La scuola è nostra! Miglioriamola insieme

Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Posts Tagged ‘1 marzo 2010’

1 Marzo 2010: solo il razzismo ci è straniero

Posted by comitatonogelmini su 28 febbraio 2010

 

Calendario della giornata

  • Ore 02.00 – 03.00 Volantinaggio ai Magazzini Generali
  • Dalle ore 10.00 alle ore 19.00 Piazza tematica sotto la Prefettura (Piazza Antenore) così articolata:

1.  ore 10.00: LEZIONI DI CLANDESTINITA’, narrazioni di migranti e di esperti a cura di Meltingpot.org

2.  ore 11.00: ASSEMBLEA SINDACALE dei COBAS della Scuola per gli insegnanti delle scuole secondarie di I e II grado e “microfono aperto” agli studenti delle superiori

3.  ore 13.00: PRANZO ETNICO in PIAZZA (chi vuole collaborare può portare qualsiasi tipo di piatto “clandestino”)

4.  dalle 13.30: MURALES in piazza a cura degli studenti e degli insegnanti del Liceo Artistico Modigliani

5.  dalle 14.30: ASSEMBLEA SINDACALE del COBAS della Suola per gli insegnanti delle scuole primarie, in collaborazione con il COMITATO GENITORI ed INSEGNANTI per la Scuola Pubblica: portate in piazza i vostri bambini !!!

6.  ore 15.00 Delegazione dal Prefetto per il blocco di almeno un anno degli sfratti esecutivi

7.  dalle 15.30: dj, musica etnica e microfono aperto

8.  dalle 16.30 al Canton del Gallo Teatro dell’oppresso con il gruppo TEATRO LIQUIDO

9.  ore 17.00: corteo “clandestino” per il Centro Storico

Cobas Scuola Padova – CESP Centro Studi per la Scuola Pubblica
Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
Coordinamento Scuole Superiori di Padova e provincia

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Filastrocca delle differenze

Posted by comitatonogelmini su 27 febbraio 2010

di Bruno Tognolini
Bologna 27 febbraio 2010

Dice la mamma bianca:
– Arriva l’uomo nero vucumprà
Ti mangia e se ne va
.
Dice la mamma nera:
– Arriva l’uomo bianco col gippone
Ti mangia in un boccone
.
Fa la mamma italiana:
– Arriva l’albanese col cartello
Mangia te e tuo fratello
.
Fa la mamma albanese:
– Arriva l’uomo bianco poliziotto
Ti mangia crudo e cotto
.
Quanto a me, sono bianco
E ho amici colorati.
Ci sediamo di fianco
E mangiamo gelati
.

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Lotteria sociale

Posted by comitatonogelmini su 15 febbraio 2010

I permessi a punti per gli immigrati
di Massimiliano Melilli
da CorriereVeneto
15 febbraio 2010

Due anni di tempo per imparare l’italiano, conoscere la Costituzione, non aver commesso reati, far studiare i figli, mettersi in regola col fisco. Se l’immigrato che chiede il permesso di soggiorno conquisterà questi obiettivi in 24 mesi (quantificati in un sistema di crediti e debiti di 30 punti) otterrà la «carta di soggiorno». Se non ci riuscirà— i punteggi calano in caso di violazione del codice penale— l’immigrato avrà ancora un anno di tempo. In caso di non conseguimento del voto finale, scatterà l’espulsione. Si chiama «accordo di integrazione» fra Stato e immigrati, porta la firma dei ministri all’Interno e al Welfare, Roberto Maroni e Maurizio Sacconi. Le regole — come annunciato— entreranno in vigore tra due mesi per gli stranieri regolari. Se da un lato il provvedimento ci mette in linea con i principali Paesi europei che si confrontano storicamente come noi con l’immigrazione (Francia, Germania, Spagna) dall’altro, ci allontana da un’effettiva integrazione per una serie di anomalie. Andiamo con ordine. Dunque le nuove regole riguarderanno gli stranieri regolari, gli stessi che già da anni vivono fra noi, parlano correntemente l’italiano, sono in regola con il fisco e con la legge. L’unico dato contingente è legato alla conoscenza della Costituzione. Piuttosto che di nuove regole sarebbe necessario un censimento per verificare il livello dei requisiti e in base ai risultati ottenuti procedere con l’offerta o la preclusione di servizi destinati agli stranieri.

