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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Archive for the ‘Segreteria’ Category

Segreteria della Buona Scuola – Orario apertura dalle 8.00 alle 8.00 tutti i giorni

Le private? Sono dieci anni indietro. Gap tecnologico delle scuole paritarie

Posted by comitatonogelmini su 3 aprile 2012

 
 
di Salvo Intravaia
da La repubblica
3 aprile 2012
 I risultati del primo monitoraggio voluto dalla Gelmini e pubblicati dal sito del Ministero dell’Istruzione. Enorme la differenza nella presenza e nell’uso di strumenti multimediali

Scuole paritarie indietro di 10 anni rispetto alle statali per tecnologie multimediali. E non solo. Il luogo comune che vuole gli alunni delle scuole private italiane con più opportunità rispetto ai compagni delle scuole pubbliche viene clamorosamente smentito dal primo monitoraggio sullo stato della riforma Gelmini nel primo ciclo, pubblicato ieri dal ministero dell’Istruzione. Il quadro che emerge dal report di viale Trastevere sulle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado ci consegna scuole paritarie con pochi laboratori, in cui le Lim (le lavagne interattive multimediali) sono una vera rarità e i collegamenti ad internet non abbondano di certo, in cui anche la didattica appare piuttosto “antiquata”.

Scorrendo le tabelle allegate alla nota del 2 aprile si scopre che la quasi totalità (il 99,3 per cento) delle scuole statali italiane è dotata di laboratori tecnologici/multimediali, dove è possibile fare esperimenti o simulazioni e svolgere esercitazioni in lingua straniera. Ma non appena si varca il portone di una scuola paritaria la percentuale crolla al 48,6 per cento: meno della metà. I bambini della scuola materna ed elementare, così come i ragazzi delle medie paritarie, dovranno accontentarsi dei computer che troveranno a casa al ritorno da scuola per esercitarsi.

Anche a livello di dotazioni i laboratori delle scuole di stato sembrano parecchio più attrezzati di quelli delle concorrenti scuole private, dove il collegamento ad internet con linea Adsl è presente soltanto nel 78 per cento delle strutture, contro il 90 per cento delle statali. E le Lim, con le quali è possibile svecchiare la lezione rendendola più interessante e coinvolgente? Quasi l’82 per cento delle scuole di statali ne possiede una o più di una, ma nelle scuole private questa tecnologia deve ancora arrivare, visto che è presente in meno (il 18,7 per cento) di una scuola su 5.

Ma non solo. Gli strumenti tecnologici considerati oggi necessari per rilanciare la didattica sono spesso collocati direttamente in classe nelle statali (in 3 casi su 4), mentre nelle private predomina ancora la classica collocazione “in laboratorio”, quando c’è. Possono fruire infatti di computer e Lim in aula soltanto i ragazzi di una classe su 4 delle paritarie. Una logistica che ovviamente si riflette sulla didattica. I docenti delle statali che usano “abbastanza” o “molto” le tecnologie più moderne per “presentare gli argomenti” della lezione agli alunni sono ormai la maggior parte: il 75 per cento. E nelle paritarie? Non più del 55 per cento.

Anche gli alunni delle paritarie si cimentano piuttosto poco con le tecnologie a scuola. Le utilizzano “abbastanza” o “molto” “per presentare argomenti” soltanto in 23 su cento. Nelle statali si sfiora il 50 per cento. Anche nell’attività di “ricerca delle informazioni” per studiare e ampliare il bagaglio delle conoscenze la differenza tra scuola pubblica e privata è enorme: in 88 casi su cento nelle statali e nel 31 per cento nelle paritarie. E chi volesse acquisire informazioni dettagliate sul mondo delle paritarie, nella maggior parte dei casi, resterà deluso. Meno della metà delle scuole private del primo ciclo è infatti dotata di un proprio sito internet. Pratica che nelle scuole pubbliche ha già raggiunto tre quarti delle istituzioni scolastiche.

