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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Cari genitori, cari studenti…

Posted by comitatonogelmini su 24 ottobre 2012

di assemblea dei docenti dell’ITT “F. Severi” di Padova
24 ottobre 2012

Cari genitoricari studenti,

la bozza del  disegno di legge sulla Stabilità, attualmente in discussione, prevede all’art 3 il seguente provvedimento:

A decorrere dal 1 settembre 2013 l’orario di impegno per l’insegnamento del personale docente della scuola secondaria di primo e di secondo grado, incluso quello di sostegno è di 24 ore settimanali. Nelle sei ore eccedenti l’orario di cattedra il personale docente non di sostegno della scuola secondaria titolare sul posto comune è utilizzato prioritariamente per la copertura di spezzoni orario disponibili nell’istituzione scolastica di titolarità, nonché per l’attribuzione di supplenze temporanee per tutte le classi di concorso per cui abbia titolo, per posti di sostegno, purché in possesso del relativo diploma di specializzazione e per gli impegni didattici in termini di flessibilità, ore aggiuntive di insegnamento, di recupero e di potenziamento. Le ore di insegnamento del personale docente di sostegno, eccedenti l’orario di cattedra, sono prioritariamente dedicate all’attività di sostegno e, in subordine, alla copertura di spezzoni orari di insegnamenti curriculari, per i quali il personale docente di sostegno abbia titolo, nell’istituzione scolastica di titolarità.

Sono parole molto chiare, che configurano improvvisamente e senza alcun tipo di contrattazione (a meno che qualcuno non vorrà emendarle o eliminarle) l’aumento di 1/3 dell’orario di lezione degli insegnanti, facendo prevedere condizioni lavorative non solo estremamente penalizzanti per i docenti, ma fortemente critiche per gli studentiUn simile provvedimento non è dettato da alcuna giustificazione di carattere didattico e pedagogico, ma dalla semplice necessità di risparmio per le casse dello Stato. Il fatto che il ministro Giarda abbia affermato che – qualora si determinassero le stesse entrate con altri interventi – l’aumento delle ore verrebbe annullato, significa precisamente questo: che l’inasprimento delle condizioni di lavoro per i docenti, il non riconoscimento di quanto effettivamente essi si impegnino oltre le 18 ore di lezione frontale e, soprattutto, le ricadute negative sugli studenti, sono elementi che non vengono assolutamente considerati da un ministero che avrebbe, invece, la responsabilità di far funzionare la scuola meglio. Sembrerebbe, considerando la proposta, che il nostro orario di lezione non sia stato determinato nel contratto per oggettive e specifiche condizioni, ma per una scelta assolutamente arbitraria, da ritoccare a piacimento a seconda delle necessità di cassa. Non è, evidentemente, così.

Impiegati della scuola (e il termine non suoni irridente per chi impiegato è davvero): come se gli apprendimenti dei ragazzi fossero pratiche, riconducibili a modelli fissi e procedure standard. Come se avere a che fare con individui in formazione – diversi tra loro – di cui ci sono affidate crescita e cittadinanza, non richiedesse, invece, grande flessibilità, professionale e personale, adattamento di volta in volta al contesto, alle capacità, alle relazioni, al vissuto individuale e collettivo. Pratiche burocratiche: a questo sembrano ridotti gli apprendimenti degli studenti, la funzione della scuola e dei docenti. I numeri (dell’orario di lezione, degli alunni per classe): una variabile determinata dalle esigenze di cassa.

Vi chiediamo di capire perché vale la pena di essere con noi. Non è facendo più ore con più studenti, che potremmo istruirli meglio. Ci troveremmo nella condizione del medico che ha troppi pazienti, e che – di conseguenza – non riesce a dedicare ad essi un tempo di qualità. Del resto sono queste le condizioni di tutti i servizi pubblici al cittadino che sono stati oggetto di tagli o di privatizzazioni dissennate, come noi sperimentiamo sulla nostra pelle esattamente quanto voi.

