La scuola è nostra! Miglioriamola insieme

Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Posts Tagged ‘Respingimenti’

Per avere il permesso di soggiorno bisogna parlare già l’italiano e saper usare il pc

Posted by comitatonogelmini su 1 dicembre 2010

di Alessandra Rubenni
da L’Unità
30 novembre 2010
Dal 9 dicembre il nuovo iter per la regolarizzazione degli stranieri. I test La lingua, anche scritta, nelle prove obbligatorie per i richiedenti

Si alza l’asticella per ottenere il permesso di soggiorno. E per gli stranieri più sfortunati, quelli che nel Paese di origine non sono stati scolarizzati, che non sanno usare il pc o hanno problemi con carta e penna, la prospettiva diventa ancora più nera. La data fatidica è arrivata. Dal 9 dicembre diventa operativo il decreto del 4 giugno 2010 firmato dai ministri Maroni e Gelmini, Interno e Istruzione, che introduce di fatto l’esame obbligatorio di lingua italiana per gli immigrati che chiedono di regolarizzare la propria presenza in Italia per il «lungo periodo ». Per tanti,un ostacolo difficilissimo da superare, che suona come una condanna certa: quella di un ritorno inevitabile alla clandestinità. Il decreto varato questa estate fissa le modalità di svolgimento dei test di lingua – come previsto dall’articolo 9 del decreto legislativo del 25 luglio 1998 – attraverso i quali gli stranieri devono dimostrare di conoscere l’italiano a un livello classificato come “A2” dai parametri europei, ovvero di saperlo parlare, scrivere, leggere e di saperlo usare per «interagire con ragionevole disinvoltura in situazioni strutturate e conversazioni brevi». E se questo già sembra un bello scoglio – tanto che diverse scuole italiane per migranti hanno già manifestato il loro dissenso -, ci si mette pure l’informatica. La trincea sulla quale gli immigrati dovranno affrontare i test saranno infatti delle postazioni pc, anche se chi lo chiederà potrà farlo vergando la propria prova pure su carta. La macchina sarebbe già pronta. Il Ministero dell’Interno fa sapere che il suo “Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione” ha messo a punto la procedura informatica che consentirà la gestione delle domande per sottoporsi ai test. Lo straniero che vuole chiedere il permesso di soggiorno da giovedì 9 dicembre dovrà collegarsi al sito http://www.testitaliano.interno.it (non ancora disponibile) e da lì avanzare la sua richiesta alla Prefettura di riferimento, che lo convocherà entro 60 giorni per la prova, indicando giorno e luogo. Dunque, se l’iter non si incepperà – e ammesso che come prescritto dal decreto tutto questo non pesi in nessun modo sulle casse pubbliche – via agli esami di “sbarramento” per i permessi di soggiorno, sulla base di criteri di svolgimento e di assegnazione del punteggio stabiliti in modo uniforme in tutta Italia. Chi riesce a ottenere almeno l’80% del punteggio complessivo, con una prestazione che rasenta la perfezione, supera l’esame e dunque può andare avanti in questo percorso a punti, presentando la domanda del permesso di soggiorno alla questura. Chi non ce la fa, dopo la prima bocciatura può invece ripetere la prova un’altra volta. Esentati dall’esame di lingua, solo chi abbia dei titoli di studio o degli attestati che certificano la conoscenza dell’italiano, come nel caso degli stranieri che abbiano frequentato le scuole italiane di primo o secondo grado, i minori che non abbiano ancora compiuto i quattordici anni, chi è venuto in Italia come dirigente, professore universitario o ricercatore, traduttore o interprete; oppure, infine, chi dimostra di «essere affetto gravi limitazioni alla capacità di apprendimento linguistico derivanti dall’età, da patologie o da handicap, attestate mediante certificazione rilasciata dalla struttura sanitaria pubblica». Chi non ha mai avuto accesso all’ alfabetizzazione, si prepari. Ma a un nuovo percorso, di illegalità