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Quello che docenti e scuole hanno capito dell’INVALSI

Posted by comitatonogelmini su 3 settembre 2011

di Franco Buccino
da ScuolaOggi
3 settembre 2011

Nel dibattito sulla scuola, che accompagna questa lunga e calda estate, ai tradizionali, ahimè, argomenti del precariato e delle manovre economiche si è aggiunto, a sorpresa, il tema della valutazione e del ruolo dell’Invalsi. È la riprova dell’interesse non episodico del mondo della scuola per tale tematica. Misurazione di competenze e conoscenze degli alunni, valutazione e autovalutazione delle scuole e della loro azione, valutazione di aspetti importanti dell’intero sistema scolastico. Volerne parlare a docenti e scuole, anche se in modo un tantino didascalico, significa sfondare una porta aperta; pensare che non hanno capito di che si tratta è un po’ offensivo. Ma certo ci sono tanti passi avanti da fare; il fiorire di saggi, interventi, commenti, risposte, va nella direzione giusta; e non si insisterà mai abbastanza su interventi formativi specifici. Potremmo chiudere qui il discorso se non fosse che in sondaggi d’ogni genere l’Invalsi con le sue prove riceve la sfiducia di almeno i tre quarti degli operatori scolastici. Una sonora bocciatura, che, per un tragico equivoco, si pensa da parte di parecchi riguardi la valutazione, e invece riguarda l’Invalsi. Bisogna approfondire le ragioni di questo diffuso rigetto. Parafrasando e capovolgendo il titolo di un interessante articolo delle ultime settimane, si potrebbe parlare di “tutto quello che prof e scuole hanno capito dell’Invalsi”. O che pensano di aver capito.
Innanzitutto che l’Invalsi non é un’agenzia indipendente. Gli manca lo statuto, i fondi e il personale; non decide in totale autonomia cosa fare, non ha una sua visione del sistema scolastico, non individua le risposte ai problemi. Ha il Ministro addosso prima, durante e dopo. Che banalizza i risultati con commenti del tipo: al nord le cose vanno bene, al sud andiamo male, ma la Puglia… Vi ricordate il classico verbale del consiglio di classe? Trionfo dell’ovvio con finale tragico. “La classe si divide in due gruppi: uno di alunni bravi e volenterosi con qualche punta di eccellenza, l’altro formato da alunni carenti, poco motivati, qualcuno recuperabile, altri pure indisciplinati. Si decide di convocare i genitori di questi ultimi telefonicamente. No, meglio con la cartolina”. Un’agenzia di valutazione indipendente creerebbe qualche problema alle scuole, ma metterebbe molto di più in ansia l’Amministrazione. Perché seguendo le indicazioni dell’agenzia dovrebbe magari intensificare il tempo scuola, ridurre il numero di alunni nelle classi, potenziare i laboratori. Figuriamoci la Gelmini e Tremonti! Un giudizio positivo sull’Invalsi di oggi significa un giudizio positivo sulle recenti politiche scolastiche e le cosiddette riforme del governo. Un Invalsi indipendente oggi sarebbe un’agenzia “resistente”, che smaschererebbe il governo e le sue bugie.
Secondo, che l’Invalsi si appresta ad esaurire il suo compito preparando e valutando le prove per gli esami. Quest’anno alle medie, l’anno prossimo alla maturità. In teoria va bene che l’Invalsi intervenga anche durante gli esami. Il fatto è che nella scuola esami, scrutini, corsi di recupero vengono visti come adempimenti burocratici che condizionano e strozzano la normale attività didattica. Mettere le prove Invalsi negli esami significa far scattare meccanismi come le esercitazioni di preparazione alle prove, le prove delle prove, gli aiutini e le copiature. Significa anche far diventare gli esami più difficili e di conseguenza far aumentare il numero dei bocciati. Con grande contraddizione dell’Invalsi e della sua missione, perché la fotografia dovrebbe scattarla anche prima e durante il percorso didattico, facendo ogni volta diagnosi e proponendo rimedi. In pratica queste prove servono al Ministro per dire che le sue riforme funzionano, che la scuola diventa finalmente più severa e quindi più seria.
Terzo, che le prove Invalsi servono a mettere in evidenza, per tutto ciò che non funziona, le esclusive responsabilità delle scuole e, quindi, dei docenti. Certo, c’è in questa accusa dei docenti all’Invalsi un’ottica autoreferenziale, qualche pregiudizio e un po’ di vittimismo, ma d’altra parte le prove Invalsi cos’altro mettono in evidenza, oltre le differenze geografiche e sociali tra gli alunni del nostro paese, se non i limiti delle scuole nell’uso dell’autonomia e i difetti degli insegnanti nel programmare e fare lezione. La maggioranza dei docenti non ci sta a far passare questo tipo di valutazione sommaria. Forse perciò vengono ritenuti di sinistra. L’autonomia è divenuto da dieci anni l’alibi dell’Amministrazione per scaricare sulle scuole la sua incapacità e la sua inettitudine: tutto quello che non riesce a fare lo passa alle scuole; e per tutti i compiti che affida loro, non ci sono mai risorse, né economiche, né tanto meno umane. Con la Gelmini gli esempi si sprecano: più tempo pieno con meno insegnanti: uno la mattina e uno il pomeriggio; una materia curricolare in lingua inglese: ci pensano le scuole; hanno sforato con le spese, gli tagliamo i finanziamenti. Le scuole non riescono a fare i miracoli, ma per il Ministro non sanno fare un buon uso dell’autonomia. I docenti, poi, sono passati di ruolo tutti “ope legis”. Come si fa a parlare di merito? Dimenticando che, se gli insegnanti arrivano poco preparati, l’Amministrazione si disinteressa totalmente del loro aggiornamento e della loro formazione professionale. Neppure per le sue riforme epocali investe un euro nell’aggiornamento dei docenti.
Questo docenti e scuole hanno capito dell’Invalsi. Ed è difficile dargli torto. Continuano, comunque, a sognare un sistema nazionale di valutazione. Qualcuno che dica loro dove sbagliano e come correggere il tiro dell’azione didattica, avendo con l’autonomia mezzi e risorse. Che sottolinei le carenze di competenze e conoscenze degli alunni in ogni scuola e in ogni territorio e le linee di intervento che bisogna adottare. Che dica con responsabilità e senza ipocrisie al Ministro e al governo dove portano le loro politiche scolastiche.

