La scuola è nostra! Miglioriamola insieme

Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Posts Tagged ‘attività alternativa’

Il convitato di pietra

Posted by comitatonogelmini su 29 settembre 2012

di Antonia Sani
Associazione Nazionale per la Scuola della Repubblica
29 settembre 2012

Il ministro Profumo ha esternato una sua osservazione della realtà. Nelle scuole sono tanti e tante gli alunni e le alunne di diversa appartenenza religiosa, anche alunni e alunne agnostici, non credenti, a volte solo succubi della scelte dei genitori anche se in età in cui potrebbero scegliere in maniera autonoma se seguire o non seguire l’irc. ….
Il ministro propone la “sostituzione” dell’ora di IRC con un’ora di Etica o di Storia delle religioni. Si tratta di due opzioni diverse tra loro, e comunque entrambe non tali da sostituire un insegnamento religioso che poggia su presupposti di tutt’altra natura. “Sostituire” non è quindi un termine appropriato alla circostanza…
In Europa la situazione è piuttosto variegata. Vi sono paesi con l’insegnamento religioso inserito nell’orario obbligatorio a cura delle religioni presenti nel territorio, in altri Stati non è contemplato alcun insegnamento religioso, nel Land di Berlino è previsto un insegnamento obbligatorio di Etica + un insegnamento facoltativo di varie religioni .
Ricorderete che lo scorso anno Toni Blair presentò un progetto di “dialogo interreligioso” promosso dalla sua fondazione, accolto entusiasticamente da Gelmini e Profumo.
La confusione tra fede religiosa e cultura si ripresenta ora di nuovo in quest’esternazione del ministro Profumo in cui il Concordato è – per ora –  il Convitato di pietra.
Molti plaudono all’esternazione del ministro, definita coraggiosa, l’avvio di un’inversione di tendenza. Ma in quale direzione?

Se non ci sarà marcia indietro, ci sarà una mossa astuta del Convitato di pietra: un tavolo CEI-MIUR per l’elaborazione di programmi per l’ora concordataria ispirati al dialogo interreligioso, un po’ di storia delle religioni, principi di etica generale, intrecciati all’IRC….
A questo punto che ragione ci sarebbe di non scegliere l’IRC (magari si può mutare il nome..)?
Quanti docenti di r.c. praticano già aperture al dialogo coi portatori di diverse culture..? E lo Stato risparmierebbe la spesa per l’ora alternativa.
Fondamentale per il Vaticano è che l’ora rimanga nelle sue mani, ben salda nell’orario.
Noi che ci battiamo da 30 anni per una scuola laica, per una collocazione dell’IRC al di fuori dell’orario obbligatorio, non saremo mai disposti ad accettare un simile camuffamento, né a ritenere un’esigenza lo studio di “Storia delle religioni” già inserito nei corsi disciplinari delle materie curricolari, né un insegnamento denominato “Etica” dal momento che – prima – si tratterebbe di rendere effettivo l’insegnamento di Educazione Civica o alla Cittadinanza , a tutt’oggi privo di spazio autonomo nell’orario.

Annunci

Posted in Lettere & Interventi, Tutti i post | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Senza oneri per lo Stato

Posted by comitatonogelmini su 28 settembre 2012

di Maurizio Parodi
dirigente scolastico assegnato al CGD
28 settembre 2012

Il Ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, ha dichiarato che l’ora di religione a scuola, così com’è, ha poco senso e andrebbe modificata. «Nelle nostre classi, soprattutto alle elementari e alle medie, il 30 per cento degli studenti è di origine straniera e, spesso, non di religione cattolica», ha spiegato a Torino intervenendo alla festa di Sinistra Ecologia e Libertà, delineando quello che dovrebbe essere l’orientamento futuro: «Probabilmente quell’ora di lezione andrebbe adattata, potrebbe diventare un corso di storia delle religioni o di etica».
Inaudita e commendevole la riflessione del Ministro, ma del tutto ininfluente, giacché nessuna forza politica o tecnica avrà mai il coraggio di opporsi ai privilegi e alle ingerenze del Vaticano.
Nel caso, suggeriamo una soluzione semplice ed economica: eliminare gli insegnamenti confessionali dalle attività delle scuole (pubbliche e statali) e restituire agli utenti la pienezza dell’orario e del curricolo di studio; in subordine consentirne lo svolgimento, se deliberato dal Consiglio d’istituto, in orario aggiuntivo e senza oneri per lo Stato.
Intanto rivolgiamo al Ministro, al Presidente del Consiglio e al Presidente della Repubblica la richiesta seguente:
“I docenti di religione cattolica in servizio nella scuola pubblica sono selezionati dai vescovi e pagati dai contribuenti italiani, anche da coloro che professano altre religioni o che non ne professano alcuna: 650 milioni per gli stipendi dei 22 mila insegnanti, nel 2010 (Curzio Maltese), un costo stratosferico per le casse (esauste) dello Stato, solo formalmente laico. Si riducono gli insegnanti, anche quelli di sostegno, ma non quelli “raccomandati” dall’ordinario diocesano, che impartiscono un insegnamento confessionale e facoltativo in orario d’obbligo.
Chiediamo che sia il Vaticano a retribuire i propri dipendenti: un atto non di carità cristiana (pretesa impertinente), ma di giustizia sociale.”