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Lunedì al cinema con “Nessuno è illegale”

Posted by comitatonogelmini su 19 marzo 2010

Il coordinamento Nessuno è Illegale

nell’ambito della rassegna “Mondayscreen”

vi invita alla visione de 

LO STAGIONALE

di Alvaro Bizzarri (1971)

la proiezione si terrà

Lunedì 22 marzo alle ore 21.00
presso il Collegio EDERLE – via Belzoni 160 – Padova

alla serata parteciperà il regista Alvaro Bizzarri

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17 Ottobre: manifestazione nazionale antirazzista a Roma

Posted by comitatonogelmini su 10 ottobre 2009

venetoliberodalrazzismoIl Comitato Genitori e insegnanti di Padova ha aderito alla (speriamo) grande manifestazione nazionale del 17 ottobre contro il razzismo (www.17ottobreantirazzista.org). Su scala locale abbiamo anche aderito all’iniziativa “VENETO LIBERO DAL RAZZISMO E DALLA PAURA” (ne abbiamo già parlato  qui), un coordinamento di realtà venete nato su impulso del gruppo veneziano “Venezia respinge il razzismo” e che in pochi giorni sta tentando di costruire -in vista della partecipazione all’appuntamento nazionale- una unitaria mobilitazione di gruppi, associazioni, forze sindacali e politiche della nostra regione; il primo obiettivo è quello di mettere a disposizione un “treno veneto” per tutti coloro che intendono prendere parte alla manifestazione a Roma. Maggiori notizie le trovate su www.venetoliberodalrazzismo.wordpress.com.

Anche presso il Comitato è possibile avere informazioni,  prenotare il biglietto ferroviario per partecipare a questo appuntamento e/o contribuire con una piccola sottoscrizione all’iniziativa (scrivere a comitato.nogelmini@gmail.com).

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Veneto libero dal razzismo e dalla paura

Posted by comitatonogelmini su 5 ottobre 2009

venezia_1

 

Riceviamo il seguente appello da Venezia. Ne condividiamo il testo ed il senso e quindi invitiamo tutti a farlo proprio e a veicolarlo nella comunità

 

 

A Roma il 17 Ottobre tanti e diversi uniti, dal nostro territorio.

Appello al Veneto libero da “Venezia respinge il razzismo”

Dopo che la nostra città è stata violentata dalla parata della Lega Nord che, come ogni anno, è calata su Venezia il 13 settembre scorso, è successo qualcosa di straordinario. Tante energie in circolo da sempre ma che faticavano a incontrarsi si sono ritrovate sabato 26 settembre nella costruzione di una manifestazione partecipata e plurale oltre ogni aspettativa, che si è ripresa le calli e i campi di una città che i leghisti, ormai da tempo, tentano di accerchiare e invadere.

Afghani, curdi, senegalesi, bengalesi, ivoriani, iraniani, autoctoni, associazioni laiche e cattoliche, membri di partiti e sindacati: tutti i cittadini veneziani di una Venezia che respinge il razzismo hanno camminato insieme senza bandiere, dietro un nome comune.

E’ stata la reazione immediata alla vergognosa aggressione di un ragazzo albanese, avvenuta mentre lavorava come cameriere in un ristorante del centro, compiuta da sette uomini in camicia verde armati di spranghe che facevano parte della gente arrivata con la Lega Nord. Ma è stata soprattutto una protesta articolata e profonda contro tutte le forme di razzismo istituzionale che si manifesta nelle leggi inaccettabili che compongono il pacchetto sicurezza, nei respingimenti illegali dei migranti verso la Libia e dai porti dell’Adriatico, nella clandestinizzazione forzata di centinaia di migliaia di cittadini e lavoratori privati di ogni diritto, nella distruzione del diritto d’asilo e nella detenzione disumana di persone che hanno commesso l’unico reato di non trovare alcun modo per regolarizzare la propria posizione sul territorio.

