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Spending review. Tagli al sostegno? BES e formazione curriculari vanno in questa direzione?

Posted by comitatonogelmini su 21 novembre 2013

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da Orizzontescuola.it
21 novembre 2013

Che nel mirino dell’amministrazione ci sia il sostegno lo sospettiamo da anni e non è neppure un gran segreto. Tutto dipenderà dalle modalità. C’è chi sostiene che il processo è già iniziato con i BES

Le anticipazioni di OrizzonteScuola.it su possibili nuovi tagli nella scuola provenienti dalla prossima Spending review, hanno messo in agitazione il mondo dell’integrazione scolastica, poiché tra le voci indicate ed oggetto di revisione c’è pure il sostegno.

Si tratta di quella nuova ondata di tagli-razionalizzazione che vedrà, per tutta l’amministrazione risparmi di spesa per il 2015 (3,6 miliardi), 2016 (8,3 miliardi) e 2017 (11,3 miliardi).

Anche la scuola dovrà fare la sua parte, rivedendo la spesa per alcuni settori quali: dimensione delle scuole, insegnanti di sostegno, docenti inidonei, edilizia scolastica.

In cosa consisteranno questi interventi?  Ieri Cottarelli, il commissario che ha elaborato il piano della nuova Spending review, ha affermato: ”Il nostro approccio è quello di guardare a tutti i settori, quello che posso garantire è che non si tratterà di tagli lineari, ma di tagli mirati che andranno a vedere le aree di inefficienza e le aree in cui ci sono attività che non sono prioritarie per il cittadino”.

Tra le voci elencate, però, stentiamo a considerare come possibile “area di inefficienza” e “non prioritaria per il cittadino” il sostegno agli alunni disabili.

Come già affermato, si tratta ancora di aree indicate dal commissario, che dovranno poi essere declinate dalle varie commissioni.

E’, dunque, ancora presto per lanciare allarmi, ma certo è che i docenti di sostegno iniziano a non dormire sonni tranquilli.

Tanto più se si collega il tutto con quelle tendenze riformatrici del settore che molti segnali hanno dato in questi anni.

A partire dal 6 dicembre 2012, quando il Ministero stesso ha organizzato un seminario nazionale sull’inclusione scolastica, un momento di confronto sul futuro del sostegno.

Tra le novità prospettate, che dei ragazzi con disabilità se ne facciano carico anche i docenti curriculari lasciando ai docenti specializzati i casi “particolari” che richiedono specifiche competenze, come nel caso dell’autismo.

Centrali in questo modello sono stati indicati i CTS (Centri Territoriali di Supporto) cui farebbero capo gli specialisti, con il compito di gestire le tecnologie e le risorse finanziarie, nonchè di sportello per le famiglie.

Una riforma complessa, che non potrà essere certo realizzata attraverso una spending review.

Riforme di tali entità vengono attuate attraverso quella che Noam Chomsky definisce la “strategia della gradualità” che punta a far accettare cambiamenti radicali e a volte drastici applicandoli gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi.

E a voler essere maligni, qualcuno potrebbe vedere in quella “rivoluzione ancora a metà” dei BES un tentativo di spostare le competenze dell’integrazione sui docenti curriculari.

Così come, potremmo vedere un secondo tassello nella formazione sul sostegno dei docenti curriculari, previsto nel Decreto istruzione, che punta in questa direzione e che personaggi autorevoli come Salvatore Nocera affermano che causerà una riduzione della richiesta di sostegno.

Insomma, pezzi che camminano singolarmente, ma che appartengono ad un unico disegno e che confluiranno in un unico grande progetto.

La rivoluzione è già iniziata?

Forse sì, e forse è già stato calcolato il risparmio in termini finanziari, almeno di una possibile prima fase.

Ci riferiamo a quelle affermazioni oggetto di scontro interpretativo presenti nel discorso programmatico pronunciato dal Ministro Carrozza in VII Commissione cultura che lasciavano prefigurare una riduzione di 11mila posti di sostegno grazie all’entrata a regime della normativa sui BES, cui affiancare una implementazione della “rete territoriale di supporto, della formazione per i docenti e della realizzazione dei Piani didattici ed educativi personalizzati”.

Non va, forse, in questa direzione il documento dell’USR Friuli che ha individuato due diverse categorie nella disablità grave: quella straordinaria e quella eccezionale, assegnando rispettivamente alla prima un rapporto di un docente ogni due alunni e alla seconda un rapporto di un docente per alunno?

Insomma, ci siamo.

Sebbene qualcuno abbia interpretato il presunto taglio delle cattedre nella trasformazione in cattedre in deroga, da assegnare a personale precario. Quindi, non verrebbe modificata la quantità complessiva delle cattedre.

Vedremo, la spending di Cottarelli ci darà sicuramente un segnale.

 

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