Posted in Tutti i post | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

USR del Veneto: Indicazioni operative per la nomina dei docenti per le attività alternative a.s. 2012/13

Posted by comitatonogelmini su 22 settembre 2012

di Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
22 settembre 2012

 

 

Con nota MIURAOODRVE/UFF.III/13235/C21 datata 21 settembre 2012 l’Ufficio Scolastico regionale del Veneto ha fornito anche per quest’anno scolastico Indicazioni operative per la nomina dei docenti per le attività alternative all’insegnamento della Religione Cattolica nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di I e II grado.

La nota ricalca lo schema di quelle analoghe pubblicate (dopo anni di insistenze e con un contributo non indifferente legato al lavoro svolto dai Comitati Buona Scuola del Veneto, vedi qui) negli ultimi due anni scolastici.

Ricapitoliamo i punti principali:

  • Nei confronti degli alunni/studenti che non si avvalgono dell’insegnamento della Religione Cattolica, devono essere posti in essere tutti gli adempimenti necessari per garantire il diritto di frequentare attività alternative (C.M. n. 61 del 18 luglio 2012).
  • La scelta di non avvalersi della religione cattolica ha effetto per l’intero anno scolastico di prima iscrizione e si considera automaticamente confermata per tutti gli anni scolastici successivi per i quali è prevista l’iscrizione d’ufficio. È fatto salvo il diritto di modificare tale scelta iniziale per l’anno scolastico successivo tramite un’espressa dichiarazione dei genitori, che deve pervenire alla scuola entro il termine delle iscrizioni .
  • E’ compito del collegio dei docenti definire i contenuti delle attività alternative all’insegnamento della religione cattolica.

Ai fini dell’affidamento delle attività alternative, i Dirigenti scolastici devono osservare le disposizioni vigenti:

a)     prioritariamente devono attribuire le ore di attività alternative ai docenti a tempo indeterminato in servizio nella rispettiva scuola, con precedenza nei confronti degli eventuali docenti totalmente in esubero e successivamente nei confronti di quelli che hanno l’obbligo di completare l’orario di cattedra.

b)     nel caso in cui non si possa procedere come indicato nel precedente punto a), i Dirigenti scolastici devono conferire le ore alternative alla Religione Cattolica come ore eccedenti l’orario di cattedra fino al limite massimo di 6 ore. L’invito a comunicare la disponibilità a svolgere le ore alternative deve essere rivolta a tutti gli insegnanti in servizio. La possibilità di effettuare ore eccedenti è estesa anche ai docenti di scuola dell’infanzia (oltre le 25 ore settimanali) e di scuola primaria (oltre le 24 ore settimanali).

c)     qualora non sia possibile procedere nemmeno sulla base di quanto previsto nei punti precedenti, i Dirigenti scolastici potranno stipulare contratti a tempo determinato con supplenti già in servizio per spezzoni orario o contratti a tempo determinato ex novo con aspiranti alle supplenze inclusi nelle graduatorie d’istituto.

Nei casi b) e c), la nomina e la retribuzione dovranno decorrere dalla data di effettivo inizio delle attività e dovranno avere effetto sino al 30 giugno 2012 (per la scuola dell’infanzia) o fino al termine delle lezioni (per gli altri ordini e gradi di scuola).

Per quel che riguarda le modalità di pagamento degli insegnanti, la nota dell’USR richiama la circolare M.E.F. n. 26482 del 7 marzo 2011, la quale chiarisce che:

poiché a seguito della scelta effettuata dai genitori e dagli alunni, sulla base della normativa vigente, di avvalersi dell’insegnamento delle attività alternativa, le stesse costituiscono un servizio strutturale obbligatorio, si ritiene che possano essere pagate a mezzo dei ruoli di spesa fissa.”