Siamo indignati, perché le nostre città e tutta la nostra regione sono utilizzate come palcoscenico e vetrina da questa cultura razzista istituzionalizzata le cui nefandezze restituiscono un’immagine degradante e imbarbarita del nostro territorio.

Certo, la Lega Nord, da queste parti, può vantare molti consensi elettorali , ma sono stati ottenuti imbrogliando le persone e promettendo loro quella sicurezza, autonomia dallo Stato, meno tasse e più giustizia sociale che non sono mai arrivati. In realtà, noi lo sappiamo bene, sono solo slogan e parole d’ordine che vengono utilizzati per colpire i più deboli e alimentare scientificamente razzismo e la chiusura identitaria in chi viene costantemente bombardato, terrorizzato da questi messaggi. La Lega deve coprire il fatto che non ha alcuna vera risposta alla crisi economica e non potrà mai mantenere le sue promesse, neanche e soprattutto ora che è diventata parte fondamentale del governo e dello Stato centrale.

Ma Noi siamo altro da questo.

Siamo innanzitutto la Venezia che è e vuole rimanere libera, aperta e solidale, perché da secoli attraversata dalla mescolanza di genti che hanno saputo donarle un’immensa ricchezza culturale, economica e sociale. Siamo la Venezia che respinge il razzismo in tutte le sue forme e che vuole combattere contro le leggi incivili e medievali che vengono imposte a questo paese.

Facciamo appello alle altre città del Veneto

Di quel Veneto che è fermento di sempre nuove forme di associazionismo e del volontariato, di quel Veneto che costruisce la solidarietà tutti i giorni con percorsi concreti e coraggiosi, di quel Veneto che non accetta di essere rappresentato dalle bandiere celtiche e dalle propagande di odio e divisione.

Diamo vita, forza, voce, tutti insieme al nostro Veneto, il Veneto Libero dal razzismo, dalla paura, dalle invasioni arroganti di chi vuole prendersi i nostri spazi e le nostre menti. Un Veneto libero di lottare contro ogni ingiustizia, in ogni parte del mondo e anche a casa nostra, senza diventare misero e peggiore.

Abbiamo una prima preziosa occasione per dare visibilità a questo ambizioso e straordinario progetto:

Sabato 17 ottobre una grande e variegata manifestazione nazionale attraverserà le strade di Roma per dire NO al razzismo. Andiamoci, in tanti e diversi, da tutto il Veneto, con un treno comune e un unico nome: “Veneto Libero dal razzismo e dalla paura”

Questa sarà la bandiera che ci rappresenterà tutti, nelle nostre diversità, nei nostri grandi sogni e nelle battaglie che verranno.

Il 10 Ottobre, nella costruzione di questo percorso, può essere la giornata in cui, ovunque nel Veneto, tantissimi gazebo con questa nuova bandiera riempiano strade e piazze, campi e calli, per raccogliere adesioni e sostegno per il nostro treno.

Per info e adesioni: trenovenetolibero@gmail.com

Razzismo Stop mette a disposizione la propria sede in Via Gradenigo 8 a Padova (Quartiere portello)

Mercoledì 7 ottobre 2009 ore 21.00

per un incontro aperto a cui parteciparnno esponenti di “Venezia
respinge il razzismo” per condividere questa proposta
e costruire la più ampia partecipazione


17ottobre

Sito nazionale della Manifestazione del 17 ottobre
http://www.17ottobreantirazzista.org/

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W il Clandestino Day!!!

Posted by comitatonogelmini su 28 settembre 2009

clandestino
 
Grazie a tutti coloro che hanno dedicato qualche ora della propria giornata a questa iniziativa, a tutti coloro che hanno fatto capolino per portare un saluto e anche a quelli che magari avrebbero voluto passare ma – pressati dai vari impegni – non ce l’hanno fatta.

