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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Resoconto dell’assemblea cittadina di venerdì 25 maggio dedicata ai problemi della scuola primaria

Posted by comitatonogelmini su 27 maggio 2012

di Paola Caccin
Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
27 maggio 2012

 

La situazione attuale a Padova: dall’inizio della riforma Gelmini  sono notevolmente aumentate le classi che funzionano a 40h, passando a circa il 33% del totale a livello provinciale, e arrivando quasi al 50% all’interno del Comune di Padova.

Questo perchè, di fronte ai modelli proposti dalla riforma (in sostanza 27 o 40h), molti genitori hanno deciso di passare da orari intermedi (i vecchi “tempi lunghi”) ad un orario analogo a  quello del tempo pieno, anche se senza compresenze (non previste nella riforma).

Per ciascuna classe a 40h sono sempre stati assegnati all’Istituto 2 insegnanti, per un totale di 44h di insegnamento; le 4h in più, che prima della riforma erano destinate alle compresenze, sono attualmente gestite all’interno dell’Istituto comprensivo, a seconda delle specifiche esigenze.

I tre anni di tagli previsti dalla riforma Gelmini sono ora terminati, e in effetti la circolare ministeriale relativa agli organici (numero di insegnanti assegnati a ciascun Istituto) non riporta variazioni rispetto allo scorso anno. Ma……

Cosa è successo a livello Regionale e Provinciale: nelle riunioni informative con le Organizzazioni Sindacali, l’Ufficio Scolastico Regionale ha comunicato che calcolerà gli organici con questo criterio:

classi a tempo “pieno”: 42h per ciascuna classe, 44 ore solo per le prime

classi a tempo “normale”: 27h dalle 1e alle 4e , 30 h per le 5e.

Questo significa che, senza nessun supporto normativo, l’ US regionale ha deciso di togliere due ore di organico dalle classi a tempo pieno. La motivazione fornita è stata che in questo modo si potranno creare tutte le classi a 40h richieste, ma questo tipo di calcolo non è previsto da nessuna normativa attuale, è una scelta della regione, rispetto alle sole province di PADOVA e VENEZIA ( quelle dove ci sono le maggiori percentuali di classi a 40h).

L’Ufficio Scolastico Provinciale di Padova ha fatto una ulteriore scelta peggiorativa, comunicando che non calcolerà le 44h nemmeno per le classi prime (per tutte le classi a tempo pieno verrano calcolate 42 ore).

Quali conseguenze avranno queste scelte? una volta assegnati gli organici, sono i collegi docenti che devono elaborare gli orari, che vengono poi approvati dai Consigli di Istituto. Molti si riuniranno nelle prossime due settimane proprio per affrontare questo tema. A seconda dell’organizzazione dei singoli Istituti gli orari scolastici potrebbero anche rimanere invariati, ma togliere due ore di organico per classe significa rendere ancora più difficile una situazione che, dopo tre anni di tagli, è già fortemente compromessa e impoverita. Nessuno ha più il coraggio di chiamare tempo pieno le 40h che frequentano i nostri figli, e questo è preoccupante. La possibilità di mantenere qualche ora di compresenza si riduce ulteriormente, mentre aumenterà lo spezzettamento delle ore dei docenti per coprire gli orari.

CHE FARE? dalla discussione sono emerse alcune possibilità:

richiedere urgentemente un INCONTRO con le Istituzioni Comunali (Sindaco, Assessore, Commissione Scolastica Comunale) per verificare la possibilità di intraprendere insieme delle azioni di contrasto rispetto a queste scelte

valutare l’opportunità di presentare un RICORSO rispetto alla circolare emessa dall’Ufficio Scolastico Regionale; a questo proposito alcune Organizzazioni Sindacali si sono già attivate in Provincia di Venezia, si potrebbe perciò provare a presentare un ricorso comune. E’ però un atto che ha tempi molto lunghi.

coinvolgere i Consigli di Istituto, almeno a livello comunale, in modo che predispongano un ordine del giorno in cui venga richiesto in modo deciso l’organico spettante per legge (2 insegnanti per ciascuna classe a 40h).

Fin qui siamo a chiedere quello che ci spetta di diritto, che è sicuramente una cosa da fare. La probabilità di ottenere risposte concrete è però oggettivamente bassa, anche perchè è basso il coinvolgimento dei genitori e ancora più degli insegnanti.

Si è perciò discusso anche di come affrontare il problema della qualità della scuola in queste condizioni: 40h di lezione frontale non sono sicuramente la scuola che vorremmo, anche se orari compatibili con l’organizzazione familiare sono una necessità reale per molte famiglie. In questo contesto una proposta provocatoria (da valutare sia tra insegnanti che tra genitori) potrebbe essere quella di un orario leggermente “ridotto”  per le classi a 40h: per esempio facendo anche solo 38,5-39h di tempo scuola settimanale (che significherebbe anticipare l’uscita di 20′ al giorno) si recupererebbe almeno un’ora e mezza certa di compresenza per le attività in classe.

Non è una scelta voluta, ma imposta dalle necessità e che si vorrebbe usare, se si riuscisse a diffondere in più istituzioni scolastiche, come forma di protesta nei confronti di USR e USP per la normativa non rispettata.

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