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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Archive for the ‘Documentazione’ Category

Legislazione, approfondimenti, documenti

Tre riflessioni, tre proposte

Posted by comitatonogelmini su 27 settembre 2015

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di Comitato Nazionale di Sostegno alla Legge di Iniziativa Popolare per una Buona Scuola per la Repubblica
27 settembre 2015

Abbiamo partecipato e contribuito al grande movimento di lotta e di opposizione alla “Pessima scuola” renziana.
Ora che la Legge 107 è approvata ed cominciano ad essere concreti i suoi primi effetti nefandi, sentiamo la necessità di esprimere alcune riflessioni che intendiamo mettere a disposizione di tutti perché possano essere considerate, rigettate o condivise, ma comunque dibattute.

A nostro modo di vedere ci sono in particolare tre cose urgenti da fare nelle scuole nei prossimi giorni per continuare a contrastare questa legge incostituzionale.

RAPPORTO COI GENITORI e più in generale con l’opinione pubblica.
Questa “riforma”, grazie all’aiuto dei mass media e delle semplificazioni propagandistiche, è stata ben “venduta”, a cominciare dall’appeal persuasivo del titolo dell’intera operazione – la Buona Scuola: investimenti, assunzioni, valorizzazione del merito, poteri e strumenti per una migliore “organizzazione”; l’opposizione degli insegnanti dipinta come conservazione dell’esistente, rinuncia a presunti privilegi, volontà di sottrarsi ad essere valutati, pretesa ad avere un posto di lavoro fisso vicino a casa…
Va autocriticamente riconosciuto che, se siamo riusciti a creare un pressoché totale fronte unitario dei docenti, non siamo riusciti ad avere l’appoggio convinto dei genitori, come invece successo per le riforme Moratti e Gelmini; nel migliore dei casi i genitori l’hanno vista da spettatori “neutrali”, come una battaglia che riguardasse solo i docenti.
Occorre recuperarli al nostro fianco, cercando di far capire loro che la scuola che ci viene oggi imposta (nonostante il dissenso argomentato e civile) non migliora l’esistente ma lo peggiora – sia nelle sue ricadute immediate che in prospettiva – e che va contro i loro stessi bisogni ed interessi.

Occorre coinvolgere i genitori informandoli, organizzando volantinaggi ed assemblee in tutte le scuole, incontri pubblici in tutte le città.
Partendo dalla denuncia – per nulla “ideologica”, da ciascuno immediatamente e concretamente riscontrabile – che nulla di quanto magicamente promesso è stato realizzato, nessuno dei veri problemi è stato affrontato: non è stata debellata “la supplentite”; sono aumentate le cattedre vacanti; è ulteriormente diminuita la “continuità didattica”; sono rimaste le classi pollaio ed insicure; ha continuato ad essere negato il tempo pieno alle tante famiglie che lo hanno chiesto; il contributo “volontario”, nella migliore delle ipotesi, non diminuirà…
Anzi, a questi si sono aggravati e aggiunti, “per legge”, problemi nuovi: la mancata sostituzione dei docenti il primo giorno e dei bidelli i primi sette giorni di assenza amplifica e legittima le trasmigrazioni in altre classi, nega la continuità didattica di ospitati ed ospitandi, pone gravi problemi di sicurezza e vigilanza.
Per arrivare anche e poi a denunciare come l’attacco alla libertà di insegnamento – tramite un possibile controllo “ideologico” di un Dirigente “manager” onnipotente – limiti il diritto e la libertà di apprendimento dei loro figli. Come l’accentramento del potere nelle mani di uno solo renda un orpello la partecipazione democratica dei genitori al governo della scuola. Come la mancanza di risorse renda le scuole dipendenti da “benefattori” difficilmente disinteressati. Come gli “school bonus” ad una scuola siano per il 65% a carico dell’intero corpo sociale. Come le private traggano enormi vantaggi e favori a spese delle scuole pubbliche che, per finanziarsi, dovranno sempre di più “mettersi sul mercato” e raccogliere bollini ovunque. Come il fine ultimo di questa “riorganizzazione” sia l’eliminazione dell’uguaglianza delle opportunità delle scuole e quindi dell’eguaglianza delle opportunità per i ragazzi sancita dalla Costituzione e la creazione di poche scuole privilegiate nei quartieri bene delle grandi città – destinate alla creazione di un’èlite dirigente – e di tante immiserite e senza speranza destinate alla rapida creazione di manodopera flessibile, precaria, con poca formazione e ricattabile.
Se non ci sforzeremo di far arrivare, tramite le evidenze già verificabili, questi messaggi ai genitori e più in generale a tutta l’opinione pubblica, la lotta di resistenza segnerà il passo e perfino l’eventuale ipotesi referendaria rischierà non solo di essere un insuccesso, ma di allontanare ancor di più la speranza di un riscatto e di un’inversione di tendenza.