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Gli esami non finiscono mai…

Posted by comitatonogelmini su 30 maggio 2011

di Piero Cattaneo
da La Tecnica della Scuola
30 maggio 2011
A 20 giorni dall’avvio dell’esame di Stato I ciclo arriva la C.M. n. 46 che, sulla base di una serie di considerazioni e premesse, viene ad “imporre”, al termine dell’anno scolastico, l’obbligatorietà della prova scritta della seconda lingua
Prendo a prestito il titolo di uno dei capolavori teatrali di Eduardo De Filippo per … commentare, si fa per dire, la CM n. 46 del 26 maggio 2011 che riguarda la valutazione degli alunni e l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione (anno scolastico 2010-2011).
E’ proprio il caso di dire che … gli esami non finiscono mai, in quanto accanto alle tre prove scritte e al colloquio previsto dal DM 26 agosto 1981 (per ora il solo testo legislativo che regolamenta in modo organico l’esame di Stato conclusivo del 1° ciclo di istruzione) e alla prova nazionale Invalsi introdotta con la legge n. 53/2003, quest’anno viene resa obbligatoria la prova scritta della seconda lingua straniera.
A 20 giorni dall’avvio dell’esame arriva la CM n. 46 che, sulla base di una serie di considerazioni e premesse (condivisibili in merito alla necessità di dare stessa dignità e peso a tutte le materie oggetto d’esame) arriva al termine dell’anno scolastico a “imporre” l’obbligatorietà della prova scritta della seconda lingua.
La sorpresa è molta, il disagio degli allievi e degli insegnanti ancora di più, perché la CM n. 28 del 15 marzo 2007 forniva orientamenti per la valutazione in via sperimentale della seconda lingua in sede d’esame,senza però fissare un termine  al periodo della sperimentazione.
Inoltre nella stessa CM  28/2007 viene lasciata la facoltà di deliberazione del Collegio dei Docenti che poteva adottare tre soluzioni:
a)    prova scritta per la sola lingua inglese e valutazione della seconda lingua nell’ambito del colloquio pluridisciplinare;
b)   unica prova scritta, svolta nella stessa giornata, per entrambe le lingue straniere, con unica valutazione;
c)    prove scritte distinte, svolto anche in giorni separati per le due lingue straniere, in presenza di consolidate esperienze di bilinguismo.
Ora la CM n. 46 del 26 maggio 2011 informa che la fase transitoria e sperimentale prevista dalla CM N. 28/2007 è da ritenersi superata e che si ravvisa l’opportunità che il Collegio dei Docenti preveda anche per la seconda lingua straniera un’autonoma valutazione all’interno dell’esame di Stato”
Ma perché “tale opportunità” non è stata condivisa con i dirigenti e docenti delle scuole secondarie di primo grado e  comunicata all’inizio del corrente anno? Se era stata avviata una sperimentazione, quali sono stati i risultati? Sulla base di quali risultati è maturata la decisione di modificare la struttura dell’esame di stato? E soprattutto  perché solo a distanza di pochi giorni dall’esame di Stato si comunica tale decisione?
Gli insegnanti della seconda lingua comunitaria, sulla base delle delibere di inizio anno del Collegio dei docenti, programmano il loro lavoro e presentano le loro linee nel Curricolo di istituto. I genitori e gli allievi, a loro volta, sono informati fin dai primi giorni di scuola circa   le modalità e la struttura dell’esame di Stato.
Perché attendere solo la fine del mese di maggio per comunicare una variazione di tale struttura e organizzazione?
Non c’è che dire, gli esami del primo ciclo di istruzione sembrano ……non finire mai, anche in termini di numero di prove se lo si confronta con l’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo.
Siamo 6 a 4, ma …..non è un torneo di tennis!

