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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Matteo Renzi e la scuola, ovvero diagnostica per omissioni

Posted by comitatonogelmini su 3 agosto 2014

Cosines

di Vincenzo Pascuzzi
3 agosto 2014

Il governo nega, ma forse pensa a un nuovo blitz agostano sulla scuola

“Da centocinquanta giorni ho cambiato ruolo, vita e domicilio” così esordisce Matteo Renzi nella email del 31 luglio diretta ai fans o followers iscritti alla sua Newsletter lasciati senza nuove – pensate! – da febbraio, cioè appunto da 150 giorni.

L’email che è ben lunga, equivalente a circa 5 cartelle dattiloscritte, tratta dapprima di Europa, legge elettorale, riforma costituzionale, P.A., fisco, giustizia e altro (80 euro, difesa, salute, agricoltura. ….), umilmente riconosce e ammette che “quello che abbiamo fatto è ancora niente. Ci sono mille giorni davanti a noi dal primo settembre 2014 alla fine di maggio del 2017 quando, con calma e pazienza, libereremo l’Italia dai vincoli che non la fanno ripartire”. Preso alla lettera, significa che bisognerà aspettare – “con calma e pazienza” – ancora “3 anni 3” per ripartire?! Forse si è espresso male, chissà?

Dopo tutto questo, verso la fine dell’email, in posizione corrispondente circa alla 5ª e ultima cartella dattiloscritta, Matteo Renzi parla anche di scuola. Eppure il 22 febbraio scorso, nel discorso davanti ai senatori, alla scuola veniva assegnata la priorità! In proposito, così riportava Valentina Santarpia sul Corriere:

 SCUOLA – E’ l’argomento su cui si è dilungato di più, e quello che per lui rappresenta «il punto di partenza»: « Chi di noi tutti i giorni ha incontrato insegnanti, educatori, mamme, sa perfettamente che c’è una richiesta straordinaria: restituire il valore sociale agli insegnanti, e questo non ha bisogno di riforme, denaro, commissioni di studio. Ma del rispetto per chi va quotidianamente nelle nostre classi e si assume il compito struggente di essere un collaboratore alla creazione di una creatività. Ci sono fior di studi che dicono che un territorio che investe sull’educazione cresce in maniera proporzionale». Da questa considerazione, un impegno preciso: «Tutte le settimane il mercoledì entrerò in una scuola diversa, mi recherò come facevo da sindaco nelle scuole per dare un segnale simbolico, se volete persino banale, per far capire che da lì riparte un Paese». Il primo passo per ridare credibilità alle scuole, sarà quello di intervenire sull’edilizia scolastica, che era già una priorità del governo Letta, che ha avviato, prima con il Dl Fare e poi con il decreto Istruzione, un massiccio piano di investimenti nel settore. Un altro tema è quello degli asili nido: «Non è un tema da addetti ai lavori – precisa Renzi – è il tema vero di tutti i giorni, è il tema che si collega al fatto che abbiamo la disoccupazione femminile più alta d’Europa».

La citazione è lunga ma può essere utile per confrontarla con quanto riportato nella recente email di Renzi, e cioè:

 E soprattutto vuol dire Scuola. Dico soprattutto non perché io sia fissato – ok, confesso che lo sono – ma anche perché lì si gioca tutto. La crescita economica, la dignità dell’insegnamento, il patto educativo con le famiglie, la qualità della vita nelle città. È lì, è tutto lì. Tra dieci anni saremo giudicati non per lo “zerovirgoladipil”, ma sul se saremo stati capaci di ridare dignità alla scuola e all’educazione italiana.

Siamo partiti dall’edilizia scolastica e abbiamo aperto i primi cantieri. Quello più importante richiederà tre mesi di consultazione con le famiglie e i docenti e comprenderà gli argomenti da studiare, la formazione e l’assunzione del corpo docente, il rapporto con il territorio e l’autonomia.

