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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Posts Tagged ‘bambini’

Agli angeli caduti in volo…

Posted by comitatonogelmini su 8 febbraio 2011

di Giulietta Poli
insegnante di scuola primaria
Padova
8 febbraio 2011

Che questo paese abbia, da tempo, alcuni centimetri di pelo sullo stomaco è cosa nota a tutti; che il senso di orrore scuota poco o punto le coscienze è altrettanto risaputo.

Raul, Fernando, Patrizia e Sebastian, neanche trent’anni in quattro, bambini rom rumeni arsi vivi in una qualsiasi notte romana.

Una gelida sensazione di malessere, un nuovo “ingombro” per le coscienze di tutti.

A poche settimane dalla morte nella civilissima e opulenta Bologna di Devid, solo 23 (ventitré!) giorni ucciso dal freddo, le Erodiadi ritornano in un’Italia tutta presa da scandali e da gossip tenebrosi.

Siamo un paese del tutto privo di una politica per il sostegno sociale e per il riconoscimento dei diritti umani; siamo un paese che non ha saputo e voluto attuare nessuna politica di difesa dell’infanzia.                                    

Siamo un paese che ha perso del tutto la faccia, dove la lista delle piccole vittime, degli abusati e dei marginalizzati bambini è lunga, ormai in maniera raccapricciante.

“Siamo tutti responsabili” ha dichiarato, giustamente, il presidente dell’Unicef Italia.  

Bambini insicuri nelle proprie città, nelle proprie scuole, nelle proprie famiglie, in quei luoghi, in teoria, deputati a difenderli e a tutelarli.

Infelice è quel paese che non sa difendere il proprio futuro. Infelice è questo paese in cui c’è dato di vivere, nostro malgrado; un arido deserto dove la gente spesso non sa più immaginare o emozionarsi, fino a quando la vittima è un bambino.                                                                                                              

Forse! (corre voce che un consigliere leghista lombardo non si sia alzato in piedi durante la “commemorazione” al Pirellone ….)

Ma …. Ci sono ben dei distinguo, appunto …… Ma …  Devid era il figlio di due snaturati sbandati. Ma …. le piccole vittime del rogo romano erano figli di rom, nomadi, zingari che non hanno a cuore le condizioni di vita dei proprio figli.

Genitori degeneri, incapaci, da privare, subito, della patria potestà!

Nel dicembre scorso è stato presentato il rapporto “ Report Card 9 -Bambini e adolescenti ai margini” compiuto da Unicef – Centro di Ricerca Innocenti; la ricerca, con un respiro piuttosto ampio, mirava verificare i parametri di salute, istruzione, benessere materiale per comprendere le disuguaglianze in 24 paesi dell’OSCE, in maggioranza europei attraverso degli indicatori.

I dati sortiti non sono del tutto confortanti, specie per noi; l’Italia, infatti, si trova spesso negli ultimi posti per benessere materiale, istruzione, salute.                                                                                     

Nei paesi con disuguaglianze più elevate i bambini più svantaggiati sono ovviamente “a rischio di esclusione, a rischio di rimanere ai margini della società in cui vivono e restare lontani dai livelli di benessere normali per il loro paese”.

La minaccia della disuguaglianza, sottolinea  la ricerca, porta con sé una lunga lista di costi pratici e di conseguenze negative non solo per i bambini ma anche per l’intera società, sotto forma di aumentare pressioni sui servizi sanitari od ospedalieri, sul welfare e la protezione sociale.

Non è questo, purtroppo, il nostro caso; una volta ancora abbiamo superato tutti i limiti consentiti.

Report Card 9 ricorda, impietosamente, che per un bambino patire ”battute d’arresto nelle fasi più formative dello sviluppo è una violazione del principio più basilare della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, quello secondo cui ogni bambino ha il diritto di sviluppare pienamente il proprio potenziale”

È comunque preoccupante che l’Unicef si sia dovuta occupare, stante le gravi emergenze planetarie, anche  di un quadro comparativo sulla disuguaglianza nel benessere dei bambini nei paesi ricchi. Questo è indicativo di come, anche nei paesi sviluppati, sia, di fatto, assente una politica condivisa per l’infanzia.

Ragionare sui diritti dei minori significa un’attenzione da un punto di vista culturale, sociale, economico e politico.