I COMITATI DI VALUTAZIONE

Insieme al Ptof (Piano triennale dell’offerta formativa), i Comitati di valutazione sono i primi fondamentali tasselli della divisione e della competizione tra gli insegnanti, la fine dello spirito cooperativo che dovrebbe animare una comunità scolastica.
Allo stato attuale, ovviamente, la posizione più “conveniente” è quella di rimandarne il più possibile anche la sola discussione nei Collegi, forti del fatto che ancora non sono state emanate precise disposizioni applicative.
Ma questo tempo va utilizzato per ragionare e confrontarsi sulle possibili “strategie” di contrasto
Semplificando, le ipotesi in campo sono sostanzialmente due: non collaborazionismo; sporcarsi le mani entrando nella mischia per indirizzarne gli esiti.
La prima ipotesi, da un punto di vista ideale, parrebbe la migliore: se tutte le scuole, se tutti i Collegi docenti, se tutti i docenti rifiutassero di eleggere e far parte dei Comitati di valutazione il segnale sarebbe inequivocabile e di grande forza.
Se però abbiamo l’equilibrio e la concretezza di restare alla realtà e alla fattibilità all’interno delle scuole e non alle speranze e ai proclami fuori di esse, è del tutto intuibile che questa ipotesi potrà realizzarsi in un numero estremamente esiguo di scuole, Collegi docenti, Consigli d’Istituto. Nella ultragrande maggioranza dei casi i Comitati di valutazione saranno eletti e comunque “funzionanti” per la individuazione dei criteri per la valutazione anche senza i docenti
Non senza una dose di sofferenza, ma stando nella concretezza, la via che ci parrebbe più opportuna seguire è quella di non lasciare sdegnosamente in mano ai Dirigenti la composizione e gli indirizzi del Comitato di valutazione, ma di vincolarlo a non premiare un merito qualitativo inesistente ed arbitrario (prima possibilità prevista dalla legge) che sminuirebbe ulteriormente la libertà di insegnamento; a non premiare un merito non oggettivabile se non con la perversione delle performance invalsi (seconda possibilità).
Ma di vincolarlo solamente ed unicamente a “retribuire” il maggior numero di insegnanti sulla base di un loro maggiore impegno orario e di incarichi collegialmente definiti ed attribuiti (usando la terza possibilità della legge alla voce“di coordinamento”), oggi non retribuiti e basati spesso su un puro inaccettabile “volontariato”.
Questo permetterebbe di smontare il “merito” – arbitrario, divisivo, ricattatorio, individualistico e privatistico – a favore di incarichi quantificabili, riconosciuti ed al servizio dell’intera collettività scolastica.

IL PIANO TRIENNALE DELL’OFFERTA FORMATIVA
Quei pochi insegnanti in più che verranno dati agli Istituti (altra bugia/propaganda: agli Istituti e non “ad ogni scuola”) potranno essere richiesti ed utilizzati per “fare vetrina” in un’assurda competizione tra le scuole per accaparrarsi “l’utenza” o per tentare di alleviare problematiche e necessità vere.
Noi crediamo che nei Collegi docenti, chiamati a confrontarsi con gli “atti di indirizzo” del Dirigente scolastico, occorra agire con forte determinazione affinché gli insegnanti “in più” siano prioritariamente richiesti ed utilizzati per diminuire il numero degli alunni nelle classi più numerose, per ridare compresenze ai tempi pieni e ai moduli (oggi diventati puri tempi orari e non più modelli pedagogici), per garantire il sostegno necessario ai ragazzi disabili, per alfabetizzare degnamente i ragazzi migranti.
E forse anche in questo potremmo trovare l’appoggio dei genitori, indispensabile per vincere una battaglia che sarà lunga e maledettamente complicata.

