La scuola è nostra! Miglioriamola insieme

Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Posts Tagged ‘Maestro unico’

Nausea 2010

Posted by comitatonogelmini su 7 settembre 2010

di Claudia Fanti
7 settembre 2010

 

 

 

E’ ridicolo, quasi irriverente, analizzare ciò che succede nei collegi dei docenti della cosiddetta primaria, mentre è in atto la lotta dei precari per la sopravvivenza, eppure credo sia necessario il farlo. Per onestà, per trasparenza, per i valori che si ispirano alla Costituzione.

Onestà verso i minori, verso i disabili, verso gli stranieri, verso i remigini, piccoli inconsapevoli dell’obbrobrio che la riforma ha portato in aula.

Non più riflessioni fra di noi su metodologia, didattica, saperi, conoscenze, ecc. Bensì riflessioni su come fare quadri orari mostruosi che consentano di far quadrare il cerchio del riempire, con i docenti disponibili (rimasti!), le ore e i buchi inevitabilmente creati dall’ organico del “maestro unico” gelminiano, il quale fa a pugni con le richieste di ore delle famiglie, richieste che non sarebbero certo in contrasto con una buona scuola dei tempi distesi voluta e desiderata da docenti ed esperti di pedagogia e psicologia, ma lo diventano per la necessità di tappare, otturare le falle della contrapposizione fra legge e realtà, fra legge ed esigenze sacrosante di didattica delle discipline, di buona relazione con le bambine e con i bambini (tanti e diversi in ogni classe), di buone relazioni fra insegnanti.

Nell’aria che sa di gesso, c’è odore d’arena!

Insegnanti tesi, allarmati, sconsolati, umiliati; scontri per difendere la voglia di insegnare che è in ogni buon docente…tre ore e mezzo (alla settimana) di italiano in prima elementare, poco meno di matematica, matematica su tre classi, 75 alunni, 150 genitori (mamme e babbi) con i quali relazionarsi, un’ora tirata per materie ormai divenute totalmente cenerentole; docenti di classi seconda, terza, quarta, quinta, a sostenere i team delle prime per aiutarli a completare l’orario entrando a gamba tesa per un’ora a insegnare una materia rimasta scoperta…e via dicendo…

La mente è rivolta al futuro prossimo, alle alunne, agli alunni, alle loro famiglie desiderose di un buon curricolo di studi a partire dall’inizio e la coscienza vomita senza essere vista, ma duole constatare che nessuno all’esterno sa, nessuno veramente si rende conto del disastro in cui versa la scuola…Si parla di tutto, ma mai dell’essenziale e cioè del rapporto insegnamento-apprendimento, dei bisogni, delle necessità di tutelare i minori, dell’ asservimento di dirigenti e docenti bravissimi che saranno costretti dall’oggettiva situazione a far la figura degli incompetenti, spinti in una spirale di nonsenso dalle assurdità delle economie di Stato. Servi al servizio dell’economia e dell’ignoranza di un’Italia che di cultura e sapere non sa che farsene.

Fa sobbalzare la coscienza il fatto che nelle realtà territoriali più resistenti si organizzino convegni sulle Indicazioni ministeriali per riflettere su saperi, conoscenze necessarie per il futuro, mentre nella quotidianità si fanno i conti della serva per mezz’ora in più di italiano, per un’ora di storia, per accaparrarsi la palestra (quando c’è!) o il laboratorio di informatica…Fa indignare che si voglia ancora sostenere la validità di autovalutazione, valutazione, test Invalsi, lotta alla dispersione proprio nel momento in cui si usa la mannaia per tagliare ciò che è stato già ripetutamente tagliato.

Ma che merito c’è nell’ubbidire, nel tacere, nel mettere la testa sotto la sabbia dinanzi al cupo quadro che ogni giorno (e siamo soltanto al principio!) fa orrenda mostra di sé come quello di Dorian Gray?

Stupro alla cultura dell’inizio, violenza bianca, invisibile, strisciante che segnerà i figli di tutti.

