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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Posts Tagged ‘Classi “ponte”’

Aziz e Li Li alle prove INVALSI

Posted by comitatonogelmini su 13 febbraio 2010

di Elio Gilberto Bettinelli
da ScuolaOggi
 
 

 

 

Dunque i risultati degli alunni stranieri nelle prove INVALSI sono peggiori di quelli degli italiani, in maniera significativa per quanto riguarda l’italiano in seconda classe, con una distanza di ben 10,2 punti; un po’ meno per la matematica dove la distanza dagli esiti dei compagni italiani si riduce a 5,6 punti. In classe quinta però le distanze si riducono a 7,2 punti per la lingua e a 4,8 per la matematica, dato quest’ultimo considerato di fatto non significativo. E’ vero che i dati raggruppano gli stranieri in un’unica categoria senza distinzione fra nati in Italia o all’estero, fra neo-arrivati e presenti da lungo tempo, ragion per cui gli esiti vanno considerati con estrema cautela, come giustamente è scritto nella stessa relazione INVALSI. Gli estensori del rapporto, per questa ragione, rinviano ad ulteriori elaborazioni, ancora in corso, che tengano conto di tali specificità. Che non si debbano azzardare generalizzazioni a proposito degli esiti degli alunni stranieri è richiesto anche per un’altra ragione: gli alunni stranieri sono stati il 3,5% del campione complessivo degli alunni testati in seconda, il 5,4% in quinta; percentuali assai distanti da quelle degli alunni stranieri nelle scuole primarie italiane che era complessivamente del 7,7% nell’a.a. 2007/2008 (ultimi dati ufficiali del Ministero), e presumibilmente di quasi il 9% nel 2009.

Nonostante corretti distinguo e inviti alla cautela, pare essere già partita la litania allarmista e ideologica di cui anche l’onorevole Aprea, nel recente seminario di presentazione dei dati INVALSI presso l’Università Bicocca, ha cantato purtroppo qualche strofa (e ci dispiace, perché l’insieme del suo discorso è stato pacato e ragionevole benché con alcune omissioni delle responsabilità governative): i dati dimostrerebbero che ciò che si fa attualmente non è funzionale all’apprendimento degli alunni stranieri, che l’inserimento “selvaggio” nelle classi li danneggia (e fin qui nulla da eccepire) che, dunque, occorre far cadere “tabù” e pregiudizi per sperimentare nuove forme di supporto… Quali? Ma naturalmente gruppi o classi di accoglienza per alunni stranieri neoarrivati, prima di inserirli nelle classi comuni: le talpe di Cota non cessano un minuto di lavorare. Dopo le quote in salsa lombarda si riaprirà adesso, anche per ragioni elettorali, il fronte delle classi ponte ? Occorre ricordare che stiamo parlando della scuola primaria, non della secondaria di secondo grado ove il problema della competenza in italiano L2 si pone in maniera differente.
 
Ovviamente i dati non consentono di pigiare la mano sull’altro tasto, caro ai sostenitori delle classi ponte, del danno che la presenza degli alunni stranieri porterebbe in qualche modo anche agli italiani. Non si può perché essi ci dicono che nelle regioni del Nord, ove la presenza di immigrati è molto consistente, i risultati complessivi sono più alti, drammaticamente più alti – in seconda e in quinta, in italiano e in matematica – di quelli delle regioni meridionali, dove la loro presenza è assai inferiore se non addirittura irrilevante. Ma se, pur con tutte le cautele del caso, confrontiamo gli esiti degli alunni stranieri in seconda e in quinta (si veda sopra) dovremmo ricavare che qualcosa la scuola fa: riduce le distanze; pur rimanendo, per l’italiano, significative sono comunque inferiori rispetto alla seconda classe. E lo fa in assenza di una politica scolastica che definisca risorse certe, stabili e sistematiche per l’insegnamento dell’italiano L2. Lo fa con uno sforzo integrativo e inclusivo che andrebbe sostenuto non solo con i fondi contrattuali per le scuole a forte flusso migratorio ma anche con risorse ministeriali che, promesse nella recente circolare sulle quote, però non si vedono all’orizzonte.

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La Gelmini sotto il tetto che scotta

Posted by comitatonogelmini su 12 gennaio 2010

Riflessioni per la rete

di Giulietta Poli
insegnante e facilitatrice linguistica della scuola primaria Giovanni XXIII di Padova

12 gennaio 2010

 

 

La signora Gelmini ha dimostrato, una volta ancora, di non conoscere la Scuola con la sua demenziale proposta del tetto del 30% per gli stranieri nelle nostre classi; asservita al manifesto razzismo della Lega forse non è a conoscenza dei dati e della normativa.