Viene segnalato che ai fini dell’attribuzione delle ore da liquidare, in coerenza con le vigenti disposizioni, esistono quattro tipologie di destinatari e le conseguenti modalità di retribuzione:

1. personale interamente o parzialmente a disposizione della scuola;

2. docenti dichiaratisi disponibili ed effettuare ore eccedenti rispetto all’orario d’obbligo;

3. personale supplente già titolare di altro contratto con il quale viene stipulato apposito contratto a completamento dell’orario d’obbligo;

4. personale supplente appositamente assunto, non potendo ricorrere ad una delle ipotesi sopra specificate.

Nell’ipotesi 1), essendo personale già retribuito per l’intero orario, non vi sono oneri aggiuntivi.

Nell’ipotesi 2) le attività alternative, svolte da personale docente di ruolo e non di ruolo, sono liquidate come ore eccedenti sui piani gestionali già utilizzati per il pagamento degli assegni relativi allo stipendio base.

Nell’ipotesi 3) le attività alternative sono liquidate in aggiunta all’orario già svolto e riferite ai piani gestionali già utilizzati per il pagamento degli assegni relativi al contratto principale.

Nell’ipotesi 4) l’onere va imputato al piano gestionale relativo alle spese per le supplenze a tempo determinato dei capitoli di spesa distintamente previsti:

  • scuola dell’infanzia (cap. 2156),
  • scuola primaria (cap. 2154),
  • scuola secondaria di primo grado (cap. 2155),
  • scuola secondaria di secondo grado (cap. 2149).

Viene inoltre richiamata la nota del gestore del sistema informativo del 5.9.2012 (portale SIDI), concernente la disponibilità delle nuove funzioni SIDI per la gestione dei contratti di lavoro (tipologie N23, N24 e N25).

Viene inoltre sottolineato che non è necessaria alcuna preventiva autorizzazione formale alle Istituzioni scolastiche da parte dell’USR, vista la natura obbligatoria di tali attività, che vanno garantite esclusivamente in presenza di studenti che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica.

Le procedure illustrate nella  nota si applicano anche nel caso in cui sia stato scelto lo studio individuale con assistenza di personale docente.

Scarica qui il testo della nota dell’USR del Veneto

Posted in Documentazione, Tutti i post | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Lettera alle scuole sull’ora alternativa, “Avvenire” attacca l’Uaar

Posted by comitatonogelmini su 30 gennaio 2012

di Roberto Grendene
dal sito UAAR
30 gennaio 2012

Con l’articolo di ieri sull’Insegnamento della Religione Cattolica (IRC), il quotidiano dei vescovi Avvenire attacca direttamente l’UAAR in merito alla lettera spedita nei giorni scorsi alle scuole, con l’accusa di creare “confusione”.
Attraverso il suo esperto Nicola Incampo, la CEI ammonisce le scuole a non seguire il suggerimento UAAR di consegnare in fase di iscrizione all’anno scolastico 2012/2013 il modello F, modello che informa e dà garanzie a genitori e studenti sulle alternative all’IRC, sostenendo che devono limitarsi a consegnare il modello E, relativo alla sola scelta  di frequentare o meno l’insegnamento religioso conforme alla dottrina della Chiesa cattolica. Non solo, la CEI arriva a sostenere che l’attività didattica alternativa all’IRC (cd. ora alternativa) non può nemmeno essere inserita nel Piano dell’Offerta Formativa (POF) delle scuole, come già i più attenti istituti scolastici fanno e come l’UAAR invitava a fare nella lettera presa di mira da Avvenire.
Curiosamente l’esperto CEI richiama il passo della legge 121/1985 che,  relativamente alla scelta di frequentare o meno l’IRC, stabilisce che non «possa dar luogo ad alcuna forma di discriminazione».
Premesso che forse è sfuggita all’esperto CEI la legge 281/1986, che stabilisce che entrambi i moduli “devono essere allegati alla domanda di iscrizione”, l’UAAR sostiene una posizione di chiara tutela del diritto all’istruzione e a alla libertà religiosa di alunni e famiglie: se non deve esserci discriminazione sulle conseguenze della scelta se frequentare o meno l’IRC, non è pensabile silenziare l’informazione e la garanzia delle alternative all’IRC e non è pensabile bandire le attività didattiche alternative alla religione cattolica dai POF.
Per la CEI queste informazioni e garanzie, se fornite dai dirigenti scolastici, genererebbero “confusione”. Un modo bizzarro di definire la possibilità di non essere costretti a frequentare l’IRC, frequenza basata proprio sul condizionamento e sulla mancanza di tutela e informazione da parte delle istituzioni.
L’UAAR ribadisce l’invito rivolto ai dirigenti scolastici italiani: informate e date garanzia a genitori e studenti sulle alternative alla religione cattolica, fornite il modello F in fase di iscrizione all’anno scolastico 2012/2013 e distribuitelo anche a chi già frequenta il vostro istituto perché possa liberamente scegliere per l’ora alternativa, inserite dettagliate informazioni sull’ora alternativa nei POF e fate in modo che fin dal primo giorno dell’anno scolastico 2012/2013 gli studenti dell’ora alternativa e dello studio assistito abbiamo un docente dedicato.