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Maestro unico? Macchè, in classe ce ne sono sei

Posted by comitatonogelmini su 28 ottobre 2009

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di Alessandra Migliozzi
da “Il Messaggero

del 28 ottobre 2009

 

 

 

Il maestro prevalente si fa in sei: in alcune classi della scuola primaria la novità voluta dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini viene offuscata dalle esigenze pratiche delle scuole. I presidi, infatti, per mettere insieme i tagli con le richieste di mamme e papà fanno i salti mortali: spostano insegnanti, ripensano i modelli orari, usano le vecchie ore di compresenza al posto delle supplenze che non si possono pagare perché mancano i soldi. L’obiettivo è garantire un servizio scolastico degno di questo nome, l’effetto finale è che degli annunci della riforma del ministro, in alcuni casi, non resta che un ricordo. Quello che doveva essere, ad esempio, il riferimento primario per i bambini, la novità pedagogica dell’anno, vedi alla voce maestro prevalente, spesso deve dare la precedenza alle necessità organizzative. Capita così che in molte prime, anche a 30 ore, dove il docente unico di riferimento è previsto dalle riforme, sfilino fino a 6 insegnanti. In una classe della scuola Angelo Mauri di Roma, ad esempio, per i bambini che fanno 30 ore, le maestre prevalenti sono tre: una fa italiano, l’altra matematica, la terza storia geografia e inglese. Va aggiunta, poi, anche religione che, però, copre solo due ore. A conti fatti i bimbi vedono quattro maestri, di cui tre si spartiscono in fette più o meno simili la gran parte dell’orario. Niente docente prevalente, dunque. «Abbiamo ritenuto che fosse poco efficace – spiega il preside, Paolo Mazzoli – abbiamo preferito mantenere il team di insegnanti. Ma questo spezzatino è anche frutto dei tagli e della modalità con cui sono stati assegnati gli organici su una base di 27 ore: ci troviamo a dover distribuire le maestre come in una specie di mosaico». […] Leggi il seguito di questo post »

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Dei minimi sistemi (ovvero lo spezzatino…)

Posted by comitatonogelmini su 8 ottobre 2009

spezzatino

 

di Cosimo De Nitto
da www.edscuola.com

 

 

 

Dopo un anno orribilmente trascorso tra vespiani show della ministra e interviste con cui giustificare il salasso inaudito della scuola, università e ricerca.

Dopo un anno di scioperi, proteste, inutili tentativi di far ragionare il governo sui misfatti che si andavano a perpetrare ai danni della scuola pubblica.

Dopo un anno di insulti agli insegnanti ritenuti da questo governo incapaci e fannulloni, quando si è voluto fare un complimento, altrimenti brigatisti sessantottini socialmente pericolosi, agitatori di professione incapaci di insegnare ma capacissimi di approfittare del proprio ruolo per fare ideologia e propaganda politica.

Dopo un anno in cui la ministra è stata sempre a sgranare il rosario dei massimi sistemi che bisogna tagliare risorse per vedere trionfare il merito, la qualità della scuola, cercando di convincerci che se non si toglie a tutti non si può dare a qualcuno capace e meritevole, essendo la scuola italiana, ancorché di basso profilo, un lusso che non ci possiamo consentire.

Dopo che il ministro idraulico-liquido-mistermuscolo  (Brunetta) chiude tutti i rubinetti che può ai dipendenti senza scalfire di un niente le grandi speculazioni, gli sperperi e sprechi che pur ci sono, per rincorrere come un cane mastino il disgraziato che prova ad ammalarsi.

Cosa accade nelle scuole, sui posti di lavoro?

Ci si accapiglia e ci si sbrana in una guerra di tutti contro tutti in cui la materia del discutere e contendere non sono i principi pedagogici, la metodologia, la didattica, i contenuti dello studio e dell’apprendimento, l’organizzazione e il modo di insegnare, ma le compresenze, le contemporaneità, la tragedia delle assenze (quelle vere) che non possono essere coperte con le supplenze esterne, da un lato l’obbligatorietà di mandare le visite fiscali, dall’altro la mancanza di fondi per pagarle. E la rabbia da parte di chi si ammala che oltre al danno della malattia e delle medicine deve subire anche la beffa della decurtazione dello stipendio, mentre dentro gridano  vendetta le domande senza risposta:  ma perché il governo non penalizza i finti malati e si accanisce invece contro la malattia in quanto tale alla faccia dei principi costituzionali? E una volta accertata fiscalmente la malattia, perché effettuare  trattenute sullo stipendio del malato certificato e malcapitato? Può la malattia essere causa di discriminazione economica?