Ricordiamoglieli!!  Secondo i dati Caritas le nostra scuole sono frequentate da oltre 600.000 alunni figli di genitori stranieri; almeno quattro su dieci sono nati in Italia, sette su dieci frequentano le scuole dell’infanzia. Moltissimi sono perfetti bilingue.

La normativa sull’immigrazione attualmente in vigore (art. 36 legge 40/1998 Turco- Napolitano – art.45 DPR 394/99 – art. 38. TU legge 189/2002 Bossi-Fini) afferma che i minori stranieri presenti sul territorio nazionale hanno

“..DIRITTO all’istruzione …indipendentemente dalla loro posizione di soggiorno”, che sono “..soggetti all’OBBLIGO scolastico”; tutto ciò “ nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani”, applicando “tutte le disposizioni vigenti in materia di diritto all’istruzione” accogliendo “ le differenze…(la) tutela della cultura e della lingua d’origine

Questa signora non sa nulla di scuola, d’interventi pedagogici; parla di proposte ad hoc per la formazione linguistica e l’integrazione (che già esistono da tempo!!!) ma taglia risorse, finanziamenti e compresenze mettendo la Scuola Pubblica in ginocchio e limitandone la possibilità di attuare percorsi individualizzati di rinforzo per gli studenti in difficoltà, siano essi foresti od indigeni.

Questa signora ignora sicuramente i principi (e mi ripeterò ossessivamente) della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia.  Ricordo in particolare gli art.2-8-10-28-29-30.

Questa signora ignora che esistono fior fiore d’insegnanti specializzati nell’accoglienza e nella didattica dell’italiano come Lingua 2, di corsi e master universitari attinenti l’intercultura e la mediazione culturale; non è mai entrata in una di quelle classi multi etniche (la quasi maggioranza nel paese) tanto vituperate da un irrisorio manipolo di genitori benpensanti e dai suoi colleghi di governo fomentatori d’odio.

Questa signora guarda il dito e non la luna, butta via il bambino con l’acqua sporca.

Questa trovata oltre ad essere altamente discriminatoria, non tiene conto della realtà del nostro Paese dove il tasso di natalità è ancora così basso da mettere in serio rischio la sopravvivenza di molti istituti con la conseguente perdita del posto di lavoro per molti Lavoratori della scuola (come non ci fossero già abbastanza soprannumerari e precari).

Questa signora ignora che le nostre classi non sono “ghetti”, ma feconde realtà d’incontro e conoscenza reciproca; e non conosce neppure la legislazione scolastica dei Paesi membri dell’UE; infatti, come dichiarato in un pronto comunicato stampa della Presidenza italiana dell’Unicef, non risulta che esistano provvedimenti che fissino quote di stranieri per classe in alcun paese europeo e richiama a “….l’interculturalità e l’integrazione come valori fondanti della nostra coesistenza civile, senza l’introduzione di criteri selettivi”.

Signora Gelmini, venga dunque nei nostri Istituti, parli con gli Insegnanti, invece di fuggire a precipizio appena ne vede uno; parli con i nostri alunni d’altrove che, spesso, hanno una proprietà linguistica ben superiore a quella di taluni suoi colleghi che ignorano il congiuntivo, per non parlare della consecutio temporum.

Venga ad assistere a qualche accademia natalizia, con tanto di presepe e di canti, dove bambini e ragazzi d’ogni dove e d’ogni culto religioso condividono con noi momenti di fraterna allegria; partecipano felici alle castagnate, visitano con interesse i nostri musei locali, talvolta usano persino espressioni dialettali e spesso si esprimono in un italiano con la cadenza tipica della regione di cui vivono.

Si faccia consigliare da chi, da anni, lavora in prima linea, nelle zone di frontiera soffocate da mafie o da regionalismi senza senso.

Qui si uccide la Scuola Pubblica, signori miei; qui si cancellano con un colpo di spugna sporca i criteri fondamentali della nostra Carta Costituzionale e dei documenti internazionali.

Parli, una volta almeno, con chi si “sporca” le mani nella realtà e nella quotidianità, perché, signora Gelmini, è questa la vita.

Dopo di che proponga tutti i provvedimenti che vuole, ispirati però all’eccellenza delle scuole che lei dovrebbe onorarsi di controllare ed ad un unico principio: NESSUNO ESCLUSO, PERCHÈ ESISTE UNA SOLA “RAZZA”, QUELLA UMANA!

Fatelo girare; chissà che fortunosamente questo modesto contributo arrivi anche in Viale Trastevere.