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Paolo Poli legge pinocchio in difesa della scuola pubblica statale

Posted by comitatonogelmini su 12 febbraio 2011

da megachip-democrazia nella comunicazione
12 febbraio 2011

dal sito “megachip-democrazia nella comunicazione” l’anteprima di uno spot in difesa della scuola pubblica statale.
Si tratta di una breve traccia audio pensata per le emittenti radiofoniche e per la diffusione su internet a cui seguirà in futuro un video più ampio realizzato con attori e marionette.
L’idea è di Ettore Macchieraldo e Serena Clemente, il testo è stato scritto da Andrea Sottile rielaborando alcune situazioni tratte dal “Pinocchio” di Collodi ed è recitato da Paolo Poli.

C’è dentro il lavoro di una dozzina di persone abitanti in varie parti d’Italia: si ringraziano Laura Cicognani (voce di Pinocchio), Nicola Tosi (voce finale), Stefania Colla, Clementina Bonanno e i bambini, David Bonelli, Federico Frascarelli, Michele Maggino, Gisella Orsini, Marcello Pistoi, Massimiliano Silvestri.
Tra qualche mese seguirà una versione video, con marionette e attori della compagnia di Gianni e Cosetta Colla.

per ascoltare il testo [clicca qui]
per leggere il testo dello spot [clicca qui]
per leggere l’articolo dal sito megachip [clicca qui]

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Il federalismo scolastico e il triumphale vexillum veneto

Posted by comitatonogelmini su 8 agosto 2010

Della serie: in agosto il sole batte forte in testa e produce effetti strani…
da TuttoScuola
8 agosto 2010

 

 

Il governatore del Veneto, l’ex ministro del’agricoltura Luca Zaia, soffre nel “sentir dire dai cittadini che mi incontrano che sulla scuola del loro paese non c’è la bandiera del Veneto”.

E ne parla dalle pagine del Corriere del Veneto, lamentando il fatto che “in qualche caso il gonfalone veneto viene volutamente occultato, magari perché qualcuno pensa che la bandiera abbia un significato politico, o addirittura, possa fare pubblicità a un partito politico, la Lega“.

E invece no, polemizza Zaia, che si lancia in una argomentazione di tipo storico: “Il nostro gonfalone ha più di mille anni di storia”, sostiene il votatissimo governatore del Veneto, “ed è descritto come il ‘triumphale vexillum’ in una cronaca di Giovanni Diacono dell’anno mille”. Perciò, aggiunge, “se c’è un problema di fornitura o di reperimento bandiere si rivolgano pure a noi: la regione Veneto è pronta a distribuirle a chi le chiederà: domandino e noi risponderemo. Non è nostalgia della Serenissima, è un fatto di identità. E il federalismo che avanza”, conclude, “deve ancorarsi anche agli aspetti identitari”.

Per la verità, data anche la prossimità del centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia (parziale: mancavano Roma, Trento e Trieste), quella di esporre nelle scuole venete il triumphale vexillum non ci sembra un’esigenza prioritaria. E se poi altre regioni seguissero l’esempio? E perché i comuni, soprattutto quelli con una storia illustre alle spalle, non dovrebbero fare lo stesso? E che bandiera dovrebbero esporre regioni come il Piemonte (quella dei Savoia?) o la Campania (quella dei Borboni?) o il Lazio (quella del Vaticano)?

Ma è possibile che un’importante idea come quella del federalismo guardi al passato dell’Italia anziché al suo futuro?