Quando una maestra si ammala è una tragedia per la scuola. Si innesca un meccanismo infernale per cui, non potendo nominare supplenti, si devono in prima istanza utilizzare le  famigerate ore di “compresenza” o “contemporaneità” (due per ogni maestra e quindi quattro nel caso di tempo pieno, di più nel caso del tempo normale-ex moduli) che dovrebbero essere impiegate nel lavoro di recupero, approfondimento ecc. Risultato di tutto questo tourbillon è che le maestre svolgono unità orarie, o frazione-spezzatino di esse, nelle classi più disparate solo per badare i bambini, mentre agli alunni della propria classe vengono a mancare i necessari interventi di  recupero e sostegno per singoli e gruppi che hanno difficoltà a tenere il passo degli altri.

Alla fine risulta opera tanto titanica quanto inutile quella ingegneria oraria per cui si divide orario, si coprono caselle minime, si spostano orari e attività e presenze di docenti che si moltiplicano come i pani e i pesci, alla faccia del maestro “unico” di cui ha cianciato per un intero anno la ministra Gelmini.

(tanto per rendere l’idea leggetevi questo articolo tratto dalla Repubblica di oggi 8 ottobre, edizione di Torino…)

Le scuole diventano un manicomio in cui tutti vanno fuori di testa: docenti, collaboratori amministrativi, dirigenti. Per non parlare poi dei più danneggiati di tutti che alla fine risultano essere i più deboli, insegnanti ammalati e alunni, colpiti nei loro diritti costituzionali fondamentali quale il diritto alla salute e il diritto allo studio.

Uguale o identica tragedia nelle scuole medie e superiori, dove, a volte, si arriva anche a dividere gli alunni per mandarli in altre classi sovraffollandole,  oppure nelle superiori dove si arriva a mandarli a casa in situazioni estreme.

Con gli alunni che vedranno spezzato il proprio orario di apprendimento, con l’alternarsi selvaggio di insegnanti di cui in seguito non ricorderanno neppure il nome, con la frustrazione e il senso di inutilità che pervaderà tutto l’ambiente scolastico ci sarà poco da parlare di qualità degli apprendimenti, di merito scolastico ecc. Ma a nche di disciplina, comportamento ecc.

In una situazione in cui si privilegia la cassa, eretta a criterio assoluto e dominante,  anche solo a pensare alla continuità didattica, alla efficienza ed efficacia degli insegnamenti, alla profondità, solidità e durata di apprendimenti che sviluppano competenze, alla centralità dei diritti degli alunni all’apprendimento, ci fa sentire come naviganti nell’empireo dei massimi sistemi, in un’altra dimensione, quella del dover essere, troppo alta e distante, purtroppo, da quella manicomiale e insulsa, vuota e inadeguata della realtà attuale delle nostre scuole, così ridotte da questo ministro e da questo governo.

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L’amore che non scordo – Storie di comuni maestre

Posted by comitatonogelmini su 19 settembre 2009

l'amore

Giovedì 24 settembre – ore 21.00

Cinema Torresino – via del Torresino, 2 – Padova

proiezione del film – documentario (ingresso gratuito)

L’amore che non scordo

Storie di comuni maestre

Quattro storie di maestre e un maestro, quattro classi, quattro realtà scolastiche riprese tra il 2005 e il 2007 a Milano, Roma e Bologna. Il film documentario mette in risalto quella parte invisibile nei programmi didattici, quello scambio umano così particolare e vivo nella quotidianità, che fanno l’effettiva qualità di una scuola, quella elementare italiana, considerata nel mondo una delle migliori. Una realtà in cui il linguaggio della relazione è la via maestra per il riconoscimento e la crescita.