Posted in Iniziative territorio, Lettere & Interventi, Tutti i post | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

USR del Veneto: Indicazioni operative per la nomina dei docenti per le attività alternative a.s. 2011/12

Posted by comitatonogelmini su 19 settembre 2011

di Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
19 settembre 2011

 

Con nota MIURAOODRVE/UFF.III/13249/C21 del 16 settembre 2011 (resa pubblica oggi) l’USR del Veneto ha fissato le indicazioni operative per la nomina dei docenti per le attività alternativa alla religione cattolica nelle scuole per l’infanzia, primarie e  secondarie di I e II grado per l’anno scolastico 2011/12.

La nota ricalca lo schema di quella analoga pubblicata (per la prima volta dopo anni di insistenze e con un contributo non indifferente legato al lavoro svolto dai Comitati Buona Scuola del Veneto, vedi qui) lo scorso anno scolastico.

Ricapitoliamo i punti principali:

  • Nei confronti degli alunni/studenti che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica, devono essere posti in essere tutti gli adempimenti necessari per garantire il diritto di frequentare attività alternative (C.M. 63 del 13 luglio 2011).
  • La scelta di non avvalersi della religione cattolica ha effetto per l’intero anno scolastico di prima iscrizione e si considera automaticamente confermata per tutti gli anni scolastici successivi per i quali è prevista l’iscrizione d’ufficio. È fatto salvo il diritto di modificare tale scelta iniziale per l’anno scolastico successivo tramite un’espressa dichiarazione dei genitori, che deve pervenire alla scuola entro il termine delle iscrizioni .
  • E’ compito del collegio dei docenti definire i contenuti delle attività alternative all’insegnamento della religione cattolica.

Ai fini dell’affidamento delle attività alternative, i Dirigenti scolastici devono osservare le disposizioni vigenti:

  1. prioritariamente devono attribuire le ore di attività alternative alla religione cattolica ai docenti a tempo indeterminato in servizio nella rispettiva scuola, la cui cattedra sia costituita con un numero di ore inferiore a quello obbligatorio;
  2. nel caso in cui non si possa procedere come indicato nel precedente punto 1, i Dirigenti scolastici devono conferire le ore alternative alla religione cattolica come ore eccedenti all’orario di cattedra fino al limite massimo di 24 ore;
  3. qualora non sia possibile procedere nemmeno sulla base di quanto previsto nei punti precedenti, i Dirigenti scolastici potranno stipulare contratti a tempo determinato con supplenti già in servizio per spezzoni orario o contratti a tempo determinato ex novo con aspiranti alle supplenze inclusi nelle graduatorie d’istituto.

In ciascuno dei casi precedenti, la nomina e la retribuzione dovranno decorrere dalla data di effettivo inizio delle attività e dovranno avere effetto sino al 30 giugno 2012 (per la scuola dell’infanzia) o fino al termine delle lezioni (per gli altri ordini e gradi di scuola).

Per quel che riguarda le modalità di pagamento degli insegnanti, la nota dell’USR richiama la circolare M.E.F. n. 26482 del 7 marzo 2011, la quale chiarisce che:

poiché a seguito della scelta effettuata dai genitori e dagli alunni, sulla base della normativa vigente, di avvalersi dell’insegnamento delle attività alternativa, le stesse costituiscono un servizio strutturale obbligatorio, si ritiene che possano essere pagate a mezzo dei ruoli di spesa fissa.”

Viene segnalato che è stato predisposto dal Sistema informativo del MIUR lo schema di contratto da utilizzare per il pagamento attraverso l’inoltro per via telematica.

Viene inoltre sottolineato che non è necessaria alcuna preventiva autorizzazione formale alle Istituzioni scolastiche da parte dell’USR, vista la natura obbligatoria di tali attività, che vanno garantite esclusivamente in presenza di studenti che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica.

