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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Una piattaforma rivendicativa per aprire in settembre un nuovo percorso per le lotte della scuola pubblica: la LIP

Posted by comitatonogelmini su 1 settembre 2014

scuola13

di Carlo Salmaso
Comitato per la ripresentazione della LIP
da ReteScuole
 1 settembre 2014

Una difficile estate questa del 2014 per il mondo della scuola, ricorda in modo preoccupante quella del 2008: grandi proposte di riforma, lanci mediatici e uso indiscriminato dei quotidiani e dei loro tappetizzati collaboratori, allora La Padania e il Corriere, ora Repubblica e il Sussidiario.net (il diavolo e l’acqua santa…?)

Nel 2008 Tremonti e Gelmini, oggi Reggi, Giannini e Renzi: cambiano i nomi ma la filosofia di fondo non muta, legata ad un’ubriacatura di informazioni spesso discordanti e alla loro puntuale smentita, una cortina fumogena che tiene in continua tensione nascondendo i veri fini (anche questi in perfetta sintonia con il recente passato…) con cui intervenire dispoticamente nel periodo in cui le nostre difese sono maggiormente scoperte.

Mancanza di democrazia e incapacità di confrontarsi, questa la coppia di caratteristiche che accomuna i due governi e il loro modo di procedere.

Il mondo della scuola ha cercato di reagire autoconvocandosi nelle piazze di diverse città italiane, postando in rete delibere e documenti che evidenziano la netta contrarietà alle proposte di modifica lanciate dalla compagine governativa, cercando, per quanto possibile, di fare muro contro gli improbabili “rottamatori”.

Eppure tutto questo non può essere ritenuto sufficiente.
Fin da ora è necessario pensare a come procedere dai primi giorni di settembre con proposte che, oltre a difendere la scuola pubblica, siano in grado di rilanciare percorsi di condivisione, partecipazione e valida alternativa ai dettami del “ducetto” di turno.

In questo senso un gruppo di persone che da oltre dieci anni lavora con questo approccio ha deciso di ridare gambe a quella che, a tutt’oggi, risulta essere il punto più alto di elaborazione dal basso di una bozza di legge, che assuma la scuola, il percorso educativo, l’istruzione come bene comune: ci stiamo riferendo alla LIP, Legge di iniziativa popolare per una buona scuola per la Repubblica.

Ritenendo che il progetto di scuola pubblica configurato da quel testo sia ancora perfettamente adeguato alle esigenze, si è deciso di chiedere la disponibilità ai parlamentari (a partire da quelli delle Commissioni VII di Camera e Senato) affinché la ripropongano a loro nome compiendo un gesto di rispetto e riconoscimento nei confronti di un percorso che ha coinvolto in modo democratico migliaia di genitori, docenti e studenti, gesto che va al di là della condivisione puntuale dei contenuti di questa proposta di legge.

Inoltre è stata lanciata la campagna “Adotta la LIP” che accompagna la ripresentazione della Legge e ne segue il percorso. All’ indirizzo http://adotta.lipscuola.it/ la legge può essere conosciuta e, se condivisa, adottata, scegliendone e colorandone una parola.
Il 31 luglio 2014, dopo 8 anni dalla sua prima proposizione, la LIP è ritornata sotto forma di disegno di legge grazie alla presentazione in Senato dei senatori Mussini (gruppo Misto), Petraglia (Gruppo Misto Sel), Montevecchi (M5S), Tocci (PD), Luzzi (PdL), Centinaio (Lega), Bignami (gruppo Misto), Bencini (gruppo Misto), Gambaro (gruppo Misto), Romani Maurizio (gruppo Misto), Serra (M5S), Ricchiuti (PD), Lo Giudice (PD).

Allo stesso tempo pensiamo che la proposta complessiva della LIP potrebbe essere un’ottima piattaforma rivendicativa con cui aprire, da settembre in avanti, un nuovo percorso che dia la parola a chi viene puntualmente dimenticato dai governanti di turno, a quelle migliaia di persone che ogni giorno, con fatica e passione, costruiscono la NOSTRA scuola.

La LIP è stata, e ancora oggi lo è, il frutto della discussione, del confronto, dell’elaborazione collettiva, del felice intreccio e della pratica costituente dei soggetti attivi nel mondo della scuola pubblica, che nel metodo, nella forma e nella proposta si pone come alternativa concreta e praticabile contro l’imbarbarimento del governo dell’istituzione scolastica italiana, offrendo una prospettiva alta e qualificata di mobilitazione e lotta, da assumere in forma di coalizione ampia e aperta, per tutti coloro che vivono la scuola come un bene comune da sostenere e valorizzare.

In questo senso gli spunti che la LIP propone sono molteplici:
risorse adeguate con un investimento che veda un notevole incremento rispetto a quanto oggi il nostro Paese destina a questo scopo: elevare il tetto di spesa almeno al 6 % del PIL
l’obbligatorietà dell’ultimo anno di scuola dell’infanzia e l’estensione dell’obbligo a 18 anni
dotazioni organiche aggiuntive stabili e adeguate per il sostegno, l’alfabetizzazione, l’integrazione, la lotta alla dispersione e al disagio
classi di 22 alunni
il ripristino e l’estensione del modulo e del tempo pieno nella scuola elementare e prolungato nella media
una scuola superiore che rimanda la scelta delle proprie attitudini a 16 anni con un biennio unitario e un triennio di specializzazione
l’obbligo per gli insegnanti alla formazione e all’aggiornamento
il rafforzamento e l’estensione degli organi collegiali, in particolare con il collegio dei docenti presieduto da un docente eletto dal collegio stesso
l’autovalutazione delle singole scuole, intesa come assunzione di etica responsabilità in un’ottica di rendicontazione sociale per il miglioramento dell’offerta.

Chiediamo quindi a chi non ha cessato di credere che una Buona Scuola per la Repubblica sia lo strumento principale attraverso cui lo Stato possa rimuovere ostacoli e differenze su base socio-economica di provare a guardare alla LIP anche in un’ottica rivendicativa, come strumento di coesione e raccordo fra le lotte che, per mancanza di consapevolezza dei percorsi altrui, in questi anni si sono spesso mosse in modo disunito e disorganizzato.

Sarebbe forse il risultato più ambizioso ottenuto dalla Legge di iniziativa popolare per una buona scuola per la Repubblica.

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