La scuola è nostra! Miglioriamola insieme

Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Senza oneri per lo Stato

Posted by comitatonogelmini su 28 settembre 2012

di Maurizio Parodi
dirigente scolastico assegnato al CGD
28 settembre 2012

Il Ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, ha dichiarato che l’ora di religione a scuola, così com’è, ha poco senso e andrebbe modificata. «Nelle nostre classi, soprattutto alle elementari e alle medie, il 30 per cento degli studenti è di origine straniera e, spesso, non di religione cattolica», ha spiegato a Torino intervenendo alla festa di Sinistra Ecologia e Libertà, delineando quello che dovrebbe essere l’orientamento futuro: «Probabilmente quell’ora di lezione andrebbe adattata, potrebbe diventare un corso di storia delle religioni o di etica».
Inaudita e commendevole la riflessione del Ministro, ma del tutto ininfluente, giacché nessuna forza politica o tecnica avrà mai il coraggio di opporsi ai privilegi e alle ingerenze del Vaticano.
Nel caso, suggeriamo una soluzione semplice ed economica: eliminare gli insegnamenti confessionali dalle attività delle scuole (pubbliche e statali) e restituire agli utenti la pienezza dell’orario e del curricolo di studio; in subordine consentirne lo svolgimento, se deliberato dal Consiglio d’istituto, in orario aggiuntivo e senza oneri per lo Stato.
Intanto rivolgiamo al Ministro, al Presidente del Consiglio e al Presidente della Repubblica la richiesta seguente:
“I docenti di religione cattolica in servizio nella scuola pubblica sono selezionati dai vescovi e pagati dai contribuenti italiani, anche da coloro che professano altre religioni o che non ne professano alcuna: 650 milioni per gli stipendi dei 22 mila insegnanti, nel 2010 (Curzio Maltese), un costo stratosferico per le casse (esauste) dello Stato, solo formalmente laico. Si riducono gli insegnanti, anche quelli di sostegno, ma non quelli “raccomandati” dall’ordinario diocesano, che impartiscono un insegnamento confessionale e facoltativo in orario d’obbligo.
Chiediamo che sia il Vaticano a retribuire i propri dipendenti: un atto non di carità cristiana (pretesa impertinente), ma di giustizia sociale.”

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Una Risposta to “Senza oneri per lo Stato”

  1. federico bellotti said

    Gentile Maurizio, sono in totale disaccordo con la sua posizione. La storia europea (ed italiana in particolare) ha fra i suioi pilastri proprio il cristianesimo: nel bene e nel male le vicende politiche, istituzionali, sociali, culturali,… del nostro paese non solo si sono intrecciate con quelle della Chiesa cattolica ma tutta la loro dinamica è anche (direi soprattutto!) il risultato della presenza dominante di cristiani e della loro fede in Gesù risorto. Non possiamo negare i fatti, la storia, le tradizioni; non possiamo rinnegare le nostre origini. Sappiamo che per capire l’oggi è necessario conoscere ed indagare il nostro passato: per questo dico che, indipendentemente dal credo di ognuno, indipendentemente dai nostri convincimenti etici e filosofici, lo studio del cristianesimo e della tradizione apostolica ci permette di conoscerci meglio e di capire i lasciti di venti secoli di ricerche, di storie vissute, di elaborazioni letterarie, di ricerche artistiche. L’ora di religione andrebbe resa obbligatoria per capire – che so – la cappella Sistina o per meglio apprezzare tante pagine del Manzoni (solo per citare due colossi della nostra cultura). Se io vivessi in Arabia Saudita mi meraviglierei se non venisse proposta l’ora di Islam: come potrei capire e conoscere quel paese senza un minimo di conoscenza di storia e del credo della religione mussulmana? Detto questo apriamo tranquillamente il dibattito sulle modalità con le quali questa ora è proposta, ma non neghiamone la necessità culturale e formativa, prima ancora che religiosa. Un caro saluto. federico bellotti

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