Un’altra anomalia emerge sempre dai requisiti per aspirare alla carta di soggiorno: un regolare contratto abitativo. E’ il classico boomerang che si ritorcerà contro gli italiani. Da anni, rapporti, studi e denunce di Fondazioni, Ong e associazioni a tutela degli inquilini, segnalano che non sono i cittadini stranieri a voler pagare in nero affitti esosi ma i proprietari italiani d’immobili a non voler sottoscrivere contratti a canoni regolari. Oggi, oltre il 60 per cento di stranieri regolari è costretto a vivere in condizioni abitative «precarie» e non certo per colpa loro. Sarà molto interessante verificare cosa emergerà dalla giungla delle case degli italiani (ma anche dai garage, sottoscala e locali diversi) solitamente dati in affitto agli immigrati. Andiamo verso un caos di proporzioni immani, con un sistema di crediti e debiti che dovrà essere sottoposto costantemente a controlli in assenza di uomini e risorse dello stato. Basti ricordare la Babele che ogni anno migliaia di migranti vivono con la ripartizione delle quote per gli stagionali e gli uffici (Poste, Prefetture, Comuni) sistematicamente in tilt. Immaginate un meccanismo simile ogni giorno. Sarà come fare i conti con quella lotteria sociale che in Europa hanno preventivamente evitato, con adeguate politiche abitative, corsi di lingua e accesso al Servizio sanitario nazionale e conoscenza delle leggi. Tutti servizi offerti prima del varo di qualsiasi legge sull’immigrazione. In Italia stiamo facendo il contrario.

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Con il cuore rivolto al primo marzo, un invito a tutti i Consigli d’Istituto

Posted by comitatonogelmini su 9 febbraio 2010

In questi giorni molti di noi, insegnanti e genitori, che fanno parte dei Consigli d’Istituto/Circolo sono convocati per la seduta relativa all’approvazione dei del programma annuale 2010

Pensiamo possa essere una buona occasione per porre all’attenzione di tutti i componenti il problema generato dalla C.M. n° 2 dell’8 gennaio 2010 (Indicazioni e raccomandazioni per l’integrazione di alunni con cittadinanza non italiana) relativa alla famigerata “quota del 30%”. 

Anche e soprattutto in relazione al cammino che da qui ci deve portare alla data del primo marzo, vi chiediamo di attivarvi nel vostro Consiglio d’Istituto affinchè venga approvata una mozione che stigmatizzi la nostra contrarietà a questo provvedimento miope, prima ancora che razzista e xenofobo

Vi proponiamo una bozza di testo (scaricabile anche qui) che potrebbe esservi utile come traccia della vostra delibera.

 

Per ribadire ancora una volta il nostro fermo rifiuto a  qualsiasi norma, qualsiasi comportamento, qualsiasi disegno politico o ideale che divida le persone, a cominciare dai bambini, sulla base della loro origine etnica.
Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova

TESTO DELLA BOZZA DI DELIBERA

In merito alla Circolare Ministeriale n°2 dell’8 gennaio 2010 (Indicazioni e raccomandazioni per l’integrazione di alunni con cittadinanza non italiana), il Consiglio di Istituto esprime le seguenti considerazioni.

Si ritiene che la Circolare in oggetto contenga elementi formali e di sostanza che rendono illegittime e inapplicabili per l’Istituzione Scolastica le raccomandazioni in essa contenute.

La suddetta Circolare infatti:

1) Non indica i criteri da adottare per l’orientamento dei flussi delle iscrizioni, né per accettare o respingere le domande di iscrizione.

2) Non contiene riferimenti specifici circa le fonti di finanziamento.

3) Non indica cosa succederà nelle situazioni territoriali in cui la presenza di alunni senza cittadinanza italiana supera abbondantemente il limite proposto del 30%.

4) Laddove si specifica che eventuali deroghe al limite del 30% potranno essere concesse esclusivamente dall’Ufficio scolastico regionale, essa si pone in netto contrasto con la normativa sull’autonomia scolastica, secondo la quale i titolari della definizione dei criteri e delle proposte per la formazione delle classi sono, sulla base della normativa vigente, il Consiglio di Istituto ed il Collegio Docenti (art 7 e 10 del T.U. n. 247/94).

Infine, il Consiglio di Istituto evidenzia quanto segue: tanto la normativa vigente (art. 45 comma 3, Regolamento sull’Immigrazione 1999), quanto i successivi orientamenti ad essa conformi (linee guida del Ministero) non individuano mai nella pura e semplice presenza di alunni senza cittadinanza italiana un elemento diretto di problematicità da contrastare (ciò comporterebbe infatti una evidente lesione del diritto all’istruzione per tutti gli studenti). La presenza nelle scuole di alunni di diversa provenienza sociale, culturale ed etnica è stata anzi a più riprese considerata un fattore di arricchimento dell’offerta formativa complessiva, naturalmente se affrontato con l’opportuno intervento didattico e le necessarie indispensabili risorse.

Stante l’attuale quadro di riferimento normativo e in assenza di modifiche dello stesso, dunque, anche per l’anno scolastico 2010/2011 il Consiglio di Istituto si impegna a stabilire criteri e modalità di accoglienza e iscrizione degli alunni con cittadinanza non italiana in sola conformità al dettato stabilito in materia dalla normativa vigente e agli orientamenti ad essa conformi. Al contempo si auspica un reale e concreto impegno a finanziare progetti e interventi diretti all’integrazione degli studenti stranieri.