Ma il nostro è un paese nel quale si vieta a delle maestre e a delle operatrici scolastiche di destinare il proprio buono pasto ad una bambina di 4 anni, altrimenti esclusa dall’accesso alla mensa,  in quanto si ipotizzerebbe un “danno per l’erario”!!!!!

Il nostro è un paese nel quale la miseria, ancorché affligga un bambino, diventa sinonimo di reato.   È un crimine or dunque esser poveri, un misfatto ancor più grave se l’indigente è un bambino.  Delitto così grave da richiedere la peggiore delle pene: quella capitale!

Che cosa potremo mai dire, in un improbabile elogio funebre collettivo, a Raul, Fernando, Patrizia e Sebastian che, se pur nel loro maleodorante e infernale “campo” (sostantivo d’infausta memoria), qualche piccolo volo l’avevano forse tentato? 

Che cosa potremo mai dire, a Devid che, invece, a volare non aveva ancora imparato?

Quali balbettanti scuse potranno pronunciare le nostre bocche di adulti, tutti ugualmente colpevoli,  per  questi angeli caduti in volo?

Quale ipocrita costernazione potrà manifestare chi, per il proprio sguaiato e spietato protagonismo, ha fatto nell’inosservanza dei più elementari diritti una feroce bandiera?

Che la terra, matrigna, sopra la quale per poco, pochissimo, avete provato a volare, vi sia lieve.

Come una calda, soffice coperta; quella che non avete avuto nella vostra inconcepibilmente breve e pur importantissima, per noi tutti, esistenza.

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Appesi a un palloncino

Posted by comitatonogelmini su 24 marzo 2010

di Massimo Gramellini
da La Stampa
24 marzo 2010

 

 

 

 

Sento l’esigenza di una boccata d’aria pura. Perciò, a chi se la fosse persa, vorrei raccontare la piccola storia di assoluta meraviglia che è apparsa nei giorni scorsi su «Specchio dei tempi». Comincia col funerale di Claudio, custode di una scuola materna di Torino, amatissimo da bambini e genitori per la sua disponibilità. Un italiano di quelli che piacciono a noi, che con un gesto o una parola di buon senso riescono a stemperare i problemi e a colmare i vuoti della struttura in cui lavorano. I bambini riempiono fogli di messaggi e disegni per Claudio. Poi, con la serietà di cui solo loro sono capaci, decidono di recapitarglieli. Come? Ma che domanda stupida, scusate. Attaccandoli a un palloncino in grado di volare fino a lui. Detto fatto: il palloncino carico di corrispondenza viene liberato nel cielo di Torino. Per un paio di settimane non se ne sa più nulla. Quand’ecco che alla scuola materna arriva una lettera. «Sono una nonna di 70 anni e abito a Parma. Anch’io ho dei nipotini che vanno all’asilo. Volevo dirvi che il palloncino del vostro amico Claudio è arrivato. Caduto su un prato verde appena scoperto dalla neve. Io ho ricordato il vostro amico nelle mie preghiere, ma sono certa che da lassù sarà lui a proteggere voi, che siete stati capaci di un gesto così gentile». La prima volta che l’ho letta mi sono venuti i lacrimoni. E anche adesso, insomma. Sarà l’età che avanza. O forse la consapevolezza che fin quando ci saranno persone come Claudio, come la nonna di Parma e come quei bambini, non proprio tutto è perduto.

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I miserabili

Posted by comitatonogelmini su 20 ottobre 2009

bambino

 

di Massimo Gramellini
da “La Stampa
del 20 ottobre 2009

 

A Napoli un bambino è morto a sei anni di povertà. Veniva dall’isola di Capo Verde, ma sapeva già leggere e scrivere in italiano. Era educato, ordinato, molto pignolo, dicono le maestre. Amava il disegno e sognava di fare l’ingegnere. Si chiamava Elvis, come l’eroe del rock. Lo hanno trovato per terra, in una stamberga di venti metri quadri, i polmoni intasati dalle esalazioni di un piccolo braciere. Da quando l’Enel aveva staccato la corrente che alimentava la stufetta elettrica, quel fuoco improvvisato e velenoso era diventato l’unica fonte di riscaldamento di tutta la famiglia. Non c’era altro calore, non c’era più cibo. Ed Elvis se n’è andato così, addosso alla madre agonizzante, la testa appoggiata al ventre da cui era uscito sei anni prima per la sua breve e infelice partecipazione alle vicende del pianeta Terra.

