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Abolizione scatti anzianità, al Ministro va di scherzare: proposta “La Buona scuola” era provocatoria

Posted by comitatonogelmini su 30 gennaio 2015

The-Kandinsky-Effectdi Anselmo Penna
da OrizzonteScuola
30 gennaio 2015

C’è da restare sbigottiti alle affermazioni che il Ministro dell’istruzione Stefania Giannini ha rilasciato al Corriere della Sera sulla riforma degli stipendi dei docenti. (vedi il testo dell’articolo qui )

Ricordiamo, infatti, che nel documento “La Buona scuola” era prevista l’abolizione degli scatti stipendiali e l’avvio di una progressione legata al “merito”.

Proposta sonoramente bocciata da tutte le scuole d’Italia e dalla stessa consultazione gestita dal Governo.

Bocciatura che ha costretto ad una riformulazione della riforma degli scatti stipendiali con un sistema misto tra anziantià e merito.

Oggi, il Ministro ha affermato che la proposta presente nel testo “La Buona scuola” era “provocatoria”.

Prendiamo atto che il confronto avvenuto nel periodo delle consultazioni si è sviluppato su una proposta non seria e realistica.

Non c’è che da sperare che anche la proposta alternativa che prevede un quarto di scatti di anzianità e i tre quarti dal cumulo di crediti che dovrebbero certificare il merito sia altrettanto “provocatoria”.

C’è una domanda che crediamo importante rivolgere al Ministro: quali altre parti delle linee guida erano provocatorie? I precari devono temere qualche sorpresa?

L’impressione che se ne ha, invece, è che il Governo, al fine di tagliare gli stipendi dei docenti con una falsa proposta di riforma meritocratica, abbia voluto chiedere 100 per ottenere 90.

Una prima proposta civetta che prevedeva l’abolizione totale degli scatti di anzianità (chiaramente irricevibile), cui è seguita una abolizione quasi totale, dei tre quarti, spacciando il tutto per democrazia partecipata, dialogo e confronto.

Proposta, quest’ultima, che con molta probabilità non sarà più oggetto di confronto con i diretti interessati e, a quanto pare, neppure con le rappresentanze sindacali. Ce la troveremo direttamente sul piatto, nel decreo di fine febbraio

Questo giochetto non va sotto il nome di “provocazione”.

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