Il Comitato nazionale a sostegno della legge popolare “per una Buona scuola per la Repubblica”

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Documento conclusivo dell’assemblea degli autoconvocati delle scuole padovane del 31 agosto

Posted by comitatonogelmini su 31 agosto 2015

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Assemblea degli autoconvocati delle scuole padovane
Coordinamento scuole in mobilitazione Padova
31 agosto

L’assemblea degli autoconvocati delle scuole padovane si è riunita oggi 31 agosto 2015 presso l’Istituto Ruzza di Padova (oltre 100 i presenti) e dopo approfondita discussione ha condiviso e deciso di proporre ai colleghi docenti e ATA di tutte le scuole i seguenti punti, come iniziale mobilitazione contro la legge 107/15 (buonascuola):

  • adesione alle iniziative già programmate a livello regionale dalle organizzazioni sindacali (VolantinoIniziativeUnitarieVeneto) e invito a partecipare alla manifestazione nazionale delle RSU a Roma l’11 settembre
  • partecipazione all’incontro nazionale di Bologna del 5 e 6 settembre (bologna-5-e-6-settembreassemblea) e adesione alla giornata nazionale di mobilitazione del 23 settembre “notte bianca per la scuola”
  • richiesta alle organizzazioni sindacali provinciali di indire unitariamente il 16 settembre, primo giorno di scuola, un’assemblea sindacale provinciale unitaria nelle prime 2 ore di lezione
  • invita le RSU di ogni scuola a indire al più presto (prima dell’inizio delle lezioni) assemblee interne per sensibilizzare/informare i colleghi e organizzare le eventuali iniziative di contrasto alla legge 107
  • se presente nell’odg dei primi Collegi Docenti di settembre la nomina del Comitato di Valutazione, chiedere prioritariamente di rinviarne la nomina/elezione, per poi decidere tra le seguenti strategie quella ritenuta più idonea per la propria situazione:
  1. non nominare alcun componente del Comitato di Valutazione
  2. individuare e nominare colleghi disponibili a limitare esplicitamente il proprio operato alla valutazione del periodo di prova dei neo-immessi in ruolo
  3. in subordine, nel caso il Comitato venga comunque costituito, rifiutarsi individualmente di richiedere la propria valutazione per l’accesso all’incentivo per merito
  • Riguardo all’accettazione degli incarichi per attività aggiuntive, si propone di aprire una discussione all’interno delle singole scuole per valutarne l’opportunità e la praticabilità
  • evidenziare la completa assenza del personale ATA dalle procedure di assunzione e di potenziamento dell’organico
  • sollecitare dirigenti scolastici e DSGA perchè affrontino concretamente il problema della mancata sostituzione per assenza del personale ATA

A chiusura dell’incontro l’assemblea ha approvato una mozione contro la censura dei libri per l’infanzia da parte dei sindaci di Venezia e Padova (mozione-censura-libri)

L’assemblea degli autoconvocati si riconvoca

MARTEDI’ 15 SETTEMBRE ALLE ORE 17 PRESSO L’ISTITUTO SCALCERLE DI PADOVA

                                                il Coordinamento Scuole in Mobilitazione di Padova e Provincia

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INCONTRO NAZIONALE – Roma – 12 luglio 2015: documento conclusivo

Posted by comitatonogelmini su 13 luglio 2015

roma12di Comitato nazionale di sostegno alla Legge di Iniziativa Popolare per una buona scuola per la Repubblica
12 luglio 2015

L’incontro nazionale tenutosi a Roma il 12 luglio, presenti rappresentanti dei comitati Lip e non solo di molte città italiane, nonché di FLC, Gilda, Unicobas, MCE, Cidi, UDS, Rete della Conoscenza, Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, numerosi parlamentari (Alessia Petraglia, Arturo Scotto, Loredana De Petris, Maria Mussini, Fabrizio Bocchino, Stefano Fassina) nonché Vito Meloni, Christian Raimo, Giulia Rodano (rispettivamente di Rifondazione Comunista, Possibile e L’Altra Europa), ritiene la legge appena approvata in via definitiva totalmente inaccettabile perché intende capovolgere l’impostazione costituzionale della scuola di tutti e per tutti, garanzia di uguaglianza e solidarietà, fondata sul principio della libertà di insegnamento.
I partecipanti sono stati più di 90 e sono intervenuti i seguenti comitati locali Lip: Palermo, Bologna, Roma, Ferrara, Viterbo, Lametia Terme, Padova, Milano, Pesaro, Firenze, Teramo, Avellino, Napoli.
Hanno inoltre partecipato: Autoconvocati Roma, Autoconvocati Campania, No Invalsi, Mida Precari, Coordinamento Corato, Illumin’Italia, Comitato Proscuola pubblica Bari, Comitato Sciopero della Fame al Quirinale, Manifesto dei 500, gruppo LS Amaldi Bitetto (Ba), Gessetti Rotti, Coordinamento scuole Viterbo.
L’assemblea ritiene necessario che la lotta contro l’applicazione della legge riprenda con forza dall’inizio del prossimo anno scolastico. A tal fine è opportuno che si affianchino alle iniziative di lotta decise dalle OO.SS. nella loro autonomia altre che sappiano coinvolgere genitori, studenti e tutta la cittadinanza.
L’intervento sulla scuola è solo l’ultimo atto di decenni di attacchi ai diritti e all’intero mondo del lavoro, destinati a diventare sempre più feroci.