Le procedure illustrate nella  nota si applicano anche nel caso in cui sia stato scelto lo studio individuale con assistenza di personale docente.

Al fine di consentire all’USR di avere i dati completi relativi alle attività alternative attivate in ogni istituzione scolastica, i Dirigenti Scolastici vengono invitati a comunicare, entro e non oltre il giorno 30.9.2011, tramite il questionario on line, i seguenti dati:

  • numero complessivo ore attività alternative attivate;
  • numero complessivo ore studio individuale assistito;
  • modalità copertura: fattispecie a) – completamento orario; fattispecie b)- ore eccedenti; fattispecie c) – contratto a tempo determinato.

Scarica qui il testo della nota dell’USR del Veneto

Posted in Documentazione, Tutti i post | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Si pagano le ore alternative alla religione cattolica!

Posted by comitatonogelmini su 16 marzo 2011

 da TuttoScuola
16 marzo 2011

Le “ore alternative all’insegnamento della religione cattolica” sono un “servizio strutturale obbligatorio” che non grava sui fondi che le istituzioni scolastiche destinano al pagamento delle supplenze brevi, ma che deve essere liquidato dal Ministero dell’economia e finanze.

È quanto emerge da una  nota (la n. 26482 del 7.3.2011) della Ragioneria Generale dello Stato che è stata trasmessa nei giorni scorsi ai propri uffici territoriali.

La nota fornisce precisazioni sulla liquidazione dei compensi spettanti al personale interessato, indicando anche a quali docenti deve essere attribuito prioritariamente tale insegnamento.

In ordine, devono essere impiegati per le ore di materia alternativa i docenti a tempo indeterminato che si dichiarano disponibili ad effettuare “ore eccedenti”; successivamente, si può ricorrere ai supplenti già titolari di contratto, che possono così ottenere un completamento dell’orario di servizio oppure se ne possono nominare altri solo per la materia alternativa.

La nota precisa anche che, data l’urgenza di provvedere ai pagamenti spettanti (finora i docenti di materia alternativa non sono stati retribuiti), gli Uffici territoriali possono accettare i provvedimenti di conferimento degli incarichi anche in forma cartacea e non per via telematica.

Scarica il testo della nota

Posted in Documentazione, Tutti i post | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Religione, la quota dei docenti cresce anche se calano gli alunni

Posted by comitatonogelmini su 21 febbraio 2011

di Alessandro Giuliani
da La Tecnica della Scuola
21 febbraio 2011
Gli ultimi dati ufficiali della Cei indicano oltre 1.100 insegnanti della materia in più rispetto all’anno precedente: nello stesso periodo, però, il numero delle adesioni è sceso di un ulteriore 1%. Ma la contraddizione non c’è: la presenza del docente (sempre più donne e meno sacerdoti) è prevista anche se chiede di avvalersi un solo alunno.

Fanno discutere le risultanze annuali pubblicate in questi giorni dalla Cei attraverso il ‘Servizio nazionale della Conferenza episcopale italiana per l’Insegnamento della Religione cattolica’: dall’ultima rilevazione, relativa all’anno scolastico 2009/2010, il numero di studenti che aderiscono alle lezioni settimanali di religione risultano in diminuzione dell’1%. Nell’a.s. passato su 6.789.076 alunni e studenti iscritti alle scuole statali di ogni ordine e grado, i cosiddetti avvelentisi risultavano il 90% (6.110.007), confermando la lenta ma graduale riduzione: è significativo che nel 1994/95 partecipavano all’ora di religione cattolica il 94,4% di iscritti.