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Circolare alunni stranieri: molte ombre

Posted by comitatonogelmini su 11 gennaio 2010

Il provvedimento è stato pubblicato dopo il comunicato stampa che aveva dato il via a discussioni e polemiche. Al tetto del 30% si potrà derogare, ma solo per decisione degli Uffici scolastici regionali. Le scuole medie dovrebbero trovare il modo di “indirizzare” gli alunni stranieri più sui licei che sui professionali.
di Reginaldo Palermo      11 gennaio 2010
da La Tecnica della Scuola

Sulla questione delle iscrizioni degli alunni stranieri, dopo il comunicato stampa arriva adesso anche la circolare ufficiale; il documento è stato pubblicato nelle ultime ore sul sito istituzionale del Miur e si presenta come un testo ampio e articolato, una decina di pagine in tutto.

A leggerla con attenzione si scopre che, in realtà, il tetto del 30% non è affatto perentorio o invalicabile. E’ previsto, per esempio, che il tetto possa essere aumentato in presenza di alunni stranieri nati in Italia che abbiano una adeguata competenza della lingua italiana o nel caso in cui sul territorio siano attive strutture di supporto che possano sostenere fattivamente il processo di apprendimento degli alunni stranieri.

E che fare in quei quartieri cittadini o nei piccoli centri dove la popolazione straniera è in maggioranza ?

In molti (Flc-Cgil e movimenti di base) temono che gli alunni stranieri debbano “migrare” in altri quartieri alla ricerca di una scuola disponibile ad accoglierli; in realtà la circolare chiarisce che si potrà derogare dal tetto del 30% anche in presenza di “stati di necessità provocati dall’oggettiva assenza di soluzioni alternative”.

Piuttosto, suscita perplessità il fatto che le deroghe potranno essere concesse esclusivamente dall’Ufficio scolastico regionale; in pratica, secondo la circolare, le scuole non potrebbero deliberare in merito ma dovrebbero essere in qualche modo “autorizzate” dall’Usr.

La circolare, peraltro, è ricca di “inviti” quanto meno curiosi, come per esempio quello relativo alla collaborazione tra scuole di ordine e grado diverso “in modo da creare percorsi di continuità che evitino il rischio di concentrazione di alunni stranieri in alcune tipologie di percorsi a preferenza di altri come sta avvenendo attualmente”: gli alunni stranieri rappresentano oggi il 2% degli iscritti nei licei e il 9% negli istituti professionali, ma sembra davvero improbabile che le scuole riescano a “spostare” quote significative di alunni stranieri dai professionali ai licei o anche soltanto ai tecnici.

Ma, in concreto, cosa dovranno fare le scuole quando un bambino straniero si presenta per la prima volta ? In pratica ciò che già ora fanno e cioè accertarne le competenze linguistiche, predisporre un percorso di inserimento e poi iscriverlo definitivamente nella classe adatta (di norma quella corrispondente all’età anagrafica), ma la formulazione della circolare lascia spazio al dubbio che l’alunno possa essere “retrocesso” anche di 2-3 anni rispetto alla propria età.

Con danni, secondo noi, piuttosto gravi rispetto ai processi di integrazione e di socializzazione.

La circolare, infine, parla anche di risorse finanziarie che verranno assegnate alle scuole a sostegno delle iniziative promosse nei confronti degli alunni stranieri.

Ma, come è ormai consuetudine, non si dice nulla di preciso sulle fonti di finanziamento e si rinvia a quello che è ormai diventato un “pozzo di san Patrizio” puramente virtuale e cioè alla legge 440 (per il 2009 una scuola di medie dimensioni riceverà meno di 5mila euro, mentre per il 2010 è prevista una decurtazione del 15-20%).

Una circolare insomma con molte ombre e di cui non è neppure chiara la finalità: forse si tratta più che altro di un pegno che il ministro ha dovuto pagare alle Lega, in vista delle prossime elezioni regionali.

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Gli schiavi, i tetti e …gli stronzi

Posted by comitatonogelmini su 9 gennaio 2010

Sarà un caso, ma la circostanza ci fa ancora più impressione e sgomento: proprio nel giorno della rivolta di Rosarno, a ridosso cioè della protesta di migliaia di cittadini extracomunitari che non sono più in grado di contenere la loro disperazione e di esprimere in modo composto e compunto  la loro rabbia per essere trattati come bestie ridotte in schiavitù, la Maestra Unica dell’Istruzione ha comunicato i provvedimenti di  “tetto-massimo” per gli alunni stranieri.
“Massimo 30% di stranieri per classe: è una misura contro le classi ghetto, per favorire l’integrazione e la crescita e una migliore didattica nelle classi”, ha annunciato fieramente la Ministra.Non basta : “Oltre al tetto, inoltre, è fondamentale prevedere classi di inserimento di durata limitata per poter insegnare la nostra lingua a chi è appena arrivato in Italia ad un livello sufficiente per non sentirsi in difficoltà con i coetanei”, dichiara la Gelmini. E giù sproloqui (i soliti, ormai li conosciamo a memoria) sulla necessità di  “dare ordine alle procedure di integrazione e salvaguardare, nel contempo i simboli e l’identità della scuola italiana”.