La mobilitazionealcune proposte

guardare con favore all’assemblea nazionale delle RSU dell’11 settembre a Roma alla quale si auspica che segua una manifestazione;
riprendere la pratica dell’Assemblea sindacale provinciale il primo giorno di scuola: 2 ore di assemblea e alle 13 manifestazione provinciale;
sollecitare le RSU e le organizzazioni sindacali ad indire il blocco delle attività aggiuntive del personale docente e ATA;
il 23 settembre, equinozio d’autunno, notte bianca per la Scuola Pubblica in tutte le città d’Italia, nella quale le singole scuole organizzino occupazioni, dibattiti, ecc… per tenere alta l’attenzione anche e soprattutto FUORI dalle scuole, coinvolgendo studenti, genitori, cittadini;
spingere per una manifestazione nazionale o più manifestazioni locali in ottobre, possibilmente con uno sciopero generale della scuola;
disubbidienza civile dentro le scuole, ovvero ubbidienza alla Costituzione:
1. aprire una discussione nelle scuole sulla possibilità di rifiutarsi nei Collegi e nei Consigli d’Istituto di eleggere il Comitato di valutazione per la definizione dei criteri del merito; e condividere tale discussione con genitori e studenti;
2. aprire una discussione nelle scuole sulla possibilità di produrre un documento di rifiuto preventivo del Bonus – premio di merito.

La prospettiva da perseguire è quella di provare in tutti i modi a mettere sabbia negli ingranaggi dell’applicazione della legge, tenendo alta la discussione e la consapevolezza. Tutte queste iniziative saranno difficili, ma non impossibili, da gestire; la vera sfida sarà quella di farle continuare, fino ad arrivare all’abrogazione della legge.
Pur essendo consapevole delle criticità legate al referendum, l’assemblea ritiene quella dell’abrogazione referendaria una delle strade da praticare.
L’assemblea decide, pertanto, di convocare un secondo incontro nazionale domenica 6 settembre a Bologna per valutare concretamente se indire un referendum abrogativo, i suoi contenuti, i tempi e i modi per procedere. Tale possibilità deve però nascere a partire dal mondo della scuola, con l’intenzione di allargarsi a tutta la società, nella presunzione/necessità di farne una battaglia generale, culturale e di civiltà in grado di parlare trasversalmente a tutte e tutti, genitori, insegnanti, studenti e studentesse, cittadine e cittadini, capace di collegarsi alle altre iniziative referendarie sui temi di interesse sociale e democratico.
Un referendum da preparare nel migliore dei modi e con i tempi necessari, costruendo alleanze, cercando adesioni nel mondo della cultura, fra le forze sociali, politiche e sindacali, per far sì che massime siano le probabilità di riuscita, anche in considerazione delle conseguenze distruttive che una sconfitta sulla raccolta delle firme o un esito negativo del voto referendario, nonché la possibile non ammissibilità dei quesiti proposti, riverserebbero sulla scuola pubblica.
L’assemblea si esprime, quindi, negativamente sull’ipotesi di organizzare il referendum entro il 30 settembre, a scuole chiuse, con quesiti incompleti, con una tempistica ingestibile e con risultati incerti, se non ancora peggio dannosi, per il proseguimento della lotta comune.
L’assemblea istituisce quale sua articolazione permanente la “Commissione comunicazione e informazione” al fine di valutare le forme più efficaci per una corretta controinformazione.
L’assemblea, infine, fa proprio il documento sull’incostituzionalità della legge redatto dal giudice Imposimato e sottoscritto da autorevoli costituzionalisti.
I comitati a sostegno della Lip Scuola si danno appuntamento il 5 settembre a Bologna per riprendere tutti insieme il percorso, che transiterà attraverso una attualizzazione del testo del 2006 e una possibile nuova raccolta di firme per riproporlo quale legge di iniziativa popolare.

