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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Elogio della carta igienica

Posted by comitatonogelmini su 11 febbraio 2012

di Cosimo De Nitto
da FuoriRegistro
11 febbraio 2012

Se fossi un poeta, ma poeta non sono, potrei dedicare un’ode alla carta igienica per l’alta funzione sociale, civile e sanitaria che essa svolge. Mi rendo benissimo conto che trattare questo argomento fa inorridire di sdegno i palati, e gli odorati fini, che la vita la vedono sempre dall’alto dei massimi sistemi, dall’iperuranio delle idee, dei raffinati costrutti della mente e della scienza. Ma provate a pensare cosa succederebbe se non si avesse, all’occorrenza, un rotolo di carta igienica. Sarebbe tragicamente sconveniente e imbarazzante, mortificante della dignità dell’individuo.

La carta igienica non è sempre esistita, per circa trecentomila anni l’umanità ne ha fatto a meno provvedendo alle incombenze cui è destinata in varie forme e modi. La sua invenzione è relativamente recente, da noi è comparsa nel secondo dopoguerra.

La carta igienica è da elogiare per la sua specifica funzione, della quale le persone civili non riescono a fare a meno; quelle ancora più civili la utilizzano in combinazione con il bidet. La carta igienica è imprescindibile: se non ci fosse bisognerebbe inventarla, e se ci fosse stato un inventore bisognerebbe premiarlo col premio Nobel.
Eppure se ne parla sempre con la massima cautela, col sorrisetto scemo sulle labbra, guardandosi bene dal farlo in certi ambienti e circostanze, come se non fosse una delle pochissime cose che accomunano le persone di ogni razza, religione, ceto sociale e di ogni latitudine, longitudine e di ogni credo politico.

Quando penso che il precedente ministro dell’Istruzione Pubblica(?), quella dei neutrini per capirci, ha tagliato tanto le spese della scuola, anche quelle per i consumi di base tra le cui voci c’è la carta igienica, della quale le famiglie hanno spesso dovuto dotare i propri figli; quando penso ai soldi spesi dal precedente a dall’attuale ministro Profumo per progetti come “Valorizza”, VQS, VALeS, prove INVALSI ecc., mi chiedo: non è meglio prima restituire la scuola ad una funzionalità dignitosa, magari per assicurarle servizi sanitari (cessi) civili e un minimo di attrezzature e accessori, fra i quali la carta igienica, per renderli praticabili, senza scaricare sulle famiglie incombenze e costi che una scuola pubblica di Stato davrebbe sostenere?

Mi rendo conto di offendere la sensibilità e di provocare la suscettibilità di alcuni, forse di molti, con questo elogio della carta igienica. Per costoro, a parziale riparazione e ammenda, riporterò le parole di Maurizio Tiriticco (qui l’articolo completo) che con più classe e bon ton a proposito di VALeS così è espresso:
Vales! Un infuso di camomilla contro una broncopolmonite… che rischia di diventare cronica! Sono in molti a chiedermi cosa penso di Vales! Penso semplicemente che non puoi valutare lo stato di salute di un infermo di cui già sai di quali medicine necessita! Andiamo a valutare come e perché uno zoppo non potrà mai gareggiare per i cento metri? E gli diciamo anche che è bravo perché riesce a fare qualche passo? Illuderlo che tutto va ben, madama la marchesa? E perpetuare così il suo cattivo stato di salute? Per me è un perdere tempo e soldi! “. (qui tutto il materiale su VALeS)

Ottimo Maurizio! ma ogni tanto un pensierino alla carta igienica non fa male.

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