Oggi, di fronte alla vicenda di Rosarno, non riusciamo ad esprimere un ragionamento compiuto e argomentato sulla nuova assurda, stupida, demagogica proposta del Ministro dell’Istruzione. Perché ci è impossibile – perdonateci – non legare i fatti di Rosarno e la contemporanea uscita della Gelmini. Oggi siamo amareggiati per quello che sta accadendo e  che da anni accade in una parte (per ora ) del nostro Paese.

Siamo colpiti dal fatto che mentre il nostro Ministro delira di “soglie massime” per gli alunni stranieri, di classi ponte e magari (sic!) di “istruzione alla cittadinanza” per integrare gli alunni stranieri alla nostra comunità civile, da più parti venga accettato senza problemi che nel nostro paese vi siano fenomeni di schiavismo,  che a questi fenomeni  si risponda accusando gli schiavi di essere tali e invocando la loro cacciata  (immaginiamo solo per far posto a nuovi schiavi, visto che questo è ciò che richiedono le aziende, l’economia, la malavita organizzata. Nell’indifferenza delle Istituzioni e della Politica).

Da domani proveremo a rimettere insieme le idee e ricominceremo a discutere. Cercheremo di dimostrare come la nuova boutade della Gelmini sia solo l’ennesima stupida e infame presa in giro: non ha senso infatti parlare in maniera generica di alunni stranieri quando quasi il 40% di essi è nato in Italia (e quindi conosce la lingua e la cultura italiana tanto quanto i figli degli italiani), non ha senso proporre le classi ponte quando ogni maestra sa bene quanto più semplice e veloce sia l’acquisizione della lingua affianco a bambini che quella lingua la parlano già, non ha senso profondere nuovo danaro per costruire classi separate e al contempo togliere le risorse economiche che sino a ieri garantivano programmi seri ed efficaci per l’integrazione e il recupero.

Da domani ricominceremo a parlare di tutto questo, e lo faremo – come al solito – con chi a scuola vive la multiculturalità  giorno per giorno, nei problemi che impone di affrontare e nelle occasioni di crescita che offre in  un processo quotidiano e molto concreto, a volte faticoso, che coinvolge i bambini, le loro famiglie, gli insegnanti e tutti gli operatori scolastici.
Ci sforzeremo di ragionare con tutti, senza astio e pacificamente: anche e soprattutto con chi  – magari spinto dal clima di  paura creato ad arte – nutre timori e diffidenze. Sì, anche e soprattutto con loro. Per cercare di capire i reciproci problemi e punti di vista, con l’obiettivo di costruire insieme una scuola (e una società) che non sia schiava della paura e della diffidenza.

Non c’è invece possibilità di confronto alcuno con la ministra Gelmini, col ministro dell’Interno Maroni, con le forze politiche e di governo che in questi anni stanno disseminando odio per racimolare voti. Per loro c’è una  sola espressione e un solo giudizio, che volentieri mutuiamo da un importante esponente del centro destra : “sono soltanto degli stronzi”.

Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova

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La scuola di via Anelli. Esperienze di integrazione all’ombra del muro

Posted by comitatonogelmini su 16 dicembre 2008

worldRiportiamo una intervista pubblicata da Il Mattino di Padova il 16 novembre 2008 con le autrici dell libro:

Roberta Scalone (a cura di), La scuola di via Anelli. Esperienze di integrazione all’ombra del muro, p.160, Ed. Il Prato, Padova, 2008.

Le autrici sono quattro insegnanti della Scuola primaria Giovanni XXIII di Padova: Monica Galluppo, Giulietta Poli, Roberta Scalone e Maria Assunta Varotto. Il sito della scuola

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Classi ponte: Mozione parlamentare 1-00033 del Deputato Cota

Posted by comitatonogelmini su 20 ottobre 2008

DocumentazioneLa mozione è stata approvata il 14 ottobre 2008. Il documento originale è consultabile nel sito della Camera dei Deputati tra le attività/mozioni del Deputato Cota Roberto a questo link.

Atto Camera Mozione 1-00033
presentata da ROBERTO COTA
testo di
martedì 16 settembre 2008, seduta n. 050

La Camera,
premesso che:
il crescente fenomeno dell’immigrazione ha modificato sensibilmente il modello organizzativo del sistema scolastico italiano;
l’elevata presenza di alunni stranieri nelle singole classi scolastiche della scuola dell’obbligo determina difficoltà oggettive d’insegnamento per i docenti e di apprendimento per gli studenti; Leggi il seguito di questo post »

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