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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

La gara delle beffe

Posted by comitatonogelmini su 8 settembre 2012

di Alessandra Ricciardi
da ItaliaOggi
8 settembre 2012
Scuola, concorso per 12 mila prof? Sì, ma in tre anni
Meno assunzioni dell’era Gelmini

Doveva essere il segnale della svolta, della normalizzazione della scuola dopo gli anni dei tagli feroci inferti dal duo Gelmini-Tremonti e costati al settore 8 miliardi di minori finanziamenti, ovvero 120 mila posti di lavoro cancellati. Ma annuncio dopo annuncio, e smentita dopo smentita, quello che a tutti i costi vuole bandire il ministro dell’istruzione, Francesco Profumo, rischia di diventare il concorso delle beffe.

La gara in arrivo è la prima dopo 13 anni di attesa. «Entreranno in ruolo 11.892 insegnanti», ha comunicato fiero Profumo al termine del consiglio dei ministri di fine agosto che aveva autorizzato la selezione. Ebbene, dalla lettura del decreto di autorizzazione emerge che i circa 12 mila posti ci saranno, ma in tre anni: 6 mila nel 2013, 3 mila nel 2014 e un po’ pià di 2.500 nell’anno successivo. Tanti sono le cattedre che il Tesoro, sulla scorta dei dati trasmessi dall’Istruzione, ha stimato si libereranno con i pensionamenti.

Briciole rispetto a un precariato che nelle sole graduatorie a esaurimento conta 180 mila docenti. Briciole anche rispetto alle assunzioni che sono state fatte lo scorso anno e questo grazie al piano programmatico degli ex ministri dell’economia, Giulio Tremonti, e dell’istruzione, Mariastella Gelmini: 64 mila lo scorso settembre, 22 mila questo settembre. E non è finita: visto che il concorso si svolgerà con la vecchia legge, questo pone una seria ipoteca anche sulle immissioni in ruolo dalle graduatorie ad esaurimento, quelle utilizzate per le assunzioni del piano programmatico Tremonti-Gelmini. Perché la legge prevede che si assuma per metà da concorso e per metà da graduatoria, salvo non si facciano concorsi, e allora solo dalle graduatorie. Visto che il bando di gara prevede 12 mila posti in tre anni, ergo anche per le graduatorie valgono gli stessi numeri.

Insomma, per i precari della scuola, che si aspettavano di vedere raddoppiate le chance di una stabilizzazione, le possibilità diminuiscono: 24 mila in tre anni, invece degli 86 mila di questi ultimi due. É vero che con la riforma Fornero i docenti che andranno in pensione saranno sempre meno, ma averlo messo già adesso nero su bianco per un triennio suona come un quasi blocco delle assunzioni nella scuola, che neanche il governo Berlusconi aveva avuto il coraggio di imporre.

Per non parlare della promessa di ringiovanire i prof. Profumo aveva annunciato che sarebbe stato un concorso per giovani. Il bando in fase di stesura invece ammette solo i docenti già abilitati (e non poteva essere diversamente, non essendo cambiata la legge) e dunque iscritti nelle graduatorie a esaurimento, lasciando fuori i laureati dal 2004 ad oggi. E anche chi sta sostenendo, circa 30 mila, i tirocini per abilitarsi, banditi sempre da Profumo: finiranno la prossima primavera. A che gli servirà l’abilitazione, a concorso avvenuto?

Nessun timore, aveva sempre detto il ministro, ci sarà una nuova gara a maggio. Ma quella che si sta per bandire avrà valenza triennale, si scopre in queste ore. Dunque, l’abilitazione sarà carta straccia o poco più. Per non parlare dei costi. Si attendono centinaia di migliaia di candidati, a cui far fare prova preselettiva, con test di logica, prova scritta e orale, con una lezione di mezz’ora da simulare.

E i sindacati? Il sentimento più diffuso, oltre alla rabbia, è il disorientamento. Lo Snals chiede di bloccare tutto, la Flc-Cgil pretende pesanti modifiche, la Cisl scuola parla di irresponsabilità, la Uil chiede chiarezza. Profumo invece sembra inrenzionato ad andare dritto per sua strada e a pubblicare il bando il 24 settembre, come annunciato. Intanto la protesta dei prof continua a montare via web. Il sit-in di protesta della scorsa settimana sotto il ministero, promettono in molti, è solo l’inizio di un autunno che sarà assai caldo.

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