Questo è il cantiere più impegnativo. Ma anche quello più bello. Perché si fa politica per questo, non per tre poltrone in più o in meno. E l’Italia deve tornare a essere fiera della propria scuola.

Questo è quanto scrive Renzi ai suoi fans, e tramite loro, al mondo della scuola (docenti, ata, studenti, famiglie, presidi, ….) e a tutti gli italiani. Sicuramente è un po’ pochino, quasi nulla!

Il discorso appare più da campagna elettorale (tipo un comizietto), rivolto al futuro: “faremo” con obiettivi luccicanti e multicolori, nessun consuntivo intermedio: “abbiamo fatto” e sono passati 150 giorni. Numerose sono, inoltre, le omissioni. Si può pensare addirittura a una diagnostica della politica scolastica basata sulle cose non dette!

Anche il solitario cenno all’avvio dei primi cantieri per l’edilizia scolastica è misero e fragile: ad oggi risultano realmente disponibili 784 mln invece dei 3,5 mld promessi, meno di un quarto.

I termini temporali – almeno per quanto riguarda il giudizio sull’operato – vengono allungati dai 1.000 giorni sopra citati a 10 anni!

Dal suo cilindro esce il coniglio del cantiere “di consultazione con le famiglie e i docenti” di durata trimestrale ….(sic!)”. Perché proprio tre mesi? E come verranno consultate 8 milioni di famiglie e 800 mila docenti? In piazza, in rete, presso i mercati, i centri commerciali, le parrocchie, ….? E chi le consulterà, chi farà sintesi e scelte? E perché questa consultazione non è già partita a marzo?

Ma il partito di Renzi (o il suo cerchio magico) non ha un proprio know how sulla scuola? Nel 2013 il Pd ha pure presentato un programma elettorale, ora non va più bene, è tutto da rifare?

Niente da dire, imbarazzato silenzio diplomatico sul tentato blitz di inizio luglio da parte del sottosegretario (e, pare, aspirante ministro) Roberto Reggi? Il blitz, fallito e momentaneamente ritirato, delle 36 ore settimanali (finalmente l’Italietta avrebbe doppiato l’Europa tutta!) e le altre geniali ipotesi che avrebbero trasformato le scuole in caserme, con i docenti sull’attenti davanti ai presidi e …. magari puniti e assegnati alla pulizia pomeridiana o notturna delle latrine!

Una tale sortita, in un paese serio e con politici seri, avrebbe imposto le dimissioni del sottosegretario, infatti sono state chieste. Ma da noi no, Reggi è buon amico di Renzi e la sortita probabilmente non è stata un infortunio individuale, ma un’iniziativa avallata dal capo del governo.
E serve davvero un cantiere trimestrale per conoscere e affrontare questioni croniche come il precariato, la dispersione scolastica, l’affollamento delle classi, lo studio delle lingue già alle prime classi, …. ?

Il sospetto è che l’attività cantieristica serva da cortina o paravento alle reali intenzioni del governo, che intenderebbe così anestetizzare, distrarre e poi riproporre, con un nuovo blitz agostano, tutte o parte le “soluzioni” già anticipare da Reggi (in particolare 20 o 22 o anche più ore ma “facoltative”; via il 5° anno ai licei in via sperimentale diffusa; test Invalsi imposti qua e là perché l’Europa ecc.; maggiori risorseperché i “tempi sono maturi”alle paritarie cattoliche che rischiamo di chiudere ma vogliono fare concorrenza alla statali, ….). Insomma ulteriori cunei e picconate alla scuola statale per risparmiare, razionalizzare, competere e così migliorare, altri slogan analoghi e sciocchi.

Link

L’email di Renzi, “Ecco cosa ho fatto, che sto facendo e che farò”

La scuola è la priorità, poi riforme economiche e giustizia

Piano scuola, la promessa mancata di Renzi: sbloccati solo 784 milioni

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