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Sei buoni motivi per un primo marzo di lotta

Posted by comitatonogelmini su 8 febbraio 2010

di Luigi Ambrosi
da Retescuole
8 febbraio 2010

 

 

1. Per opporsi al razzismo e alle discriminazioni contro i migranti, per salvaguardare un minimo di civiltà della nostra società e non vergognarsi di essere italiani. Gli stranieri potranno anche andarsene, è a noi che rimarrebbe questo regime di inciviltà.

2. Per essere a fianco dei nostri studenti di origine straniera per il diritto alla cittadinanza a chi è nato, studia e lavora in Italia, paga le tasse. E’ giusto che siano riconosciuti come nuovi cittadini italiani.

3. Contro la circolare Gelmini che, stabilendo il tetto del 30% di alunni “stranieri “, offre il pretesto alla chiusura di classi, ai trasferimenti di alunni stranieri ed italiani, alla formazione di classi “speciali”.

4. Contro il tentativo di introdurre anche nella scuola divisioni e separazioni “etniche”, incolpando gli “stranieri” del disfacimento della scuola. I giovani non si faranno dividere tra loro e tantomeno distrarre da questa colpevole classe dirigente che cerca di nascondere le proprie responsabilità nei tagli e nella distruzione della scuola pubblica, additandoci un capro espiatorio come fa nel resto della società.

5. Per affermare che le radici dei popoli sono state sempre meticce e per rifiutare le presunte e ascientifiche teorie sulle differenze etnico/razziali, che nel passato tanti crimini hanno giustificato e che sono state seppellite dalla storia del ‘900 e dal processo di Norimberga.

6. Per esigere saperi globali, programmi di studio interculturali e non solo eurocentrici perché solo conoscendo anche gli altri patrimoni culturali possiamo affrontare meglio il nostro futuro.

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Appello ad insegnanti, operatori scolastici e studenti per partecipare con percorsi di didattica alternativa alla giornata di lotta dei migranti il Primo Marzo

Posted by comitatonogelmini su 7 febbraio 2010

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento del CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica

7 febbraio 2010

 

 

Siamo insegnanti e operatori del mondo della scuola. Viviamo e insegniamo in Italia in anni in cui il rispetto per i migranti come persone subisce quotidianamente attacchi violentissimi.

Non solo da parti consistenti di una società in cui si è diffuso a livelli allarmanti un razzismo e un’intolleranza esplosivi, ma addirittura dalle istituzioni, che hanno proceduto negli ultimi anni a politiche sempre più discriminanti e vessatorie nei confronti dei migranti fino ad arrivare alla recente approvazione della legge razzista sul reato penale di clandestinità.

Nella scuola al progetto di istituire classi ghetto per i migranti ha fatto seguito l’introduzione del tetto razzista del 30% di alunni stranieri in ogni classe.

In queste condizioni, il riconoscimento del carattere meticcio di ogni società e del valore positivo attribuito all’incontro tra culture rischia di essere schiacciato dalla logica della gerarchizzazione razzista delle culture e dello sfruttamento dei migranti considerati unicamente come forza lavoro.

Noi, nel nostro lavoro educativo, siamo invece sempre partiti dal principio e dalla rivendicazione dell’uguaglianza dei diritti, dal riconoscimento delle culture, dal diritto alla libertà di movimento delle persone.

Per questo, nel quadro delle decisioni prese a Berlino nei giorni scorsi dalla Rete Europea Educazione (il cui appello europeo accompagnerà questo nostro italiano), sosteniamo l’iniziativa, partita dalla Francia e raccolta dall’Italia, Grecia, Spagna e altri paesi europei, “Primo Marzo 2010: 24 ore senza di noi” per il diritto al libero movimento e alla pari dignità e contro lo sfruttamento e il razzismo.

Il Primo Marzo renderemo concreto questo nostro sostegno intervenendo nel nostro lavoro, nella didattica, modificando i curricoli delle nostre materie di insegnamento. Presenteremo ai bambini e alle bambine, ai ragazzi e alle ragazze espliciti percorsi di intercultura, di storia e critica del razzismo, di approfondimento della storia della colonizzazione e dello sfruttamento del lavoro migrante, di geografia economica, ascolto di musica etnica, pittura, ricerca, produzione di qualsiasi tipo di materiale attinente in maniera figurativa e narrativa.

Sottolineeremo nelle materie curricolari gli elementi che possano rafforzare percorsi di riconoscimento dell’Altro come persona, come lavoratore e lavoratrice, come studente e studentessa dotati di eguali diritti.

Dichiareremo pubblicamente la nostra scelta e renderemo in questo modo tangibile il nostro impegno al fianco e insieme ai migranti in lotta.

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