E’ rivolto a chi insegna, a chi si sta preparando al mestiere e alle donne e agli uomini che hanno a cuore la scuola pubblica in quanto vi mandano i propri figli e figlie. E anche a chi alla scuola si interessa come a un tratto essenziale di una società che vuole dirsi civile.

Dopo il film seguirà una discussione con:

Michela Bertazzo – insegnante e supervisore presso la facoltà di Scienze dell’Educazione Primaria

E’ il nostro modo di festeggiare il primo anno di attività del comitato ed anche una prima occasione per ritrovarsi e ripartire.

Non mancate!!!

Scarica la locandina e aiutaci a pubblicizzare l’evento

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Dall’imposizione del maestro unico al taglio delle ore: caos a settembre

Posted by comitatonogelmini su 21 agosto 2009

caos

 di MARISTELLA

da “L’Unità” del 20 agosto

Meno materie e meno insegnanti: il frutto avvelenato della riforma. Quella che falcia 8 miliardi in 3 anni
 

Alice non troverà più la sua maestra Paola, «vista l’aria che tira» ha scelto di andare in pensione in anticipo. Matteo, un bambino autistico di 8 anni, non avrà più il tutor che l’affianca durante le lezioni (per lui le ore di sostegno sono state dimezzate da ventiquattro a dodici). La direttrice scolastica dell’istituto calabrese non poteva fare miracoli, ha detto ai genitori: «Purtroppo sono stata costretta, gli organici ministeriali sono questi. Ho tre bambini con handicap, mi sono stati concessi solo due insegnanti». Settembre è alle porte, il ministro «ombra» dell’Istruzione è in vacanza. E la scuola (e le famiglie), come al solito, sono alle prese con i problemi in solitudine. L’era Gelmini sta per scoccare. Da metà settembre si torna tra i banchi. Ma la scuola non sarà più la stessa: né quella quella dei bambini nè quella degli studenti-adolescenti. Fino ai ragazzi delle superiori. Restaurazione del maestro unico alle elementari, che poi sarà un maestro prevalente, nonostante il non gradimento delle famiglie italiane e la presa in giro del ministro: «Potete scegliere le 24, le 27, le 30 e le 40 ore», aveva promesso ai genitori all’atto delle iscrizioni alle prime classi. Ma alla fine a decidere sono i pesanti tagli all’istruzione.

Ovunque meno ore di lezione, mille magagne e questioni ancora aperte. A partire dal drammatico scenario dei precari: bidelli e docenti-supplenti, che se prima potevano contare su un lavoro «a tempo» ora sono degli «invisibili». E non finisce qui. Le scuole riaprono con l’incubo della bancarotta, perché sono senza fondi: neppure un euro in cassa per comprare la carta igenica al discount. Figuriamoci per l’ordinaria amministrazione. […] Leggi il seguito di questo post »

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Lo spettro del maestro unico-doppio

Posted by comitatonogelmini su 11 agosto 2009

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di Fabrizio Dacrema e Gianni Gandola
dal sito
Scuolaoggi.org

 

Qualche settimana fa abbiamo commentato su Scuolaoggi la delibera della Corte dei Conti secondo la quale il modello del maestro unico sostenuto dal duo Gelmini-Tremonti non poteva essere prescrittivo (“La Corte dei Conti frena la Gelmini: il maestro unico non può essere un obbligo“). Ora anche Tuttoscuola Focus torna sulla notizia, precisando: “Adesso è quasi ufficiale: il modello del maestro unico non è prescrittivo e le scuole possono organizzarsi con ampi margini di autonomia. Dopo che la precisazione era stata riportata all’interno della delibera della Corte dei Conti con la quale era stata dato l’ok alla registrazione del regolamento sul riordino del primo ciclo (DPR 89/2009), ora anche l’atto di indirizzo (in bozza) che dovrà accompagnare l’applicazione del regolamento parla esplicitamente di modello non prescrittivo e di flessibilità organizzativa da parte delle istituzioni scolastiche autonome.”