Complessivamente, dei 679.069 che non si avvalgono della religione la maggior parte frequenta la scuola secondaria, dove si sottrae alle lezioni sul cattolicesimo il 16,5%. Alla primaria, invece, appena il 6,3% rinuncia all’ora settimanale di religione. La differenza tra Nord e Sud, inoltre, è davvero ampia: se nelle regioni settentrionali i non avvalentisi sono pari al 15,7%, con punte nei grandi centri (come Milano) anche vicino al 60%, al meridione la percentuale crolla all’1,9%.
Anche se il divario non è una novità (già 15 anni fa al Nord rinunciava il 9,5 degli iscritti, al Sud appena l’1,6), la ‘forbice’ territoriale sembra allargarsi progressivamente. Il motivo, oltre che culturale, è soprattutto demografico: sopra il Po, infatti, è molto più alto numero il numero di alunni appartenenti a famiglie non italiane che professano altre religioni.
Quel che dovrebbe preoccupare i vescovi è, però, soprattutto il confronto con il 2008/2009: in un solo anno ben 70.000 alunni e studenti hanno preferito svolgere l’attività alternativa, che a seconda degli istituti si traduce in lezioni organizzate dalla scuola, studio assistito o approfondimenti individuali. Un dato che non è sfuggito alle associazioni e i movimenti laici. Che, hanno fatto notare, a fronte della riduzione di alunni e nel bel mezzo di un triennio contrassegnato da tagli a risorse e a decine di migliaia di posti, come nel 2010 gli insegnanti di religione cattolica siano aumentati di oltre 1.100 unità: del resto, a seguito degli accordi sanciti con il Concordato di metà anni Ottanta per prevedere la presenza di un insegnante di religione può bastare anche un alunno per classe. Una norma che, secondo le associazione laiche, andrebbe rivista.
Tornando all’insegnamento della religione, invece, il rapporto annuale della Cei rivela che è affidato sempre meno ai sacerdoti: nell’ultimo 15ennio il numero di insegnanti nominati dal vescovo territoriale si è infatti ridotto del 70%. “La quota dei sacerdoti e dei religiosi – sottolinea la Conferenza episcopale – si è via via contratta fino a ridursi da oltre un terzo (36,6%) nel 93/94 al minimo storico del 12,6% nel 2009/10”. E quella dei laici è una presenza, dietro la cattedra, soprattutto femminile: in Italia nel 56,5% che insegna la materia sono donne.

Posted in Documentazione, Lettere & Interventi, Tutti i post | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Religione e Attività Alternative: docenti con pari dignità

Posted by comitatonogelmini su 25 novembre 2010

da Tuttoscuola
25 novembre 2010
Sentenza del Tar Lazio che annulla parte del regolamento sulla valutazione
 

Il regolamento sulla valutazione (dpr 122/2009) aveva previsto che, a differenza dei docenti di religione che potevano partecipare a pieno titolo allo scrutinio finale, i docenti di attività alternative, invece, potevano soltanto fornire preventivamente ai docenti della classe elementi conoscitivi sull’interesse e sul profitto degli studenti.

A seguito di ricorso presentato da diverse associazioni laiche e religiose (Cidi, Consulta romana della laicità, Federazione delle Chiese evangeliche, l’Ucei e altre), il Tar Lazio ha emesso la sentenza n. 33433 del 14 ottobre scorso (deposita il 15 novembre) con la quale ritiene discriminatorio il trattamento riservato ai docenti di attività alternative, in quanto “il dpr 122/2009 determina un irragionevole trattamento deteriore dei docenti di attività alternative, rispetto alla previgente disciplina dettata con o.m. 44/2009” che assegnava analoga posizione ai docenti di religione cattolica e di attività didattica e formativa alternativa.

“Un conto è sedere a pieno titolo nel consiglio di classe – recita la sentenza – e concorrere alle sue deliberazioni in ordine alle attribuzioni del credito scolastico, un conto è fornire preventivamente al consiglio di classe elementi conoscitivi; un conto è presenziare e porsi in posizione dialettica nell’ambito dell’organo consiliare, un conto è rassegnare dei meri elementi conoscitivi che dovranno essere apprezzati dai docenti della classe”.

In conseguenza della pronuncia, sono di fatto annullati il comma 2 dell’art. 4 e il comma 3 dell’art. 6 del Regolamento sulla valutazione.

Scarica qui il testo della sentenza

Posted in Documentazione, Iniziative territorio, Tutti i post | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Ora alternativa: l’XI Istituto Comprensivo di Padova nomina personale per 12 classi

Posted by comitatonogelmini su 11 ottobre 2010

Padova – 11 ottobre 2010

Finalmente una buona notizia!

All’XI Istituto Comprensivo di Padova viene nominato personale per effettuare 12 ore di materia alternativa in tutte le classi della scuola media “Vivaldi”.

E’ il frutto di un lavoro lungo e tenace che ha permesso ai genitori e agli alunni di vedere rispettati diritti costituzionalmente garantiti.

Cerchiamo di riassumere velocemente il cammino che ha portato a questo risultato.