Mi sento totalmente inutile, come giornalista e come essere umano, perché mi tocca ancora raccontare storie del genere, nel mio evoluto Paese. Ci riempiamo la bocca, io per primo, di parole superflue. Ci appassioniamo ai problemi di minoranze potenti e arroganti. E accanto a noi, in un silenzio distratto, si consumano le disfatte degli umili e dei mansueti. Persone come la mamma di Elvis, che fino all’ultimo ha provato a raggranellare onestamente qualche soldo per la stufetta, andando in giro a fare le pulizie. Il Bene ieri ha perso di brutto. L’importante è rendersene conto, non distrarsi, non rassegnarsi, organizzare la riscossa. Anche per Elvis, che tornerà a trovarci ogni giorno, sulla faccia di tanti bambini uguali a lui.

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Bambini, come i nostri

Posted by comitatonogelmini su 13 maggio 2009

einsteinRiportiamo dal sito dei comitati dell’alto vicentino una riflessione sui respingimenti di questi giorni http://www.salvalascuolapubblica.blogspot.com/

Sul tema migranti segnaliamo la proiezione del film-documentario “Come un uomo sulla terra”, in corso in tutta Italia, con la voce diretta dei migranti africani sulle brutali modalità con cui la Libia controlla i flussi migratori, su richiesta e grazie ai finanziamenti di Italia ed Europa http://comeunuomosullaterra.blogspot.com/  (In Veneto: 13 e 14 maggio – PADOVA – Cinema Multi Astra / 15 maggio – Lido Pellestrina (VE)/ 27 Maggio – VERONA).

La petizione on-line della FLC-CGIL “Noi educhiamo, non denunciamo!http://www.firmiamo.it/noieduchiamoenondenunciamo

Un articolo sulle gravi conseguenze del “pacchetto sicurezza” per i minori dal sito Melting Pot: http://www.meltingpot.org/articolo14452.html

“È l’ordine più infame che abbia mai eseguito. Non ci ho dormito, al solo pensiero di quei disgraziati”, dice uno degli esecutori del “respingimento”. “Dopo aver capito di essere stati riportati in Libia – aggiunge – ci rlavano: “Fratelli aiutateci”. Ma non potevamo fare nulla, gli ordini erano quelli di accompagnarli in Libia e l’abbiamo fatto. Non racconterò ai miei figli quello che ho fatto, me ne vergogno”.

Citate ne La Repubblica del 9 maggio, questa sono le parole dei militari delle motovedette italiane che hanno riportato in Libia oltre 200 extracomunitari, tra i quali 40 donne (3 incinte) e 3 bambini, dopo averli soccorsi mercoledì scorso nel Canale di Sicilia.

Il Ministro Maroni ha definito quest’operazione UN SUCCESSO. […] Leggi il seguito di questo post »

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Nel pollaio

Posted by comitatonogelmini su 22 aprile 2009

gino il polloRiportiamo una lettera e una riflessione di Claudia Fanti (pubblicata su www.retescuole.net) su una riunione in un pollaio di insegnanti e bambini, fra le cacche dei volatili

Italia, 20/04/2009
Nel pollaio
di claudia fanti
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Nel pollaio

…E vorrei invece parlare di scuola.
Sì, perché in realtà non se ne sa nulla.
Va benissimo denunciare ad alta voce cosa non funziona nel sistema azienda scuola, tuttavia è appunto questa la questione, la solita, la scuola non è un’azienda.
Le persone sono la scuola.
Supponiamo di riunirci tutti, insegnanti e bambini, in un pollaio fra le cacche dei volatili, cosa succederebbe?
Ecco, ci sarebbero quelli che gridano “che schifo!” e sarebbe comprensibile; ci sarebbero quelli pronti a distribuire mascherine anti batteri, e andrebbe bene…ok anche per le mascherine; ci sarebbero gli indignati che resterebbero silenziosi e urlerebbero che lì non si può lavorare…e chi non li comprenderebbe? […] Leggi il seguito di questo post »

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