminati hanno cominciato a verificarsi. In questa ipotesi il Consiglio di classe andava convocato, secondo la norma regolamentare citata, entro il 13 dicembre; se invece volessimo contare i giorni dalla fine dell’episodio da sanzionare (4 dicembre), allora il CdC andava convocato al massimo entro il 19 dicembre. La convocazione per il 20 dicembre, come risulta dalla lettera inviata, lo colloca comunque al di fuori della norma prevista dal regolamento di istituto, di cui il Dirigente Scolastico è garante.

5) CONVOCAZIONE PREVENTIVA DELL’ALLIEVO DA SANZIONARE
“L’allievo interessato viene ascoltato prima dell’irrogazione di qualsiasi sanzione.”
FONTE: Regolamento di istituto del Venturi: Art. 13 – CRITERI E PROCEDURE RELATIVI ALLE SANZIONI DISCIPLINARI

Mi risulta che alcuni dei 15 abbiano più volte chiesto un incontro ufficiale con il CdC per parlare dei provvedimenti disciplinari che erano nell’aria nei giorni seguenti all’occupazione; la risposta è stata sempre negativa perché questa non è la prassi. Il regolamento degli studenti dell’Istituto Venturi, regolarmente in vigore e scaricato dal sito della scuola, dice invece proprio il contrario. Del resto la stessa cosa dice, e in modo ben più perentorio, l’art. 1 comma 3 del DPR n. 235/2007
“ … Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni”.

Quindi non c’è stata nessuna audizione da parte del Consiglio di classe prima dell’irrogazione delle sanzioni deliberate; è indubbio che questo abbia rappresentato una pesante violazione del diritto alla difesa che è un diritto costituzionalmente garantito e che le norme scolastiche hanno inevitabilmente recepito. Nessuno dei 15 ha potuto illustrare le sue argomentazioni a difesa e senza questa basilare norma di garanzia il Consiglio di classe ha stabilito le sue risoluzioni costretto a rinunciare ad un elemento fondamentale e imprescindibile di giudizio. Oltre che nulla tale deliberazione, da questo punto di vista, sembra pesantemente ingiusta oltre che diseducativa.

6) IL VOTO DI CONDOTTA È ANOMALO FUORI DALLO SCRUTINIO
Il Consiglio di classe esprime il voto di condotta a maggioranza, su proposta di uno dei suoi componenti, e lo fa in sede di scrutinio; qualunque decisione presa fuori dallo scrutinio non ha valore. Solo quanto verrà deciso negli scrutini ha un valore legale e definitivo, salvo ricorso degli interessati; attribuire compiti di valutazione del voto di condotta ad un Consiglio di classe che non ha la funzione di scrutinio non è né regolare né prevista, a maggior ragione se ad esprimersi su tale aspetto sia stata una votazione che ha visto votare anche docenti che non appartengono alla classe degli interessati.

A questo si aggiunga che il 5 in condotta, nei casi per cui è stato deliberato, è stato attribuito in modo difforme da quanto previsto dalla norma. Infatti l’assegnazione del 5 in condotta è regolamentata da un apposito decreto che prevede:
FONTE: Decreto Ministeriale 16 gennaio 2009, n. 5 – Criteri e modalità applicative della valutazione del comportamento

Articolo 2 – Caratteristiche ed effetti della valutazione del comportamento
….
4. La votazione insufficiente di cui al comma 3 del presente articolo può essere attribuita dal Consiglio di classe soltanto in presenza di comportamenti di particolare ed oggettiva gravità, secondo i criteri e le indicazioni di cui al successivo articolo 4.

Articolo 4 – Criteri ed indicazioni per l’attribuzione di una votazione insufficiente
1. Premessa la scrupolosa osservanza di quanto previsto dall’articolo 3, la valutazione insufficiente del comportamento, soprattutto in sede di scrutinio finale, deve scaturire da un attento e meditato giudizio del Consiglio di classe, esclusivamente in presenza di comportamenti di particolare gravità riconducibili alle fattispecie per le quali lo Statuto delle studentesse e degli studenti – D.P.R. 249/1998, come modificato dal D.P.R. 235/2007 e chiarito dalla nota prot. 3602/PO del 31 luglio 2008 – nonché i regolamenti di istituto prevedano l’irrogazione di sanzioni disciplinari che comportino l’allontanamento temporaneo dello studente dalla comunità scolastica per periodi superiori a quindici giorni (art. 4, commi 9, 9 bis e 9 ter dello Statuto).

