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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Iscrizioni on line: Roma sbaglia i conti in Veneto e dimentica…3400 alunni!

Posted by comitatonogelmini su 14 luglio 2013

iscrizione_avvenuta

di Carlo Salmaso
Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
14 luglio 2013

L’uso delle nuove tecnologie da parte del Ministero dell’Istruzione colpisce ancora.

Da quest’anno scolastico le iscrizioni dei nuovi alunni sono state effettuate per la prima volta solamente on line: che il meccanismo non fosse perfettamente a punto lo avevamo già registrato in due precedenti posts comparsi nel nostro blog (vedi qui e qui).

Purtroppo la conferma è arrivata negli ultimi giorni, con risvolti grotteschi e al limite della legalità.

Come segnala Alice D’Este nel suo articolo dell’11 luglio 2013 sul Corriere del Veneto, il MIUR ha “perso per strada” 3.400 (!!!) iscrizioni alle scuole secondarie di secondo grado relative al Veneto.

E ora l’errore nei conteggi da parte del Ministero dell’istruzione sugli iscritti delle scuole superiori venete apre una voragine nel calcolo delle cattedre per il prossimo anno scolastico. Gli uffici del ministero della Pubblica istruzioni hanno tarato l’organico del 2013-2014 sulla base di una previsione di 2700 studenti in più alle superiori. Peccato che saranno 6120 in più rispetto all’anno appena finito. Gli iscritti delle classi venete, infatti, erano 195.701 mentre dal prossimo settembre (il 12 si torna a scuola) si sale a 201.821. Risultato? I docenti o meglio le cattedre calcolate non bastano affatto a coprire le esigenze della popolazione scolastica reale”.

L’USR del Veneto, preso atto della situazione con l’invio dell’organico di diritto regionale, ha chiesto al MIUR di incrementare di almeno 150 cattedre il contingente, ma nessuna risposta è intervenuta da parte del Ministero.

All’appello mancano 150 cattedre, e “quindi almeno 2700 ore di lezione (ogni cattedra è da 18 ore) che per il momento sono state divise tra le cattedre già assegnate. Il risultato è una vera e propria esplosione di ore in più per chi già lavora e meno posti per gli insegnanti precari”.

Nella sola provincia di Padova si contano 93 cattedre extra large (vedi qui a pag. 2 e 3); ci sono molte cattedre da 20 e 24 ore e in molte scuole le classi rischiano di essere affollate di ragazzi e di oltrepassare i limiti fissati dalla normativa, anche in presenza di alunni disabili.

Veramente un risultato soddisfacente quello ottenuto da Ministero con l’uso delle nuove tecnologie!

E a pagare, come sempre, saranno gli insegnanti e soprattutto gli alunni a cui verrà fornito un ulteriore servizio al ribasso…

Chiediamo un pronto intervento da parte del MIUR con un adeguato aumento nella concessione dell’organico di fatto, ma anche, e soprattutto, che chi ha sbagliato nel calcolare il numero di iscritti venga sollevato dal suo incarico.

Agli insegnanti chiediamo invece di non piegarsi e di non accettare cattedre che vadano oltre l’orario contrattuale: il ricorso ad esse, oltre a ridurre notevolmente la possibilità di lavoro per i colleghi a tempo determinato, è regolamentato dalla C.M 10 del 21 marzo 2013 che prevede quanto segue:

Fanno eccezione le cattedre che non sia possibile formare per complessive 18 ore anche ricorrendo ad una diversa organizzazione modulare, fermo restando che le stesse non potranno comunque avere un orario inferiore alle 15 ore settimanali. In tal caso l’orario necessario per completare la cattedra potrà essere impiegato per il potenziamento degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti e/o per attivare ulteriori insegnamenti, finalizzati al raggiungimento degli obiettivi previsti dal piano dell’offerta formativa.

Solo allo scopo di salvaguardare le titolarità dei docenti soprannumerari (e nel rispetto degli obiettivi finanziari di cui all’art. 64) è possibile formare cattedre con un orario superiore alle 18 ore e che, di norma, non devono superare le 20 ore settimanali, sempreché non sia possibile attivarle secondo quanto previsto dal comma precedente.

Per salvaguardare la qualità dell’insegnamento nelle nostre scuole non pieghiamoci ai diktat di chi non è nemmeno in grado di usare un programma per registrare le nuove iscrizioni…

 

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