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Veneto, organici scuola: aumentano gli alunni e si riducono le classi

Posted by comitatonogelmini su 26 aprile 2010

dal sito FLC CGIL Scuola
26 aprile 2010

 

 

 

In Veneto l’Ufficio Scolastico regionale ha trasmesso a sindacati l’informativa sull’organico di diritto dei docenti della scuola pubblica statale per l’anno scolastico 2010/2011. Il dato complessivo è in linea con le indicazioni ministeriali e in perfetta e drammatica coerenza con quanto già previsto dalle disposizioni contenute nel Piano programmatico predisposto dal MIUR di concerto con il Ministero dell’Economia.

Questo il prospetto riepilogativo:

fonte: FLC CGIL Veneto

Riepilogo escluso il sostegno Infanzia Primaria Media Superiori
Veneto

– 1633

42 – 662 -121 -902

I dati sulle iscrizioni confermano, per l’ennesima volta, che in Veneto aumentano gli alunni e si riducono le classi:

fonte: FLC CGIL Veneto

  Scuola Primaria Scuola Secondaria

1^ grado

Scuola Secondaria

2^ grado

Alunni certificati con handicap
Veneto + 635 + 1821 + 1299 + 770

Il risultato è fin troppo evidente: meno docenti e più alunni nelle classi, meno tempo scuola e meno offerta formativa, nessuna risposta alle giuste rivendicazione dei precari, nessun investimento nei comparti della conoscenza.

La FLC CGIL Veneto sarà presente il 30 aprile al secondo dei due sit in previsti presso il Ministero dell’Istruzione con staffetta di tutte le regioni

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NO al “maestro unico”: iscriviamoci alle segreterie della Buona Scuola!

Posted by comitatonogelmini su 20 febbraio 2009

Perchè iscriversi alla Buona Scuola

La Segreteria della Buona Scuola a Padova e Provincia è aperta tutti i giorni,
mettiti in contatto con il Comitato genitori insegnanti!

Ci sono troppi maestri in questa classe?

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Senza compresenze il servizio mensa e i rientri pomeridiani non si potranno fare !!!

Posted by comitatonogelmini su 4 febbraio 2009

Martedì 10 febbraio 2009
attacchiamo l’adesivo sul buono pasto
tutti insieme, in tutte le scuole

buono pasto senza compresenze non si potra' fare

Scarica il volantino o la striscia da distribuire INSIEME ALL’ADESVIO nella tua scuola (e la locandina da appendere) !

Per richiedere nuovi adesivi invia una mail a comitato.nogelmini@gmail.com

NEWS: clicca qui per stampare e ritagliare in proprio gli adesivi
(puoi stamparli su carta adesiva oppure attaccarli con la colla o una graffetta: l’importante è farlo arrivare!
Tutti i buoni pasto consegnati ogni giorno nelle scuole vengono poi recapitati negli uffici comunali competenti)

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Un due tre … quattro: eccola che arriva, la “libertà di scelta”

Posted by comitatonogelmini su 29 gennaio 2009

segreteria della buona scuola

Anche a Padova apriamo le Segreterie della Buona Scuola

Scarica il volantino indirizzato ai genitori che iscriveranno i propri bimbi alla classe prima del prossimo a.s. 2009/2010

– Scarica il modello integrativo per l’iscrizione alle Segreterie della Buona Scuola
                 
Tempo a modulo                        Tempo pieno (40 ore)

CHE COSA PUOI FARE?

– sui moduli di iscrizione proposti dalla tua scuola devi scegliere certamente il massimo delle ore previste, apponendo una sola X sul modello orario prescelto e, anche se richiesto, non selezionare o indicare “ordini di preferenza” per altri modelli orari;

– compila anche il modulo di iscrizione “integrativo” distribuito dalle Segreterie della Buona Scuola promosse dal Comitato genitori e insegnanti per la scuola pubblica, per richiedere esplicitamente i modelli organizzativi e didattici attualmente ancora in vigore. Lo consegneremo alla tua scuola, lo faremo protocollare e chiederemo che venga trasmesso con la tua iscrizione al direttore dell’USR (Ufficio Scolastico Regionale).