 

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L’Italia ultima nell’Unione Europea per spesa pubblica nell’istruzione

Posted by comitatonogelmini su 27 dicembre 2014

Jefre-Cantu-Ledesma

di redazione Orizzonte scuola
27 dicembre 2014

L’Italia si classifica ultima nell’Unione Europea per la spesa pubblica nell’istruzione: il dato è contenuto nell’Annuario statistico italiano pubblicato dall’Istat in questi giorni sulla base degli ultimi dati Ocse disponibili. Analizzando la Tavola 7.20collocata a pagina 244 del corposo rapporto annualesi evince che il nostro Paese riserva alla crescita e alla cultura dei sui giovani appena il 4,6% del Prodotto interno lordo. La graduatoria è guidata dalla Danimarca (7,9% di “Spesa pubblica per l’istruzione in % sul Pil”), ma fanno meglio di noi anche tutti Paesi più vicini all’Italia, come Regno Unito (6,4%), Paesi Bassi (6,2%), Francia (6,1%), Portogallo (5,5%) e Germania (5,1%).

La stessa Spagna, che non brilla di certo per le condizioni economiche statali, riesce comunque a dedicare alla cultura delle nuove generazioni il 5,5%, che corrisponde quasi ad un punto percentuale in più rispetto all’Italia. Dall’indicatore, che si riferisce a tutti i livelli d’istruzione e considera come fonti di finanziamento le spese dirette pubbliche per gli istituti scolastici e i sussidi pubblici alle famiglie, emerge quindi un dato inequivocabile: su questo capitolo di spesa, l’Italia si piazza mestamente in fondo alla classifica dei Paesi europei.

Ma la differenza, purtroppo in negativo, di finanziamenti a favore di questo capitolo di spesa nazionale non si ferma ai confini dell’Unione Europea. Sempre l’annuario Istat riporta, come esempi, gli investimenti attuati in alcuni Paesi extra-europei: negli Stati Uniti, ad esempio, la spesa pubblica per l’Istruzione è pari al 6,9% del Pil. Superano ampiamente il nostro Paese anche l’Australia (5,8%) e il Giappone (5,1%).

Il confronto diventa ancora più vistoso se si va anche ad individuare il “Tasso di scolarità dei giovani di 15-19 anni”, dato dal rapporto tra gli iscritti a qualsiasi livello di istruzione in quel range anagrafico e la popolazione della stessa fascia d’età: nella stessa sintesi, l’Istituto nazionale di statistica ha rilevato non solo che nella nostra Penisola è inferiore rispetto alla maggior parte degli altri Paesi europei, ma anche che tra il 2011 e il 2012 in Italia è pericolosamente calato passando dall’81,3% all’81%. Mentre fa un certo effetto sapere che in Germania la frequenza scolastica nella stessa fascia di età è superiore al 90%. E che in altri Paesi, come Belgio, Irlanda e Paesi Bassi si attesta addirittura attorno al 93-94%.

Non ci si può meravigliare, quindi, a fronte di questi dati, se da noi il tasso di conseguimento della maturità superiore e del diploma di laurea è fermo, rispettivamente, al 79% e al 32%. Negli altri Paesi europei, questi dati“derivanti dal rapporto tra gli studenti che hanno conseguito per la prima volta un titolo di istruzione secondaria di secondo grado o terziaria e la popolazione di età teorica corrispondente al conseguimento del titolo”sono di ben altro spessore: in Danimarca, che investe nell’Istruzione quasi il doppio dell’Italia, arriva al diploma il 90% e alla laurea il 50%. Se si guarda solo al conseguimento del titolo di scuola secondaria superiore, la Finlandia riesce nel 96% dei suoi giovani. Germania, Regno Unito e Paesi Bassi si attestano tra il 92% e il 95%.