Riteniamo indispensabileoltre che organizzare una seria mobilitazione (con assemblee nelle scuole, in piazza, sui social network, attraverso mail ai parlamentari), che  coinvolga la maggior parte del personale docente, non penalizzando gli studentichiedere il vostro impegno e la vostra partecipazione ad una battaglia che si preannuncia già impari: diritti (al lavoro dignitoso e all’apprendimento degli studenti; a vivere condizioni di relazione e di cura che sono intrinsecamente previste nella scuola, come luogo dell’educazione, della crescita, della cittadinanza e dell’inclusione) contro liberismo travestito da esigenza tecnica

Poiché non osiamo pensare che per far fare un maggior numero di ore agli insegnanti si costringano gli studenti a rotazioni rocambolesche, l’aumento di un terzo dell’orario di lavoro porterebbe una serie di conseguenze estremamente negative: l’usura del docente, impossibilitato a garantire le stesse prestazioni e la stessa disponibilità mentale ed emotiva per tutte le ore che deve stare in classe; il sovraffollamento di studenti, soprattutto a carico di quei docenti che hanno poche ore curricolari per classe (gli insegnanti di laboratorio, di diritto, di scienze, di educazione motoria, ecc., che si troverebbero ad avere un numero di studenti letteralmente impossibile da ricordare, con grave danno per la valutazione e, quel che è peggio, per la relazione con essi); infine un aumento ulteriore della discontinuità didattica, che già rende il cammino di alcune classi un percorso accidentato, caratterizzato da cambiamenti di stile di insegnamento e dalla necessità per alunni e docenti di uno sforzo di adattamento reciproco che non favorisce né i tempi distesi, né il pluralismo degli apprendimenti.
Per questi ed altri motivi, la proposta del governo va compresa nella sua gravità e quindi rigettata in blocco. E va rigettata non solo da parte di coloro che si troverebbero a subire il provvedimento, ma anche di chi sarebbe direttamente interessato dalle conseguenze: studenti e genitori, in un rinnovato patto delle principali componenti della scuola, per garantire – nella maniera più inequivocabile – il diritto allo Studio e all’apprendimento dei vostri figli. Che sono i nostri studenti. Ciò che dà senso, motivazione, prospettiva al nostro lavoro.

Le azioni di protesta che, come insegnanti dell’I.T.T. “F. Severi”, abbiamo deciso di mettere in atto fino a quando non ci sarà un completo ritiro dei commi 42 – 45 dell’articolo 3 della Legge di Stabilità 2013 sono le seguenti:

Blocco delle attività aggiuntive:

  • Blocco dei coordinamenti di classe
  • Blocco dei coordinamenti di dipartimento
  • Blocco delle funzioni strumentali
  • Blocco dei viaggi di istruzione
  • Blocco degli scambi
  • Blocco dell’attività progettuale
  • Blocco del ricevimento individuale dei genitori
  • Blocco di ogni attività didattica aggiuntiva (corsi di recupero, sportelli)
  • Rifiuto delle ore di sostituzione dei colleghi assenti

Informazioni delle azioni intraprese il giorno 27 ottobre ai genitori e agli studenti convocati per il rinnovo dei rappresentanti di classe

Due giorni, il 29 e 30 ottobre, nei quali, dopo le normali attività didattiche del mattino, gli insegnanti nelle ore pomeridiane svolgeranno a scuola le attività proprie della funzione docente (preparazione e correzione delle verifiche, preparazione delle lezioni)

Nel tardo pomeriggio del giorno 30 seminario informativo rivolto a docenti, genitori, studenti sulla Proposta di Legge 953 (ex Aprea) riguardante la riforma degli organi collegiali.

I vostri insegnanti

Scarica il testo della mozione approvata il 23 ottobre

Scarica il testo della lettera ai genitori e agli studenti

Collegati con il sito di ForumScuole che raccoglie le iniziative dalle scuole di tutta Italia

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