 

Finito il Clandestino day ! Col nostro solito metodo un po’ sgarruppato ma magicamente efficace, siamo riusciti a tenere in piedi  10 ore continuative di banchetto/presidio  (dalle 9 del mattino fino alle sette di sera) in piazza delle Erbe. Abbiamo distribuito  moltissimi volantini (contattando anche  parecchie persone che solitamente non troviamo di fronte a scuola), venduto i nostri calendari e  consumato un numero imprecisato di litri d’acqua, chinotto et consimili (il clima e la temperatura erano vagamente agostani). Almeno un po’, abbiamo pure avuto la possibilità di ritrovarci in piazza – con lo stesso obiettivo – insieme a molti amici  che quotidianamente lavorano in ambiti diversi, anche lontani dalla scuola.

La nostra iniziativa di oggi – nel suo piccolo – era importante:

1) per riaffermare che la scuola che vogliamo non è rappresentata da un universo chiuso in se stesso, ma da  una comunità di persone capace di riflettere criticamene e di provare ad incidere nella realtà che la circonda: per questo alcuni “argomenti forti “(fra cui quello della difesa della multiculturalità e del rispetto della dignità) costituiscono a tutti gli effetti materia di impegno e di lavoro per il comitato genitori.

2) per dimostrare che  su questi “argomenti forti”,al di là di qualche piccola difficoltà organizzativa, è possibile, forse è essenziale,  far convergere l’impegno unitario e la collaborazione di vari gruppi, organizzazioni, singoli, perché ciò che vogliamo non è solamente testimoniare il nostro punto di vista ,ma cambiare le cose che non ci piacciono. Quindi, alla faccia del consueto scarso interesse massmediatico, che la giornata di oggi sia di buon auspicio per il futuro!

25 settembre 2009

Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova

Per chi non c’era la possibilità di vedere alcuni momenti della giornata, offerta da www.globalproject.info, cliccando qui

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Pacchetto sicurezza e minori invisibili

Posted by comitatonogelmini su 3 agosto 2009

logo_norazzismo

 

Giulietta Poli, insegnante della scuola primaria Giovanni XXIII di Padova, ha inviato a “Il Mattino” la seguente lettera

Condividiamo pienamente tutto quello che Giulietta scrive e quindi ve la proponiamo integralamente

 

 

Alla C.A. Redazione Il Mattino di Padova
Rubrica Lettere dei lettori ( con richiesta di cortese pubblicazione )

Al rientro dalla breve vacanza che la magnanimità dei Ministri Tremonti e Gelmini mi hanno concesso, grazie al mio faraonico salario di insegnante statale, sono stata sollecitata ad intervenire a seguito del paginone pubblicato mercoledì 29 luglio da questo quotidiano.

Il prossimo novembre cadrà il 20° anniversario della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia.
Il Governo in carica, che già si era contraddistinto con proposte lesive dei diritti dei bambini (classi ghetto per alunni stranieri, rilevazione delle impronte digitali per bambini di etnie zingare, istigazione alla “delazione” per medici e presidi), ha ben pensato di festeggiare con provvedimenti legislativi in materia di clandestinità che di fatto, checché ne dica il Viminale, creeranno un esercito di bambini invisibili; norma incostituzionale per la quale le associazioni a tutela degli immigrati e quelle che si occupano dell’infanzia sono, giustamente, sul piede di guerra.
Non sono una giurista ma è chiaro che il citato pacchetto creerà uno stato di confusione negli uffici anagrafe e stimolerà sicuramente alcuni pubblici ufficiali particolarmente solerti (fra loro medici e presidi anche se la norma che li riguardava è stata cassata) a “segnalazioni” che, tramite il minore, colpiranno l’intero nucleo familiare.