  1. Il 23 febbraio 2010 il “Coordinamento Veneto dei Comitati Buona Scuola” invia una lettera alla dr.ssa Palumbo, dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, lamentando il fatto che sia ormai diventata una prassi diffusa quella di non attivare le ore di materia alternativa all’Insegnamento della Religione Cattolica per carenze economiche e indicando l’esistenza nel Bilancio Finanziario Annuale di previsione dello Stato di un fondo cospicuo a ciò destinato: per la sola regione Veneto sono a disposizione per il corrente anno € 53.140.399, suddivisi in quattro diversi capitoli, per “SPESE PER L’INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA E PER LE ATTIVITA’ ALTERNATIVE ALL’INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA”.
  2. Il 29 marzo 2010 la dr.ssa Palumbo, con lettera protocollo MIUR/AOODRVE/UFFIII/3121/C21, risponde al Coordinamento Veneto che i fondi individuati ci sono, ma sono gestiti dai competenti Uffici Provinciali del Tesoro; promette, inoltre, che monitorerà la situazione e che fornirà nuove comunicazioni non appena avrà i risultati di tale monitoraggio.
  3. Il Consiglio d’Istituto dell’XI Istituto Comprensivo nella seduta del 30 giugno ribadisce nella delibera del POF per l’anno 2010/2011 che va garantita l’attivazione dell’ora alternativa alla IRC.
  4. Il Ministero dell’Istruzione con circolare n. 59 del 23 luglio 2010, inerente l’adeguamento degli organici di diritto alle situazioni di fatto per l’anno 2010/2011, evidenzia la necessità e l’obbligatorietà di assicurare “l’insegnamento dell’ora alternativa alla religione cattolica agli alunni interessati”.
  5. Il 30 luglio 2010 il Tribunale di Padova emette un’ordinanza con cui condanna l’XI Istituto Comprensivo per non avere attivato l’ora alternativa nell’anno scolastico appena concluso, accogliendo il reclamo presentato dai genitori di una bambina frequentante.
  6. I primi giorni di settembre i genitori degli alunni che non si avvalgono dell’IRC frequentanti la scuola media “Vivaldi” dell’XI Istituto sono ricevuti dal nuovo Dirigente Scolastico a cui chiedono che venga ristabilito il diritto per i loro figli di frequentare l’ora alternativa all’IRC.
  7. Con nota  MIUR/AOODRVE/UFF.III/10978/C7 del 12 settembre 2010 la dr.ssa Palumbo dell’Ufficio Scolastico Regionale individua una serie di indicazioni operative per la nomina dei docenti per svolgimento di attività alternative all’insegnamento della Religione Cattolica; in particolare sottolinea che “sorge l’obbligo, per le istituzioni scolastiche, di organizzare le predette attività alternative (o di assicurare l’assistenza allo studio individuale), a prescindere dalla presenza nella scuola di insegnanti in soprannumero o con ore a disposizione”. Aggiunge, inoltre, che “da accertamenti effettuati da questa Direzione risulta che il Bilancio del MIUR prevede specifici stanziamenti per il pagamento dei docenti che svolgono le attività alternative di cui trattasi. I relativi fondi sono gestiti dal MEF, tramite le Direzioni Provinciali dell’Economia e delle Finanze, sui seguenti capitoli: capitolo n. 2711: scuola dell’infanzia; capitolo n. 2709: scuola primaria; capitolo n. 2710: scuola secondaria di 1^ grado; capitolo n. 2703: scuola secondaria di 2^ grado. Pertanto, anche nel caso in cui si renda necessario nominare personale supplente, la relativa spesa non graverà sul bilancio dell’istituzione Scolastica”.
  8. Due giorni dopo i genitori dell’XI Istituto Comprensivo vengono convocati dal Dirigente Scolastico che si impegna ad attivare l’ora alternativa in tutte le 12 classi della scuola media; in prima battuta verrà verificata la disponibilità a tenere le ore di lezione dal personale interno come ore aggiuntive; non trovando docenti disponibili, si provvederà a nominare personale supplente fino al 30 giugno, scegliendolo fra gli aspiranti della graduatoria di lettere, vista la tipologia di intervento, previsto e concordato con le famiglie, da svolgere durante le ore di alternativa all’IRC.
  9. I docenti dell’Istituto, per solidarietà con i colleghi precari che hanno visto drasticamente diminuire la possibilità di nomina in base alla razionalizzazione prevista dalla riforma Gelmini/Tremonti, non si rendono disponibili ad accettare ore aggiuntive.
  10. La scorsa settimana il Dirigente Scolastico nomina personale precario che svolgerà l’attività alternativa fino al 30 giugno 2011; in questo modo, non solo si sono garantiti i diritti di genitori ed alunni, ma si è anche riusciti a ricavare la possibilità di poter lavorare per tutto l’anno scolastico a del personale che sarebbe rimasto probabilmente disoccupato e senza stipendio.

Questa, in breve, la vicenda.

Siamo particolarmente contenti di come si sia conclusa, perché, ancora una volta, dimostra che non ci si deve mai arrendere!