Tra pochi giorni si apriranno le iscrizioni alla classe prima della scuola primaria, fino al 28 febbraio. Le scuole promuovono gli incontri informativi. I genitori che iscriveranno i propri bimbi si troveranno di fronte alla tanto declamata “libertà di scelta delle famiglie”, all’annunciato “ritorno della serietà nella scuola primaria”, al “non c’è da preoccuparsi, aumenteremo i tempi pieni con le maestre ‘liberate’ dalle compresenze” elargito con un ampio sorriso. Sono cinque mesi che viene annunciata la “riforma epocale” a colpi di decreti, proclami e video-spot.

Siamo genitori di bimbi che frequentano la scuola primaria, siamo maestre e maestri che insegnano nella scuola primaria. Quello che sappiamo di certo è che i ‘provvedimenti Gelmini’ significano: maestro unico, riduzione di orario, aumento del numero di alunni per classe, minori opportunità di apprendimento, maggiore esclusione di bambini e famiglie in difficoltà, eliminazione delle compresenze, impossibilità di uscite e laboratori didattici, impossibilità di garantire l’assistenza negli orari di mensa, scomparsa degli spazi di co-responsabilità, di progettazione comune e di confronto tra gli insegnanti, …

La libertà di scelta? 24 o 27 ore. Le 30 e le 40 sono ipotecate da pesanti tagli stabiliti dall’art. 64 della Legge 133 del 6 agosto 2008. Lo  stesso modulo (indicativo) ministeriale per le iscrizioni alla classe prima, alla voce 30 e 40 ore parla di “preferenza subordinata a disponibilità di organico della scuola” e di “preferenza subordinata alla presenza di servizi e strutture“.

Come dire: si, ma, se, però! … con i tagli previsti dalla “finanziaria estiva” la disponibilità di organico e la presenza di servizi e strutture … ehhh, noi siamo convinti che al ministero stanno ancora studiando lo spot per far conoscere alle famiglie come sarà realmente la scuola del prossimo anno scolastico. Di serio c’è solo la situazione grave, di confusione e di smantellamento della scuola pubblica italiana.

Noi vogliamo continuare con forza a sostenere la scuola della Costituzione, pubblica, di qualità, di tutti e per tutti.
Se condividi questa idea ti chiediamo di contribuire a sostenerla anche tu al momento dell’iscrizione alla scuola primaria di tua figlia o tuo figlio. Per questo apriamo le Segreterie delle Buone Scuole.

Invitiamo i genitori delle future classi prime a compilare il modulo ‘integrativo’ di iscrizione, a seguire e a partecipare alle prossime iniziative del Comitato, ad organizzarsi nella propria scuola dell’infanzia in altrettante SEGRETERIE!

Questo gesto, unito a quello di migliaia di altri genitori servirà a dare più forza alle nostre richieste, a rendere più evidente che
NON SIAMO DISPONIBILI A SVENDERE IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI ! 

segreteria della buona scuola

P.S. Per i genitori che hanno bimbi già frequentanti la scuola primaria chiediamo di continuare, dove non è stata fatta, la raccolta di firme e le attività di informazione per la richiesta di mantenimento dei modelli formativi ed orari attuali. Clicca qui per tutte le informazioni e i moduli

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Firmiamo per un tempo-scuola disteso e un’offerta formativa di qualità

Posted by comitatonogelmini su 29 dicembre 2008

pinguini

Invitiamo i genitori a promuovere in tutte le scuole dei momenti informativi, a coinvolgere i propri rappresentanti di classe e ad organizzare dei banchetti per le raccolte di firme da inviare ai propri Dirigenti scolastici e agli organi istituzionali, con la richiesta di modelli orari e organizzativi dell’offerta formativa adeguati e di qualità.

 

Volantini e materiali.
Ogni scuola deve utilizzare i modelli più appropriati alla propria specifica situazione oraria e organizzativa, completarli e aggiornarli.

– Modulo che contiene ambedue le opzioni di richesta per le classi già frequentanti: mantenimento  tempo lungo attuale e trasformazione a tempo pieno

– Lettera per la presentazione delle firme alla segreteria della propria scuola (Dirigente Scolastico) 
(IMPORTANTE: consegnare la fotocopia delle firme, mantenere gli originali in proprio possesso. Un’altra copia va fatta pervenire al Comitato per la consegna agli altri destinatari (USP, USR, ecc.).