Fermo restando che, per quanto mi riguarda , l’introduzione del reato di clandestinità sancisce un crimine che va a colpire una condizione meramente materiale, spesso non dipendente dalla libera volontà del soggetto coinvolto, quello che mi preoccupa come cittadina e come insegnante che da anni si occupa di accoglienza è il messaggio che questa legge lancia.
Mi sconvolge l’incultura che rivela e rilancia e che recenti fatti xenofobi confermano ed utilizzano.
Ci viene detto che i nostri alunni stranieri non dovranno temere alcun che, ignorando che la legislazione consente, senza problemi, ai medesimi il libero accesso alla frequenza della “scuola dell’obbligo”.
Ne deduco che verranno escluse le Scuole d’infanzia (che d’obbligo non sono!) e mi domando anche cosa succederà a certi alunni al compimento del 15 anno (fine dell’obbligo!) ed agli studenti stranieri (clandestini) maturandi.

Da più parti, a seguito dei dinieghi del Ministro competente, che da un lato smentisce e dall’altro invita ad essere “più cattivi”, è stata richiesta la pubblicazione di una circolare esplicativa che sinora, a pochi giorni dall’entrata in vigore della legge-sicurezza, non si è vista.
Certo è che l’applicazione di questo obbrobrio rafforzerà le tendenze xenofobe già fin troppo diffuse ed alimenterà la paura in un paese di ex emigranti dalla memoria corta ed in chi dalla propria terra aveva tentato la fuga, spesso proprio per paura.

Per quanto riguarda i bambini, invece, il metodo adottato lo potremmo definire “Ucciderli sin da piccoli”; il fatto che i bambini figli di immigrati clandestini non potranno avere diritto ad una identità è un messaggio con un significato simbolico profondo.

Il problema si potrebbe risolvere se il nostro Paese, come moltissimi altri nel mondo ( primo, secondo e terzo) concedesse la cittadinanza per diritto di suolo ai nascituri in Italia.
Ma questo è un sogno, assieme alla revisione della legislazione in materia d’asilo, di là da venire.

Intanto “Buon 20° compleanno Convenzione sui diritti dei bambini e dei ragazzi! ”
L’Italia vi festeggia felice.

Con me state tranquilli; sono una maestra che sa anche insegnare che disobbedire non è sempre un peccato.
Come diceva Don Milani: ” L’obbedienza non è più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni”

Mai citazione mi è apparsa più appropriata davanti ad una democrazia morente ed alla violazione, aperta, dei principi costituzionali e di svariate dichiarazioni della Nazioni Unite.

Io sto già disobbedendo mentre stendo queste riflessioni!

Giulietta Poli -insegnante di Scuola primaria

Padova 30 luglio 2009

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Pacchetto Sicurezza: abbiamo solo da vergognarci!!!

Posted by comitatonogelmini su 3 luglio 2009

logonorazzismo17112008Riceviamo e volentieri

 contribuiamo a diffondere

 questo intervento

di Alex Zanotelli

Napoli, 2 luglio 2009

Il Senato ha approvato oggi il cosiddetto Pacchetto Sicurezza del ministro degli interni Maroni.
Mi vergogno di essere italiano e di essere cristiano. Non avrei mai pensato che un paese come l’Italia avrebbe potuto varare una legge così razzista e xenofoba. Noi che siamo vissuti per secoli emigrando per cercare un tozzo di pane (sono 60 milioni gli italiani che vivono all’estero!), ora ripetiamo sugli immigrati lo stesso trattamento, anzi peggiorandolo, che noi italiani abbiamo subito un po’ ovunque nel mondo.
Questa legge è stata votata sull’onda lunga di un razzismo e una xenofobia crescente di cui la Lega è la migliore espressione. Il cuore della legge è che il clandestino è ora un criminale. Vorrei ricordare che criminali non sono gli immigrati clandestini ma quelle strutture economico-finanziarie che obbligano le persone a emigrare. Papa Giovanni 23° nella Pacem in Terris ci ricorda che emigrare è un diritto.
Fra le altre cose la legge prevede la tassa sul permesso di soggiorno (i nostri immigrati non sono già tartassati abbastanza?), le ronde, il permesso di soggiorno a punti, norme restrittive sui ricongiungimenti familiari e matrimoni misti, il carcere fino a 4 anni per gli irregolari che non rispettano l’ordine di espulsione ed infine la proibizione per una donna clandestina che partorisce in ospedale di riconoscere il proprio figlio o di iscriverlo all’anagrafe.
Questa è una legislazione da apartheid, che viene da lontano: passando per la legge Turco-Napolitano fino alla non costituzionale Bossi – Fini.
Tutto questo è il risultato di un mondo politico di destra e di sinistra che ha messo alla gogna lavavetri, ambulanti, rom e mendicanti. Questa è una cultura razzista che ci sta portando nel baratro dell’esclusione e dell’emarginazione.
Questo rischia di svuotare dall’interno le garanzie costituzionali erette 60 anni fa – così hanno scritto nel loro appello gli antropologi italiani – contro il ritorno di un fascismo che rivelò se stesso nelle leggi razziali”.
Vorrei far notare che la nostra Costituzione è stata scritta in buona parte da esuli politici, rientrati in patria dopo l’esilio a causa del fascismo.
Per ben due volte la costituzione italiana parla di diritto d’asilo, che il parlamento non ha mai trasformato in legge.
E non solo mi vergogno di essere italiano, ma mi vergogno anche di essere cristiano:
questa legge è la negazione di verità fondamentali della Buona Novella di Gesù di Nazareth. Chiedo alla Chiesa Italiana il coraggio di denunciare senza mezzi termini una legge che fa a pugni con i fondamenti della fede cristiana.
Penso che come cristiani dobbiamo avere il coraggio della
disobbedienza civile
. È l’invito che aveva fatto il cardinale R. Mahoney di Los Angeles (California), quando nel 2006 si dibatteva negli USA una legge analoga dove si affermava che il clandestino è un criminale.
Nell’omelia del Mercoledì delle ceneri nella sua cattedrale, il cardinale di Los Angeles ha detto che, se quella legge fosse stata approvata, avrebbe chiesto ai suoi preti e a tutto il personale diocesano la disobbedienza civile. Penso che i vescovi italiani dovrebbero fare oggi altrettanto.
Davanti a questa legge mi vergogno anche come missionario: sono stato ospite dei popoli d’Africa per oltre 20 anni, popoli che oggi noi respingiamo, indifferenti alle loro situazioni d’ingiustizia e d’impoverimento
.
Noi italiani tutti dovremmo ricordare quella Parola che Dio rivolse a Israele: “Non molesterai il forestiero né l’opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d’Egitto” (Esodo 22,20).

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Un bacio ugandese, un abbraccio filippino e una stretta di mano rumena!

Posted by comitatonogelmini su 11 giugno 2009

Il Comitato genitori e insegnanti per la scuola pubblica di Padova aderisce alla campagna nazionale contro i respingimenti “Io non respingo”, promossa dal 10 al 20 giugno 2009 in decine di città italiane, in occasione della visita di Gheddafi in Italia.

Lunedì 15 giugno 2009 è in programma un momento informativo e di approfondimento aperto a tutti presso il Cinema Torresino, via del Torresino – Padova, promosso in collaborazione con il circolo the Last Tycoon.

Alle ore 21.00 ci sarà la proiezione del film-documentario “Come un uomo sulla terra” di Riccardo Biadene, Andrea Segre, Dagmawi Yimer. “Come un uomo sulla terra” è un viaggio di dolore e dignità, attraverso il quale viene data voce alla memoria quasi impossibile di sofferenze umane, rispetto alle quali l’Italia e l’Europa hanno responsabilità che non possono rimanere ancora a lungo nascoste. (Per approfondimenti sul film e sulla campagna: http://comeunuomosullaterra.blogspot.com / http://fortresseurope.blogspot.com )

Alla proiezione seguirà una discussione con Annalisa Frisina e Devi Sacchetto, ricercatori presso il Dipartimento di Sociologia dell’Università di Padova e con insegnanti e genitori impegnati sui temi dell’accoglienza a scuola.

Io non respingo, a scuola nessuno è clandestino e all’università non si laureano i dittatori!

Promuoviamo questa iniziativa per proporre una riflessione sui temi dei respingimenti e più in generale dell’immigrazione, perchè riguardano da vicino la scuola.

La questione dei respingimenti ci ha toccati tutti in queste settimane. Chi conosce quale destino attende i migranti e i rifugiati respinti al largo di Lampedusa e imprigionati nelle carceri libiche, non può rimanere indifferente e complice. In Libia ogni giorno centinaia di persone in fuga dalla guerra o dalla miseria provenienti da ogni parte dell’ Africa vengono arrestati, torturati, venduti e rivenduti come schiavi con la complicità delle autorità locali, qualche volta lasciati al loro destino sulle carrette del mare, infine bloccati e riaccompagnati nei centri di detenzione libici.

In questi giorni vediamo accogliere con tutte le onorificenze Gheddafi, un dittatore che governa il proprio paese in maniera dispotica. Una università italiana, con una apposita delibera, addirittura lo ha proposto per il conferimento di una laurea ad honorem in diritto. Baci e abbracci in nome di accordi bilaterali che violano la legalità internazionale, nascondono ipocritamente una triste e pesante realtà di violenza e negazione di diritti, rispondono a chiari interessi di potere.

Pensiamo che i respingimenti siano solo uno degli aspetti di una politica che non si fa scrupolo di fomentare paure, alimentare diffidenze, creare allarme, per poi “mostrare i muscoli” offrendo ai propri cittadini lo spettacolare respingimento dei barconi in nome del mito della “sicurezza”.

Vista “da scuola” la questione ci fa riflettere.

A scuola viviamo e tocchiamo con mano le scelte del governo italiano di togliere risorse all’istruzione e diminuire le opportunità formative e di crescita per i bambini di oggi, cittadini di oggi e di domani: il primo dei tre anni di tagli previsti lo sperimenteranno i nostri figli e alunni già dal prossimo settembre 2009.

A scuola viviamo un clima culturale che vorrebbe alimentare pregiudizi e osserviamo una classe politica inventarsi delle improbabili motivazioni “pedagogiche” per approvare in parlamento una mozione per “isolare” i bimbi immigrati in apposite “classi” allo scopo di “insegnare loro l’italiano”

A scuola tocchiamo gli effetti di questo clima sulla pelle dei ragazzi quando un dirigente scolastico chiede pubblicamente a uno studente il permesso di soggiorno o quando si vorrebbero chiamare tutti i funzionari di pubblico servizio -e quindi anche gli insegnanti- a denunciare i figli di immigrati irregolari.

Vediamo un paese che invecchia, che si riduce demograficamente. Pensiamo che nel mondo la solidarietà, la cooperazione e la legalità internazionale possano costruire qualcosa di migliore di quanto non possano fare le politiche dei muscoli e gli interessi di potere.

Pensiamo che gli immigrati siano una risorsa per il nostro paese e che i loro figli sono bambini come i nostri. Bambini che vivono, giocano e studiano insieme. Basta fare un giro per le nostre scuole per capire il valore aggiunto e la ricchezza di questo crescere insieme.

A scuola vediamo una bambina africana spiegare le parole con le doppie ad un bambino veneto o un bambino filippino ballare una samba brasiliana nella festina di fine anno. Sentiamo nostro figlio tornare a casa e dirci “Sai, abbiamo un nuovo compagno di classe, è rumeno e non parla italiano. Ma noi glielo stiamo insegnando!”.

É semplice. É nei banchi di scuola che si coltiva e si costruisce la sicurezza, la condivisione, il rispetto. Scuola, diritti e istruzione oggi significano coltivare un futuro libero dalla paura e dalla disperazione.