Scarica qui il testo dell’Annuario Statistico Italiano

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La “Buona Scuola” di Renzi e la buona scuola per la Repubblica

Posted by comitatonogelmini su 29 settembre 2014

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da Vivalascuola
29 settembre 2014

Il prossimo 2 ottobre la LIP (Legge di iniziativa popolare per una buona scuola per la Repubblica) verrà ripresentata pubblicamente, a Roma, alla presenza di parlamentari di diversi schieramenti politici, sindacati, associazioni, movimenti e giornalisti. La LIP nasce dal mondo della scuola, è stata discussa e sottoscritta da oltre 100.000 persone, presentata in Parlamento da un gruppo di senatori di diversi Gruppi come disegno di legge rispettivamente 1583 al Senato e 2630 alla Camera. Quale differenza con laBuona Scuoladi Matteo Renzi (vedi qui), calata dall’alto, annunciata con un filmato, oggetto di un questionario a risposta chiusa in cui non è possibile esprimere dissenso. Facciamo nostro l’invito di Marina Boscaino “Che i Presidenti della Camera e del Senato intervengano per garantire che la proposta di legge di iniziativa popolare (LIP), formalmente presentata da parlamentari di diversi gruppi politici (PD compreso) sia portata al confronto con la proposta governativa in modo da consentire all’opinione pubblica un corretto e democratico confronto“.

Vivalascuola dedica il numero di questa settimana alla ripresentazione della LIP

Leggi e informati qui

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La Legge di Iniziativa Popolare per una Buona Scuola per la Repubblica (LIP) e la “Buona Scuola” di Matteo Renzi

Posted by comitatonogelmini su 22 settembre 2014

di Comitato per la ripresentazione della LIP (Legge di Iniziativa Popolare per la Buona Scuola per la Repubblica)
22 settembre 2014

Scaricate qui il pieghevole ed aiutateci a diffonderlo!

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Test Invalsi di terza media: i testi e la griglia di correzione della prova 2014

Posted by comitatonogelmini su 19 giugno 2014

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di Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
19 giugno 2014

L’Invalsi ha appena reso disponibili i testi delle prove di Italiano e di Matematica somministrate questa mattina in tutte le terze medie d’Italia.

Di seguito trovate i link per scaricare i testi delle prove e la griglia di valutazione necessaria per la correzione.

Avvertenza: anche in queste prove il testo è stato impaginato in cinque maniere diverse (modificando la numerazione delle domande) per evitare (o comunque rendere più difficile) la copiatura fra compagni di classe; quella che propiniamo è una di esse, nelle altre quattro versioni le stesse  domande sono state proposte con una numerazione differente.

Buon lavoro (si fa per dire…) …sperando che questo sia veramente l’ultimo anno in cui i test Invalsi vengono “incastrati” nell’esame di stato che conclude il primo ciclo scolastico.

Il testo della prova di Italiano

Il Testo della prova di Matematica

La griglia di correzione della prova

 

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Ecco i testi delle prove Invalsi di Matematica 2014 per la scuola primaria e le griglie di correzione

Posted by comitatonogelmini su 9 maggio 2014

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di Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
9 maggio 2014

Alleghiamo scaricabili dai links sottostanti i testi delle prove Invalsi 2014 di Matematica per la seconda e quinta classe della scuola primaria distribuiti la mattina del 7 maggio nelle scuole italiane.

Vi informiamo che questa volta abbiamo fatto più fatica del previsto per procurarci i testi, perchè il nostro agente segreto è stato colpito da…influenza.

Comunque ci siamo arrangiati lo stesso!

Avvertenza n°1: i link che troverete conducono al sito ProveInvalsi.net. In questo sito potrete scorrere le varie domande, ma per passare da una all’altra dovete rispondere! Data la risposta, si caricherà automaticamente la domanda successiva e così via fino alla fine del questionario. Prima di iniziare vi verrà richiesto di inserire alcuni dati che serviranno per costruire una scheda in cui verranno registrate le vostre risposte e che, alla fine del vostro lavoro, vi dirà come ve la siete cavata e vi segnalerà  quale sarebbe stata la risposta giusta in quelle che avete sbagliato.

Avvertenza n° 2: anche in queste prove, come è avvenuto lo scorso anno scolastico, il testo è stato impaginato in cinque maniere diverse (modificando la numerazione delle domande) per evitare (o comunque rendere più difficile) la copiatura fra compagni di classe; quella proposta è una di esse, nelle altre quattro le stesse domande sono state proposte con una numerazione differente.

Alleghiamo in fine anche le griglie necessarie alla correzione delle prove sia di Italiano che di Matematica.

Boicotta le prove, diffondi i testi in modo che non possano essere riutilizzati!

