La scuola è nostra! Miglioriamola insieme

Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Perché la proposta per un governo democratico della Scuola della Costituzione

Posted by comitatonogelmini su 9 dicembre 2012

ARTICOLATO

di Coordinamento Nazionale per la Scuola della Costituzione
9 dicembre 2012
La priorità è il governo democratico della scuola. Le 24 ore, il concorso, le prove INVALSI, i tagli all’istruzione pubblica ed i contributi alle private, la “953” (ora al Senato 3542): tutte scelte dell’aziendalizzazione della scuola statale.

La “pensata” del Governo dei Professori di prevedere un aumento a 24 ore dell’orario di lezione del personale docente della scuola secondaria è stata tolta di mezzo dal Parlamento (vista la prossimità delle elezioni), anche se la scuola subirà ugualmente tagli alla spesa in misura equivalente.

Infatti, l’idea di fare cassa sulla scuola statale non è stata per niente superata.

L’istruzione non è più un impegno primario dello Stato; ma, soprattutto, non è più considerata una funzione istituzionale dello Stato. È, viceversa, un servizio pubblico, che può essere gestito indifferentemente o da scuole statali, organizzate con i criteri privatistici delle aziende; o da scuole paritarie (in gran parte confessionali), alle quali si riconosce la stessa funzione di servizio pubblico e che pertanto hanno diritto di essere finanziate anche da Stato, Regioni e Comuni.

Qualche falso ingenuo, che legge la Costituzione a partire dal Titolo V, sostiene addirittura che anche nell’istruzione sia applicabile il principio di sussidiarietà di cui all’art. 118, secondo cui, dove il servizio pubblico sia svolto dalla scuola privata, non deve essere istituita quella pubblica. Evidentemente ignora l’art. 33 della Costituzione, laddove afferma “La Repubblica…..istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi”, escludendo non solo l’applicabilità del principio di sussidiarietà, ma anche l’ipotesi di un sistema integrato pubblico-privato.

In questa idea di scuola, che poggia sul compito di erogare un servizio alla collettività-utenza, lo Stato deve soltanto garantire “i livelli essenziali delle prestazioni” e ogni realtà scolastica si organizzerà come può, a seconda delle disponibilità finanziarie che riuscirà a reperire ed in regime di concorrenza (che secondo gli “innovatori” dovrebbe garantire la qualità).

Questa concezione del sistema scolastico ha origine nel 1993, con la privatizzazione del rapporto di lavoro del personale della scuola. Tappe successive: l’organizzazione aziendalistica con a capo la figura del Dirigente manager (autonomia e dirigenza); nel 2000, con la legge di parità, che ha introdotto il cosiddetto sistema integrato; infine con la modifica del Titolo V della Costituzione. Ora, con l’approvazione alla Camera dei Deputati della proposta di legge ex Aprea ed ex 953 (ora al Senato 3542), si pensa di portare a compimento il processo, con una sostanziale convergenza tra centro-sinistra e centro–destra.

Non si tratta di compromessi o inciuci politici; è proprio un’idea di scuola connaturata alla cultura liberista della destra, ma ora anche profondamente radicata nella cultura del gruppo dirigente del PD. In un noto documento del 1994, infatti,  “Una nuova idea  per la scuola”, sottoscritto da 31 intellettuali di area progressista (primo firmatario Luigi Berlinguer, divenuto in seguito Ministro della Pubblica Istruzione e quindi protagonista di questa regressione del ruolo della Scuola statale) si affermava che: “si deve pensare a un sistema formativo pubblico, nazionale  ed unitario, del quale partecipano scuole statali e non statali …”.

La scuola non è quindi più una struttura dello Stato. Di conseguenza l’attività docente non è più una funzione dello Stato, come ad esempio quella del Magistrato. L’attività docente diventa una prestazione di lavoro subordinato, rispettabilissima come qualsiasi altra prestazione di lavoro, ma appunto – come qualsiasi altra attività lavorativa – retribuita non tanto per il valore e la professionalità della funzione, quanto per la durata della prestazione.

In questo contesto culturale l’attività del docente deve svolgersi in base agli indirizzi del Ministro; è sottoposta alle valutazioni da parte di organismi ministeriali come l’INVALSI, solo formalmente indipendenti; ed è sempre più subordinata al potere del dirigente-manager, che della attività dei docenti è responsabile e quindi il gestore. Ma, soprattutto, è un costo che si deve il più possibile contenere.

Le battaglie contro i tagli alla spesa per l’istruzione o contro concorsi per reclutare personale già da anni in servizio o contro le prove INVALSI, possono essere generose, ma risultano comunque poco efficaci se non si ripristina la scuola della Costituzione. In questi giorni il mondo della scuola ha avvertito la deriva di quest’idea mercantilista dell’istruzione e si è mobilitato con grande passione, costringendo, grazie anche alla prossimità delle elezioni, il Governo e le forze politiche che lo hanno sostenuto a stoppare queste “innovazioni”.

Dobbiamo però deve essere consapevoli che, al di là di tutti i proclami quotidiani sulla centralità della scuola, i fatti concreti di questi ultimi venti anni dimostrano che nella cultura dominante nel nostro Paese tale centralità è solo uno slogan propagandistico; è pertanto necessario rilanciare, anche a livello culturale, prima che sia troppo tardi, un’idea di scuola alternativa, che è poi l’idea di scuola della Costituzione. Ma soprattutto è necessario rivendicare scelte concrete, a cominciare da un forte incremento della spesa per l’istruzione e da un governo democratico della scuola a tutti i livelli; solo su di esse potrà essere misurata la reale centralità della scuola.

Il degrado dell’istruzione statale certamente è imputabile alle politiche dei Governi che si sono succeduti ed alle “nuove idee” di stampo liberista di alcuni settori di centro-sinistra; ma ad esso non è estranea la passività con cui il mondo della scuola ha finora subito, anno dopo anno, tutte le stravaganze inventate dai sedicenti innovatori. Nelle manifestazioni di questi giorni si leggeva negli striscioni: “La scuola siamo noi”. Prima che sia troppo tardi dobbiamo rivendicare effettivamente il governo democratico della Scuola.

Domenica 16 dicembre il Coordinamento Nazionale per la Scuola della Costituzione ha promosso a Roma (ore 10,30 Palazzo della Provincia) un seminario in cui presenterà una proposta concreta, alternativa alla ex Aprea“953”.

Discutiamone insieme.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...