Lottare per i propri diritti è fondamentale; averlo fatto in forma condivisa (comitati, genitori, insegnanti) come è avvenuto nel nostro caso lo è stato ancor di più.

Sperando che possa servire di stimolo ed esempio anche per altri, vi invitiamo a contattarci se avete bisogno di aiuto.

Carlo Salmaso – componente genitori del Consiglio d’Istituto dell’XI I.C. “Vivaldi” – Padova

Posted in Comitato/Iniziative, Iniziative territorio, Lettere & Interventi, Tutti i post | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

L’Ufficio Scolastico Regionale autorizza le nomine per l’ora alternativa alla IRC!!!

Posted by comitatonogelmini su 14 settembre 2010

di Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova e provincia
14 settembre 2010

 

Con la nota  MIUR/AOODRVE/UFF.III/10978/C7 del 14 settembre 2010 l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto ha emesso una serie di Indicazioni operative per la nomina dei docenti per svolgimento di attività alternative all’ insegnamento della Religione Cattolica.

Riportiamo alcuni punti salienti:

“In presenza di alunni che hanno scelto di non avvalersi di tale insegnamento,esercitando l’opzione per le attività alternative (o per lo studio individuale con assistenza di personale docente) sorge l’obbligo, per le istituzioni scolastiche, di organizzare le predette attività alternative (o di assicurare l’assistenza allo studio individuale), a prescindere dalla presenza nella scuola di insegnanti in soprannumero o con ore a disposizione.

Modalità organizzazione attività alternative

Premesso che il contenuto delle attività alternative deve essere definito dal collegio dei docenti delle singole scuole, i dirigenti scolastici procederanno come segue a nominare il personale docente necessario a coprire le ore in questione :

a. prioritariamente attribuendo le ore a docenti in servizio nella scuola totalmente o parzialmente in soprannumero o, ai fini del completamento d’orario , a docenti di ruolo e non di ruolo la cui cattedra sia costituita con un numero di ore inferiore a quello obbligatorio;

b. qualora non sia stato possibile attribuire in tutto o in parte le ore di attività alternative agli insegnanti indicati al precedente punto a), i dirigenti scolastici conferiranno tali ore, con il loro consenso, a docenti di ruolo o con nomina di supplenza annuale (31.8.2011) o fino al termine delle attività didattiche (30.6.2011), in servizio nella scuola che hanno già raggiunto l’orario di cattedra (ore eccedenti);

c. nel caso in cui non sia stato possibile procedere, in tutto o in parte, alla copertura delle ore in questione con i docenti indicati ai precedenti punti a) e b) i dirigenti scolastici potranno stipulare contratti a tempo determinato, con aspiranti a supplenza inclusi nelle graduatorie di istituto.

Durata nomina per ore eccedenti – contratto a TD per supplenza – Retribuzione.

Sia nel caso in cui vengano attribuite ore eccedenti a docenti in servizio nella scuola, sia nel caso in cui si renda necessario stipulare un contratto di supplenza attingendo dalle graduatorie di istituto, la durata della nomina e della relativa retribuzione sono fissate al 30.6.2011.

Organo competente alla liquidazione delle competenze al personale docente che svolge le attività alternative con ore eccedenti o con contratto a tempo determinato.

Da accertamenti effettuati da questa Direzione risulta che il Bilancio del MIUR prevede specifici stanziamenti per il pagamento dei docenti che svolgono le attività alternative di cui trattasi.

I relativi fondi sono gestiti dal MEF, tramite le Direzioni Provinciali dell’Economia e delle Finanze, sui seguenti capitoli: capitolo n. 2711: scuola dell’infanzia; capitolo n. 2709: scuola primaria; capitolo n. 2710: scuola secondaria di 1^ grado; capitolo n. 2703: scuola secondaria di 2^ grado.

Pertanto, anche nel caso in cui si renda necessario nominare personale supplente, la relativa spesa non graverà sul bilancio dell’istituzione Scolastica.

Dunque avevamo ragione!!!

Il lavoro svolto nei mesi precedenti dai Comitati Buona Scuola del Veneto  (se volete qui e qui trovate le puntate precedenti…) ha permesso di ristabilire un diritto costituzionalmente previsto che in centinaia di situazioni non era stato garantito.

Un grazie di cuore a tutti quelli che ci hanno supportato nel nostro percorso e, come sempre,……

MAI MOLLARE!!!!!!!!!!!

Posted in Comitato/Iniziative, Iniziative territorio, Lettere & Interventi, Tutti i post | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »