di Elvira Scigliano
da Il Mattino di Padova on line
1 marzo 2011
In tredici sono rimasti ventiquattr’ore sull’impalcatura per i lavori di restauro della facciata della basilica di Sant’Antonio: chiedono il permesso di soggiorno dopo essere stati truffati da un’organizzazione criminale in occasione della sanatoria 2009. Altri quaranta accampati per quattro giorni in piazza Antenore. Venerdì sit-in a Palazzo di Giustizia per consegnare la lettera-appello sottoscritta da molti politici e intellettuali
Sono scesi dall’impalcatura sulla facciata della basilica di Sant’Antonio i tredici immigrati che protestavano per il permesso di soggiorno e la truffa orchestrata ai loro danni con la sanatoria 2009. In Prefettura non hanno detto di sì alle loro richieste, ma hanno garantito che valuteranno caso per caso le situazioni. D’accordo con gli altri extracomunitari che da quattro giorni protestano accampati in piazza Antenore e con i militanti delle associazioni che li sostengono hanno quindi deciso di dare un segnale di distensione.
La potesta comunque non s’interrompe. A parte l’appello sottoscritto da esponenti politici e del mondo della cultura e delle professioni, per venerdì, alle ore 15, è stato convocato un sit-in davanti a Palazzo di Giustizia.
“Il vicario del prefetto non ha accolto le nostre richieste, dunque niente blocco delle espulsioni e nessuna garanzia per la concessione da parte del pm di un permesso speciale per protezione sociale fino alla chiusura dell’inchiesta sulla sanatoria-truffa”, ha dichiarato dopo un paio d’ore di colloquio la delegazione ricevuta a Palazzo Stefano (due immigrati, un esponente dell’associazione Melting Pot e un avvocato). Però un significativo successo parziale c’è stato: “Abbiamo ricevuto l’assicurazione che considereranno caso per caso le espulsioni di chi è stato vittima di truffa dopo la sanatoria del 2009 e ha denunciato il fatto”.
Si apre così una breccia nella situazione degli stranieri – nigeriani, senegalesi e marocchini – che sono scesi in piazza per protestare contro le espulsioni, dopo essere stati truffati da una vera e propria associazione criminale. In piazza Antenore erano quasi duecento persone, di queste una una sessantina immigrati senza permesso di soggiorno, che raccontano di essere stati imbrogliati. Alcuni sventolavano la denuncia, a dimostrazione del coraggio avuto raccontando alle autorità dei truffatori e della speranza di poter essere accolti per lavorare in modo regolare.