Quindi, il testo normativo stabilisce che il 5 in condotta, anche nello scrutinio intermedio, può essere assegnato “esclusivamente” in presenza di sanzioni che prevedano sospensioni superiori a 15 giorni; ma la sospensione ammonta a soli 10 giorni e quindi inferiore ai 15 previsti. E’ stato quindi adottato un provvedimento non conforme alla casistica prevista dalle norme e la cosa vale, soprattutto, per i consigli che in sede di scrutinio hanno ratificato, nella sede naturale, l’attribuzione del voto di condotta.

7) DIFETTO DI MOTIVAZIONE E DI PROVA
Come dicevo all’inizio, nel corso della riunione del 20 dicembre non sono state mostrate ai docenti, da parte del Dirigente Scolastico, le prove documentali in suo possesso che rendono incontrovertibili le responsabilità attribuite ai 15. Quindi non solo i 15 non sono stati ascoltati, ma le loro responsabilità sono state considerate acclarate sulla base di una testimonianza indiretta del Dirigente Scolastico che non ha reso palesi né le prove in suo possesso, né la natura delle stesse, né le modalità con cui ne è entrato in possesso. Tale procedura non ha alcun precedente in nessuna situazione analoga.

Epilogo
Concludo dicendo che, volutamente, non ho preso in considerazione le riflessioni che si possono fare riguardo alle azioni poste in essere dalle studentesse e dagli studenti che hanno deciso di occupare il Venturi. Chi mi conosce sa come la penso al riguardo e lo sanno benissimo gli studenti che hanno occupato il Meucci, più o meno negli stessi giorni, a cui non ho fatto mancare le mie critiche sui metodi adottati.

Non è questo il punto.

Nella vicenda del Venturi il focus sta nel come un consesso di adulti, educatori per giunta, si siano trovati, più o meno consapevolmente, a violare tutta una serie di norme e regolamenti pur di attribuire una punizione che ritenevano meritata.

La domanda è:
possono gli adulti educatori permettersi la violazione delle più basilari norme del diritto alla difesa, di regolamenti da loro stessi varati, di norme dello stato, pur di portare a buon fine la decisione di far pagare quelle che considerano cattive azioni commesse da giovani in crescita?
E’ educativo rendere palese che gli adulti possono trasgredire le stesse regole a cui richiamano tutti i giorni i loro studenti?

Il dibattito è aperto e le riflessioni sarebbe bello che cominciassero a venire innanzitutto dal Venturi, dove i fatti sono successi, anche perché occorre capire, per noi che siamo fuori, qual è il clima che si respira nella scuola e che ha reso possibile queste gravi decisioni.

Dalle notizie che riescono a violare la cortina di riservatezza (non riesco proprio fare a meno di usare eufemismi, che stia diventando moderato con l’avanzare degli anni?) che la stragrande maggioranza dei docenti ha elevato intorno alla scuola – rendendosi di fatto complici di tutta l’operazione – risulta una scuola in cui esiste un vero e proprio regime di intimidazioni e minacce di ritorsioni, dove fioccano sanzioni disciplinari per i docenti riottosi e scomodi.
Proprio uno di questi, in questo frangente, è stato colpito dalla sospensione dal servizio – con interruzione dallo stipendio – perché, pare, essersi permesso di apostrofare i colleghi del singolare consiglio congiunto che si sono resi complici ossequiosi del preside e il preside stesso, in modo, diciamo, tagliente, ma decisamente efficace. Non posso essere sicuro dei termini usati perché si sa che di bocca in bocca le parole si coloriscono, ma loro, che sanno come sono stati chiamati, potranno sempre dircelo e soddisfare la nostra curiosità.

A conferma del clima di cui dicevo, la notizia dell’impugnazione delle sanzioni da parte di alcuni tra i 15, viene accolta con stupore dalla maggior parte dei docenti della scuola e considerata una vera vergogna che si potevano risparmiare; inoltre, chiunque si permetta di intervenire pubblicamente sulla questione, esprimendo critiche sull’operato del preside e dei colleghi, viene accolto, se va bene, dal gelo del silenzio.

Fortunatamente qualcuno dice che il gelo è un toccasana per i germogli del grano e uccide le erbacce …

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...