Volantino informativo “Firma anche tu per mantenere una scuola pubblica di qualità”

Lettera n° 1 – Richiesta di mantenimento di sezioni scolastiche a tempo lungo per tutte le classi – Scuola primaria  

Lettera n°2 – Richiesta di conversione di sezioni scolastiche da tempo lungo a tempo pieno – Scuola primaria  

–  Richiesta di mantenimento di sezioni scolastiche a tempo pieno per tutte le classi – Scuola primaria

Richiesta di mantenimento di sezioni della scuola dell’infanzia a tempo pieno, due insegnanti su una sezione, 40 ore settimanali, 10 ore di compresenza

Nello schema di Regolamento “Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione ai sensi dell’art.64 del Dl n.112/2008”, approvato dal Consiglio dei Ministri appare chiaro che “il tempo scuola della primaria è svolto secondo il modello dell’insegnante unico o prevalente che supera il precedente assetto del modulo e delle compresenze” (art.4, comma 3). Si decreta pertanto la fine dell’organizzazione modulare, vale a dire del modello introdotto dalla legge di riforma n.148/1990, fondato sul gruppo docente e sulla suddivisione degli ambiti disciplinari.

Questo vale non solo per le classi prime a.s. 2009/2010, ma anche per le altre classi. In tutti i modelli orari, siano essi a 24, a 27, a 30 o a 40 ore, non essendo più previste le compresenze dei docenti, l’insegnante è unico e/o prevalente.

E’ importante ricordare che i Regolamenti non possono sovrastare il diritto/dovere degli organi collegiali definito
dall’autonomia scolastica. Sarebbe importante che l’offerta formativa che le scuole presenteranno alle famiglie per le nuove iscrizioni siano le 30 e le 40 ore con le compresenze.
Questa cosa diventa addirittura essenziale per quelle scuole che, a Padova e provincia, funzionano con il cosiddetto modello a “tempo lungo”: tale modello sfrutta le potenzialità delle compresenze del modulo “3 insegnanti per 2 classi” soprattutto per garantire la copertura per quattro o cinque giorni dei tempi mensa. Se le compresenze scompariranno, giocoforza non ci sarà più la possibilità di avere tempi mensa e conseguente attività anche in orario pomeridiano. Ricordiamoci, inoltre, che i bambini hanno bisogno di tempi distesi, di un ambiente di apprendimento sereno e non di una scuola povera, piena di contenuti selettivi e stereotipati.

Se iscriviamo i nostri figli per la prima volta alla scuola primaria:
1. Rifiutiamo il modello introdotto di 24 ore settimanali: nessuna scuola pubblica italiana funziona oggi così e siamo certi al tempo
stesso che una scuola così povera di tempo e di risorse sia fortemente lesiva dei diritti dei bambini!
2. Optiamo per il modello orario a 30 ore, specificando che li vogliamo con rientri pomeridiani e con compresenze dei
docenti o per il tempo pieno a 40 ore con due insegnanti con compresenze.

Se i nostri figli sono già frequentanti:
chiediamo la conferma non solo del numero di ore che hanno a disposizione nel corrente anno scolastico, ma anche del modello organizzativo precedentemente offerto
(modulo, tempo pieno, copertura mensa affidata agli insegnanti della classe,…).

Una massiccia richiesta dei genitori per modelli di tempo disteso della scuola e rispettoso dei tempi di apprendimento dei bambini sarà una importante risposta a chi ritiene che i risparmi possano essere fatti sulla pelle dei nostri figli, che hanno invece bisogno di una scuola pubblica di qualità, bene comune, per costruirsi un futuro da cittadini consapevoli.

Per questi motivi invitiamo tutti a sottoscrivere i moduli che richiedono il mantenimento dell’offerta formativa del presente anno scolastico e, in subordine per coloro che hanno figli che frequentano i “tempi lunghi”, la richiesta di conversione dell’attuale organizzazione in quella a tempo pieno a 40 ore con due insegnanti e compresenze.

Invitiamo i genitori promuovere in tutte le scuole dei momenti informativi, a coinvolgere i propri rappresentanti di classe e ad organizzare banchetti per le raccolte di firme da inviare ai propri Dirigenti scolastici e agli organi istituzionali.
Proponiamo sotto un volantino per informare sui motivi della raccolta firme, in formato word/writer per eventuali personalizzazioni per ciascuna scuola, oltre alle lettere/moduli per la raccolta firme. Invitiamo anche a condividere nella mailing-list del comitato le iniziative realizzate nelle diverse scuole, con un breve resoconto.

Buon lavoro!

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