Da parte nostra, da tempo sosteniamo che il maestro unico nella scuola primaria risponde a due precise finalità. La prima – probabilmente anche in ordine di importanza – è quella di ridurre il numero dei docenti nella scuola elementare. Vale a dire la convinzione che più docenti che intervengono nelle classi costituiscono “un lusso che non ci si può più permettere” (parole di Giulio Tremonti), e che un solo docente, per un tempo scuola ridotto (24 ore) basta e avanza. In vista del federalismo fiscale l’obiettivo è ridurre a questo la spesa standard dello Stato; gli enti locali e/o le famiglie che vogliono più tempo scuola e più insegnanti se li pagheranno. Di qui la politica di tagli agli organici che ne consegue, per evidenti obiettivi di risparmio di spesa.
La seconda finalità, di natura più squisitamente ideologica, è quella di riportare indietro l’orologio della storia, a prima del ‘68. Basta con il “collettivo”, con il gruppo docente. Torniamo all’insegnante unico, tradizionale, alla lezione frontale e facciamola finita con l’insegnamento cooperativo e la pratica didattica del “lavorare in team”.
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Il modello del docente unico non è prescrittivo!!!

Posted by comitatonogelmini su 9 luglio 2009

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Un’importante precisazione  ripresa dal sito TUTTOSCUOLA.com collegata con la delibera della Corte dei Conti  (n. 12/2009) con cui è stato apposto il visto di registrazione al Regolamento sul primo ciclo

Le scuole possono autonomamente utilizzare nella scuola primaria le risorse di organico in modo flessibile. Il modello del docente unico, previsto da settembre nelle prime classi della scuola primaria, non ha carattere prescrittivo e tassativo. Conseguentemente la scuola può decidere di impiegare l’insegnante non solo su una unica classe.

È quanto emerge dalla delibera della Corte dei Conti (n. 12/2009) con cui è stato apposto il visto di registrazione al Regolamento sul primo ciclo.

Nel testo di delibera si fa riferimento alle deduzioni e ai chiarimenti portati dai dirigenti del ministero dell’istruzione per fugare dubbi e riserve della Corte, e in proposito si riferisce che “Sostiene altresì l’Amministrazione che i criteri indicati dal comma 4 dell’art. 64 non avrebbero carattere prescrittivo e tassativo. Detti criteri, per la loro valenza generale, hanno invece ambiti di applicazione estesi e flessibili.”

La posizione del Miur è altresì confermata ed ulteriormente esplicitata ancora, quando si riferisce cheL’Amministrazione sottolinea che il modello del docente unico –  di cui al d.l. n. 137/2008, convertito in legge n. 169 del 30 ottobre 2008 – viene sì indicato come modello da privilegiare nell’ambito delle possibili articolazioni del tempo-scuola, ma pur sempre “tenuto conto della richiesta delle famiglie e nel rispetto dell’autonomia scolastica”.  In sostanza, l’indicazione del modello non avrebbe alcun carattere prescrittivo, lasciando piena  libertà alle scuole di strutturare orari e assetti didattico-organizzativi secondo la propria programmazione e valutazione.”

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Maestro unico? No, grazie!

Posted by comitatonogelmini su 22 giugno 2009

imageinnercontentproxy_2009-06-20Riportiamo un’interessante riflessione di Cinzia Mion, formatrice, già Dirigente scolastica (Treviso) tratto dal sito www.scuolaoggi.org. Leggete attentamente le sue conclusioni (che noi condividiamo pienamente!) anche perchè sono il punto di partenza per un successivo intervento che a breve seguirà nel nostro sito.