E in quanto genitori e insegnanti, impegnati nell’educare e crescere i nostri bimbi, non abbiamo dubbi: il futuro non è nelle politiche della paura e dei tagli di bilancio all’istruzione ma nel dare forza e risorse alla scuola, alle nuove generazioni, all’accoglienza.

Per questo aderiamo alla campagna “Io non respingo”. Per questo sottoscriviamo la lettera di centinaia di docenti italiani contro la laurea ad honorem al dittatore libico Gheddafi. Per questo vogliamo manifestare il nostro dissenso, per non rimanere indifferenti, e per essere migliori di chi ci rappresenta. Per questo continueremo a batterci, per una scuola di qualità, di tutti e per tutti.

Per una scuola capace di accogliere e di condividere.

Un bacio ugandese, un abbraccio filippino e una stretta di mano rumena!

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Io non respingo, a scuola nessuno è clandestino e all’università non si laureano i dittatori!

Posted by comitatonogelmini su 8 giugno 2009

io non respingo logoio non respingo logoIl Comitato genitori e insegnanti per la scuola pubblica di padova
in collaborazione con il circolo the Last Tycoon

vi invita alla proiezione del film-documentario

COME UN UOMO SULLA TERRA
di Riccardo Biadene, Andrea Segre, Dagmawi Yimer

Lunedì 15 giugno 2009 – ore 21.00
Cinema Torresino (via del Torresino 2, Padova) – mappa

–  ingresso gratuito  –
SCARICA IL VOLANTINO-LOCANDINA

“Come un uomo sulla terra” è un viaggio di dolore e dignità, attraverso il quale viene data voce alla memoria quasi impossibile di sofferenze umane, rispetto alle quali l’Italia e l’Europa hanno responsabilità che non possono rimanere ancora a lungo nascoste. […] Leggi il seguito di questo post »

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Bambini, come i nostri

Posted by comitatonogelmini su 13 maggio 2009

einsteinRiportiamo dal sito dei comitati dell’alto vicentino una riflessione sui respingimenti di questi giorni http://www.salvalascuolapubblica.blogspot.com/

Sul tema migranti segnaliamo la proiezione del film-documentario “Come un uomo sulla terra”, in corso in tutta Italia, con la voce diretta dei migranti africani sulle brutali modalità con cui la Libia controlla i flussi migratori, su richiesta e grazie ai finanziamenti di Italia ed Europa http://comeunuomosullaterra.blogspot.com/  (In Veneto: 13 e 14 maggio – PADOVA – Cinema Multi Astra / 15 maggio – Lido Pellestrina (VE)/ 27 Maggio – VERONA).

La petizione on-line della FLC-CGIL “Noi educhiamo, non denunciamo!http://www.firmiamo.it/noieduchiamoenondenunciamo

Un articolo sulle gravi conseguenze del “pacchetto sicurezza” per i minori dal sito Melting Pot: http://www.meltingpot.org/articolo14452.html

“È l’ordine più infame che abbia mai eseguito. Non ci ho dormito, al solo pensiero di quei disgraziati”, dice uno degli esecutori del “respingimento”. “Dopo aver capito di essere stati riportati in Libia – aggiunge – ci rlavano: “Fratelli aiutateci”. Ma non potevamo fare nulla, gli ordini erano quelli di accompagnarli in Libia e l’abbiamo fatto. Non racconterò ai miei figli quello che ho fatto, me ne vergogno”.

Citate ne La Repubblica del 9 maggio, questa sono le parole dei militari delle motovedette italiane che hanno riportato in Libia oltre 200 extracomunitari, tra i quali 40 donne (3 incinte) e 3 bambini, dopo averli soccorsi mercoledì scorso nel Canale di Sicilia.

Il Ministro Maroni ha definito quest’operazione UN SUCCESSO. […] Leggi il seguito di questo post »

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