Vai al testo della prova di Matematica della classe 2 primaria
Vai al testo della prova di Matematica della classe 5 primaria

Scarica qui la griglia di correzione di Matematica per la classe 2 primaria

Scarica qui la griglia di correzione di Italiano per la classe 2 primaria

Scarica qui la griglia di correzione di Matematica per la classe 5 primaria

Scarica qui la griglia di correzione di Italiano per la classe 5 primaria

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I test Invalsi. Contributi a una lettura critica – Disponibile e scaricabile liberamente la versione in pdf dell’unico libro in Italia che affronta i quiz-Invalsi con sguardo critico

Posted by comitatonogelmini su 8 maggio 2014

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di Cesp – Centro Studi per la Scuola Pubblica – Bologna
8 maggio 2014

Disponibile e scaricabile liberamente la versione in pdf dell’unico libro in Italia che affronta i quiz-Invalsi con sguardo critico. Contro il pensiero unico neoliberista sulla scuola, un antidoto alla subalternità.

Sono ormai nove anni che i test Invalsi sono stati introdotti nelle scuola italiana.
Essi, con la filosofia didattica e strutturale che vi sta alla base, costituiscono una delle più pesanti e progressivamente totalizzanti intrusioni degli ultimi tempi nell’articolazione della scuola pubblica, giungendo ad influenzare prepotentemente anche la stessa microfisica della didattica curricolare.
Eppure sembra che il tema debba rimanere tabù, non solo fra gli studiosi dell’organizzazione scolastica e tra i pedagogisti universitari, ma anche tra i pubblicisti votati ad un pubblico generalista.
Il volume raccoglie e mette a confronto i diversi ed interessanti interventi che in questi ultimi anni hanno riflettuto sui test e sulla loro filosofia, spesso prodotti in occasione di iniziative finalizzate a riaprire il dibattito e rimettere in discussione questo preteso “pensiero unico” della scuola del futuro.
Testi di Ferdinando Alliata, Sara Bacchini, Marco Barone, Piero Bernocchi, Alessandra Bocchi, Luca Castrignanò, Coordinamento Precari Scuola Bologna, Girolamo De Michele, Silvia Di Fresco, Gianluca Gabrielli, Ferdinando Goglia, Chris Hodges, Carmelo Lucchesi, Maddalena Micco, Valentina Millozzi, Bruno Moretto, Sebastiano Ortu, Adriana Presentini, Edoardo Recchi, Enrico Roversi, Carlo Salmaso, Giorgio Tassinari, Serena Tusini, Matteo Vescovi.

Clicca qui per scaricare il libro

Aiutaci a diffonderlo presso genitori, insegnanti, studenti!

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Ecco i testi delle prove Invalsi di Italiano 2014 per la scuola primaria

Posted by comitatonogelmini su 6 maggio 2014

strissedi Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
6 maggio 2014

Alleghiamo scaricabili dai links sottostanti i testi delle prove Invalsi 2014 di Italiano per la seconda e quinta classe della scuola primaria distribuiti questa mattina nelle scuole italiane.

Continuiamo con l’operazione che da cinque anni portiamo avanti cercando di fornire in maniera “clandestina” i testi delle prove quasi in tempo reale.

Lo facciamo perché continuano a giungerci segnalazioni di “zelanti” dirigenti scolastici che, nelle situazioni in cui le prove non si sono svolte regolarmente perché il personale scolastico ha scioperato o perché i genitori si sono rifiutati di portare a scuola i loro figli, intendono sottoporre alle prove gli alunni in una data diversa da quella prevista.

Ciò è illegittimo (prove suppletive devono essere richieste dalle scuole con largo anticipo, per quest’anno scolastico il termine era il 13 dicembre 2013 ed essere effettuate a partire da nuovi testi) ed è un tentativo di inficiare le azioni di protesta contro queste prove.

Boicotta le prove, diffondi i testi in modo che non possano essere riutilizzati!

Avvertenza: anche in queste prove, come è avvenuto lo scorso anno scolastico, il testo è stato impaginato in cinque maniere diverse (modificando la numerazione delle domande) per evitare (o comunque rendere più difficile) la copiatura fra compagni di classe; quella che proponiamo è una di esse (fascicolo 4 italiano per la classe seconda, fascicolo 5 italiano per la classe quinta), nelle altre quattro le stesse domande sono state proposte con una numerazione differente.

Scarica il testo della prova di Italiano della classe 2 primaria
Scarica il testo della prova di Italiano della classe 5 primaria

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