Quando ho traghettato, a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, la riforma della scuola elementare, nota allora come L.148, alla fine del primo quinquennio di applicazione della riforma stessa, iniziata nel 1987/88 con le circolari sulla sperimentazione, mi sono fatta un giro per le classi quinte a fare una chiacchierata con i ragazzi per confrontare la loro crescita e l’effetto che poteva aver prodotto su di loro l’organizzazione modulare, al posto del maestro unico.
Il confronto di sicuro non può aver avuto l’impronta della scientificità , per scontati motivi, ma ricordo benissimo ciò che ho empiricamente rilevato, visto che ne ho subito parlato al successivo collegio dei docenti. Io ero solita andare per le classi a parlare con i bambini, era una cosa che mi piaceva moltissimo ed ogni volta questo rituale mi riservava lo stupore della freschezza dei loro interventi e delle loro espressioni fatte non solo di linguaggio verbale ma anche corporeo.
In altri termini mi affascinava del mio lavoro la possibilità di mantenere una relazione oltre che con i docenti anche con i bambini e la bambine.
Dopo quella ricognizione ricordo che l’impressione che ne ho rilevato è stata, rispetto al livello delle classi quinte precedenti, quella di una nettissima diversa modalità di rapportarsi all’adulto anche quando l’adulto era, come nel mio caso, di rilevanza istituzionale.
Ricordo la disinvoltura con cui mi parlavano del distinto rapporto vissuto con i diversi docenti, ricordo con quanta perspicacia riuscivano a fare valutazioni pertinenti sulla relazione che ogni docente era riuscito a stabilire con loro. Mi ha colpito per esempio una osservazione di un’alunna, particolarmente matura, che con un linguaggio appropriato era riuscita a fare una rilevazione critica su di una docente, con garbo, senza offenderla, sul fatto che prometteva sempre delle sanzioni senza mantenerne mai una, aggiungendo che questo comportamento non era educativo, aggiungendo poi perché…
L’aspetto peculiare che mi è rimasto impresso è stato lo sguardo dei ragazzi, più fiero, più diretto, a volte ammiccante, capace di ironia, in grado di capire lo scherzo e il ragionamento più serio ed impegnativo. In altri termini l’emancipazione, la maturità, la profondità del ragionamento, la competenza argomentativa e critica perché i discorsi che facevamo non riguardavano argomenti scolastici ma pensieri riflessivi.[…] Leggi il seguito di questo post »

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Maestro unico? No, grazie!

Posted by comitatonogelmini su 18 maggio 2009

mostrounicoRiportiamo un articolo dal sito http://www.scuolaoggi.org sulla scelta delle famiegli italiane al momento delle iscrizioni dei propri figli alle classi prime: una sorta di “referendum di fatto” che ha bocciato a gran voce il modello “24 ore + maestro unico” voluto dal Governo, nel silenzio diffuso,  generalizzato e un pò vergognoso delle stampa italiana.

Maestro unico:  già fatto il referendum tra le famiglie, bocciata la riforma Gelmini.
di Marilena Adamo

 La stampa non dà nessun rilievo, inspiegabilmente, a un fatto che io considero clamoroso, in sé e per il rilievo politico che assume. Secondo il sondaggio del ministero dell’Istruzione, le famiglie che hanno scelto il Maestro Unico e la scuola a 24 ore sono solo il 3% ( tre per cento), dato determinato dalle scelte delle famiglie di regioni come Lombardia ed Emilia Romagna che sarebbero intorno all’1%. Quindi il rimanente 97% ha optato per il tempo pieno a 40 ore o per le trenta, i modelli aborriti dal Governo. […] Leggi il seguito di questo post »

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La “nostra” scuola elementare

Posted by comitatonogelmini su 14 maggio 2009

Gino_pollo2Un articolo di Claudia Fanti dal sito www.retescuole.net 

Le maestre/i del passato remoto torneranno, riemergeranno, uniche/ci, però non più sole/i. Anzi, circondate/i da maestre/i senza “cattedra contemporanea”, per un’ora qui e una là, balletto imbellettato di vuote e ipocrite competenze a forza spese male, in un piccolo e assurdo tempo privo della conoscenza di bambine e bambini, quello delle maestre e dei maestri senza contemporaneità, delle maestre e dei maestri che non potranno più ricordare neanche i visi di classi adottate per spiccioli di ora.

Lei presa di mira da chiunque si affacci al muro della politica; Lei stanca e forte insieme; Lei osservata, analizzata, denudata, sezionata da bisturi di diverso colore, provenienza, a scadenza fissa, sempre squassata da garbugli di manzoniana memoria in una intricata trama musicale dissonante che di rossiniano ha nulla, tanto è stonata e imbrogliata.

Lei si arrabatta, accelera e poi rallenta…stanca, sfinita da un niente di proposte legislative, dimagrisce, si asciuga, si fa scheletro di contenuti…scarnificata. […] Leggi il seguito di questo post »

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