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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Classe da 31 alunni alla media «Levi Civita»: genitori in rivolta

Posted by comitatonogelmini su 7 settembre 2012

da Il mattino di Padova
7 settembre 2012
Protesta al provveditorato per la decisione di tagliare una classe a tempo normale: «Non si può fare lezione con così tanti ragazzi in aula»

Al momento non c’è nessun vincitore nella battaglia dei genitori della scuola media statale «Levi Civita» di Camin (Settimo istituto comprensivo, guidato dalla preside Ornella Sturz), ma dopo l’incontro avuto all’ufficio scolastico provinciale con il «provveditore» Paolo Jacolino e con la dirigente della scuola, erano già più fiduciosi nei confronti delle istituzioni. E’ stato deciso che, per cercare di avere la seconda prima classe che mancherebbe nell’istituto di via Basilicata, la preside Sturz già lunedì dovrà far pervenire al dottor Jacolino una relazione dettagliata sulla storia della classe «tagliata» che, a sua volta, il «provveditore» invierà a Gianna Miola, in Regione.

Insomma sarà Venezia a decidere se alla «Levi Civita», dal 12 settembre, ci saranno due prime a tempo normale ed una a tempo prolungato, oppure si partirà con una sola prima a tempo tradizionale (dalle 8.10 alle 13.10 ) formata da 31 ragazzi.

La pattuglia dei genitori «arrabiati» è guidata da Rosanna Bertazzo e Stefano Noventa, a nome del comitato che ha raccolto 400 firme: «Adesso siamo più fiduciosi, ma abbiamo pur sempre le nostre brave ragioni per essere ancora guardinghi – ha spiegato la signora Bertazzo – Prima della fine dell’anno scolastico 2011-2012 ci era stato assicurato che sarebbero state formate due classi a tempo normale ed una terza a tempo pieno. Invece, a sorpresa, il numero uno della scuola padovana, il dottor Jacolino, non ha concesso l’autorizzazione definitiva alla formazione della seconda classe a tempo normale. Risultato folle di questa operazione: oltre a quella che prevede il rientro a scuola anche al pomeriggio, è stata formata una sola classe con oltre trenta alunni. Non ci stiamo».

«Il ministero prevede al massimo 28 alunni per classe ed, in alcuni casi, concede ai dirigenti anche l’autorizzazione di formare una classe unica con oltre trenta allievi. Su questo non ci piove. Ma, a questo punto, chi ci restituisce i soldi che abbiamo speso per i libri, già acquistati e perché dovremmo pagare anche i buoni pasti visto che alcuni genitori dovranno iscrivere i propri figli alla classe a tempo prolungato? – si chiedono i genitori – La qualità della scuola non si fa con i tagli sempre più pesanti e con il risparmio sino all’osso. Che tipo d’insegnamento si può garantire ai ragazzi quando sono costretti a fare lezione in aule con oltre trenta alunni e dove non c’è neanche la massima garanzia della sicurezza fisica anche dal punto di vista dell’edilizia? »

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