La scuola è nostra! Miglioriamola insieme

Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Vertenza scuola: la democrazia paga, difendiamola!

Posted by comitatonogelmini su 30 ottobre 2012

di Marina Boscaino e Corrado Mauceri
da Pubblico
30 ottobre 2012

La mobilitazione che sta interessando il mondo della scuola in questi giorni coinvolge insegnanti che in precedenti occasioni non avevano partecipato. L’inserimento all’art. 3 della bozza del disegno di legge sul patto di Stabilità di un aumento dell’orario di lezione per i docenti, senza alcun corrispettivo salariale, e cioè a parità di stipendio, rappresentando una proposta davvero inedita per gravità nella storia del nostro Paese (l’aumento dell’orario corrisponderebbe a 1/3 in più delle ore di insegnamento), è andato evidentemente a colpire talmente tanto nel vivo la sensibilità e le condizioni di lavoro dei docenti (già messi a dura prova da un triennio, quello dal 2008-11 che ha visto il taglio di 85mila cattedre circa, l’aumento di un punto percentuale nel rapporto alunni-docente, il dimensionamento con l’accorpamento di istituzioni scolastiche autonome che hanno peggiorato le condizioni lavorative del mondo della scuola) che la gran parte degli insegnanti italiani ha ritenuto necessario manifestare il proprio disaccordo.

Le scuole hanno assunto in prima persona la guida della mobilitazione: si sono svolte assemblee, collegi, riunioni sindacali, incontri con genitori e studenti (i due altri soggetti maggiormente colpiti dal provvedimento, assieme ai lavoratori della scuola), che legittimamente – nell’esercizio delle loro competenze – hanno deliberato le più diverse forme di lotta (autosospensione dagli incarichi, sospensione delle attività aggiuntive, individuazione di forme di didattica alternativa). Le scuole si sono trasformate, dopo anni, in luoghi di dibattito e di contestazione delle politiche del sedicente governo “tecnico”, incapace di affidare alla scuola pubblica non solo il ruolo di prima grande palestra di democrazia di un Paese, ma anche di volano di sviluppo economico e sociale, perché culturale.

Il PD, seguito poi da altri partiti della attuale maggioranza di governo, ha sostenutoin parte per la imminenza delle elezioni, in parte, crediamo, per una genuina adesione alla causale proteste del mondo della scuola che, considerate le notizie attualmente in nostro possesso, sembra si incamminino a sortire i risultati auspicati. Non possiamo però non tener conto del fatto che come ha ammesso lo stesso ministro Profumo che, dopo essersi fatto promotore del provvedimento, ha dichiarato che è inopportuno, considerata l’imminenza del voto, andare avanti adesso con la propostala scuola pubblica è stata, è e sarà sotto attacco. Una eventuale tregua nei prossimi mesi non impedirà, ai sostenitori della “politica del rigore”, di tornare alla carica, riproponendo un pacchetto ventilato da tempo che possa trovare sostegno nella triade merito, valutazione, produttività.

L’idea di una scuola gerarchizzata sulla base del “merito” e nello stesso tempo aziendalizzata, il rafforzamento del ruolo manageriale dei dirigenti ed il controllo ministeriale sulla didattica attraverso gli strumenti di valutazione, apparentemente indipendenti, ma in realtà ministeriali (i nuclei di autovalutazione farebbero capo all’Invalsi, istituto di valutazione dipendente dal MIUR; il futuro Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione sarà, come oggi, presieduto dal ministro di turno), sono tutte scelte che le forze politiche che sostengono questo Governo portano avanti;  la recente approvazione alla Camera dei Deputati della proposta di legge 953 ( ex Aprea) da PD, UDC e PDL è un segnale concreto dell’attacco cui sarà sottoposta la scuola pubblica e con essa  la democrazia scolastica ed il suo ruolo istituzionale.

Auspichiamo che i docenti, tutti i lavoratori della scuola, gli studenti, i genitori abbiano ben chiaro che la mobilitazione democratica  nelle scuole oggi è vasta e praticabile grazie agli spazi di democrazia che ancora esistono, fortemente minacciati di riduzione dalla proposta ex Aprea recentemente approdata in Senato, dopo l’approvazione in legislativa nella commissione Cultura della Camera (e perciò attraverso una procedura che sottrae una materia strategica dal dibattito e dal confronto democratico delle Aule parlamentari). È interesse e compito della scuola e dei maggiori protagonisti della democrazia scolastica difendere e, anzi, rafforzare gli strumenti della partecipazione.

Per questo la Proposta 953 ( ex Aprea ) deve essere bloccata e sostituita da una riforma che potenzi la democrazia scolastica, a tutti i livelli.

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