La scuola è nostra! Miglioriamola insieme

Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Cooperazione e tempo pieno

Posted by comitatonogelmini su 30 aprile 2012

 

di Francesco Di Lorenzo
da Fuoriregistro
30 aprile 2012

 

1.

Alla fiera della stupidità siamo invitati tutti. Noi spettatori, s’intende. Infatti, durante una nota trasmissione televisiva, il vice ministro dell’economia Vittorio Grilli ha annunciato che questo governo farà nuovi tagli alla spesa, e che da tali tagli non sarà esentato il Ministero dell’Istruzione. Sulla questione è intervenuta l’ex ministro Mariastella Gelmini, in veste di coordinatrice del PDL, dicendosi contraria, perché la scuola avrebbe già subito tagli pesanti e ‘non la si può più toccare’. Ma guarda un po’? Che cambiamento di rotta! E che lungimiranza politica. Nella tradizione della peggiore Democrazia Cristiana, la ‘facciatosta’ non si pone limiti. E non si premura di munirsi di un grammo di delicatezza, per rispetto degli stupidi in ascolto. Certo è che si può anche cambiare idea. Opportuno, però, che durante la trasmissione qualcuno dei presenti, o un giornalista, avesse chiesto alla ex ministra, “ma non le sembra un po’ strana questa sua occupazione? cambiar così facilmente registro ad ogni passaggio di stagione?” (Fa pure rima). Di sicuro avremmo sentito dalla signora un diniego: ‘no, non mi sembra affatto strano!’. Ma almeno avremmo alimentato il nostro bi-sogno di essere stupidi. Per non pensare, per non pensarci.

2.

Se si cerca un po’ di chiarezza sul ‘tempo pieno’ nella scuola primaria, la risposta potrebbe essere questa: un vanto della nostra scuola è stato sistematicamente smantellato.

Per vent’anni, fino all’arrivo del ministro Moratti, tutto era andato bene, con grande soddisfazione di famiglie e di alunni. Con la riforma scolastica targata Moratti cominciò l’opera di demolizione. Disarticolando l’orario tra docente prevalente e tempo mensa, in pratica la classe fu affidata ad un solo insegnante e, a turno, a vari spezzoni di altri, snaturando in questo modo tutto l’impianto del progetto. (Tale intervento sul tempo pieno allora venne denominato, non a caso, operazione ‘spezzatino’).

Con l’arrivo di Fioroni si ritornò al vecchio impianto, con il doppio insegnante e nessuna prevalenza. Ma durò pochissimo, perché poi arrivò la ‘tromba d’aria’ Gelmini.

Sul tempo pieno il penultimo ministro ha lasciato il doppio insegnante, però, nelle ore di compresenza, le maestre possono essere impiegate in altre classi. Devono, per esempio, aiutare le classi in difficoltà organizzative. E poiché tagli e difficoltà vanno di pari passo, risulta, dall’ultimo monitoraggio pubblicato dal Miur, che il 50% delle classi a tempo pieno non usufruisce della compresenza. Mandando a farsi benedire il principio per cui era nato.

Il bello, però, è che in tutto questo ‘balletto di va e vieni’, la domanda di iscrizioni al tempo pieno è sempre aumentata. Segno che le famiglie italiane vorrebbero che funzionasse come una volta o preferibilmente, meglio di una volta. Ma chi le ascolta?

Il ministro Profumo in uno degli ultimi discorsi ha detto che il suo ministero dovrà passare dall’essere un ‘ministero autorizzativo’ a un ‘ministero cooperativo’ e ‘operativo’. La prima occasione di cooperazione con le famiglie, è far rifiorire il tempo pieno. La sfrutti!

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